Felice pranzo domenicale di lockdown!

Due unicorni  di gommapiuma bianca entrano in una cucina, sulle note del “Bolero” di Ravel, e iniziano la loro danza… Due giocattoli big size animati da un signore serissimo, in giacca e cravatta neri, e da una bionda di mezza età, in lamé amarena. Gli unicorni si sfiorano, si incrociano, dolcemente accostano le zampe: passati 90 secondi circa i due tipi si avvicinano alla webcam e, sorridenti, mandano il loro “Happy Sunday Lockdown Lunch” agli spettatori. Di filmati come questi se ne trovano in rete, al momento, 25, più o meno surreali, più o meno folli, più o meno divertenti: e tutti realizzati nell’abitazione della coppia, con qualche variazione (giardino, soffitta, cantina, tromba delle scale), e le musiche più disparate. Di solito Robert, impassibile, suona la chitarra, e Toyah, colorata e compresa nella parte, balla. Ma chi sono Robert e Toyah?

Forse voi ne sapete più di me, e molti webnauti avranno già messo le mani da tempo su queste deliziose miniature: anche perché la più parte risale al primo lockdown, e ci sono quindi passati sopra sei-sette mesi. Ma io li ho scoperti solo da pochi giorni, e ve ne parlo adesso: ora che, piombati in un nuovo (e prevedibile) lockdown, sono ripresi i video domenicali della coppia. Dunque, lei è Toyah Willcox: una sessantreenne di bell’aspetto che ha attraversato gli anni Ottanta con la furia di una Moira. Nel suo carnet abbiamo punk, post-punk, new wave, industrial e dischi spoken words; e, poi, film iconici come “Jubilee” di Derek Jarman, e “Quadrophenia“. E lui è Robert Fripp, il genio dei King Crimson, una dei maestri prog più algidi, seriosi e creativi di sempre, e che col punk c’entra come un vegano a cena da Vissani. Eppure i due sono una coppia, fin dal 1986: un’unione, come ho argutamente letto altrove, paragonabile a quelle di John e Yoko, e di Lou Reed e Laurie Anderson… Fra artisti, insomma, di mondi lontanissimi, abbastanza ignari l’uno dell’altro, e che apparentemente non hanno nulla a che spartire. Fra un tour, una promozione, un set cinematografico, nei primi 12 anni di relazione (a dire di Toyah) hanno vissuto assieme si e no sette mesi… Ma va bene così: il loro è un amore che trascende le convenzioni, i vincoli legali, la routine e gli obblighi sociali, e basta a se stesso.

Nel silenzio e nell’isolamento imposto dal lockdown, Toyah e Robert hanno iniziato a gemmare questi brevissimi quadretti surreali, e a porli in rete: uno ogni domenica, appunto, per augurare al pubblico un “felice pranzo domenicale”. Sulle note di “Paranoid”, “Whole Lotta Love”, “Foxy Lady”, “Smoke on the Water”, “Fracture”, “Lark’s Tongues in Aspic” e “Tea for Two” i due suonano, cantano, sorbiscono il tè, ballano in coppia o da soli: Toyah simula un bondage o una danza sadomaso, affetta la verdura per il pranzo, veste i panni di una cheerleader e balla il tiptap, mentre Robert – quasi sempre imperturbabile – maneggia da suo pari la sei corde. I momenti più simpatici sono, appunto, la danza degli unicorni, il twist di coppia, il “Lago dei Cigni” in giardino (con tanto di Robert Fripp in tutù!), e i due – vestiti da api giganti – che ronzano impazziti per il giardino!

Ma sono due i frammenti più teneri, e che più ci dicono sulla natura profonda del loro rapporto. Uno è “Heroes“: dedicato al padre di Toyah e allo zio di Robert, ci racconta anche la nascita della loro storia. Perché fu Robert, nel 1977, a suonare la parte di chitarra per Bowie: e fu Toyah, nel 1983, a scoprire che quella canzone che amava alla follia vedeva la partecipazione di quel musicista appena conosciuto a una festa: un personaggio appartato, quasi monacale, e per di più leader di una prog band… Quasi una bestemmia, per una punk come lei. E invece fu amore. Quell’amore che, dopo 34 anni, è ancora lì: come testimonia il video per il compleanno di Toyah… Sulle note di “The Twelfth of Never“, i due ballano stretti, come innamorati al primo appuntamento: e, alla fine, si danno un bacio, casto e dolcissimo.

Mi sono sorbito questi brevissimi video uno dopo l’altro, come le proverbiali ciliegie: e mi hanno lasciato una sensazione piacevolissima, una placida ebbrezza venata di humor e simpatia. Vedere Robert Fripp, di solito così controllato e impassibile, ballare il twist, vestirsi da ape e ridere sereno, accanto alla sua donna, è di per sé un’esperienza allucinogena: rafforzata dalla presenza – straniante e concreta assieme – dell’amata Toyah, e delle ambientazioni, così cristalline e assurde da sembrare un fotogramma di un film di Roy Andresson.

Qualcuno ha avuto invece da ridire: “Ma come, per tanta gente il lockdown è un’esperienza pesante, drammatica, e questi ricconi invece se la godono, e pure hanno l’impudenza di sbattercelo in faccia”. Per dire che da questi video emerga boria, indifferenza o supponenza bisogna avere dentro sé un grosso carico di ignoranza e cattiveria, o essere semplicemente dei rompicoglioni. Io ci vedo solo la testimonianza di due artisti, di due creativi, di due anime vive: una fiammella nella notte, che attende altre luci per rendere un po’ meno buia l’attesa dell’aurora. E merita la visione: fa bene all’anima, e alla salute!