Ciao a tutti. Nel 1985 alcuni dei musicisti più importanti del mondo decisero che non avrebbero più cantato per il Sudafrica dell’apartheid: nacque così il disco “Sun City”, la punta di diamante di un boicottaggio culturale che divenne parte della storia della musica (ne ho parlato QUI). Quarant’anni dopo, la stessa arma — il rifiuto di suonare, di farsi ascoltare, di prestare il proprio nome — è tornata in campo, questa volta intorno alla guerra a Gaza. E qui, si sa, è facile farsi male. Ma pazienza… E abbiatela anche voi, che questo post è per forza di cose un po’ lungo. Continua a leggere “Dal Sudafrica di Sun City alla guerra di Gaza: la musica e i boicottaggi (seconda parte)”
Categoria: La musica che gira intorno
Stranezze a 33 giri #3 – La cartolina sonora
Ciao a tutti. Per la rubrica «Stranezze a 33 giri» oggi vi parlo di un oggetto sonoro che forse — e sottolineo forse — i diversamente giovani ricorderanno: le cartoline sonore. Ne parlo perché, oltre a rappresentare un capitolo poco noto della storia della musica «stampata», a casa ne conservo una: la trovai anni fa, sepolta fra le molte cartoline turistiche dei miei genitori. Sì, sono diversamente giovane pure io!
Continua a leggere “Stranezze a 33 giri #3 – La cartolina sonora”
Dal Sudafrica di Sun City alla guerra di Gaza: la musica e i boicottaggi (prima parte)
Il 16 ottobre 1985 esce sul mercato un disco un po’ particolare: “Sun City“. La copertina – un sole rosso fuoco su sfondo nero, imprigionato da un filo spinato – e la dicitura sottostante – Artists United Against Apartheid – lasciano subito intuire molte cose… Cose che per me e i miei coetanei erano ben note, e che trovavamo spesso messe all’ordine del giorno, in tv o sui giornali: il regime segregazionista sudafricano. E la volontà di un gruppo di artisti di far sentire la propria voce contro questo stato di fatto. Un’azione politica condotta con gli strumenti della musica che coinvolse numerosi artisti, ne lasciò fuori altri, ottenne risultati e suscitò reazioni.
Cose analoghe stanno accadendo in questi ultimi anni a proposito della questione Gaza e Israele: Analoghe nel metodo, dunque, ma non identiche: anzi, profondamente diverse. In questo post, che si articola in due puntate, vi parlerò di questo: di quello che fu col Sudafrica, e di quello che è con Israele; delle azioni proposte dal mondo delle popstar; e delle (poche) similitudini e delle (molte) differenze. È un discorso complesso, dove è facilissimo cadere nella retorica e nella semplificazione: forse procedere per punti è la cosa migliore, cosa ne dite? Pronti? Si va. Continua a leggere “Dal Sudafrica di Sun City alla guerra di Gaza: la musica e i boicottaggi (prima parte)”
Dalla rabbia all’abbraccio: i Deep Purple, fra battibecchi e artrosi
Ciao a tutti. Nostalgia canaglia, dicevano quei due… E nostalgia canaglia per me, che per quanto cerchi di fare il moderno, continuo a stracciarmi occhi e orecchie in filmati e tracce sonore dei musicisti che, adolescente, mi hanno accompagnato alla scoperta del mondo del rock. Cose che magari per molti non significheranno nulla: ma non è sempre così, quando apriamo il cuore per descrivere ad altri un qualcosa di profondamente “nostro”? Una cosa che ci ha fatto – e ci fa – battere il cuore a mille, che ci fa sognare, ci fa trascorrere ore, e ci trascina in ricordi: e che a un altro, legittimamente, non farà né caldo né freddo. Ma questo è il mio blog: e quindi, ora si parlerà di star decotte, di liti, artrosi, orgoglio e pentimenti. Di Deep Purple, insomma! Continua a leggere “Dalla rabbia all’abbraccio: i Deep Purple, fra battibecchi e artrosi”
Fischia al cuore, Ramon! – Alessandro Alessandroni, il fischio di Ennio Morricone
Ciao a tutti. Tutti i giorni capita di incontrare situazioni o cose tanto comuni e ricorrenti che nemmeno ci facciamo più caso: e, men che mai, ci viene da chiederci non solo “chi” le ha inventate, ma “se” sono state inventate. Per noi sono ovvie, eterne, evidenti: quasi sembrano essersi create da sé. Pensiamo al carpaccio: una categoria universale di carne o pesce crudo affettato in realtà creato da Giuseppe Cipriani, all’Harry’s Bar di Venezia, nel 1950; o al velcro, così “normale” che il suo essere un’invenzione non si avverte più, ma che è frutto di un brevetto del 1951… E potremmo andare avanti all’infinito.
Ciò accade anche in musica: e l’esempio più calzante è quello del fischio delle colonne sonore western di Ennio Morricone… Una presenza costante, tipica, famosissima e caratterizzante al massimo i film di Leone: tutti sappiamo che gli score sono scritti dal geniale autore romano; ma quanti si sono mai chiesti CHI ci fosse dietro quel fischio? E non è come domandarsi “chi” suona la chitarra o la tromba: QUEL fischio è un qualcosa di differente… Profondamente umano, personale, così compenetrato nella storia e nel paesaggio da sembrare nato assieme ai canyon, al deserto e alla sudata e malinconica solitudine dei personaggi. Eppure quel fischio ha una chiara identità: quella di Alessandro Alessandroni. Continua a leggere “Fischia al cuore, Ramon! – Alessandro Alessandroni, il fischio di Ennio Morricone”
Stranezze a 33 giri #2 – Il vinile termocromico
Ciao a tutti. Come state? Calduccio eh! Di recente ho visto un video in cui un tipo rompeva un uovo su una pietra lasciata al sole, e l’uovo cuoceva… E – col pensiero alla mia rubrica “Stranezze a 33 giri“, ferma da oltre due mesi – mi sono chiesto se i vinili potessero patire il caldo: ma soprattutto se esistessero vinili costruiti apposta per modificarsi a causa del calore. La risposta, ovviamente, è “si“, anche se con parecchi “se” e “ma”: ed ecco il resoconto di questa bizzarria.
Continua a leggere “Stranezze a 33 giri #2 – Il vinile termocromico”