Domani avvenne: da lunedì 11 aprile 2022 a domenica 17 aprile

11 Aprile 1966: a Heywood (UK) nasce Lisa Stanfield. Cantante di spirito Soul, Lisa ottiene la prima notorietà prestando la sua voce al gruppo house dei Coldcutper il singolo “People Hold On”, e nel ’91 debutta con l’album “Affection”: inizia così una carriera solista di buona notorietà, appoggiata a un timbro morbido e di classe, che oscilla fra pop, swing e jazz. Il singolo “All Around the World(1989) detiene un primato: è la prima volta che una cantante di pelle bianca raggiunge la vetta della classifica rhythm’n’blues di Billboard.

12 Aprile 1892: a Waveland (Mississippi) nasce Johnny Dodds. Clarinettista dixieland, è membro fisso nelle band di Kid Ory e King Oliver, e successivamente approda anche alle corti di Jelly Roll Morton e Louis Armstrong. Benny Goodman lo annoverò fra le sue maggiori influenze.

13 Aprile 1967: “Somethin’ Stupid“, composta da C. Carson Parks, nella versione cantata in coppia da Frank Sinatra e dalla figlia Nancy, balza al primo posto della classifica americana, e diventa (ed è ancora oggi) il primo e unico caso di “numero uno” cantato da padre e figlia. Alla console, il grande produttore Lee Hazlewood.

14 Aprile 1972: per la RCA esce il singolo “Starman“, di David Bowie. Estratto dall’album “The Rise and Fall of Ziggy Stardust and the Spiders from Mars”, di cui è la quarta traccia, rappresenta uno dei punti di svolta della carriera di Bowie, grazie anche alla performance effettuata a Top of the Pops. Qui David e soci si esibiscono con un look inequivocabilmente glam: lui in tuta arcobaleno e capelli arancione, e il producer e musicista Mick Ronson con lunghi capelli decolorati e una tuta da paracadutista di satin giallo.

15 Aprile 2020: a New York, alla venerabile età di 93 anni, ci lascia Lee Konitz. Sassofonista jazz di impronta cool, nel 1952 entra nella band di Miles Davis, senza mai abbandonare il suo amore  artistico giovanile, il pianista Lennie Tristano. Dagli anni Sessanta abbraccia la carriera di musicista freelance, suonando con nomi del calibro di Bill Evans, Charles Mingus, Ornette Coleman, Brad Mehldau e Michel Petrucciani.

16 Aprile 1964: per la Decca Records esce il primo e omonimo album dei Rolling Stones. Delle 12 canzoni, 9 sono cover blues e rnb, 2 sono firmate dallo pseudonimo collettivo “Nanker Phelge” (qui il mio post dedicato a questo curioso nom de plume) e “Tell Me” è invece la prima prova della premiata ditta Jagger & Richards, che sfornerà decine e decine di hit. L’album, in dieci giorni, arriverà al primo posto della classifica inglese, dove rimarrà per ben 12 settimane.

17 Aprile 1998: a Tucson (Arizona), all’età di 47 anni, per un cancro al seno, ci lascia Linda Eastman. Nata nello stato di New York in una famiglia benestante e con molti legami vip, inizia la carriera come fotografa professionista soprattutto in ambito rock: durante il party per il lancio di “Sgt. Pepper’s” conosce Paul McCartney, con cui si sposa 2 anni dopo. Dopo lo scioglimento dei Beatles, Linda entra come tastierista nella nuova band di Paul, i Wings. Linda è stata inoltre una convinta vegetariana, e una fervente attivista per i diritti degli animali.

Domani avvenne: da lunedì 4 aprile 2022 a domenica 10 aprile

4 Aprile 2002: per la indie Mescal, esce “Quello che non c’è“, il settimo album degli Afterhours. Primo disco inciso dopo la fuoriuscita del chitarrista Xabier Iriondo, rappresenta una piccola grande svolta nella discografia del gruppo di Manuel Agnelli: il tono generale si fa più cupo, i testi più meditati, e le composizioni vicine a un pop d’autore mai banale. Oltre alla title track – uno dei pezzi più riusciti di tutta la loro carriera – in scaletta troviamo “Sulle labbra”, “Bye Bye Bombay” e il reading “Ritorno a casa”.

5 Aprile 2012: nella natia Londra, alla bell’età di 89 anni, ci lascia Jim Marshall. Jim diventa imprenditore quasi per caso: titolare di un negozio di musica a Ealing, raccoglie le lamentele di chitarristi in erba ma destinati al successo (come Blackmore e Townshend) e nel 1962 inizia a produrre amplificatori per chitarre elettriche più performanti e calibrati sul sound distorto. L’ampli Marshall, negli anni, diventa una vera icona del rock, al pari della chitarra Stratocaster e l’organo Hammond.

6 Aprile 2017: nella natia New York ci lascia, all’età di 74 anni, David Peel. Cantante e autore, diventa famoso per un ruvido stile acustico “da strada”, con canzoni in cui inneggia pubblicamente alla marijuana e dileggia i “bad cops”. Notato da John Lennon, pubblica un album dal provocatorio titolo “The Pope Smokes Dope” :-), subito ritirato dal mercato: verso la fine degli anni Settanta si sposta verso il punk, e fino alla sua morte continua a battersi per la legalizzazione della Maria e per il movimento Occupy Wall Street.

7 Aprile 1962: all’Ealing Club di Londra i giovani musicisti di belle speranze Mick Jagger e Keith Richards incontrano il magnetico Brian Jones, che agisce sotto lo pseudonimo di Elmo Lewis, e all’epoca presenza fissa nella jam band dell’uomo di blues Alexis Korner. Dopo poche settimane, rispondendo a un annuncio, Jones va all’audizione dei “Blue Boys”, e si trova davanti proprio Jagger e Richards: sono appena nati i Rolling Stones. Dal quel momento sono passati 60 anni, ma gli Stones sono ancora in giro!

8 Aprile 1962: a Lafayette (Indiana) nasce Jeffrey Dean Isbell, in arte Izzy Stradlin. Chitarrista elettrico, a Los Angeles – con l’amico e cantante Axl Rose – nel 1983 fonda il gruppo Hollywood Rose: nel 1985 la band si unisce agli L.A. Guns, dando vita ai Guns N’ Roses. Nei Guns, Izzy resta fino al 1991, segnando il periodo di maggior successo della grande band di street rock.

9 Aprile 1969: per la CBS Records esce “Nashville Skyline“, nono album di Bob Dylan e uno dei più controversi di tutta la sua biografia. Dopo le canzoni di protesta, dopo la svolta elettrica di Newport, dopo le divagazioni lisergiche e dopo la catarsi spirituale del precedente “John Wesley Harding”, ecco la svolta pop e country, cui il titolo allude senza fronzoli: ma, nonostante le polemiche e i distinguo, tanto per cambiare Dylan indica la via, subito seguita da schiere di artisti. Nel disco, canzoni bucoliche (“Country Pie”, “Lay Lady Lay”), e orecchiabili, una schiera di session men country di primissima fila, e un Dylan dalla voce morbida e pacificata.

10 Aprile 1962: ad Amburgo ci lascia prematuramente Stuart “Stu” Sutcliffe. Compagno d’accademia di John Lennon, pittore e musicista, nel 1960 entra come bassista nei Querrymen, che di lì a pochi mesi cambieranno nome in Beatles. Meno dotato per la musica degli altri compagni, presto decide di darsi completamente alla pittura e, consigliato dalla compagna Astrid Kirchher, resta in Germania. A Marzo ’61, Sutcliffe comunica ufficialmente il suo addio alla band: controvoglia, Macca accetta di prenderne il posto al basso. A inizio ’62 Stu inizia a soffrire di forti emicranie e occasionali cecità: la situazione peggiora velocemente, fino al tragico decesso. L’esame autoptico rivela che nel nel cervello di Sutcliffe si stava sviluppando un tumore, originato da una vecchia frattura del cranio, probabilmente a causa di una rissa.

Io non so parlar di musica (…e di guerra) #9

Le notizie di questi giorni stanno colpendo tutti. Ragione e torto, morti e dispersi, bombe e profughi, diplomazie (scarse) e minacce (roboanti). Un bel casino.

Il Diavolo sembra davvero metterci lo zampino: per chi ci crede, ma anche, diciamolo, per chi è agnostico… L’ombra del male si sente, in certe circostanze, e fa paura. Ci fa comodo attribuire a qualcuno dalle ali bruciacchiate e dagli occhi di brace – o a un generico “altro”, inevitabilmente brutto e cattivo – le porcherie che facciamo. Ma sappiamo benissimo di chi è la vera colpa…

Lo dicevano già i Rolling Stones, nel 1969: dietro un titolo apparentemente “satanico” (“Sympathy for the Devil“, “Comprensione per il Diavolo”), e alle smorfie canore di Jagger, si nasconde una suggestione per nulla banale sulla duplicità dell’animo umano, e sulla sua (cor)responsabilità nei crimini e nei disastri della storia.

Vi lascio questo brano, con tanto di testo originale (dopo) e traduzione (prima): uno dei più belli e famosi degli Stones, un samba indiavolato e inquietante, dove la forma è sostanza… E, purtroppo, drammaticamente in sintonia con questi tempi del cazzo. Continua a leggere “Io non so parlar di musica (…e di guerra) #9”

Domani avvenne: da lunedì 28 febbraio 2022 a domenica 6 marzo

28 Febbraio 1942: a Cheltenham (UK) nasce Brian Jones. Adolescente inquieto, malato di musica, impara a suonare diversi strumenti, fra cui chitarra, armonica, piano, percussioni, sax e batteria. Nel 1962 – dopo essersi fatto espellere da scuola, aver girato l’Europa del Nord suonando agli angoli delle strade, e aver messo incinta tre ragazze… e ha solo 20 anni! – si trasferisce a Londra, suonando blues all’Ealing Club, e adotta lo pseudonimo di Elmo Lewis: ed è qui che è notato da Jagger e Richards. Pochi mesi dopo, a Luglio, per una sua intuizione, nascono i Rolling Stones: in cui Brian resta sino al 1969, quando sarà poi silurato dai due demoniaci soci!

1° Marzo 2012: in una stanza dell’Hotel Plaza di Montreaux è rinvenuto morto, a causa di un infarto, Lucio Dalla. Mancavano solo 3 giorni al suo 69° compleanno, e la sera prima si è esibito al Montreaux Jazz Festival. Qualcuno ha voluto leggere, nelle ultime parole della sua canzone “Cara”, un presagio: “Lontano si ferma un treno / ma che bella mattina, il cielo è sereno / Buonanotte, anima mia / adesso spengo la luce e così sia“… Perché, quella mattina, era una bella giornata, e l’hotel era a due passi dalla stazione. Va beh…

2 Marzo 1967: alla cerimonia di premiazione del 9° Grammy Awards, Frank Sinatra si aggiudica ben cinque premi assoluti: canzone dell’anno e miglior performance vocale maschile (“Strangers in the Night”), album dell’anno (“A Man and His Music”), oltre che il trofeo per il miglior arrangiamento e per il packaging. Alla faccia del successo, Frank dirà più volte di ritenere la canzone “a piece of shit” e “the worst fucking song that I have ever heard“.

3 Marzo 1986: per la Elektra Records esce “Master of Puppets“, il terzo album della speed-metal band californiana Metallica, e il loro primo lavoro a superare il mezzo milione di copie. Disco epocale, e uno dei capolavori del genere, in scaletta esibisce la potente title-track, lo strumentale “Orion”, e la ballad “Welcome Home”. E’ anche l’ultimo lp in cui suona il bassista Cliff Burton, che morirà pochi mesi dopo, in seguito a un incidente durante un trasferimento in Svezia.

4 Marzo 1932: a Johannesburg (Sud Africa) nasce Miriam Makeba (il nome originale è…sterminato!). Cantante, dopo i primi successi internazionali, nel 1963 subisce l’esilio imposto dal governo, che ne vieta il rientro in patria a causa del suo vibrante impegno anti-apartheid. “Mama Africa”, attraverso uno stile canoro che intreccia jazz, pop e afro-soul, attraversa così cinquant’anni di carriera, con collaborazioni con artisti di varia estrazione, e torna a casa solo nel 1990, invitata da Nelson Mandela.

5 Marzo 1982: a seguito di una dose mal tagliata di speedball, e di ripetuti sabotaggi alla sua salute, nel suo bungalow di Los Angeles è trovato ormai cadavere il grande attore e performer John Belushi. La sera precedente era stato a un party in cui erano presenti anche Robert De Niro e Robin Williams: assieme a lui, nel bungalow, c’era la cantante e groupie Cathy Evelyn Smith, che – ubriaca – sbagliò a miscelare la dose… Altro che “in missione per conto di Dio”.

6 Marzo 1893: a Greenwood (Mississippi) nasce Walter “Furry” Lewis. Bambino, si trasferisce a Memphis, dove inizia la professione di musicista itinerante, come armonicista, cantante e chitarrista di blues arcaico. Negli anni Venti inizia ad incidere, ma la Depressione mette in pausa la sua carriera, e finisce nel dimenticatoio: nel 1959 è scovato dai ricercatori, e riprende con entusiasmo l’attività, suonando anche con i Rolling Stones!

Un capodanno davvero speciale: 31 Dicembre 1961, i Beach Boys

Il destino è veramente incredibile… Due anni fa vi ho raccontato (qui) della prima audition dei Beatles, alla Decca di Londra: era il 1° Gennaio 1962, e il casting non andrò propriamente bene, anzi i Beatles furono silurati senza tanti complimenti! Ma giusto il tempo di riprendersi, e pochi mesi dopo i Fab Four furono messi sotto contratto dalla EMI, e la storia cambiò, per sempre. Nel giro di una manciata di anni, i Beatles impressero una sterzata al mondo del music business mai vista prima, invadendo letteralmente anche il mercato americano… Là dove operava una band che, come loro, mieteva successi a non finire, e il cui leader – Brian Wilson – era una delle menti musicali pop più creative e geniali della storia.

Stiamo parlando, ovviamente, dei Beach Boys: ed è noto che, fra i Ragazzi da Spiaggia e gli Scarabei, vi fu qualcosa di più di una semplice rivalità commerciale… Martin e McCarney qua, e Brian Wilson là, cercavano continuamente di emulare le soluzioni di orchestrazione dell’altro, tanto che il grande arrangiatore inglese arriverà a dire “«Pepper’s» fu un tentativo di imitare «Pet Sounds»”. Ma i legami fra Paul, John e Brian non si fermano qui… Se, per i Beatles, la prima auditon avvenne il 1° Gennaio 1962, per i Beach Boys il primo, vero, concerto, si verificò… una dozzina d’ore prima, il 31 Dicembre 1961 (sessant’anni fa!). Continua a leggere “Un capodanno davvero speciale: 31 Dicembre 1961, i Beach Boys”

Domani avvenne: da lunedì 16 agosto 2021 a domenica 22 agosto

16 Agosto 1939: a Brooklyn nasce Eric Weissberg. Polistrumentista di stampo bluegrass, entra nel gruppo folk The Tarriers, ma il grosso della sua fama è dovuto all’intensa attività di session man: suona infatti con Doc Watson, Billy Joel, Bob Dylan, Talking Heads, Art Garfunkel e John Denver. Il suo più grande successo arriva grazie alla colonna sonora di “Un tranquillo weekend di paura” (“Deliverance“) di John Boorman, per cui incide e suona il leggendario e virtuosistico “duello” di banjo, “Dueling Banjos“.

17 Agosto 1939: a Widener (Arkansas) nasce Luther Allison. Chitarrista di blues elettrico, debutta con il meglio della scena di Chicago (Howlin’ Wolf, James Cotton e Muddy Waters), e prende il volo. Famoso negli States come in Europa, e vero stakanovista del palco, si distingue per lunghissimi assolo e per il vezzo di legare la chitarra ad una lunghissima corda, che getta divertito fra il pubblico dei live.

18 Agosto 1991: a Petaluma (California), in seguito alle conseguenze di un incidente di moto, ci lascia a soli 47 anni Rick Griffin. Artista grafico e illustratore, ha realizzato molti poster dell’era psichedelica e diverse copertine storiche, come “Aoxomoxoa” dei Grateful Dead, il debutto dei Quicksilver, “Tales from the Sky” di Jackson Browne e vari dischi dei Cult.

19 Agosto 1939: a Londra nasce Peter Edward “Ginger” Baker. Soprannominato “Ginger” per i capelli rossi, talento naturale delle percussioni, a 16 debutta nelle orchestre jazz londinesi, e presto sposta il suo interesse verso la scena blues, approdando alla corte del guru Alexis Korner: qui conosce l’organista Graham Bond, ed entra nella sua band, assieme al bassista Jack Bruce. Finita l’esperienza con Bond, assieme a Bruce ed Eric Clapton, Ginger fonda i Cream, leggendario supergruppo con cui può dar sfoggio di tecnica e versatilità. Carattere ribelle e spigoloso (storici i litigi con Bruce), passa tutta l’esistenza seduto dietro le pelli, alternando con classe rock, afro e jazz.

20 Agosto 1965: l’iconico singolo dei Rolling Stones, “(I Can’t Get No) Satisfaction”, è infine pubblicato per il mercato inglese. Già rilasciato negli Stati Uniti a Maggio dello stesso anno, per alcuni mesi rimane inedito in madre patria, boicottato dalle radio ufficiali che ritengono il testo troppo esplicito. Sul lato B campeggia il blues canonico “The Spider and the Fly”.

21 Agosto 1952: ad Ankara (Turchia), figlio di un diplomatico inglese, nasce John Graham Mellor. Giunto a Londra con la famiglia, inizia ad appassionarsi alla musica, si allontana dalla scuola e diventa un musicista di strada. A causa della tecnica chitarristica piuttosto rozza si dà il soprannome di “strummer”, “strimpellatore”: è appena nato Joe Strummer! Folgorato dal punk, nel 1976 entra nei neonati Clash, e ne diventa uno dei leader (scrive quasi tutti i testi, suona la chitarra e ne è il frontman). Resta con i Clash sino al 1985, anno del loro scioglimento, firmando fra le pagine più belle del rock: seguono 17 anni trascorsi fra fallimenti, silenzi e lavori interessanti, fino alla morte, avvenuta nel 2002 per un infarto.

22 Agosto 1967: a Kirkland (Washington) nasce Layne Staley. Ragazzo dall’infanzia tormentata e dal carattere problematico, incline alle dipendenze, si dedica presto al canto: nel 1987, assieme a Jerry Cantrell forma gli Alice in Chains, uno dei gruppi più originali e profondi del nascente Grunge di Seattle. I suoi fantasmi sono purtroppo più forti di lui: e, dopo un lungo calvario, ci lascia nel 2002, per una overdose di speedball. Ma la sua voce e le sue canzoni rimarranno per sempre.