Bill Fay – “Who is the Sender?”

Il cielo in un cortile

Questa paura, dovrò pur togliermela: il timore di prendere in mano, a distanza di quasi quattro anni, il cd di Bill Fay, e metterlo nel lettore. È una paura fatta di brutti ricordi, di un giugno difficile, e di tanta angoscia, ma che deve trovare soluzione.

“Who is the sender?”: chi è il mittente? Del cd fu la mia compagna, che me lo regalò per il compleanno, dopo averne letto su qualche giornale: e ne aveva letto come di un miracolo… Quello di un pianista di genio e anima che, messo da parte dall’industria discografica, era tornato come dal nulla dopo quarant’anni di assoluto oblio, sfornando un disco bellissimo e commovente.

Dopo un ascolto distratto, lasciai passare un paio di settimane e lo rimisi nello stereo: e si, era proprio così, bellissimo e commovente. Quel mattino ero avvilito da un malessere che, confermando i sospetti di quei giorni, si sarebbe a breve rivelato serio: e Fay tirò fuori tutto il dolore e la malinconia che avevo dentro. Quella domenica passò, e dopo le settimane che vennero, non ebbi più coraggio di ascoltarlo. Ogni tanto lo prendevo in mano, aprivo la confezione, estraevo il dischetto: ma niente, la paura era più forte, e il cd tornava subito nell’armadio. Continua a leggere “Bill Fay – “Who is the Sender?””

Ivan Graziani – “Firenze-Lugano no stop”

E non c’è più nessuno che mi parli ancora un po’ di Ivan

Mi ricordo… Si, mi ricordo. Un’estate: era il 1980, incombeva la seconda media, sul tavolino TV Sorrisi e Canzoni, e con le mie vicine si sentiva la radio. Poca, la tv. Eppure, sull’apparecchio in bianco e nero – e sì, la prima tv a colori era arrivata a fine ’76, ma in campagna avevamo solo quella – gli occhiali di Ivan Graziani li rivedo rossi: e quella canzone – “Firenze (Canzone triste)” la sento attraverso un sonoro pieno di imperfezioni, ma anche di suggestioni… Per me, roba più esotica dell’Africa: che ne sapevo del “colosso toscano”, e di “una donna da amare in due”? Eppure la cantavo tutta, trascinato dalla melodia, e dall’adolescenziale sicurezza che, se un cantante dice certe cose, un senso ce lo hanno per forza.

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