Euro2020, Chiellini e i Beatles

Sarò banale e paraculo, lo so… Ma dopo la “pastasciutta” di Bonucci, i rigori parati da Donnarumma, le stampelle di Spinazzola, “o’ tir’aggir” di Insigne, i piedini fatati di Jorginho e la garra di Chiellini, come fare a non dire una parola su questo bellissimo sogno di Euro2020 giocato nel 2021?

E così, a modo mio, mi inserisco nella corrente con una riflessione, nata per caso, parlando con i colleghi: che “the italian wall“, la coppia Bonucci-Chiellini, è uno di quei casi in cui il tutto supera il valore delle singole parti.

La questione, calcisticamente rilevante 🙂 richiama – almeno a me – alla mente analoghe coppie di ambito musicale: la più famosa delle quali è Lennon – McCartney… Nessun album solista dei due, infatti, ha mai raggiunto la perfezione dei migliori dischi dei Beatles: in ballo c’è anche George Martin, lo sappiamo, coi suoi fantastici arrangiamenti… Ma non solo: è innanzitutto una questione di chimica. Continua a leggere “Euro2020, Chiellini e i Beatles”

I miei vinili: #5 – Il rito dell’acquisto

Belli quegli anni Ottanta quando io, ragazzotto di provincia con pochi soldi in tasca (la paghetta non era ancora un diritto acquisito), mi recavo ogni sabato mattina, in bicicletta, al mio negozio di musica preferito per fare il mio acquisto settimanale.

“Negozio preferito”: direi l’unico o quasi, ad Asti. Perché l’altro era di una coppia di  signore attempate che, assieme a orologi e bijoux, avevano in rastrelliera qualche disco, ma di rock capivano quanto mia madre: e qualunque titolo gli chiedevi, anche se inventato, rispondevano invariabilmente “non ce l’ho ma glielo prendo“! Per fortuna, da qualche tempo, aveva aperto un piccolo ma fornitissimo negozio, “Musiclandia“, gestito da Roberto, chitarrista molto bravo e vero appassionato di musica. E’ stato lui a farmi conoscere la PFM (suonandomi in diretta alcuni frammenti di “Peninsula” e “La Carrozza di Hans”), a spiegarmi cos’era il progressive, e a presentarmi il blues più autentico.

E così, ogni sabato mattina, iniziava il rito: con ventimila lire in tasca (attinte dalle “buste parentali” di Natale, Pasqua e compleanno), entravo nel suo regno, sfogliavo i vinili, li guardavo, mi confrontavo con lui (o con qualche amico), cercavo se possibile il “nice price” (novemila lire, mi pare), e me ne uscivo col disco in busta. Arrivato a casa, il rito continuava: la rimozione dal cellophane, il primo ascolto – accompagnato, per i titoli più rari, dal contemporaneo riversamento su cassetta – e il giro, al pomeriggio, da qualche amico, con cui condividere l’ascolto. Eh si, anche scambiarsi i dischi, portarli uno a casa dell’altro, e sentirli assieme, per discutere, confrontarsi, scambiarsi aneddoti e opinioni, era parte del rito! Continua a leggere “I miei vinili: #5 – Il rito dell’acquisto”

Us and Them: a weekend in Pink

Bravate, nella mia vita, ne ho fatte poche, pochissime… E non è che quella che vado a raccontare sia una bravata in senso stretto: piuttosto, è una di quelle piccole stramberie fatte in quel periodo in cui la giovinezza inizia a scolorire e gli obblighi della maturità si approssimano, e che per quello – e tanti altri motivi – ti rimangono dentro, andando a far parte del tuo repertorio di aneddoti e ricordi.

Un po’ di anni fa, col mio amico Silvio, probabilmente spinti da infinite chiacchiere su quale fosse il migliore, il peggiore e il più interessante album dei Pink Floyd, decidemmo di andare in fondo alla questione: spararci tutti i dischi, uno dopo l’altro, nell’arco di 24 ore, e vedere l’effetto che faceva. Il luogo: una casa di campagna nell’astigiano, dove ai tempi passavo l’estate; il tempo: un weekend dell’altro millennio; l’azione: dischi, cassette e musica.

Iniziamo, mi pare, verso metà pomeriggio, a casa dei miei, per sfruttare la presenza del giradischi: e partiamo con l’era Barrett, “The Piper at the Gates of Dawn” e “A Saucerful of Secrets”, subito seguiti da “Meddle”… Il primo e l’unico sgarro alla sequenza cronologica, dovuto al fatto che del disco non avevo  copie su nastro e andava ascoltato per forza lì. Continua a leggere “Us and Them: a weekend in Pink”

Cochi, Chicco e Renato – Un compleanno intelligente

Buongiorno, ciao, hello!

Dato che oggi è il mio compleanno, parlo di una cosa cui tengo particolarmente e che mi “appartiene” nel profondo.

Abbastanza tempo fa pubblicai il post “Le mie prime volte“, dove accennavo ai miei primi ricordi musicali: ebbene, fra Walter Foini e Antonello Venditti, tralasciai quello che – assieme a Dalida – è probabilmente la più antica memoria canzonettara del sottoscritto… E, cioè, “La canzone intelligente“.

Sigla del programma Rai “Il poeta e il contadino” (1973), scritta da quel genio di Enzo Jannacci assieme a Cochi e Renato, e cantata dal celebre duo comico, suscita in me nostalgia, ammirazione, divertimento e memoria. Continua a leggere “Cochi, Chicco e Renato – Un compleanno intelligente”

La canzone che mi passa per la testa: tarli musicali e notti insonni

Sarà capitato anche a voi di avere una musica in testa…“: così cantava Mina (e così cantava Sylvie Vartan!) nel 1968. Non so a voi, ma a me succede: proprio come racconta il testo di Antonio Amurri, “la cantavo stamattina appena sveglia, e cantandola ho pensato che non è poi tanto male“… E non necessariamente è un qualcosa sentito la sera prima, o che ha per me qualche evidente significato. A volte sono canzoni che amo, altre cui sono indifferente, e altre che non ho proprio idea da che cavolo di cassetto mnemonico escano fuori… E’ vero che per me la musica è importante: ma che al risveglio mi ritrovi a canticchiare a tradimento “Rock Me Amadeus” di Falco è ben strano, eh!

Il problema è che a volte queste canzoni si installano come un virus, e non se ne vanno: ” Però se va avanti così finisce che questa canzone diventa una tale ossessione“, dice a proposito il poeta. E passo tutta la giornata a canticchiare: a mente, borbottando, a volte anche a mezza voce. Per un po’ sembra che passi e poi niente, ritorna! Il fenomeno dei cosiddetti “tarli musicali” è noto e comune a molti: ma non ho mai investigato più di tanto cosa possa significare a livello profondo. Nel bel cartoon “Inside Out“, se non ricordo male, gli autori se la sbrigano spiritosamente, suggerendo che sia colpa dei dispettosi omini che spostano i “mattoncini” della memoria: ma mi sa che qualche connessione con la coazione a ripetere e una (spero minima) tendenza ossessiva ce la deve avere! Continua a leggere “La canzone che mi passa per la testa: tarli musicali e notti insonni”

I miei vinili: #4 – Vhs, Dvd e universi paralleli

Sì, Vhs e Dvd: perché “i miei vinili”, così come già reso evidente dai capitoli precedenti, non parla “solo” di vinili! E, dopo le cassette, i dischi e i cd, dico qualche parola sulla cosiddetta “musica da vedere”: e qui intendendo quella parte della mia abborracciata collezione fatta da vecchie vhs, DVD e similari, ovviamente a tema musicale.

Come ho già raccontato a suo tempo, uno dei primissimi video che mi legò per ore e ore davanti alla tv, come il mio concittadino Alfieri al suo albero, fu il concerto per la reunion dei Deep Purple Mark 2, trasmesso su Rai3, col running comment di Paolo Zaccagnini… Un concerto che registrai e rividi da solo, con gli amici, di nuovo da solo e così via (la famosa “coazione a ripetere” :-)): nulla di artisticamente ineccepibile, ma vaglielo a dire, a quel diciottenne là! Continua a leggere “I miei vinili: #4 – Vhs, Dvd e universi paralleli”