I miei dischi dell’anno #13 – Il 1963

Ciao a tutti, e benvenuti a una nuova puntata della rubrica “I miei dischi dell’anno“: ora è la volta del 1963, anno del primo numero di Amazing Spider Man, dell’attentato a John Fitzgerald Kennedy, del celebre discorso “I Have a Dream” di Martin Luther King, della morte di Giovanni XXIII, della tragedia del Vajont… E, per fortuna, di un sacco di novità musicali!

Rispetto al 1962 è passato solo un anno, ma la valanga messa in moto – in Inghilterra – dal primo singolo dei Beatles inizia a travolgere i primi villaggi. E’ questo il vero anno della svolta: le classifiche – ed è una novità assoluta – mostrano un mondo la cui polarità sta per invertirsi con esiti clamorosi, rompendo la storica dipendenza delle chart inglesi da quelle americane. Se infatti negli Stati Uniti i campioni d’incassi ripetono, a grandi linee, nomi e generi già visti nel ’62, nel Regno unito sono i Beatles – e i loro colleghi beat Gerry and the Pacemakers – ad accaparrarsi tutto. Per ora i due mercati sembrano ignorarsi, e nelle radio a stelle e strisce di Lennon e McCartney non c’è nemmeno l’ombra: ma è solo questione di tempo… La British Invasion è dietro l’angolo: e sconquasserà tutto. Continua a leggere “I miei dischi dell’anno #13 – Il 1963”

Domani avvenne: da lunedì 9 gennaio 2023 a domenica 15 gennaio

9 Gennaio 1963: Charlie Watts – dopo una corte spietata – cede alle lusinghe di Mick Jagger e company, ed entra nei Rolling Stones. Prima di lui, per brevi periodi, erano stati alle pelli Mick Avory, Tony Chapman e Carlo Little: ma è solo con l’ingresso di Watts – batterista appassionato di jazz, e graphic designer – che la formazione dei Rolling Stones si stabilizza definitivamente. Con le Pietre, Charlie rimarrà per tutta la carriera e fino alla sua morte, avvenuta nel 2021.

10 Gennaio 1948: a Passaic (New Jersey) nasce Donald Fagen. Cantante, autore e tastierista, nel 1971 – assieme Walter Becker – fonda il gruppo soft-pop degli Steely Dan: nel 1981 il duo sospende l’attività e Donald, l’anno successivo, debutta col bellissimo album “The Nightfly”. Negli anni, Fagen ha alternato lavori solisti molto personali e raffinati a periodiche reunion degli Steely Dan, ma sempre col contagocce. Per la cronaca: ho utilizzato la copertina di “The Nightfly” come icona della mia rubrica “Recensioni”!.

11 Gennaio 1971: per la Columbia Records esce “Pearl“, il secondo e ultimo album solista della cantante americana Janis Joplin. Uscito postumo, a tre mesi dalla tragica morte per overdose, esibisce in scaletta brani come “Mercedes Benz”, “Cry Baby”, “Me and Bobby McGee” e lo strumentale – dal titolo sinistramente gravido di presagi – “Buried Alive in the Blues“.

12 Gennaio 2003: a Miami Beach (Florida), all’età di 54 anni, ci lascia Maurice Gibb. Gemello di Robin, assieme al terzo fratello Barry è stato membro dei Bee Gees, in cui ha militato dal 1963 sino allo scioglimento, nel 2003. Il decesso avviene a seguito di un intervento chirurgico per un’occlusione intestinale.

13 Gennaio 1978: i Police iniziano le incisioni del loro album d’esordio, “Outlandos d’Amour”, presso i Surrey Sound Studios di Londra: il budget è ridottissimo (1.500 sterline), prese a prestito da Miles Copeland, fratello del batterista e celebre produttore discografico. La lavorazione prosegue in modo intermittente per circa 6 mesi, tanto che il lavoro sarà pubblicato solo a Novembre: ma sarà l’inizio di una carriera stellare!

14 Gennaio 1969: a Warren (Ohio) nasce Dave Grohl. Chitarrista in erba, passa presto alla batteria, e inizia a girare per i locali di Washington: nell’85 entra nella band punk-rock Scream, e nel ’90, durante un concerto, è notato da Kurt Cobain e Krist Novoselic, dei Nirvana. Passa un anno: i Nirvana pubblicano il primo album, e durante l’incisione di quello che sarebbe diventato “Nevermind”, il batterista Chad Channing se ne va, e Grohl entra al suo posto. Debutta così la formazione più nota del trio di Seattle, in cui Dave resta fino al traumatico scioglimento, nel ’94. Grohl non si è mai comunque fermato, fondando i Foo Fighters, collaborando con The Queens of the Stone Age e Killing Joke, e partecipando a innumerevoli progetti, spesso nelle vesti di frontman, autore e ideatore.

15 Gennaio 1958: per la Challenge Records esce “Tequila“, a nome The Champs, scritto dal saxofonista Danny Flores col nome d’arte di Chuck Rio, e pubblicato sul lato B del singolo “Train to Nowhere”: a sorpresa, e grazie a un dj di Cleveland, è però proprio la B side a scalare le hit e a volare al primo posto della Hot100 (record assoluto per un debutto strumentale)! La canzone è famosissima: un riff dalla sbalorditiva orecchiabilità, immerso in un tripudio di umori latini, e con un testo iper-minimalista: la parola “Tequila”, pronunciata per tre volte con tono torvo e cavernoso!

Domani avvenne: da lunedì 11 luglio 2022 a domenica 17 luglio

11 Luglio 1957: a Northampton (UK) nasce Peter Murphy. Cantante dilettante, assieme all’amico e chitarrista Daniel Ash, nel 1979 fonda i Bauhaus: una serie di singoli (fra cui “Bela Lugosi’s Dead”) li proiettano nella scena underground e post-punk, e ne fanno una delle icone di quegli anni. La teatralità del cantato di Murphy, il suo atteggiamento carismatico e le lugubri liriche promuovono i Bauhaus a caposcuola della scena dark e gotica. Murphy, coerentemente alla sua immagine, è recentemente apparso in un cameo nel film “Eclipse”, della saga vampiresca di “Twilight”.

12 Luglio 1962: al Marquee Jazz Club di Londra è un giovedì come tanti… La house band, la Blues Incorporated di Alexis Korner, non c’è, impegnata in una registrazione televisiva. Al suo posto, un gruppo di sei fan accaniti al debutto assoluto, sponsorizzati dallo stesso Korner: Dick Taylor, Ian Stewart, Mick Avory, Brian Jones, Mick Jagger e Keith Richards. Il nome della band è stato coniato da Jones la sera prima, in fretta e furia: l’originale Blue Boys è dilettantesco e Brian, messo alle strette, osservando un disco di Muddy Waters, propone il titolo di una sua canzone più famosa, “Rollin’ Stones”. La frittata è fatta: ancora pochi mesi, e con l’arrivo di Charlie Watts e Bill Wyman, sarà nata la formazione ufficiale dei Rolling Stones. E, dopo 60 anni, Jagger e Richards sono ancora qui!

13 Luglio 1942: a Chicago nasce Jim McGuinn. Giovane banjoista folk, ispirato da George Harrison passa a quello che diventerà il suo strumento simbolo: la chitarra Rickenbacker a 12 corde. Nel ’64, assieme a Gene Clark e David Crosby fonda il nucleo originario dei Byrds, band destinata a fare la storia della musica americana, attraversando folk-rock, psichedelia e roots-rock. Nella band, in cui resta sino allo scioglimento col nuovo nome di Roger McGuinn, assume il ruolo di cantante, chitarrista e autore, e dona loro il caratteristico “Jingle jangle” sound. Di rilievo la sua carriera solista.

14 Luglio 1912: a Okemah (Oklahoma) nasce Woodrow Wilson “Woody” Guthrie. Personaggio la cui vita, come dicono gli americani, è “bigger than life”, Woddy è il simbolo dell’hobo, del girovago armato di chitarra che canta la povertà, il disagio, le disillusioni e i perdenti: sono sue canzoni come “Talkin’ Dust Bowl Blues”, “Tom Joad” e la celeberrima “This Land is Your Land”… Il simbolo di un’America in bianco e nero che, messa ai margini dal sistema, non si arrende. L’influenza di Woody si estende fino ai giorni nostri, Bob Dylan in primis, e trasforma la canzone – da puro svago – in una riflessione, cruda e cosciente, sulle contraddizioni della modernità.

15 Luglio 1972: a due mesi dalla sua uscita “Honky Chateau“, il settimo disco di Elton John, arriva in testa alle classifiche americane, dove rimane per cinque settimane. Registrato al Château d’Hérouville, in Francia, rappresenta una svolta per il brillante artista britannico, che si sposta su un rock leggero, immediato e dalle melodie lucenti: in scaletta troviamo le famose “Honky Cat”, “Mona Lisa and Mad Hatters” e “Rocket Man”.

16 Luglio 1952: a Milano, da madre statunitense (la cantante lirica Eloise Degenring) e padre bergamasco, nasce Eugenio Finardi. All’inizio degli anni Settanta, Eugenio forma la prima band, dove militano i grandi Walter Calloni e Alberto Camerini: nel ’75 debutta in solitario, e diventa il primo cantautore italiano dalle forti tinte rock e dal sound internazionale. Con lui collaborano musicisti di prima fascia, come Patrizio Fariselli, Ares Tavolazzi e Paolo Tofani (ex Area), e Stefano Cerri: sono suoi veri e propri inni in musica come “Extraterrestre”, “La Radio”, “Musica Ribelle”, “Non è nel cuore”.

17 Luglio 1967: a New York, a 40 anni, per un cancro al fegato, ci lascia uno degli artisti più geniali del secolo scorso, il saxofonista e compositore John Coltrane. Musicista eccezionale, ha attraversato la storia del jazz dal Bebop sino al Free cercando ogni volta di superare barriere e steccati, innovando lo strumento e la composizione da ogni punto di vista (ritmico, armonico, solistico e timbrico), e innestando nelle sue pagine un sincero e ardente pensiero spirituale.

Domani avvenne: da lunedì 23 maggio 2022 a domenica 29 maggio

23 Maggio 2002: a Roma, stremato da anni di malattia, e povero in canna, ci lascia Umberto Bindi. Nato a Bogliasco (GE), è uno dei più storici e importanti esponenti del cantautorato genovese: sono sue “Il nostro concerto”, “Arrivederci” e “La musica è finita”. Ma, nonostante un talento cristallino, incontra l’ostracismo dello show biz a causa della sua omosessualità: massacrato dai media bigotti del tempo, entra in un cono d’ombra che non lo lascerà più. Alla morte ha da poco compiuto 70 anni.

24 Maggio 1968: per il mercato inglese esce il singolo “Jumping Jack Flash“, dei Rolling Stones. Il vinile raggiunge presto la vetta della classifica di madrepatria, e arriva al terzo posto di quella americana. Registrato durante le sessions dell’album “Beggars Banquet”, è inoltre uno dei brani più noti e incisivi degli Stones, tanto da meritare un posto fisso in ogni scaletta live, sino ai giorni nostri.

25 Maggio 1974: a Los Angeles, a causa di un’overdose di eroina, ci lascia Pamela Susan Courson, meglio nota come “Pam” Morrison, compagna storica del leader dei Doors, e sua erede universale. La sua morte scatena un’aspra controversia legale tra i suoi genitori e la famiglia Morrison per la gestione della notevole eredità.

26 Maggio 1990: le prime cinque posizioni della Billboard Hot 100 dei singoli sono tutte appannaggio di artiste o gruppi femminili: ed è una primizia assoluta. In ordine: 1. Madonna – “Vogue”; 2. Heart – “All I Wanna Do Is Make Love To You”; 3. Sinaed O’Connor – “Nothing Compares 2U”; 4. Wilson Phillips – “Hold On”; 5. Janet Jackson – “Alright”.

27 Maggio 1943: a Liverpool nasce Priscilla Maria Veronica White. Cantante, inizia a farsi le ossa nei locali cittadini, e nel contempo diventa guardarobiera al Cavern Club, ma nei momenti di pausa sale sul palco e improvvisa qualche canzone. Un giornalista, in piena confusione, inavvertitamente sostituisce il “White” del suo cognome con “Black”: è appena nata Cilla Black. John Lennon la trascina in studio: “Anyone Who Had a Heart” balza sino al primo posto, seguita a breve distanza da “You’re My World” (cover dell’italiana “Il mio mondo” di Umberto Bindi), che miete successi in tutto il mondo.

28 Maggio 1968: a Melbourne nasce Kylie Minogue. Cantante in erba, trova il primo successo come attrice tv: la sua cover di “The Locomotion”, incisa quasi per gioco, diventa il singolo più venduto in Australia di tutti gli anni 80, e la convince a dedicarsi alla musica. Il primo album arriva nel 1988, ma è solo col terzo, “Rhythm of Love”, che sposa un’immagine più sexy e matura: “Fever” (2001) è il disco che la lancia definitivamente nello stardom pop, di cui tutt’ora resta una delle icone più notevoli. La Minogue è l’unica cantante della storia ad aver piazzato un album al numero uno in cinque decenni differenti in Inghilterra, dagli anni ottanta ai duemilaventi.

29 Maggio 1942: agli studi Decca, Bing Crosby, assieme alla John Scott Trotter Orchestra e ai Ken Darby Singers, incide in soli 18 minuti lo storico singolo “White Christmas“. Canzone famosissima, scritta dal grande autore Irving Berlin nel 1940, vede nella versione di Crosby la sua cover più nota: per sopperire al deterioramento della traccia del ’42, cinque anni dopo Crosby inciderà nuovamente il pezzo, senza cambiare nemmeno una virgola.

Domani avvenne: da lunedì 11 aprile 2022 a domenica 17 aprile

11 Aprile 1966: a Heywood (UK) nasce Lisa Stanfield. Cantante di spirito Soul, Lisa ottiene la prima notorietà prestando la sua voce al gruppo house dei Coldcutper il singolo “People Hold On”, e nel ’91 debutta con l’album “Affection”: inizia così una carriera solista di buona notorietà, appoggiata a un timbro morbido e di classe, che oscilla fra pop, swing e jazz. Il singolo “All Around the World(1989) detiene un primato: è la prima volta che una cantante di pelle bianca raggiunge la vetta della classifica rhythm’n’blues di Billboard.

12 Aprile 1892: a Waveland (Mississippi) nasce Johnny Dodds. Clarinettista dixieland, è membro fisso nelle band di Kid Ory e King Oliver, e successivamente approda anche alle corti di Jelly Roll Morton e Louis Armstrong. Benny Goodman lo annoverò fra le sue maggiori influenze.

13 Aprile 1967: “Somethin’ Stupid“, composta da C. Carson Parks, nella versione cantata in coppia da Frank Sinatra e dalla figlia Nancy, balza al primo posto della classifica americana, e diventa (ed è ancora oggi) il primo e unico caso di “numero uno” cantato da padre e figlia. Alla console, il grande produttore Lee Hazlewood.

14 Aprile 1972: per la RCA esce il singolo “Starman“, di David Bowie. Estratto dall’album “The Rise and Fall of Ziggy Stardust and the Spiders from Mars”, di cui è la quarta traccia, rappresenta uno dei punti di svolta della carriera di Bowie, grazie anche alla performance effettuata a Top of the Pops. Qui David e soci si esibiscono con un look inequivocabilmente glam: lui in tuta arcobaleno e capelli arancione, e il producer e musicista Mick Ronson con lunghi capelli decolorati e una tuta da paracadutista di satin giallo.

15 Aprile 2020: a New York, alla venerabile età di 93 anni, ci lascia Lee Konitz. Sassofonista jazz di impronta cool, nel 1952 entra nella band di Miles Davis, senza mai abbandonare il suo amore  artistico giovanile, il pianista Lennie Tristano. Dagli anni Sessanta abbraccia la carriera di musicista freelance, suonando con nomi del calibro di Bill Evans, Charles Mingus, Ornette Coleman, Brad Mehldau e Michel Petrucciani.

16 Aprile 1964: per la Decca Records esce il primo e omonimo album dei Rolling Stones. Delle 12 canzoni, 9 sono cover blues e rnb, 2 sono firmate dallo pseudonimo collettivo “Nanker Phelge” (qui il mio post dedicato a questo curioso nom de plume) e “Tell Me” è invece la prima prova della premiata ditta Jagger & Richards, che sfornerà decine e decine di hit. L’album, in dieci giorni, arriverà al primo posto della classifica inglese, dove rimarrà per ben 12 settimane.

17 Aprile 1998: a Tucson (Arizona), all’età di 47 anni, per un cancro al seno, ci lascia Linda Eastman. Nata nello stato di New York in una famiglia benestante e con molti legami vip, inizia la carriera come fotografa professionista soprattutto in ambito rock: durante il party per il lancio di “Sgt. Pepper’s” conosce Paul McCartney, con cui si sposa 2 anni dopo. Dopo lo scioglimento dei Beatles, Linda entra come tastierista nella nuova band di Paul, i Wings. Linda è stata inoltre una convinta vegetariana, e una fervente attivista per i diritti degli animali.

Domani avvenne: da lunedì 4 aprile 2022 a domenica 10 aprile

4 Aprile 2002: per la indie Mescal, esce “Quello che non c’è“, il settimo album degli Afterhours. Primo disco inciso dopo la fuoriuscita del chitarrista Xabier Iriondo, rappresenta una piccola grande svolta nella discografia del gruppo di Manuel Agnelli: il tono generale si fa più cupo, i testi più meditati, e le composizioni vicine a un pop d’autore mai banale. Oltre alla title track – uno dei pezzi più riusciti di tutta la loro carriera – in scaletta troviamo “Sulle labbra”, “Bye Bye Bombay” e il reading “Ritorno a casa”.

5 Aprile 2012: nella natia Londra, alla bell’età di 89 anni, ci lascia Jim Marshall. Jim diventa imprenditore quasi per caso: titolare di un negozio di musica a Ealing, raccoglie le lamentele di chitarristi in erba ma destinati al successo (come Blackmore e Townshend) e nel 1962 inizia a produrre amplificatori per chitarre elettriche più performanti e calibrati sul sound distorto. L’ampli Marshall, negli anni, diventa una vera icona del rock, al pari della chitarra Stratocaster e l’organo Hammond.

6 Aprile 2017: nella natia New York ci lascia, all’età di 74 anni, David Peel. Cantante e autore, diventa famoso per un ruvido stile acustico “da strada”, con canzoni in cui inneggia pubblicamente alla marijuana e dileggia i “bad cops”. Notato da John Lennon, pubblica un album dal provocatorio titolo “The Pope Smokes Dope” :-), subito ritirato dal mercato: verso la fine degli anni Settanta si sposta verso il punk, e fino alla sua morte continua a battersi per la legalizzazione della Maria e per il movimento Occupy Wall Street.

7 Aprile 1962: all’Ealing Club di Londra i giovani musicisti di belle speranze Mick Jagger e Keith Richards incontrano il magnetico Brian Jones, che agisce sotto lo pseudonimo di Elmo Lewis, e all’epoca presenza fissa nella jam band dell’uomo di blues Alexis Korner. Dopo poche settimane, rispondendo a un annuncio, Jones va all’audizione dei “Blue Boys”, e si trova davanti proprio Jagger e Richards: sono appena nati i Rolling Stones. Dal quel momento sono passati 60 anni, ma gli Stones sono ancora in giro!

8 Aprile 1962: a Lafayette (Indiana) nasce Jeffrey Dean Isbell, in arte Izzy Stradlin. Chitarrista elettrico, a Los Angeles – con l’amico e cantante Axl Rose – nel 1983 fonda il gruppo Hollywood Rose: nel 1985 la band si unisce agli L.A. Guns, dando vita ai Guns N’ Roses. Nei Guns, Izzy resta fino al 1991, segnando il periodo di maggior successo della grande band di street rock.

9 Aprile 1969: per la CBS Records esce “Nashville Skyline“, nono album di Bob Dylan e uno dei più controversi di tutta la sua biografia. Dopo le canzoni di protesta, dopo la svolta elettrica di Newport, dopo le divagazioni lisergiche e dopo la catarsi spirituale del precedente “John Wesley Harding”, ecco la svolta pop e country, cui il titolo allude senza fronzoli: ma, nonostante le polemiche e i distinguo, tanto per cambiare Dylan indica la via, subito seguita da schiere di artisti. Nel disco, canzoni bucoliche (“Country Pie”, “Lay Lady Lay”), e orecchiabili, una schiera di session men country di primissima fila, e un Dylan dalla voce morbida e pacificata.

10 Aprile 1962: ad Amburgo ci lascia prematuramente Stuart “Stu” Sutcliffe. Compagno d’accademia di John Lennon, pittore e musicista, nel 1960 entra come bassista nei Querrymen, che di lì a pochi mesi cambieranno nome in Beatles. Meno dotato per la musica degli altri compagni, presto decide di darsi completamente alla pittura e, consigliato dalla compagna Astrid Kirchher, resta in Germania. A Marzo ’61, Sutcliffe comunica ufficialmente il suo addio alla band: controvoglia, Macca accetta di prenderne il posto al basso. A inizio ’62 Stu inizia a soffrire di forti emicranie e occasionali cecità: la situazione peggiora velocemente, fino al tragico decesso. L’esame autoptico rivela che nel nel cervello di Sutcliffe si stava sviluppando un tumore, originato da una vecchia frattura del cranio, probabilmente a causa di una rissa.