Stranezze a 33 giri #1 – Il karaoke concettuale: il testo c’è ma non si vede

Ciao a tutti. Prende oggi il via una nuova rubrica, chiamata “Stranezze a 33 giri“, e dedicata a curiosità, particolarità e – appunto – stranezze del mondo del vinile (o del mondo della musica digitale). Inizio questa serie (che, al momento, non so ancora quante puntate occuperà) con una tipologia che ho voluto chiamare “karaoke concettuale“: seguitemi, e capirete. Continua a leggere “Stranezze a 33 giri #1 – Il karaoke concettuale: il testo c’è ma non si vede”

I miei vinili #22 – Cosa ascoltare?

Ciao a tutti. Come sa chi mi legge, in questo blog chiacchiero (e si chiacchiera) moltissimo di musica: e, sempre qui, ho parlato (soprattutto nella rubrica “I miei vinili“) di molti aspetti ad essa legati… Ma ho mai toccato l’argomento “Sì, ma QUALE musica ascoltare?“.

Domanda che potrebbe sembrare una questione di lana caprina: “Ma ovvio! Quella che piace a ognuno di noi!“. Ma sì, certo. Altrettanto vero che “cosa piace a ognuno di noi“, se ci si ragiona un minimo, dipende sempre da un intreccio complesso di fattori: da cosa abbiamo ascoltato da giovani, dalle influenze degli amici, dalla curiosità o indifferenza verso la musica, dai sentimenti e ricordi suscitati da certe canzoni… E, ancora: da cosa rappresenta per noi la musica, dal tempo libero che le vogliamo dedicare, dalla “pancia” e dalle sue vibrazioni, da quale “status sociale” ci danno le nostre preferenze, dall’abitudine o dal rifiuto ad avvicinare cose diverse, e così via. Ci sono persone che usano una scelta di appartenenza musicale come bandiera culturale; altre che si arrovellano su quale disco comprare; e altre ancora che accendono la radio, e cosa c’è, c’è. Continua a leggere “I miei vinili #22 – Cosa ascoltare?”

Chi non fa musica, lavora!

Ciao a tutti, come state? Io abbastanza intasato di cose extra-lavoro: un po’ come tutti, in fondo, ma il periodo è davvero “carico”. E a proposito di lavoro ed extra-lavoro, e della Festa del 1° Maggio, oggi pubblico un post che riguarda quegli artisti che, cessata la carriera musicale, si sono messi a fare tutt’altro per campare. Continua a leggere “Chi non fa musica, lavora!”

Congelateli tutti! – I Metallica e il giro del mondo in 7 continenti

Ciao a tutti. Questa piccola storia è diretta a tutti voi: ma, in particolare, a quelli che di voi più amano la geografia, i record, e il “metallo pesante”.

Iniziamo da una domanda: quanti sono i continenti della Terra? La risposta non è univoca: per la scuola europea i continenti sono sei (America del Sud e America del Nord sono considerate un unico corpus), per il Comitato Olimpico sono cinque (non c’è l’Antartide), per la tradizione anglosassone invece sono sette: Europa, Asia, Africa, America del Sud, America del Nord, Oceania e Antartide… E poi ci sono altri modelli: a quattro, di nuovo a cinque (ma unendo Asia e Europa), e così via. Ma fermiamoci al modello a sette: perché è da questo presupposto che, nel 2013, i Metallica decidono di tentare una sfida finora mai riuscita… Suonare in tutti e sette i continenti: e nello stesso anno solare! Continua a leggere “Congelateli tutti! – I Metallica e il giro del mondo in 7 continenti”

Mah-nà mah-nà: di ragazze svedesi e mucche rosa

Ciao a tutti. Penso che tutti voi – nessuno escluso – conosciate la musichetta del titolo: quella “Mah-nà mah-nà” bizzarra, divertente, leggera, da canticchiare sottovoce, o scherzando con gli amici… Uno di quei motivetti che ti restano in testa, così vacui ma allo stesso così perfetti da diventare – a loro stessa insaputa – un vero classico.

In ogni caso, gli irriducibili che pensano di non sapere di cosa sto parlando, possono cliccare QUI e ascoltare il pezzo: dopo di che, esclameranno “Ah si, ma certo!“. Ciò detto, ecco – se vi interessa – la storia di questo brano. Continua a leggere “Mah-nà mah-nà: di ragazze svedesi e mucche rosa”

Il piccolo museo degli orrori: la Schif Parade

Ciao a tutti. Innanzitutto, scusate se negli ultimi 10 giorni non sono intervenuto sui vostri blog, ma sono stato un po’ preso da molte cose, non ultimo (ma non solamente) da alcuni guai di salute: ma ora eccomi qui!
Da tempo ho in mente di fare un post dedicato ai “dischi da portare sull’isola deserta” (che arriverà): come naturale contro-ipotesi, è nata l’idea dei “dischi da lasciare in cantina”. Ma non mi piace fare elenchi “in negativo”: e per fortuna qualcuno prima di me aveva già pensato a una cosa simile!

E’ il 1972, e il venerdì, sul secondo canale radiofonico della Rai, in orario di pranzo, va in onda il programma satirico “I Malalingua“: condotto e diretto da Luciano Salce, si presenta con il sottotitolo esilarante di “spettacolo musicale ad insulti” :-). Nella seconda parte della trasmissione, trova la spazio la “Schif Parade“: sorta di “dark side” della più nota e meritoria “Hit Parade” di Lelio Luttazzi, si propone come la classifica della canzone più brutta, odiata o dileggiata della settimana. Gli ascoltatori sono chiamati a votare, Sabina Arbore (sorella di Renzo) sceglie i titoli, e Luciano Salce – con Bice Valori – enuncia la graduatoria. Continua a leggere “Il piccolo museo degli orrori: la Schif Parade”