Domani avvenne: da lunedì 13 aprile 2020 a domenica 19 aprile

13 Aprile 2009: il leggendario produttore Phil Spector è condannato in via definitiva a 19 anni di carcere per l’omicidio della modella Lana Clarkson, avvenuto sei anni prima nella sua villa.

14 Aprile 2015: a Baton Rouge (Louisiana) ci lascia Percy Sledge. Dopo i primi anni, in cui sbarca il lunario come infermiere in Alabama, verso la metà degli anni Sessanta entra nella scuderia Atlantic. Cantante e autore soul, fa il botto con l’autografa “When a Man Loves a Woman” (1966), successo mondiale e suo singolo di debutto. Muore all’età di 75 anni per un tumore al fegato.

15 Aprile 1996: una parte delle ceneri di Gerry Garcia, mitico fondatore e leader dei Grateful Dead, è dispersa nella baia di San Francisco. L’altra porzione dei suoi resti era stata sparsa nel Gange, 11 giorni prima, dal compagno di avventure Bob Weir.

16 Aprile 1924: a Cleveland (Ohio), figlio di immigrati italiani, nasce Enrico Nicola “Henry” Mancini. Nel dopoguerra entra alla Universal Pictures, per cui cura decine e decine di colonne sonore di successo. I titoli più famosi cui lavora sono “Breakfast at Tiffany’s”, “The Pink Panther” (il motivo sarà usato anche negli omonimi cartoon) e “Victor Victoria”, oltre al tema guida del serial tv “Peter Gunn”. Diciotto le nomination all’Oscar, e quattro le vittorie finali.

17 Aprile 1971: ognuno dei quattro “ex-Beatles” ha un singolo presente nelle classifiche inglesi. E, precisamente: “Another Day” (Paul McCartney), “Power To The People” (John Lennon), “My Sweet Lord” (George Harrison) e “It Don’t Come Easy” (Ringo Starr).

18 Aprile 2013: a Potters Bar (UK), a 69 anni, scompare Storm Thorgerson. Fotografo e designer, nel 1968 – assieme al socio Aubrey Powell – fonda lo studio grafico Hypgnosis, col quale produce una rivoluzionaria serie di copertine di singoli e album. Fra le più famose troviamo “Atom Earth Mother”, “The Dark Side of the Moon” e “Wish You Were Here” dei Pink Floyd, i primi tre lp solisti di Peter Gabriel, e “Houses of the Holy” dei Led Zeppelin.

19 Aprile 1980: a due mesi esatti dalla morte improvvisa di Bon Scott, gli AC/DC annunciano ufficialmente il nome del nuovo cantante: sarà Brian Johnson, precedentemente in forze negli inglesi Geordie, e segnalato ai fratelli Young da un suo fan accanito.

Canta che ti passa #4

Vedi come passa il tempo? Siamo già al quarto appuntamento, e manco ce ne siamo resi conto! (più o meno…). Ma bando alle ciance, che i cd spolverati e messi nel lettore si accumulano: e ogni tanto spunta qualcosa di mai sentito, o che mi pare tale. Dunque, in questa tornata vi parlerò di oggetti un po’ particolari: Continua a leggere “Canta che ti passa #4”

Domani avvenne: da lunedì 30 dicembre 2019 a domenica 5 gennaio 2020

Pare che questo sia il centesimo articolo che pubblico… Perciò, oltre che a voi, auguri anche a me!

 

30 Dicembre 1950: a Londra, nasce Dave Stewart. Chitarrista in erba, a 17 anni passa all’organo ed entra negli Uriel, band della scuola di Canterbury, cui imprime un sound classicheggiante. Gli Uriel, nel ’68, prendono il nome di Egg, e nel ’73 Stewart – dopo aver sciolto il gruppo – entra nei neo-formati Hatfield and the North, sorta di supergruppo prog in cui militano anche Phil Miller e Richard Sinclair. Dopo la loro fine presterà la sua opera nei National Health, e a fianco di artisti come Barbara Gaskin, Bill Bruford e Jakko Jakszyk. Occhio, il Nostro è solamente omonimo del fondatore degli Eurythmics, Dave A. Stewart.

31 Dicembre 1973: gli AC/DC fanno il loro debutto live al Chequers Nightclub di Sydney. La formazione comprende Dave Evans alla voce, i fratelli Angus e Malcolm Young alle chitarre, Larry Van Kriedt al basso e Colin Burgess alle pelli: il look prevede già Angus in tenuta da college, ma il resto della band presenta ancora quei riferimenti glam – voluti da Dave Evans – e che saranno presto gettati nella spazzatura, assieme agli “zatteroni”, ai capelli cotonati e ai pantaloni a zampa d’elefante per far posto a jeans, magliette e al nuovo cantante Bon Scott.

1° Gennaio 1962: i Beatles, con Pete Best alla batteria, sono negli studi Decca di Broadhurst Gardens, Londra, per la loro prima audizione: è stato il loro manager in pectore, Brian Epstein, a procurargliela, non senza fatica. Dopo 15 pezzi incisi, se ne tornano a Liverpool, moderatamente ottimisti, ma a inizio Febbraio la Decca gela i quattro con un lapidario “i gruppi chitarristici stanno passando di moda”. Per fortuna che Epstein, pochi mesi dopo, riuscirà ad avere un’audizione con la EMI: e le cose andranno diversamente… Ne parlo, più diffusamente, qui.

2 Gennaio 1954: A Sacile (PN) nasce Fausto Rossi. Dopo alcuni abboccamenti col punk americano, nel ’77 pubblica il suo disco d’esordio, dal beneaugurante titolo “Suicidio”:  l’album, pubblicato con lo pseudonimo Faust’O, si impone per il suo stile originale e innovativo, una specie di tetra new wave in lingua italiana. La fama di Rossi declina rapidamente, nonostante una continua ricerca stilistica che lo porta ad affrontare la musica concreta, la musica contemporanea, l’elettronica, il pop e la produzione discografica: e, sempre, lontanissimo dai clamori e dalla vita mondana.

3 Gennaio 1946: a Sidcup (Kent) nasce John Baldwin. Prima pianista, poi organista e bassista, assume il nome d’arte di John Paul Jones (dall’omonimo film di John Farrow) e inizia una precoce carriera di session man al soldo della Decca. Dopo aver lavorato con Rod Stewart, Nico e i Rolling Stones, nel ’68 conosce Jimmy Page: l’anno successivo entra nella formazione dei New Yardbirds assieme allo stesso Page, a Robert Plant e a John Bonham… Gruppo che cambierà a brevissimo il nome nell’iconico Led Zeppelin, e in cui Jones rimarrà fino al loro scioglimento in qualità di bassista, autore e tastierista. Di rilievo la sua carriera post-Zep, con collaborazioni con R.E.M., Peter Gabriel, Brian Eno e Diamanda Galás.

4 Gennaio 1986: a Salisbury, a soli 37 anni, ci lascia Phil Lynott. Bassista di origini meticce, nel ’69 è fra i fondatori del gruppo hard-rock Thin Lizzy, oltre che autore principale e cantante: dopo gli anni di gloria, nell’84 i Lizzy si sciolgono, Phil tenta un paio di uscite musicali senza fortuna, e cade nella depressione e nell’abuso di eroina e alcol. La notte di Natale del 1985 entra in overdose: portato d’urgenza in ospedale, resta fra la vita e la morte per alcuni giorni finché il suo fisico cede. E’ il 4 Gennaio, a 15 anni esatti di distanza dall’uscita del primo disco dei Thin Lizzy.

5 Gennaio 1979: a Cuernavaca (Messico) muore Charles Mingus. Contrabbassista, pianista e autore jazz, personaggio sopra le righe e fra i primi a fondere musica e politica, alla metà degli anni Cinquanta mette a punto il suo progetto di improvvisazione collettiva su basi hard-bop e free. Gli anni Settanta trascorrono fra abusi di psicofarmaci, illuminazioni sfolgoranti e un importante progetto con Joni Mitchell: muore proprio durante la lavorazione di questo album, a soli 56 anni, per le conseguenze del morbo di Lou Gehrig.

Domani avvenne: da lunedì 8 luglio 2019 a domenica 14 luglio

Ciaooooo…

8 Luglio 1914: a Pittsburgh nasce Billy Eckstine. Divenuto famoso come cantante dal profondo timbro baritonale, polistrumentista e leader di una big band, ha una importante influenza sul jazz moderno, e sul Be Bop in particolare: nella sua orchestra hanno infatti trovato ospitalità talenti non ancora noti come Dexter Gordon, Charlie Parker, Dizzy Gillespie, Miles Davis, Art Blakey e Sarah Vaughan. Billy è inoltre il primo nero a firmare un contratto (principesco) con una major, la MGM.

9 Luglio 1946: in Scozia vede la luce Ronald “Bon” Scott. Emigrato, a 6 anni, in Australia a seguito della famiglia, entra come cantante nella band Fraternity: poco dopo il loro scioglimento, e ripresosi da un brutto incidente motociclistico, Bon conosce i fratelli Angus e Malcolm Young, dei neo-formati AC/DC. Impressionati dal talento e dall’energia del ragazzo, gli Young licenziano il cantante Dave Evans e assumono in pianta stabile Scott: che rimarrà negli AC/DC in qualità di frontman e paroliere fino alla sua morte, nel 1980.

10 Luglio 2000: per la Parlphone, esce l’album di debutto dei Coldplay, “Parachutes“: a breve tempo dalla pubblicazione il disco arriva in testa alla classifica inglese, e ai primi posti di quelle mondiali. Fra i brani, dominati da sonorità acustiche e da testi molto intensi e personali, troviamo “Shiver”, “Yellow” e “Trouble”.

11 Luglio 1993: a Manhattan ci lascia, all’età di 82 anni, Mario Bauzá. Di nascita cubana, trombettista, autore e arrangiatore, grazie al lavoro con la band The Afro-Cubans si propone fra i più importanti responsabili della nascita del latin-jazz: genere di frontiera che accosta il jazz americano e i vivaci ritmi della tradizione cubana, e la cui onda d’urto si propagherà a lungo, investendo a cascata tutta la produzione moderna.

12 Luglio 1950: a Brooklyn nasce Paul Charles Caravello. Figlio di immigrati siciliani, per imitare il suo idolo Ringo Starr si fa comprare una batteria, e si sistema dietro alle pelli in alcune band amatoriali. Nel 1980, dopo un’audizione indetta per trovare un sostituto all’appena fuoriuscito Peter Criss, entra in pianta stabile nei Kiss col nome d’arte di Eric Carr, e adotta il travestimento della volpe.

13 Luglio 1939: sul 78 giri della Brunswich Records “The Bottom of My Heart” / “Melancholy Mood”, a nome di Harry James and His Orchestra, fa il suo debutto discografico assoluto il ventitreenne cantante Frank Sinatra. E sono passati 80 anni…

14 Luglio 1939: nel Middlesex nasce Brian Maurice Holden. Sponsorizzato dal cognato Joe Barbera (sì, quello dei cartoon), l’inquieto Brian si lancia nell’ardua impresa di portare il rock’n’roll nella fredda Inghilterra. Con lo pseudonimo di Vince Taylor pubblica, nel ’59, la grandiosa “Brand New Cadillac”, e sbanca le classifiche di mezza Europa. Un’accoppiata fantastica: Vince è uno straordinario cantante, un animale da palcoscenico che, con la sua immancabile giacca di pelle e catena da biker al collo, fa il verso all’americano Gene Vincent; mentre la canzone, torva quanto basta, e sorretta da un pulsante giro di chitarra, beneficia di un brillante assolo dell’ottimo Joe Moretti. E della sua canzone si ricorderanno i Clash, giusto vent’anni dopo.