Domani avvenne: da lunedì 5 settembre 2022 a domenica 11 settembre

5 Settembre 2017: a Weilerswist (Germania), all’età di 79 anni, ci lascia Holger Czukay. Nato in Polonia, studente di musica alla corte di Stockhausen, nel 1968 si sposta verso il rock: nel 1968, a Colonia, fonda i Can, pionieri assoluti della scena krautrock e dello sperimentalismo elettronico, in cui Holger assume il ruolo di bassista, mente pensante e ingegnere del suono. Durante la sua carriera collabora inoltre con gli Eurythmics e David Sylvian.

6 Settembre 1967: a Canton (Ohio) nasce Natalie Renee McIntyre, in arte Macy Gray. Trasferitasi a Los Angeles, tenta la carriera del canto jazz: nel ’99, ottenuto finalmente un contratto discografico, pubblica l’album di esordio “On How Life Is”, che piazza sette milioni di copie, e la lancia nell’empireo musicale. Il suo stile, che mescola soul, jazz e accenti urbani, la colloca nel gotha del Neo Soul.

7 Settembre 1992: per la Columbia esce il terzo album solista della (ex) mente pensante dei Pink Floyd, Roger Waters:Amused to Death“. Unanimemente considerato il suo miglior lavoro, questo disco si configura come un concept album, ispirato dai tragici avvenimenti di Tien-An-Men (Cina) e della Guerra del Golfo: protagonista è una scimmia – allegoria del genere umano – che fa zapping col televisore, del tutto indifferente a ciò che scorre sullo schermo. Fra i molti ospiti giganteggia il chitarrista Jeff Beck.

8 Settembre 1982: per la Charisma Records esce “Peter Gabriel“, quarto album solista dell’ex leader Genesis. Uno dei primi dischi a beneficiare delle nuove tecniche di incisione digitale, abbraccia ritmi esotici e musica concreta: in scaletta, il funk di “Shock the Monkey”, la frenetica “Kiss Of Life”, l’ossessivo “San Jacinto”, e l’epico inno di libertà “Wallflower”.

9 Settembre 1952: a Sunderland (UK) nasce Dave Stewart. Musicista e autore, dopo vari tentativi in band folk e rock, nel ’76 conosce la cantante Annie Lennox, che diviene sua compagna di vita e di musica: il duo, dopo alcune vicissitudini, approda al nome definitivo di Eurythmics. All’inizio degli anni Ottanta il sodalizio sentimentale si interrompe, ma non quello artistico: è ora che gli Eurythmics conoscono il loro periodo d’oro, con un synth pop intelligente e di successo, e brani come “Sweet Dreams (Are Made of This)”, “Touch” e “There Must Be an Angel”. Nel ’90 il duo si scioglie: Dave continua la carriera con collaborazioni di alto profilo e lavori solisti.

10 Settembre 1945: a Lares (Porto Rico) nasce José Feliciano. Nato cieco, diventa presto un eccellente polistrumentista (suona fino a 30 strumenti differenti) e uno straordinario chitarrista: dopo esperienze nei folk club di New York, accanto a Dylan e alla Baez, nel ’65 ottiene un successo travolgente in America Latina, con cover molto personali di grandi classici della tradizione; nel ’68 sfonda anche negli States, con cover di Doors, Beatles, Mamas & Papas… Mai nessuno, all’epoca, aveva fuso folk e rock di lingua inglese, e le sonorità e l’interpretazione vocale latine. In carriera ha vinto 8 Grammy: in Italia è molto famosa la cover di “Che sarà”, cantata a San Remo con i Ricchi e Poveri.

11 Settembre 2007: nella natia Vienna, all’età di 75 anni, ci lascia Joe Zaniwul. Nel dopoguerra Joe inizia a suonare jazz nelle basi militari americane europee, e nel ’59 si trasferisce a Berklee alla prestigiosa accademia musicale. Tastierista elettrico, è uno dei principali innovatori dello strumento, e il “responsabile” della svolta elettrica di Miles Davis. Nel 1971, assieme a Wayne Shorter, fonda il leggendario gruppo fusion dei Weather Report, in cui milita per 14 anni.

Domani avvenne: da lunedì 25 luglio 2022 a domenica 31 luglio

25 Luglio 2020: a Canvey Island (UK), all’età di 74 anni, ci lascia Peter Allen Greenbaum, in arte Peter Green. Cantante e chitarrista, inizia la carriera nei Bluesbreakers di John Mayall, nei quali sostituisce il fuoriuscito Clapton: ma è con la fondazione dei Fleetwood Mac, nel 1967, che trova la vera fama. La sua “Black Magic Woman“, nella storica interpretazione di Santana, diventa una hit mondiale: ottimo solista di spirito rock blues, ammirato anche da B.B. King, cade purtroppo nella spirale dell’abuso di acidi e droghe, da cui riemerge solamente nei primi anni Ottanta.

26 Luglio 1986: il singolo “Sledgehammer“, di Peter Gabriel, estratto dall’album “So”, arriva al primo posto della classifica americana. Prodotto da Daniel Lanois, e caratterizzato da evidenti doppi sensi di natura sessuale, è accompagnato da un videoclip molto famoso, realizzato con la tecnica della stop motion.

27 Luglio 2021: a Houston (Texas) muore, nel sonno, Dusty Hill. Bassista elettrico e occasionalmente cantante, nel 1969 lascia gli American Blues per unirsi al chitarrista Billy Gibbons: sono appena nati gli ZZ Top, alfieri di un rovente incontro fra rock e blues chitarristico. Dusty, assieme a Billy, sfoggia una fluente e caratteristica barba: nel 1984 un’azienda di rasoi offrì a Hill e a Gibbons un milione di dollari per radersi la barba per uno spot pubblicitario 🙂

28 Luglio 1954: a Hamilton (Ohio) nasce Steve Morse. Chitarrista elettrico, inizia la carriera professionista nel 1972 con i Dixie Dregs, band che fonde southern rock a toni jazz e funky, e in cui Morse mette in mostra un grande virtuosismo tecnico a abilità compositive. Nel 1985 lascia i Dixie per i Kansas, e nel 1993 entra in pianta stabile nei Deep Purple, sostituendo il bizzoso Ritchie Blackmore: band in cui milita ancora oggi.

29 Luglio 1974: a Londra ci lascia Ellen Cohen, in arte Mama Cass” Eliot: cantante, entra nel giro del revival folk nel 1963, e nel ’65 fonda il quartetto folk-rock The Mamas & The Papas. Dopo 7 anni di attività, in cui licenziano fra l’altro la famosissima “California Dreamin'”, inizia una soddisfacente carriera solista (9 album all’attivo). La morte avviene nel sonno: un infarto dovuto a una malformazione cardiaca, a sua volta influenzata dall’obesità della quale la cantante soffriva da tempo.

30 Luglio 1936: a Lettsword (Louisiana) nasce George Buddy” Guy. Chitarrista e cantante , nel 1957 giunge a Chicago, e inizia una carriera che lo vede fra i maggiori esponenti del blues elettrico cittadino. I suoi assolo raramente cedono alla tentazione della via mediana, ma oscillano continuamente fra massima tensione emotiva e improvvisi rilasci: famose sono “First Time I Met the Blues” e la rielaborazione di una vecchia filastrocca, “Mary Had a Little Lamb”.

31 Luglio 2012: a Helsinki (Finlandia) Bruce Springsteen tiene il suo concerto più lungo di sempre, con 38 canzoni, e che dura ben 4 ore e 6 minuti! Lo spettacolo include anche un mini-set acustico di 5 canzoni, per omaggiare i fan arrivati in anticipo. Dello show esiste il bootleg ufficiale “Olympiastadion, Helsinki, July 31, 2012”.