Domani avvenne: da lunedì 9 gennaio 2023 a domenica 15 gennaio

9 Gennaio 1963: Charlie Watts – dopo una corte spietata – cede alle lusinghe di Mick Jagger e company, ed entra nei Rolling Stones. Prima di lui, per brevi periodi, erano stati alle pelli Mick Avory, Tony Chapman e Carlo Little: ma è solo con l’ingresso di Watts – batterista appassionato di jazz, e graphic designer – che la formazione dei Rolling Stones si stabilizza definitivamente. Con le Pietre, Charlie rimarrà per tutta la carriera e fino alla sua morte, avvenuta nel 2021.

10 Gennaio 1948: a Passaic (New Jersey) nasce Donald Fagen. Cantante, autore e tastierista, nel 1971 – assieme Walter Becker – fonda il gruppo soft-pop degli Steely Dan: nel 1981 il duo sospende l’attività e Donald, l’anno successivo, debutta col bellissimo album “The Nightfly”. Negli anni, Fagen ha alternato lavori solisti molto personali e raffinati a periodiche reunion degli Steely Dan, ma sempre col contagocce. Per la cronaca: ho utilizzato la copertina di “The Nightfly” come icona della mia rubrica “Recensioni”!.

11 Gennaio 1971: per la Columbia Records esce “Pearl“, il secondo e ultimo album solista della cantante americana Janis Joplin. Uscito postumo, a tre mesi dalla tragica morte per overdose, esibisce in scaletta brani come “Mercedes Benz”, “Cry Baby”, “Me and Bobby McGee” e lo strumentale – dal titolo sinistramente gravido di presagi – “Buried Alive in the Blues“.

12 Gennaio 2003: a Miami Beach (Florida), all’età di 54 anni, ci lascia Maurice Gibb. Gemello di Robin, assieme al terzo fratello Barry è stato membro dei Bee Gees, in cui ha militato dal 1963 sino allo scioglimento, nel 2003. Il decesso avviene a seguito di un intervento chirurgico per un’occlusione intestinale.

13 Gennaio 1978: i Police iniziano le incisioni del loro album d’esordio, “Outlandos d’Amour”, presso i Surrey Sound Studios di Londra: il budget è ridottissimo (1.500 sterline), prese a prestito da Miles Copeland, fratello del batterista e celebre produttore discografico. La lavorazione prosegue in modo intermittente per circa 6 mesi, tanto che il lavoro sarà pubblicato solo a Novembre: ma sarà l’inizio di una carriera stellare!

14 Gennaio 1969: a Warren (Ohio) nasce Dave Grohl. Chitarrista in erba, passa presto alla batteria, e inizia a girare per i locali di Washington: nell’85 entra nella band punk-rock Scream, e nel ’90, durante un concerto, è notato da Kurt Cobain e Krist Novoselic, dei Nirvana. Passa un anno: i Nirvana pubblicano il primo album, e durante l’incisione di quello che sarebbe diventato “Nevermind”, il batterista Chad Channing se ne va, e Grohl entra al suo posto. Debutta così la formazione più nota del trio di Seattle, in cui Dave resta fino al traumatico scioglimento, nel ’94. Grohl non si è mai comunque fermato, fondando i Foo Fighters, collaborando con The Queens of the Stone Age e Killing Joke, e partecipando a innumerevoli progetti, spesso nelle vesti di frontman, autore e ideatore.

15 Gennaio 1958: per la Challenge Records esce “Tequila“, a nome The Champs, scritto dal saxofonista Danny Flores col nome d’arte di Chuck Rio, e pubblicato sul lato B del singolo “Train to Nowhere”: a sorpresa, e grazie a un dj di Cleveland, è però proprio la B side a scalare le hit e a volare al primo posto della Hot100 (record assoluto per un debutto strumentale)! La canzone è famosissima: un riff dalla sbalorditiva orecchiabilità, immerso in un tripudio di umori latini, e con un testo iper-minimalista: la parola “Tequila”, pronunciata per tre volte con tono torvo e cavernoso!

Domani avvenne: da lunedì 26 dicembre 2022 a domenica 1° gennaio 2023

26 Dicembre 1951: a Dayton (Ohio) nasce John Scofield. Chitarrista e autore jazz, dopo i primi anni di “jazz puro”, grazie a Billy Cobham si avvicina al nascente mondo del jazz-rock, e successivamente approda al funk: ma, sempre curioso, a fine anni 80 prima si approccia allo swing, e poi al soul-jazz del Sud… Un vero nomade stilistico, e sempre di altissimo livello.

27 Dicembre 1975: a poco più di un mese dalla sua pubblicazione, il quarto album dei Queen, “A Night at the Opera“, vola al primo posto della classifica inglese. Disco multiforme ed eclettico, annovera in scaletta “I’m in Love with My Car”, “Love of My Life”, “You’re My Best Friend” e il singolo-capolavoro “Bohemian Rhapsody”.

28 Dicembre 2015: a Los Angeles, a 70 anni, muore Ian Fraser Kilmister, in arte Lemmy. Bassista elettrico, nel 1971 è negli Hawkwind, storico gruppo space rock inglese, che lascia dopo 4 anni per fondare il trio dei Motörhead, che propone un innovativo crossover fra metal, punk, speed e rock’n’roll: e inizia la leggenda. Il suo look dai baffoni ottocenteschi e simboli prussiani, la voce roca, il cappello da cowboy, la testa protesa costantemente verso il microfono (appeso in alto) ne fanno una delle icone più truci e assieme simpatiche del rock.

29 Dicembre 1984: a poco più di tre settimane dalla sua uscita, il singolo di beneficenza “Do They Know It’s Christmas?“, della Band Aid, va al primo posto della classifica inglese, dove resta 5 settimane: in Inghilterra vende tre milioni di copie in meno di un mese, e si piazza alle top hit di altri 13 paesi. La cifra raccolta sfiora gli 8 milioni di pounds!

30 Dicembre 1952: a Tunica (Mississippi), a soli 52 anni, muore Willie Brown, bluesman rurale sodale del mitico Son House. Nonostante una discografia ridottissima, Willie è una figura fondamentale, un nodo centrale nella rete di scambi e comuni elaborazioni su cui il Delta Blues si forma e vive.

31 Dicembre 1942: a Poulton-le-Fylde (UK) nasce Andrew “Andy” Summers. Chitarrista elettrico, attraversa gli anni Sessanta e inizio Settanta come turnista, fra Eric Burdon, Zoot Money, Soft Machine e Jon Lord: la svolta arriva nel 1977, quando entra nei Police e conquista la fama mondiale. Il suo è uno stile particolare, con un sound ricco di riverbero, accordi sospesi e aperti, che si inserisce fra il basso di Sting e la batteria di Copeland in modo unico e magistrale.

1° Gennaio 2003: a Montemagno di Camaiore (Lucca), poco prima di compiere 64 anni, ci lascia Giorgio Gaberščik , in arte Giorgio Gaber. Chitarrista, autore, cantante, attore, pensatore lucido e disincantato, amico di Jannacci e Celentano, inventore – assieme a Sandro Luporini – del “teatro canzone”, titolare di una trentina di album… Uno dei vertici non solo del cantautorato, ma anche del pensiero italiano.

Domani avvenne: da lunedì 27 settembre 2021 a domenica 3 ottobre

27 Settembre 1966: a Roma nasce Lorenzo Cherubini. Lorenzo inizia la carriera come DJ, facendo la spola fra la città natale e Cortona: nel 1987 sceglie il nome d’arte di Joe Vanotti, ma il tipografo sbaglia e stampa una locandina promozionale col nome di Jovanotti… Pseudonimo con cui fa il debutto discografico, e con cui conquista Claudio Cecchetto, che lo smista a Radio Deejay. Inizia così una carriera di grande successo, che vede Lorenzo passare dal rap e hip hop dei primi anni a forme più vicine alla canzone pop, seppur sempre venata di funky. Intenso il suo appoggio a campagne pacifiste e di sostegno alle ONG operanti in territori di guerra.

28 Settembre 1991: a Santa Monica (California) ci lascia il grande Miles Davis, uno dei geni e dei personaggi più influenti del jazz della seconda metà del Novecento. Trombettista, autore, sperimentatore, leader e uno dei pochi jazzisti ad aver ricoperto il ruolo di “star commerciale”, muore in seguito alle conseguenze di una polmonite e alle complicazioni indotte dal diabete: ha solo 65 anni, ma il suo contributo artistico è ancora attuale, e tale è destinato a restare per molti altri decenni.

29 Settembre 1961: un giovane e quasi sconosciuto Bob Dylan è invitato a suonare una parte di armonica nel terzo album della folk singer americana Carolyn Hester: notato dal produttore John Hammond, è a breve messo sotto contratto per la Columbia… E inizia la leggenda. Si parla di 60 anni fa!

30 Settembre 1917: a New York nasce Bernard “Buddy” Rich. Figlio d’arte, a 4 anni già si esibisce come batterista, e a 11 è leader di una propria orchestra. Fra il 1938 e il ’45 suona con tutte le band Swing più famose dell’epoca (Bunny Berigan, Artie Shaw, Tommy Dorsey e Count Basie), e dopo la Guerra è fra i promotori del Be-Bop. Tecnica, emozione, anima, calore: non per nulla, Buddy è stato definito da molti critici e colleghi il più grande batterista della storia.

1° Ottobre 1959: a Dakar (Senegal) nasce Youssou N’Dour. Cantante e autore, inizia la carriera appena sedicenne, proponendo lo mbalax, genere musicale della sua terra, che riesce a modernizzare e a proporre a livello internazionale: nel 1984 fa il primo tour europeo, e nell’88 partecipa – assieme al Boss, Peter Gabriel, Sting e Tracy Chapman, alla manifestazione musicale Human Rights Now!. Dal 2012 è inoltre consigliere speciale del presidente senegalese Macky Sall.

2 Ottobre 1951: a Wallsend (UK) vede la luce Gordon Matthew Thomas Sumner, in arte Sting. Polistrumentista (ma soprattutto bassista e cantante), adotta il suo nome d’arte a causa dell’abitudine di indossare una maglietta a strisce nere e gialle, simile cioè a un’ape (“sting” è il pungiglione). Dopo le prime esperienze in gruppi jazz, nel 1976 si unisce a Stewart Copeland e Henry Padovani, con cui fonda i Police: e, con l’arrivo di Andy Summers al posto di Padovani, prende vita la formazione ufficiale del leggendario gruppo reggae-rock. Abbandonati i Police, Sting si è distinto per una buona produzione solista, che ha svariato fra world, jazz e new-age: ha, inoltre, recitato in alcuni film, e ha sostenuto movimenti ambientalisti e umanitari. Auguri per i suoi 70 anni!

3 Ottobre 1936: a New York nasce Steve Reich. Teorico, compositore e ricercatore, rifugge la melodia per composizioni d’avanguardia basate sulla ripetitività e sul phasing, facendo ricorso anche alle ritmiche africane e alla variazione timbrica. E’ considerato uno degli alfieri del minimalismo musicale, e assieme uno degli artefici del suo superamento verso una forma più elaborata e meno languida. Nel 2014 è stato premiato dalla Biennale Musica di Venezia con il Leone d’oro alla carriera.

Domani avvenne: da lunedì 24 maggio 2021 a domenica 30 maggio

24 Maggio 1941: a Duluth (Minnesota) nasce Robert Allen Zimmerman. Di discendenza ebraico-turco-russo-lituana (il nome in ebraico è Zushe ben Avraham), cambia ufficialmente nome in Bob Dylan nell’agosto 1962: e inizia la leggenda. Per rispetto, non spendo altre parole. E auguri per i suoi 80 anni! 

25 Maggio 1985: a poco più di due settimane dall’uscita “Brothers in Arms” dei Dire Straits raggiunge il primo posto della classifica inglese. Quinto album della band di Mark Knopfler, inanella alcuni successi senza tempo come la sofferta title track, “Money for Nothing”, “Walk of Life” e la delicata “Why Worry”. È inoltre uno dei primi compact disc con registrazione digitale (DDD).

26 Maggio 1946: a Kingston upon Hull (UK) nasce Micheal “Mick” Ronson. Polistrumentista, dopo una trafila non particolarmente brillante nei gruppi cittadini, nel 1970 è contattato per entrare negli Hype, band di supporto del giovane David Bowie. Con Bowie, Ronson inizia una partnership destinata a diventare leggendaria: in qualità di chitarrista e arrangiatore cura album storici come “The Man Who Sold the World”, “Hunky Dory” e “The Rise and Fall of Ziggy Stardust and the Spiders from Mars”. Ha collaborato, inoltre, con Lou Reed e Ian Hunter.

27 Maggio 1849: nella piantagione schiavista di Harris County (Georgia) nasce Thomas “Blind Tom” Wiggins, alias Thomas Bethune. Probabilmente autistico, nato cieco, a causa della sua disabilità rischia di essere soppresso poco dopo il parto, per “manifesta inutilità”. Per fortuna qualcuno nota il suo sconcertante talento musicale, ed ha salva la vita: a quattro anni sa suonare il pianoforte a orecchio, e a cinque scrive la sua prima composizione. Portato a forza sulle assi del palcoscenico, grazie alla sua straordinaria memoria (oltre settemila i pezzi in repertorio) e al suo bizzarro estro, diventa una stella del circuito vaudeville, dove resta sino alla fine della sua vita… Beninteso, incassando per sé solo una miseria.

28 Maggio 1977: all’Ippodromo di Parigi si tiene un concerto per la reunion della “Gong Family”, il mitico gruppo space rock di inizio anni Settanta: nella serata si susseguono vari set, dove partecipano i musicisti storici della band, ormai dispersi in decine di gruppi satelliti. Fra i molti, gli Strontium 90 dell’ex bassista dei Gong, Mike Howlett: con lui Stewart Copeland e Sting, che hanno modo di incontrare il più esperto Andy Summers e stringere amicizia. E’ appena nata la storica formazione dei Police.

29 Maggio 2019: a  St. Paul (Minnesota), all’età di 80 anni, ci lascia Tony Glover. Autore, studioso folk, insegnante e armonicista, oltre ai suoi indubbi meriti di diffusore del piccolo strumento a fiato, passa alla storia per aver insegnato i rudimenti dello strumento a nientepopodimeno che Mick Jagger! Amico di Bob Dylan, ha inoltre suonato assieme a rock star del calibro di Doors, Patti Smith e Allman Brothers.

30 Maggio 1964: il singolo “Love Me Do” dei Beatles, a più di un anno e mezzo dalla sua uscita in Inghilterra, va al primo posto della classifica americana. La pubblicazione a stelle e strisce avviene per la indie Vee-Jay, tramite l’etichetta Tollie, e si posiziona nel pieno della Beatlemania, accesa appena 4 mesi prima da “I Want to Hold Your Hand”.

Domani avvenne: da lunedì 6 aprile 2020 a domenica 12 aprile

6 Aprile 1952: a Wuppertal (Germania) nasce Udo Dirkschneider. Cantante dal timbro acuto e graffiante, e dalla grintosa presenza scenica, a fine anni Sessanta fonda il gruppo tedesco degli Accept che, fra alterne fortune e pause, nel 1979 riesce finalmente a pubblicare il primo lp. Antesignani dello speed metal, gli Accept conoscono il successo nel 1981 ma sei anni dopo il cantante e leader li lascia per intraprendere una carriera solista di discreta fortuna, con una band dal didascalico nome di U.D.O..

7 Aprile 1978: per la A&M esce “Roxanne“, il singolo che apre la strada alla pubblicazione del primo album dei Police, “Outlandos d’Amour”. Scritta da Sting, e originariamente pensata col ritmo di bossa nova, subisce una decisiva riscrittura grazie al batterista Stewart Copeland, che impone un singolare reggae-tango. Il testo è raccontato dal punto di vista di un uomo che si innamora di una prostituta: sulla B-side, “Peanuts”. Il disco, ignorato in patria, sarà ripubblicato un anno dopo, e diventerà un successo,

8 Aprile 1997: a soli cinquant’anni ci lascia Laura Nigro, in arte Laura Nyro. Compositrice, cantante e pianista statunitense di origini italo-ebraiche, propone uno straordinario mix di jazz, soul, pop e funky, abbinato a testi introspettivi e di critica sociale: nonostante un successo commerciale modesto, ha riscosso in vita l’apprezzamento della critica, e numerose cover da parte di star come Barbra Streisand e Fifth Dimension. Ammalatasi di cancro ovarico, chiede alla famiglia di piantare un acero giapponese fuori dalla finestra della sua stanza, come consolazione per la sua agonia.

9 Aprile 2000: a otto mesi dalla sua uscita, l’album “Play“, del musicista statunitense Moby, arriva al primo posto delle classifiche inglesi. Capolavoro della moderna pop music, a cavallo fra gospel, house e folk, il disco contiene perle come “Honey”, “Find my Baby” e “Natural Blues”.

10 Aprile 1938: ci lascia Joe “King” Oliver, il leggendario cornettista e band leader di New Orleans, artefice di una concezione polifonica di quintetto perfetta e inarrivabile. Nella sua band, nel 1922 debutta un giovanissimo Louis Armstrong: talento assoluto destinato a oscurare la stella, pur vivissima, del maestro. Negli anni Trenta la carriera di Oliver subisce un netto e inglorioso declino: tormentato da problemi di salute e dimenticato dall’industria discografica, King passa la sua ultima, triste, stagione come custode di una sala da biliardo a Savannah (Georgia), dove morirà a soli 53 anni.

11 Aprile 1959: a Yeovil (UK) nasce John Parish. Musicista, produttore e autore, inizia la carriera nel 1980 in una band new wave, e dopo sei anni passa alla produzione musicale: il suo mood, all’insegna di una forte originalità e personalità, caratterizza i sei album concepiti con la compatriota P J Harvey.

12 Aprile 1940: a Chicago nasce Herbert “Herbie” Hancock. uno dei pianisti e tastieristi di ambito jazz – fusion più famosi e influenti del secolo scorso. Bambino prodigio, a 23 anni è chiamato da Miles Davis per il suo quintetto: nel ’69 passa al funky e, successivamente, alla musica elettronica, senza rinunciare a progetti di power-jazz e modal-jazz, e a collaborazioni con Wayne Shorter, Stevie Wonder e Jaco Pastorius.