Ciao a tutti. Nostalgia canaglia, dicevano quei due… E nostalgia canaglia per me, che per quanto cerchi di fare il moderno, continuo a stracciarmi occhi e orecchie in filmati e tracce sonore dei musicisti che, adolescente, mi hanno accompagnato alla scoperta del mondo del rock. Cose che magari per molti non significheranno nulla: ma non è sempre così, quando apriamo il cuore per descrivere ad altri un qualcosa di profondamente “nostro”? Una cosa che ci ha fatto – e ci fa – battere il cuore a mille, che ci fa sognare, ci fa trascorrere ore, e ci trascina in ricordi: e che a un altro, legittimamente, non farà né caldo né freddo. Ma questo è il mio blog: e quindi, ora si parlerà di star decotte, di liti, artrosi, orgoglio e pentimenti. Di Deep Purple, insomma! Continua a leggere “Dalla rabbia all’abbraccio: i Deep Purple, fra battibecchi e artrosi”
Categoria: La musica che gira intorno
Fischia al cuore, Ramon – La storia di Alessandro Alessandroni
Ciao a tutti. Tutti i giorni capita di incontrare situazioni o cose tanto comuni e ricorrenti che nemmeno ci facciamo più caso: e, men che mai, ci viene da chiederci non solo “chi” le ha inventate, ma “se” sono state inventate. Per noi sono ovvie, eterne, evidenti: quasi sembrano essersi create da sé. Pensiamo al carpaccio: una categoria universale di carne o pesce crudo affettato in realtà creato da Giuseppe Cipriani, all’Harry’s Bar di Venezia, nel 1950; o al velcro, così “normale” che il suo essere un’invenzione non si avverte più, ma che è frutto di un brevetto del 1951… E potremmo andare avanti all’infinito.
Ciò accade anche in musica: e l’esempio più calzante è quello del fischio delle colonne sonore western di Ennio Morricone… Una presenza costante, tipica, famosissima e caratterizzante al massimo i film di Leone: tutti sappiamo che gli score sono scritti dal geniale autore romano; ma quanti si sono mai chiesti CHI ci fosse dietro quel fischio? E non è come domandarsi “chi” suona la chitarra o la tromba: QUEL fischio è un qualcosa di differente… Profondamente umano, personale, così compenetrato nella storia e nel paesaggio da sembrare nato assieme ai canyon, al deserto e alla sudata e malinconica solitudine dei personaggi. Eppure quel fischio ha una chiara identità: quella di Alessandro Alessandroni. Continua a leggere “Fischia al cuore, Ramon – La storia di Alessandro Alessandroni”
Stranezze a 33 giri #2 – Il vinile termocromico
Ciao a tutti. Come state? Calduccio eh! Di recente ho visto un video in cui un tipo rompeva un uovo su una pietra lasciata al sole, e l’uovo cuoceva… E – col pensiero alla mia rubrica “Stranezze a 33 giri”, ferma da oltre due mesi – mi sono chiesto se i vinili potessero patire il caldo: ma soprattutto se esistessero vinili costruiti apposta per modificarsi a causa del calore. La risposta, ovviamente, è “si“, anche se con parecchi “se” e “ma”: ed ecco il resoconto di questa bizzarria.
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Cantanti IGP – “a Indicazione Geografica Protetta”
Ciao a tutti. E’ di questi giorni la notizia della morte di Giuseppe Faiella, per tutti Peppino di Capri: autore e cantante che non fa parte del mio orizzonte stilistico preferito, ma professionista esemplare cui comunque riconosco importanza, e assoluto rispetto. Abbastanza noto il fatto che nel 1958 il Faiella – all’epoca nei Capri Boys – fu indotto a cambiare il nome del complesso in “Peppino di Capri e i suoi Rockers”: e, dopo 10 anni, sciolto il gruppo, rimase in splendida solitudine, come appunto Peppino di Capri. Quel “Peppino di Capri”, che detto così farebbe anche un po’ ridere (pensate se dal nulla uscisse un “Gigino di Piumazzo”, per dire…), passa nella memoria e coscienza collettiva come uno dei nomi più famosi della canzone italiana: e una delle prime star a marchiare il suo nome d’arte con la città di origine… Proprio come fosse un IGP, un “prodotto a indicazione geografica protetta“.
Mi sono allora chiesto: quali altri casi esistono di artisti il cui nome è associato a una città, un quartiere, una regione? E sono tutti autentici? O, come nella tradizione del food marchiato, ci sono anche qui falsi ed errate attribuzioni?
Ecco i risultati delle mie ricerche! Una sola precisazione: niente band estere (tipo Chicago, Alabama, America).
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Folk Club di Torino, addio
Ciao a tutti. Negli ultimi anni, in almeno tre occasioni (ed eccole qui: UNA, DUE e TRE) vi ho parlato delle mie serate al Folk Club di Torino: tre concerti che ho ancora nel cuore (uno, soprattutto: il primo, con la grandissima Rhiannon Giddens), oltre a un altro di cui non avevo fatto la rece per semplice pigrizia! Ma veniamo al punto. “Il Folk Club di Torino è una leggenda della musica live non solo piemontese, ma oserei dire europea: aperto nel 1998, ha proposto sinora oltre 1.800 concerti, tutti di alto se non altissimo spessore musicale, principalmente riferibili a jazz, folk, canzone d’autore e world music“, dicevo, allora. Bene: e, dopo 38 anni di gloriosissima storia, grandi numeri, successi, e la stima di mezzo mondo musicale, il Folk Club chiude. Continua a leggere “Folk Club di Torino, addio”
Stranezze a 33 giri #1 – Il karaoke concettuale: il testo c’è ma non si vede
Ciao a tutti. Prende oggi il via una nuova rubrica, chiamata “Stranezze a 33 giri“, e dedicata a curiosità, particolarità e – appunto – stranezze del mondo del vinile (o del mondo della musica digitale). Inizio questa serie (che, al momento, non so ancora quante puntate occuperà) con una tipologia che ho voluto chiamare “karaoke concettuale“: seguitemi, e capirete. Continua a leggere “Stranezze a 33 giri #1 – Il karaoke concettuale: il testo c’è ma non si vede”