I miei dischi dell’anno #13 – Il 1963

Ciao a tutti, e benvenuti a una nuova puntata della rubrica “I miei dischi dell’anno“: ora è la volta del 1963, anno del primo numero di Amazing Spider Man, dell’attentato a John Fitzgerald Kennedy, del celebre discorso “I Have a Dream” di Martin Luther King, della morte di Giovanni XXIII, della tragedia del Vajont… E, per fortuna, di un sacco di novità musicali!

Rispetto al 1962 è passato solo un anno, ma la valanga messa in moto – in Inghilterra – dal primo singolo dei Beatles inizia a travolgere i primi villaggi. E’ questo il vero anno della svolta: le classifiche – ed è una novità assoluta – mostrano un mondo la cui polarità sta per invertirsi con esiti clamorosi, rompendo la storica dipendenza delle chart inglesi da quelle americane. Se infatti negli Stati Uniti i campioni d’incassi ripetono, a grandi linee, nomi e generi già visti nel ’62, nel Regno unito sono i Beatles – e i loro colleghi beat Gerry and the Pacemakers – ad accaparrarsi tutto. Per ora i due mercati sembrano ignorarsi, e nelle radio a stelle e strisce di Lennon e McCartney non c’è nemmeno l’ombra: ma è solo questione di tempo… La British Invasion è dietro l’angolo: e sconquasserà tutto. Continua a leggere “I miei dischi dell’anno #13 – Il 1963”

Domani avvenne: da lunedì 16 gennaio 2023 a domenica 22 gennaio

16 Gennaio 1964: al n° 8901 di Sunset Boulevard nella Sunset Strip a West Hollywood, sulle basi di un’ex centrale della polizia, apre il nightclub “Whisky a Go Go“: locale che, oltre a popolarizzare le “go-go dancer” (ballerine in déshabillé che intrattengono gli ospiti), ha ospitato concerti di stelle assolute come Doors, Hendrix, Who, Cream, Led Zeppelin, Aerosmith, Talking Heads, Frank Zappa, Van Halen, Ramones, Toto, Guns N’ Roses… e Caparezza! Numerosi album live passati poi alla storia sono stati registrati proprio qui.

17 Gennaio 1955: a Fort Monroe (Virginia) nasce Steve Earle. Cantante e autore, inizia la carriera professionistica a Nashville, nel ’75: il successo, grazie a un country-roots molto fedele alla tradizione, arriva durante gli anni Ottanta, e culmina con la conquista del Grammy nel 1996.

18 Gennaio 1988: per la Island esce “If I Should Fall from Grace with God“, terzo album della band irlandese Pogues. Disco eclettico, multiforme, a cavallo fra folk irlandese, cazzimma punk, umori spanish e mediorientali, rabbia, alcol e buon umore, esibisce in scaletta la famosa “Fairytale of New York” e la commovente “Thousands Are Sailing”, dedicata agli emigranti di tutta la storia e di tutto il mondo.

19 Gennaio 1943: a Port Arthur (Texas) nasce Janis Joplin. Innamorata del blues delle radici, nel ’64 effettua le prime incisioni semi-professionali, e nel ’66 entra nel gruppo di blues psichedelico californiano Big Brother and the Holding Company: con loro Janis si presenta al mondo grazie a una serie di prove live fenomenali, in cui la sua voce e la sua intensità sfidano le grandi vocalist nere del passato. Nel ’69 inizia la carriera solista, che purtroppo durerà solo un paio di anni: e anche lei, al pari di Hendrix e Morrison, nel ’71 entrerà nel famigerato “Club 27”.

20 Gennaio 1988: i Beatles sono ammessi nella prestigiosa Rock and Roll Hall of Fame. Alla cerimonia presenziano George Harrison, Ringo Starr, Yoko Ono, Sean e Julian Lennon, ma non Paul McCartney, che per motivi mai chiariti non si fa vedere!

21 Gennaio 1946: a Pratola Peligna (L’Aquila) nasce Renzi “Franz” Di Cioccio. Giovane batterista, presto trasferito a Milano, nel ’64 entra nel giro della Ricordi e fonda i Quelli: gruppo beat che, nel ’71, attraverso una serie di cambi di organico, si trasforma nella Premiata Forneria Marconi, una delle band più creative, virtuose e fortunate del Prog italiano, e con cui milita ancora oggi. Batterista eclettico e fantasioso, nella Premiata con gli anni ha poi assunto anche il ruolo di cantante e frotman.

22 Gennaio 1897: a Brenham (Texas) nasce “Blind” Willie Johnson. A sette anni perde la vista quando la matrigna, dopo un litigio con il padre, gli lancia per sbaglio acido solforico negli occhi: pastore battista, ma soprattutto straordinario bluesman, colma i suoi brani di una straziante tensione emotiva, grazie a una  voce bassa, catramosa e viscerale, e a un uso del bottleneck da autentico maestro. La sua “Dark was the night, cold was the ground” – uno spiritual senza parole, basato su un moaning continuo – è stata scelta per rappresentare il sentimento religioso nel Voyager Golden Record, disco in rame inserito nel Voyager1.

Domani avvenne: da lunedì 21 novembre 2022 a domenica 27 novembre

21 Novembre 1965: a Reykjavík nasce Björk Guðmundsdóttir. La carriera della cantante islandese inizia a 11 anni, quando pubblica un album di cover, e si snoda in patria attraverso il punk e il goth: nel 1986, dai KUKL, nascono gli Sugarcubes, che ottengono attenzione anche in Inghilterra. Passano sei anni, e Björk si mette in proprio: “Debut” diventa disco di platino negli USA, mentre la Nostra si afferma come una cantante dal talento vocale sopraffino e una delle autrici più eclettiche e internazionali di questi decenni, spostandosi continuamente fra generi e stili (indie, folk, jazz, techno, musica elettronica, minimalista e d’avanguardia).

22 Novembre 1997: in una stanza d’hotel della natia Sydney (Australia), a soli 37 anni, ci lascia Michael Hutchence. Il frontman della band australiana INXS è rinvenuto cadavere, con una cintura stretta al collo, e legata alla porta della camera. La prima autopsia sostiene l’ipotesi del suicidio, probabilmente motivato da depressione; successivamente – ma senza alcun riscontro oggettivo – è ventilata la teoria di un’asfissia autoerotica finita male. Leader dalla presenza scenica carismatica, Michael ha – fra le altre – avuto una lunga relazione con Kylie Minogue.

23 Novembre 1970: per la Island esce “Tea for the Tillerman“, quarto album del cantautore inglese Cat Stevens. Disco che rappresenta uno dei vertici dell’artista, contiene alcuni classici indimenticabili, coverizzati più e più volte, come la meditazione di “Into White”, la struggente denuncia di “Wild World”, l’intima “Sad Lisa” e il pacato scontro generazionale di “Father and Son”.

24 Novembre 1967: la Parolphone pubblica il singolo “I Am the Walrus“, dei Beatles. Accreditato, come al solito, alla coppia Lennon-McCartney, ma scritto dal solo John, è uno dei brani più notevoli della loro carriera: melodia ossessiva, testo criptico, arrangiamenti sopraffini, tutto grida al capolavoro. Inserito successivamente nell’EP “Magical Mystery Tour”, questa canzone – secondo i seguaci della “Teoria PID” – contiene più di un riferimento alla presunta morte di Paul McCartney.

25 Novembre 1959: a Brampton (UK) nasce Steve Rothery. Chitarrista elettrico, nel 1979 risponde a un annuncio della band Silmarillion, e si guadagna il posto grazie al suo talento melodico: nel giro di un anno il gruppo abbrevia il nome in Marillion, e si mette alla guida del movimento Neo-Prog. Nei Marillion, Rothery è attualmente il membro attivo più antico, e l’unico ad aver suonato in tutti i loro album.

26 Novembre 1962: a Tijuana (Messico), il rocker di Memphis Ike Turner, e la compagna d’arte e di vita Anna Mae Bullock, in arte Tina Turner, si sposano. Ma niente romanticismo: il marito la trascina, per la prima notte, in un bordello, e per Tina inizia un periodo di maltrattamenti, botte e tentativi di suicidio. Il loro legame si interrompe nel 1978, dopo 16 lunghi anni.

27 Novembre 1942: a Seattle (stato di Washington), 80 anni fa, da una coppia afroamericana con radici cherokee, nasce James Marshall “Jimi” Hendrix. Jimi, giovanissimo, imbraccia chitarre rudimentali, rigorosamente suonate da mancino: nel 1959 debutta con la prima band, e fra il ’62 e il ’65 inizia una vita errabonda in qualità di turnista. Nel 1966, la svolta: il bassista degli Animals, Chas Chandler, si innamora delle sue qualità, e lo trascina in Inghilterra… Ed è qui, prima che negli States, che Jimi si impone, prima di tornare – da trionfatore – in patria . Chitarrista straordinario, il più grande di tutti i tempi, è anche la principale icona di quegli anni: genio e sregolatezza, droghe e capigliatura afro, chitarre incendiate e pedali wha-wha, tutto in lui è davvero “anni Sessanta”. Compresa la morte prematura, ovviamente.

Domani avvenne: da lunedì 7 novembre 2022 a domenica 13 novembre

7 Novembre 1943: a Fort Macleod (Canada) nasce Roberta Joan Anderson. A 12 anni, grazie al suo insegnante, scopre il talento per la scrittura, cui presto abbina quello per la musica: dopo il liceo si trasferisce a Toronto e si butta nel mondo emergente del folk. Nel ’65 assume il nome di Joni  Mitchell e due anni dopo, arrivata a New York, inizia a piazzare i suoi pezzi a varie star, e inizia una relazione con David Crosby: nel ’68 arriva il debutto su lp, e Joni prende il volo, diventando una della autrici e cantanti più amate del Nord America. Dal folk degli inizi, Joni approccia negli anni al blues e al jazz, con collaborazioni con artisti del calibro di Jaco Pastorius, Herbie Hancock e Charles Mingus. La Mitchell, inoltre, è un’abilissima pittrice.

8 Novembre 1944: a Alton (Illinois) nasce Bonnie Lynn O’Farrell. Corista, nel 1968 sposa il session man Delaney Bramlett, e fonda il duo country-blues Delaney & Bonnie: il duo attira le attenzioni prima di George Harrison e poi di Eric Clapton, che li assume per aprire i concerti dei Blind Faith, e che spesso suona direttamente con loro. Il gruppo si scioglie nel ’72, a causa del loro divorzio.

9 Novembre 1967: esce il primo numero della rivista musicale americana Rolling Stone. Fondata a San Francisco come magazine di riferimento del movimento hippie, si sposta gradualmente verso canoni giornalistici più tradizionali, pur rimanendo legata a una visione radicale della musica e della società. Il nome della rivista si riferisce al singolo di Muddy Waters “Rollin’ Stone e alla band di Jagger e Richards.

10 Novembre 1975: la cantautrice e poetessa americana Patti Smith pubblica il suo disco d’esordio, “Horses“: album epocale – che alterna canto isterico e liriche free-form, nevrosi e psichedelia, recitazione e punk – allinea in scaletta “Birdland”, “Redondo Beach”, “Land” e “Break It Up”. Al disco collaborano anche Tom Verlaine e John Cale. La copertina, ispirata a una foto in posa di Frida Kahlo, è scattata da Robert Mapplethorpe.

11 Novembre 1957: per la Sun Records esce il singolo “Great Balls of Fire“, di Jerry Lee Lewis: scatenato rock’n’roll pianistico scritto da Otis Blackwell, è uno dei simboli dei favolosi Anni Cinquanta, e forse la canzone più famosa del “Killer del rock’n’roll”. Il titolo della canzone è un’espressione idiomatica del Sud degli States, traducibile più o meno come “che figata!”.

12 Novembre 1964: a Jacksonville (Florida) nasce Vic Chestnutt. Nel 1983, mentre guida sotto effetto di alcol, ha un incidente, da cui esce paraplegico: arrivato a Athens, non abbandona le ambizioni artistiche, e nei club in cui canta incontra Michael Stipe dei R.E.M., che si innamora del suo stile e produce i primi album. Vic diventa così uno dei cantautori più importanti e anomali degli anni Novanta, con una formula che accosta liriche profonde e emotive, folk, umori sudisti e ballad.

13 Novembre 2012: un collage realizzato dall’artista pop Peter Blake per l’album dei Beatles “Sgt. Pepper’s Lonely Hearts Club Band” è venduto presso la nota casa d’aste Sotheby alla cifra di 87.720 dollari.

I falsi miti della musica #6 – P.I.D. (Paul Is Dead) – Quinta e ultima parte

Ed eccoci, finalmente… Il racconto della morte / non-morte di Paul McCartney – la famosa “Teoria P.I.D.” – è arrivato alla sua conclusione! Negli scorsi episodi – che i più arditi vorranno “ripassare”… – abbiamo parlato di tutto un po’: copertine, targhe automobilistiche, funerali, macellai e trichechi. E’ giunto il momento di tirare le fila, e chiudere la questione. Questo post si articolerà in tre parti, corrispondenti a tre scenari differenti: i “perché si”, i “perché no”, e l’esposizione di quella che ai miei occhi pare l’ipotesi più realistica e probabile.

Pronti? Si parte!

Continua a leggere “I falsi miti della musica #6 – P.I.D. (Paul Is Dead) – Quinta e ultima parte”

I falsi miti della musica #6 – P.I.D. (Paul Is Dead) – Quarta parte

Ci siamo quasi… La questione della morte / non-morte di Paul McCartney – la famosa “Teoria P.I.D.” – è alle battute finali. Negli scorsi episodi abbiamo descritto il contesto generale della questione, ed esaminate le “prove” contenute nelle copertine (e nei testi) dei dischi dal ’67 in poi: in questa, che è la penultima puntata, esamineremo tre questioni, che completano il quadro, e preparano la conclusione.

  1. Gli indizi nei dischi pre-morte;
  2. L’identità del rimpiazzo;
  3. Le incongruenze somatiche.

Seguitemi, il gioco continua! Continua a leggere “I falsi miti della musica #6 – P.I.D. (Paul Is Dead) – Quarta parte”