Domani avvenne: da lunedì 26 luglio 2021 a domenica 1° agosto

26 Luglio 1961: a Malden (Massachusetts) nasce Gary Cherone. Cantante dalla voce potente e versatile, nel 1979 insieme al batterista Paul Geary fonda la band The Dream: dopo 6 anni i due incontrano il virtuoso della chitarra Nuno Bettencourt e il bassista Pat Badger, e danno vita agli Extreme, band dedita a un funambolico mix di hard rock, funk e pop. Dopo l’incoronazione mondiale al Freddie Mercury Tribute Concert, e altri 2 album, Cherone – lasciati gli Extreme – entra nei Van Halen, dove resta per un solo album.

27 Luglio 1982: a Macerata nasce Beatrice Antolini. Artista poliedrica e polistrumentista, pubblica il suo primo album nel 2006 – “Big Saloon” – interamente suonato, cantato e prodotto in solitudine. Il plauso della critica specializzata la segue in tutta la sua carriera: una carriera di minoranza, percorsa da uno stile non corrivo e sperimentale, e che l’ha anche vista impegnata in progetti al alta visibilità, come un tour con Vasco Rossi e l’esperienza live con Lydia Lunch.

28 Luglio 1979: a pochi giorni dalla sua pubblicazione, il singolo “I Don’t Like Mondays“, degli irlandesi The Boomtown Rats di Bob Geldof, arriva al primo posto della classifica britannica. La canzone è ispirata a un fatto di cronaca nera:  lunedì 29 gennaio 1979, a San Diego, la sedicenne Branda Ann Spencer si era messa a sparare dalla finestra della sua camera contro i bambini in procinto di entrare a scuola. Dopo due omicidi e nove ferimenti, alla domanda del perché del suo gesto, aveva gelidamente dichiarato, senza rimorso: «I don’t like Mondays».

29 Luglio 1953: a Toronto (Canada) nasce Gary Lee Weinrib, in arte Geddy Lee. Bassista elettrico di grande tecnica e creatività, è fra i fondatori (e siamo nel 1968) della più famosa prog band canadese, i Rush, di cui è tutt’ora membro attivo. Oltre che bassista, Lee è anche il cantante della band: il suo stile vocale, molto acuto, non è però sempre stato gradito dalla critica, ancorché sia uno dei tratti distintivi della band.

30 Luglio 1961: a Milano, sessant’anni fa, nasce Stefano Belisari, per tutti Elio. Diplomato al Conservatorio Giuseppe Verdi di Milano, e laureato in ingegneria elettronica al Politecnico, nel 1980 è fra i fondatori del mitico complesso Elio e le Storie Tese, di cui è da sempre leader, cantante, autore e musicista (suona occasionalmente il flauto e la chitarra). Per anni il suo vero nome è rimasto segreto: agli sprovveduti giornalisti rispondeva infatti riferendo nomi inventati al momento, come “Roberto Moroni” o “Roberto Gustavivi” 🙂

31 Luglio 1982 il singolo “Eye of the Tiger“, della rock band americana Survivor, arriva al primo posto della classifica americana. La canzone, che vende oltre 9 milioni di copie, è spinta nelle charts dall’inserimento nel film “Rocky III”, di cui diventa uno dei simboli, ed è scritta su esplicita richiesta di Sylvester Stallone, che non era riuscito ad ottenere il permesso per utilizzare “Another One Bites the Dust” dei Queen.

1° Agosto 1971: al Madison Square Garden di New York, per iniziativa di George Harrison, si tiene il “Concert for Bangladesh“, con lo scopo di raccogliere fondi per sostenere la grave situazione di indigenza del paese. Oltre ad Harrison, nella line-up troviamo Ringo Starr, Ravi Shankar, Leon Russell, Billy Preston, Eric Clapton e Bob Dylan. I ricavi dall’album e dal film tratti dal concerto continuano tuttora ad andare alla George Harrison Fund, patrocinata dall’Unicef.

Domani avvenne: da lunedì 5 aprile 2021 a domenica 11 aprile

5 Aprile 1929: a Newent (UK) nasce Joe Meek: una delle più grandi intelligenze che abbiano mai calcato lo studio di registrazione. Geniale analfabeta dello spartito, tutto istinto, creatività e fantasia, nella sua breve carriera lavora a circa 245 singoli, portandone ben 45 nella Top 50, e insegnando a mezzo mondo come “si fa un 45 giri di successo”: disposizione dei microfoni, separazione fisica degli strumenti durante la registrazione, sovraincisioni, riverbero, compressione del suono, eco… Tutta roba sua! Fra i singoli di sua produzione, “Cumberland Gap” di Lonnie Donegan e “Telstar”, successo planetario dei Tornados.

6 Aprile 1927: a New York nasce Gerry Mulligan. Saxofonista jazz, si specializza nel sax baritono (trattato con un sound morbido e moderno), nell’arrangiamento e nella composizione. Gerry è considerato uno dei padri della corrente cool e delle sperimentali formazioni “piano-less”: sposato con un’italiana, e per lunghi periodi residente a Milano, al di fuori del jazz ha registrato il memorabile album “Summit-Reunion Cumbre”, assieme ad Astor Piazzolla e Tullio De Piscopo.

7 Aprile 1965: a Milano nasce Nicola Fasani, per tutti Faso. Bassista elettrico di grande tecnica ed eclettismo, è noto ai più per la sua storica militanza in Elio e le Storie Tese: ma, accanto alla partecipazione nel gruppo milanese, Faso è attivo nelle band jazz-funk Trio Bobo e Biba Band, ed è uno stimato session man (Mina, Battiato, Daniele Silvestri, Finardi). Inoltre, è presidente della Ares Milano Baseball, dove gioca saltuariamente come prima base.

8 Aprile 1977: per la CBS esce l’omonimo album di debutto dalla punk band inglese The Clash, e che da subito sottolinea la forte tensione politica che anima Joe Strummer e soci: sul retrocopertina l’immagine degli scontri a Notting Hill tra polizia e comunità giamaicane, e in scaletta le esplicite “White Riot”, “I’m so Bored with the U.S.A.” e “Police and Thieves“.

9 Aprile 1961: a Dublino nasce Mark Kelly. Tastierista, nel 1981 subentra a Brian Jelliman nella neo-prog band Marillion: e con loro suonerà in tutti gli album, dall’esordio del 1983 fino ai giorni nostri. 

10 Aprile 1982: l’album “The Number of the Beast“, degli inglesi Iron Maiden, raggiunge il primo posto della classifica di madre patria. Terzo lp del gruppo, e il primo con Bruce Dickinson alla voce, risulta tutt’ora il più grande successo commerciale della band, e uno dei “classici” del metal inglese. In scaletta, oltre alla title track, le epiche “Run to the Hills”, “Hallowed Be Thy Name” e “22 Acacia Avenue”.

11 Aprile 1971: a Schwerin (Germania) nasce Oliver “Olli” Riedel. Olli imbraccia il basso relativamente tardi, a 21 anni, e solo due anni dopo entra nei neonati Rammstein: storico gruppo industrial-metal in cui è tutt’ora attivo. Durante l’ultima canzone dei loro concerti è tradizione che Riedel sia messo su un canotto, trasportato poi dalla folla, a forza di braccia, per tutta la hall. Con i suoi 2,05 metri di altezza, è uno dei musicisti più alti del rock.

Canta che ti passa #4

Vedi come passa il tempo? Siamo già al quarto appuntamento, e manco ce ne siamo resi conto! (più o meno…). Ma bando alle ciance, che i cd spolverati e messi nel lettore si accumulano: e ogni tanto spunta qualcosa di mai sentito, o che mi pare tale. Dunque, in questa tornata vi parlerò di oggetti un po’ particolari: Continua a leggere “Canta che ti passa #4”

Skiantos – “MONO tono”

Siete un pubblico di merda!

È ora di finirla con la musica fatta solo da chi sa suonare, è ora di suonare senza sapere suonare, continuando a suonare senza, per carità, imparare a suonare” (Freak Antoni)

E beh, come dichiarazione d’intenti è di quelle belle chiare: un “anyone can do it” alla massima potenza, vero, e orbo delle volpate modaiole di Malcolm McLaren. Perché, quando gli Skiantos se ne escono con quest’annuncio memorabile, mica siamo a Londra, capitale delle spille da balia e delle magliette strappate vendute a prezzi da Carnaby Street: ma a Bologna, città quanto mai solida e di buon senso, ma sempre attraversata da una vena di irriverente e vulcanica follia.

I compari (ma non “compagni”) Freak Antoni, Jimmy Bellafronte e Dandy Bestia, nel ‘78 sganciano nei negozi una bomba sotto forma di vinile: “MONO tono“, disco definito da loro stessi di “rock demenziale” e che (qualcuno se ne faccia una ragione), è fra le cose più intelligenti e geniali di sempre, e un disco sicuramente seminale. Una presa di posizione beffarda e ironica dal chiaro significato politico: ma che con “Tribuna Elettorale”, le sezioni dei partiti e il “turarsi il naso” di montanelliana memoria ha nulla a che fare… Più che turarsi il naso, secondo gli Skiantos occorre vomitare sarcasmo e scardinare il buonsenso: e, forse non a caso, le prime copie del vinile sono stampate in un inquietante “color giallo vomito” [1].

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