Domani avvenne: da lunedì 8 novembre 2021 a domenica 14 novembre

8 Novembre 1971: per la Atlantic Records esce il quarto disco dei Led Zeppelin: sprovvisto di un autentico titolo, è generalmente indicato come “Led Zeppelin IV in accordo con la numerazione dei precedenti dischi; oppure con la sigla ZoSo, dedotta dai caratteri runici presenti sulla quarta di copertina. Con i suoi circa 36 milioni di copie vendute, è uno dei maggiori successi commerciali della storia: d’altronde, con una scaletta come questa (“Black Dog”, “Rock and Roll”, “Stairway to Heaven”, “Misty Mountain Hop” e “When the Levee Breaks”), ci mancherebbe altro…

9 Novembre 1944: a Dartford (UK) nasce Phil May. Cantante e autore, diventa famoso come co-fondatore dei Pretty Things, assieme al chitarrista Dick Taylor: coi Pretty Things attraversa una prima fase rock-blues per poi approdare a un eclettico rock barocco-psichedelico, protagonista di una delle primissime Rock Opera della storia, “S.F. Sorrow”.

10 Novembre 1887: a New Orleans nasce William “Papa” Charlie Jackson. Cantante, banjoista e chitarrista arcaico, inizia la carriera nei Medicine Show, prima di spostarsi a Chicago: nel ’24 ottiene i primi successi discografici con “Shave ‘Em Dry” e la storica “Salty Dog Blues”, e diventa uno dei più apprezzati e pagati musicisti di studio, accompagnando le voci delle star nere Ida Cox e Ma Rainey.

11 Novembre 1945: a Surbiton (UK), da padre di origine polacca, nasce Chris Dreja. Bassista elettrico attivo nei Suburban R&B assieme a Jim McCarty, a seguito della fusione della sua band con la Metropolis Blues Band (in cui militano invece Keith Relf e Paul Samwell-Smith), nel ’63 diventa uno dei membri fondatori dei mitici Yardbirds, una delle band più importanti e innovative del rock inglese. Dopo il loro scioglimento nel ’69, Chris decide di dedicarsi alla fotografia: è lui a immortalare i membri dei Led Zeppelin per il retro copertina del loro album di debutto.

12 Novembre 2008: a Portland (Oregon) ci saluta John “Mitch” Mitchell. Giovane attore di fiction, e batterista autodidatta, nel ’66 durante un’audizione è scelto come batterista della Jimi Hendrix Experience, grazie alla sua capacità di interagire istintivamente con lo stile selvaggio e improvvisativo del chitarrista di Seattle. Dopo la morte di Hendrix, Mitch collabora con altri grandi dello strumento come John McLaughlin, Larry Coryell e Jeff Beck. Muore a 62 anni per un attacco cardiaco.

13 Novembre 1942: a New York nasce John Paul Hammond. Figlio del leggendario producer e ricercatore John Henry Hammond, si dedica sin da giovane alla musica, come cantante di genere folk e barrelhouse: tantissimi i dischi, pochi i successi commerciali (la colonna sonora di “Little Big Man” di Arthur Penn) ma grande apprezzamento della critica. Nel 1967, per 5 sere, ha suonato allo storico Gaslight Cafe assieme a Eric Clapton e Jimi Hendrix: ma purtroppo non esistono nastri di questo pazzesco super-team!

14 Novembre 1987: “Faith“, il primo album di George Michael dopo lo scioglimento degli Wham!, arriva al primo posto della classifica inglese. Scritto interamente dal cantante, vende oltre 20 milioni di copie: in scaletta, brani di successo come la title track, “I Want Your Sex”, “One More Try” e “Father Figure”.

Domani avvenne: da lunedì 18 ottobre 2021 a domenica 24 ottobre

18 Ottobre 1941: a Wheeling (Ohio) nasce Billy Cox. Bassista elettrico, nel 1961, durante il periodo di leva, conosce il giovane Jimi Hendrix: i due entrano in amicizia, suonando anche episodicamente in locali di modesta importanza. Poi si perdono di vista, e nel ’67 la stella di Jimi esplode: e nel 1969, quando Noel Redding lascia libero il posto nella Experience, Billy è chiamato al suo posto. Con Jimi, Billy suona a Woodstock, e a seguire nel progetto estemporaneo della Band of Gypsys. Billy è oggi l’unico artista ancora vivente ad aver suonato con una certa regolarità assieme a Jimi Hendrix.

19 Ottobre 1988: a Detroit, alla bella età di 86 anni, ci lascia Eddie “Son” House, uno dei grandissimi del blues rurale del Delta. Il suo è un blues estremo, viscerale, aspro come il suo spirito, sempre dilaniato fra l’incenso del sacro e i miasmi del peccato. Dopo i successi degli anni Venti, messo a terra dalla Depressione, sparisce dalla scena: creduto ormai morto, nel ’64 è rintracciato e riportato a forza sulle scene: è l’inizio di una seconda giovinezza.

20 Ottobre 1960: “Only The Lonely“, singolo di Roy Orbison, dopo aver ben figurato negli Stati Uniti, raggiunge a sorpresa il primo posto della classifica inglese. E’ l’inizio di una carriera di successo, che lo vede addirittura rivaleggiare con i Beatles durante i primi tour inglesi in comune.

21 Ottobre 1957: a Los Angeles nasce Steve Lukather. Folgorato dai Beatles, a sette anni si fa regalare una chitarra, e a 17 anni inizia la carriera professionistica. Nel 1976 entra nei neo-formati Toto, in cui resta ininterrottamente sino al loro scioglimento ufficiale, nel 2019. Solista dallo stile eclettico e vicino alla fusion, ha svolto anche il mestiere di producer e autore, e ha suonato come session man a fianco di Michael Jackson, Jeff Beck, Elton John, Joe Cocker e molti altri.

22 Ottobre 1921: a Sète (Francia), 100 anni fa, nasce Georges Brassens. Dal padre, ateo e anarchico, assorbe una precisa ideologia personale e sociale, e si appassiona in egual misura alla musica e alla poesia: in tempo di guerra ripara a Parigi, presso la famiglia Planche, dove rimane ospite sino al 1966, e dove scrive gran parte del suo repertorio. Tutta la sua opera è dedicata agli emarginati, agli ultimi, ai dissidenti: un esempio raro di coerenza. In Italia, parte del suo canzoniere è stato egregiamente tradotto da Fabrizio De Andrè, per cui lo stesso Brassens espresse parole di ammirazione.

23 Ottobre 1966: ai De Lane Lea Studios di Londra, la Jimi Hendrix Experience incideHey Joe“: uscito sul mercato inglese come singolo a Dicembre, diventa rapidamente una hit, tanto da costringere i produttori americani ad inserirlo nella versione a stelle e strisce del primo album hendrixiano, “Are You Experienced?”. Attribuita inizialmente a Chet Powers, la canzone è ora ufficialmente censita a nome Billy Roberts: anche se è innegabile che tutti (o quasi) la identifichino come prodotto hendrixiano, grazie all’iconica versione eseguita a Monterey.

24 Ottobre 1976: a Montevarchi (AR) nasce Enrico Gabrielli. Polistrumentista, entra nel giro della musica sperimentale e della scena indie italiana, collaborando assieme a Marco Parente, Mariposa, Morgan e Afterhours: successivamente fonda i Calibro 35, ensemble dedito a energiche rivisitazioni delle colonne sonore dei poliziotteschi italiani. E continua ancora adesso a fare il musicista e produttore migrante, saltellando fra Capossela, Zen Circus, Baustelle, Nada e P J Harvey.

Io non so parlar di musica #3

Questa volta è facile, per la rubrica “Io non so parlar di musica“, trovare il pezzo adatto, bellissimo e contemporaneamente a tema. Perché sono in vacanza in uno stupendo angolo del Nord Est, in montagna: e il pensiero non può che andare a quell’altrettanto stupenda “Alpine Valley“, scritta e suonata dal nostro Tolo Marton.

Ai più forse il suo nome dirà poco o nulla, ma non cambiate canale: Vittorio “Tolo” Marton è uno dei chitarristi elettrici più bravi ed emozionanti d’Italia! Trevigiano, dopo innumerevoli cover band di ispirazione rock blues, entra (per lo spazio di un solo disco) nelle Orme, e poi si lancia nella carriera solista. La sua abilità e il suo calore sono tali da garantirgli la vittoria, nel 1998, al “Jimi Hendrix Electric Guitar Festival” di Seattle, organizzato proprio dalla famiglia di Jimi, con tanto di chitarra firmata in regalo: un fiore all’occhiello mica da ridere, cui seguono concerti con B.B. King, Buddy Guy, Jeff Beck, Jeff Healey, Roger Glover e con i due ex-Cream Jack Bruce e Ginger Baker.

Un vero guitar hero che, sono sicuro, ha avuto molto meno di quel che meritava: e per capire la sua classe basta ascoltare la perla che vi propongo oggi, e che ha ricevuto – proprio dalle mani del padre di Hendrix – il premio per la miglior composizione originale… Un pezzo che – così dice – gli è venuto in sogno, durante un viaggio in Texas.
Uno strumentale espressionista, emozionante, evocativo, suonato col cuore e coi coglioni: bellissimo. Eccolo. Le parole non bastano…ma la musica sì.


Tolo Marton“Alpine Valley”

Tratto da “My Place Is Close To You” (1996)

Domani avvenne: da lunedì 19 ottobre 2020 a domenica 25 ottobre

19 Ottobre 1993: per la Epic Records esce “Vs“, il secondo album del gruppo statunitense Pearl Jam. Successo di pubblico e critica, questo capolavoro del grunge allinea brani di altissima qualità come “Go”, “Animal”, “Rats”, “Daughter”, “Dissident” e “Rearwievmirror”. Il titolo originale avrebbe dovuto essere “Five Against One”, ma poco prima della pubblicazione fu preferito “Vs” (tanto che le prime copie furono stampate senza titolo).

20 Ottobre 1950: a Gainesville (Florida) nasce Tom Petty. Dopo alcune esperienze amatoriali, nel 1976 debutta sul mercato assieme alla sua band, gli Heartbreakers: rocker verace e uomo tutto d’un pezzo, si scontra spesso con l’industria discografica per questioni di principio e onestà. Il suo è un rock classico nella forma e proletario nella sostanza, una sorta di “Springsteen minore”: storica è inoltre la partecipazione al supergruppo Traveling Wilburys, accanto a Bob Dylan, George Harrison, Jeff Lynne e Roy Orbison… ‘sti cazzi.

21 Ottobre 1941: a Dora (MIssouri) nasce Steve Cropper. Poco più che ventenne diventa il deus ex machina della mitica Stax Records di Memphis, la regina del Soul del Sud: da semplice comprimario nei Mar-Keys, nel giro di pochi mesi assume il poliedrico ruolo di talent scout, produttore, chitarrista e autore di primissimo ordine, responsabile di gran parte dei futuri hit usciti dalle scuderie Stax (“(Sittin’ on) The Dock of the Bay”, “Respect”, “Knock on Wood”,“In the Midnight Hour)”. Steve “The Colonel” è anche il leader dei Booker T. & the M.G.’s (memorabile la hit strumentale “Green Onions”), che fungeranno da house band della Stax, incidendo centinaia di brani. Cropper è stato inoltre membro della Blues Brothers Band.

22 Ottobre 2017: a Sydney (Australia), all’età di 71 anni, ci lascia George Young. Scozzese di nascita, emigrato giovanissimo in Australia, come bassista è uno delle colonne portanti degli Easybeats, storico gruppo beat australiano capace di riscuotere successo anche all’estero (“Friday on My Mind” il pezzo di punta). Negli anni Settanta, per qualche data suona a fianco dei fratelli Angus e Malcolm nei neoformati AC/DC, per poi passare dietro la scrivania nel ruolo di produttore della fortunata sigla.

23 Ottobre 1982: il terzo singolo della pop band Culture Club, “Do You Really Want to Hurt Me“, raggiunge il primo posto della classifica inglese. Improntato su un leggero e morbido ritmo reggae, deve il suo successo mondiale a un curioso imprevisto: gli sconosciuti Culture Club sono chiamati d’improvviso a sostituire l’indisposto Shakin’ Stevens al seguitissimo programma tv “Top of the Pops”… La memorabile melodia, e l’androgina figura di Boy George, fanno il resto!

24 Ottobre 2006: a Peschiera Borromeo (MI), all’età di 69 anni, ci lascia Bruno Lauzi. Cantante e autore della cosiddetta “scuola genovese”, ottiene i primi successi all’inizio degli anni Sessanta: abile a destreggiarsi fra poesia, sentimento, umorismo (“O frigideiro”) e canzoni per bambini (“La tartaruga”), rimane in attività anche quando – e siamo alla fine del secolo scorso – i sintomi del Morbo di Parkinson si fanno più evidenti, spendendosi in attività benefiche, album in dialetto friulano e un romanzo. Fra i suoi testi conto terzi, si ricordano “Piccolo uomo”, “Almeno tu nell’universo”, “L’appuntamento”; fra le cover, “Genova per noi” e “Onda su onda”; e, fra i suoi pezzi, il famosissimo “Il poeta”.

25 Ottobre 1966: dopo la breve ma storica “sfida” ai Cream di Eric Clapton, il quasi sconosciuto Jimi Hendrix – e la sua Experience – fanno il loro debutto live al Bag O’Nails Club di Londra. Il primo passo della conquista prima dell’Inghilterra, e poi del mondo.

In memoriam – 50 anni senza Jimi Hendrix

James Marshall “Jimi” Hendrix (Seattle, 27 novembre 1942 – Londra, 18 settembre 1970)

Senza parole.

Solamente una chitarra elettrica bestiale (“Voodoo Child” a Woodstock)….

…e una “Hear My Train A Comin’” acustica, su chitarra a 12 corde: un unicum nella discografia hedrixiana.

Eh, ragazzi, non ce n’è per nessuno…

Domani avvenne: da lunedì 14 settembre 2020 a domenica 20 settembre

14 Settembre 1950: a Hampstead (UK) nasce Paul Kossoff. Chitarrista rock blues di grande versatilità e cuore, è famoso per la sua partecipazione – assieme a Paul Rodgers – nei Free di “All Right Now”. Eric Clapton fu così ammirato dalla tecnica di vibrato di Kossoff da richiedergli delle lezioni a tema… Un vero capofila, che purtroppo ci ha lasciato troppo presto.

15 Settembre 1961: negli studi di registrazione Morgan, a Los Angeles, è inciso il primo demo diSurfin’“. Scritto da Brian Wilson e Mike Love, rappresenta l’esordio discografico dei Pendleton… Gli stessi che quando, a metà Novembre, aprono le scatole con i 45 giri freschi di stampa, trovano una sorpresa: senza consultare nessuno, un promoter ha cambiato di sua iniziativa il nome della band. La brevissima era dei Pendleton è finita: ora tocca ai Beach Boys.

16 Settembre 1956: a New York nasce Peter Zaremba. Cantante e tastierista, nel 1976 – nello scantinato di una casa in affitto, dove il precedente inquilino ha lasciato alcuni strumenti – assieme a Keith Streng fonda la indie-surf-new wave band dei Fleshtones… Il gruppo che forse più di tutti ha incarnato il tentativo di fondere il revival Cinquanta e Sessanta con la sensibilità punk e garage. E sono ancora attivi, a 44 anni di distanza.

17 Settembre 1951: nella natia Chicago, a 53 anni, ci lascia Jimmy Yancey. Jimmy è uno dei più grandi pianisti di quello stile, mosso e danzereccio che non è più barrelhouse, ma non è ancora pienamente boogie: autentico maestro, ha regalato ai posteri la famosa “Indiana Avenue Stomp”.

18 Settembre 1970: di prima mattina, nell’appartamento affittato al Samarkand Hotel, al 22 di Lansdowne Crescent,  Londra, è rinvenuto il cadavere di Jimi Hendrix. Non è chiaro se un’improvviso conato di vomito, causato da un cocktail di alcool e tranquillanti (che è la certa causa di morte) sia sopraggiunto nottetempo, o durante il trasporto in ospedale: ma sicuro è che, in quel tragico venerdì (proprio come il 18 settembre di quest’anno) se ne va il più grande chitarrista rock di tutti i tempi… E un altro membro del famigerato “Club 27”. Oggi sono cinquant’anni.

19 Settembre 1979: al Madison Square Garden di New York prende il via “No Nukes: The Muse Concerts For a Non-Nuclear Future“, concerto indetto dal collettivo Musicians United for Safe Energy per sollecitare le coscienze contro il ricorso alla produzione di energia nucleare. La 5 giorni del festival vede la prima documentazione ufficiale di un live di Bruce Springsteen: in scaletta, oltre al Boss, i Doobie Brothers, Bonnie Raitt, James Taylor, Jackson Browne, Ry Cooder e CSN&Y. Dal concerto sono tratti un triplo lp, e un film.

20 Settembre 1973: a solo 30 anni, ci lascia Jim Croce. Cantautore di spirito folk rock, ci ha regalato alcuni pezzi di assoluto successo, fra cui l’hit “Bad bad Leroy Brown“. Jim Croce muore in un incidente aereo durante il decollo di un volo charter a Natchitoches (Lousiana): il velivolo, che non ha preso abbastanza quota, va a schiantarsi contro un albero di pecan… L’unico albero presente intorno alla pista.