La distribuzione della musica: i supporti musicali

Ciao a tutti, vi segnalo un nuovo post, curato dal sottoscritto, in uscita oggi sul blogdellamusica.

Questa volta propongo un breve excursus sulla storia dei supporti per la distribuzione della musica: in parole povere, parleremo di piano rolls, cilindri di cera, dischi, cassette, cd e quant’altro.

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Nella prima metà dell’Ottocento, col trascorrere degli anni, e l’ampliarsi della platea medio-borghese, l’editoria musicale si trasforma in un’attività economicamente remunerativa. Le tirature della cosiddetta “sheet music” (partiture sia di singoli brani, che di raccolte e antologie – sacre o profane) sono molto alte, e negli Stati Uniti in alcuni casi raggiungono la ragguardevole cifra di mezzo milione di copie… Ma la maggior parte delle canzoni è ancora trasmessa per via indiretta, grazie alle performance itineranti, alle opere liriche e al Minstrel Show.

Il vero trionfo dell’editoria musicale avviene negli ultimi due decenni del Secolo: sono le affollate strade di New York – e, in particolare, il quadrilatero argutamente denominato “Tin Pan Alley” – a dare i natali alla prima catena di produzione organizzata e professionalmente integrata della storia.

Accanto alla tradizionale stampa e vendita di partiture, in questo scorcio di secolo le case editrici sono impegnate anche nel commercio dei rulli (piano rolls) per pianola… Continua a leggere

I miei vinili: #1 – Le cassette

Sì, lo so, c’è (stato) un programma tv condotto dal simpatico Riccardo Rossi con questo titolo:  ma che ci posso fare, qui voglio proprio parlare di questo: dei miei vinili, intesi come supporti fisici per la musica. E per ora (è una minaccia!) lascio da parte tutta la questione tecnico-storica (anche se interessante) e quella filosofica-sociologica (mica male pure lei) per dire qualcosa proprio dei MIEI supporti, di quelli che mi ricordano qualcosa e dei modi di utilizzo. E parto dalle mitiche MUSICASSETTE: roba da dinosauri, ormai, ma una trentina d’anni fa erano un must, e una ventina si vedevano ancora in giro.

Dunque, le cassette: originali, nuove e incellofanate. Un oggetto che, spesso, costava meno del vinile, e quindi scelto per titoli meno pregiati; o che (capitava pure quello) era allegata a qualche rivista. E che, soprattutto, si poteva agevolmente usare in automica c’era il lettore mp3! E, assieme alle cassette, c’era anche il portacassette, da sistemare sotto il sedile: io ne avevo uno nero, abbastanza brutto direi, ma funzionale. In macchina ho sentito settimane intere di canzoni, da solo e con gli amici. E sempre le stesse, più o meno: perché mica potevi duplicare tutta la tua discografia…

Autoradio: estraibile, ovviamente!

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