Pink Floyd – “Hey Hey Rise Up!”

Un nuovo singolo dei Pink Floyd, qualunque sia, fa sempre notizia… Anche se, ovviamente, non come 40 anni fa. In questo caso si tratta di un’operazione che di artistico in senso stretto ha abbastanza poco, ma che fa parlare di sé per la sua natura e la sua origine: perché, in questo caso, è strettamente connessa alla guerra in Ucraina.

Il cantante ucraino Andriy Khlyvnyuk, della band Boombox, poche settimane fa, aveva postato un video in cui, vestito da militare, in una piazza deserta di Kiev, cantava a cappella la canzone “Oh, the Red Viburnum in the Meadow“, risalente alla Prima Guerra Mondiale (scusate l’approssimazione, ma mi pare una specie di “La leggenda del Piave” in salsa ucraina). Continua a leggere “Pink Floyd – “Hey Hey Rise Up!””

Io non so parlar di musica (…e di guerra) #9

Le notizie di questi giorni stanno colpendo tutti. Ragione e torto, morti e dispersi, bombe e profughi, diplomazie (scarse) e minacce (roboanti). Un bel casino.

Il Diavolo sembra davvero metterci lo zampino: per chi ci crede, ma anche, diciamolo, per chi è agnostico… L’ombra del male si sente, in certe circostanze, e fa paura. Ci fa comodo attribuire a qualcuno dalle ali bruciacchiate e dagli occhi di brace – o a un generico “altro”, inevitabilmente brutto e cattivo – le porcherie che facciamo. Ma sappiamo benissimo di chi è la vera colpa…

Lo dicevano già i Rolling Stones, nel 1969: dietro un titolo apparentemente “satanico” (“Sympathy for the Devil“, “Comprensione per il Diavolo”), e alle smorfie canore di Jagger, si nasconde una suggestione per nulla banale sulla duplicità dell’animo umano, e sulla sua (cor)responsabilità nei crimini e nei disastri della storia.

Vi lascio questo brano, con tanto di testo originale (dopo) e traduzione (prima): uno dei più belli e famosi degli Stones, un samba indiavolato e inquietante, dove la forma è sostanza… E, purtroppo, drammaticamente in sintonia con questi tempi del cazzo. Continua a leggere “Io non so parlar di musica (…e di guerra) #9”