Domani avvenne: da lunedì 24 febbraio 2020 a domenica 1° marzo

24 Febbraio 1992: sulla spiaggia di Waikiki, Hawaii, la cantante delle Hole, Courtney Love e Kurt Cobain, leader dei Nirvana, si sposano. Al tempo la cantante è già incinta di Frances Bean, che nascerà il 18 agosto successivo.

25 Febbraio 1949: in un villaggio di minatori a Welch, Virginia, nasce Frank “Poncho” Sampedro. Chitarrista elettrico, bevitore e seduttore implacabile, nel 1975 si unisce ai Crazy Horse, la band di Neil Young, al posto di Danny Whitten: gruppo in cui, seppure se a fasi alterne, rimane fino al  2010, quando si ritira dal mondo della musica per dedicarsi alla coltivazione di frutta (sic).

26 Febbraio 1966: “These Boots Are Made For Walkin’“, scritta da Lee Hazlewood e cantata da Nancy Sinatra, arriva al primo posto della classifica statunitense.

27 Febbraio 1923: il rapper Puff Daddy si aggiudica il Soul Train Music Award per il miglior video per la canzone “I’ll Be Missing You”: ottiene inoltre quattro nominations in altrettante categorie.

28 Febbraio 1970: i Led Zeppelin, per la loro esibizione a Copenaghen, sono costretti a cambiare (provvisoriamente) nome in The Nobs, per evitare la causa legale intentata dall’aristocratica Eva von Zeppelin, discendente del conte Ferdinand von Zeppelin, per l’uso del cognome di famiglia.

29 Febbraio 1980: Jerry Allen, sceriffo della contea di Cerro Gordo, Iowa, trova in una vecchia scatola d’archivio una busta sigillata: dentro ci sono un orologio da polso e un paio di occhiali da vista con la montatura in plastica nera. Si tratta dei reperti sopravvissuti all’incidente aereo del 7 aprile 1959, in cui persero la vita Ritchie Valens, The Big Bopper e Buddy Holly: e gli occhiali – uno dei simboli di Buddy – sono proprio i suoi… Oggetti che si pensavano persi dopo lo schianto, ma che erano rimasti sepolti nella neve, prima di essere rinvenuti e poi dimenticati in archivio.

1° Marzo 1958: a Bristol (UK) nasce Nick Kershaw. Dopo una frammentaria carriera in alcune band underground, nel 1983 intraprende la carriera di cantante pop: i suoi successi hanno grosse proporzioni commerciali, e rispondono al nome di “I Won’t Let the Sun Go Down on Me”, “Wouldn’t It Be Good” e “The Riddle“.

Domani avvenne: da lunedì 17 febbraio 2020 a domenica 23 febbraio

17 Febbraio 1978: per la EMI esce “The Kick Inside“, primo album di Kate Bush. Il disco arriva al primo posto della classifica inglese, aggiudicandosi tre dischi di platino: in scaletta 13 pezzi della penna della stessa Bush, fra cui “Wuthering Heights” e “Them Heavy People”. Non male per un’esordiente assoluta…

18 Febbraio 1946: a Boretto (RE) nasce Giulio Capiozzo. Dopo alcune esperienze in complessi beat in qualità di batterista, nel 1972 assieme a Demetrio Stratos e Patrick Djivas fonda il gruppo degli Area. Dopo il 1982 si avvicina al jazz, suonando con solisti del calibro di George Coleman e Dexter Gordon, e senza mai cessare di interessarsi alle percussioni e alle poliritmie (fra i suoi campi di studio, la musica basca, la cubana, l’India, Trinidad).

19 Febbraio 1957: a Vienna, unico sopravvissuto di una gravidanza trigemellare, nasce Hans Hölzel. Nel 1977 si trasferisce a Berlino e, impressionato (chissà perché) da un saltatore di sci della DDR, tal Falko Weißpflog, adotta il nome d’arte di Falco. Tornato a Vienna, inizia a suonare come bassista e cantante nella punk band Drahdiwaberl, e nel 1980 debutta come solista: il suo primo singolo, il rap “Der Kommissar” (1981), raggiunge il primo posto in diversi paesi europei: ancor meglio farà “Rock Me Amadeus”, il primo brano in tedesco a conquistare la vetta delle classifiche americane.

20 Febbraio 1898: a Chicago nasce Jimmy Yancey. Jimmy intraprende fin da giovanissimo la trafila di cantante e ballerino di vaudeville, per poi passare al piano; in poco tempo acquisisce una padronanza della tastiera entusiasmante, e diventa il pianista più richiesto nel circuito dei rent parties: un autentico capofila, l’unico dei pianisti del boogie arcaico a suonare su tempi relativamente lenti, e il più grande dei pianisti barrelhouse.

21 Febbraio 1967: nello Studio 3 di Abbey Road della EMI, ha luogo la prima session di incisione di “The Piper at the Gates of Dawn“, fulminante esordio dei Pink Floyd. E, nello studio accanto, i Beatles registrano “Sgt. Pepper’s Lonely Hearts Club Band”, e i Pretty Things “S.F. Sorrow”. Bei tempi.

22 Febbraio 1987: a New York, a 69 anni, muore il genio della Pop Art Andy Warhol. Warhol ha, inoltre, sostenuto e promosso attivamente alcuni gruppi , tra cui i Velvet Underground, per i quali ha disegnato la celebre copertina dell’album d’esordio (quello con la banana!) e numerosi artisti anche stranieri, tra cui l’italiana Loredana Bertè.

23 Febbraio 1964: a Vardø (Norvegia) nasce John Norum. Trasferito in Svezia, mostra subito un talento precoce per la chitarra, tanto che a 12 fonda la sua prima band. Sulle piste delle moto cross (l’altra sua grande passione) conosce il cantante Joakim Larsson, e iniziano a suonare assieme. Nel 1982 il vocalist assume il nome d’arte di Joey Tempest, e la band cambia la ragione sociale in Europe: band in cui John rimarrà sino al 1986, per poi proseguire con Don Dokken, e in una carriera solista con nove album all’attivo.

Domani avvenne: da lunedì 10 febbraio 2020 a domenica 16 febbraio

10 Febbraio 1925: a Parigi, a 74, muore Aristide Bruant. Di famiglia benestante, arrivato nella Ville Lumiere dalla natia Loira, si innamora della gente e della lingua dei quartieri popolari, e inizia a cantarne le gesta: i suoi spettacoli allo Chat Noir di Montmartre attirano l’attenzione degli artisti dell’epoca, fra cui il pittore Henri de Toulouse-Lautrec. Con lui nascono i due principali filoni della canzone “impegnata” moderna: la canzone satirica, dai toni ora grotteschi ora ironici, e la canzone maledetta, cronaca tragica e colloquiale di vicende passionali e violente. In buona sostanza, Bruant è il primo chansonnier dell’era moderna, e il padre putativo di tutti i cantautori europei.

11 Febbraio 1964: al Washington Coliseum i Beatles tengono il primo concerto in territorio statunitense della loro carriera. La scaletta comprende “Roll Over Beethoven”, “From Me to You”, “I Saw Her Standing There”, “This Boy”, “All My Loving”, “I Wanna Be Your Man”, “Please Please Me”, “Till There Was You”, “She Loves You”, “I Want to Hold Your Hand”, “Twist and Shout” e “Long Tall Sally”.

12 Febbraio 1939: a Chicago, da famiglia di origine polacca, nasce Ray Manzarek. Nel 1962, per specializzarsi in cinematografia, si trasferisce all’università di Los Angeles, dove conosce il poeta-cantante Jim Morrison: e, tre anni dopo, scioglie il gruppo familiare Rick & the Ravens per fondare i Doors. Grazie al suo Fender Rhodes Piano Bass, Ray riesce a supplire all’assenza del basso elettrico, di cui il gruppo è privo: ciò favorisce lo spostamento delle linee melodiche sulle ottave alte, e la creazione di un sound particolare e riconoscibile. Dopo la morte di Morrison, Manzarek continua (per due album) a perpetuare la famosa sigla, per poi passare alla produzione.

13 Febbraio 1978: presso i Basing Street Studios di Londra i Dire Straits iniziano la registrazione del loro primo, e omonimo, album. L’incisione costa 12.500 sterline, ma il disco vende oltre 12 milioni di copie: in scaletta, “Down to the Waterline”, “Setting Me Up” e la celeberrima “Sultans of Swing”.

14 Febbraio 1951: al Cairo (Egitto), da famiglia ebraica, nasce Sylvain Mizrahi, in arte Sylvain Sylvain. Arrivato a New York con la famiglia, si unisce come chitarrista agli Actress, prima di fondare – nel 1971, assieme a Billy Murcia e David Johansen – la band dei New York Dolls, simbolo del glam-rock e del proto-punk americano. Famoso il loro look provocante,  con parrucche, trucco pesante, zeppe, piume di struzzo e altre amenità.

15 Febbraio 1947: in California nasce David Brown. Bassista elettrico, è famoso per la partecipazione ai primi tre dischi di Carlos Santana, e nei successivi “Borboletta” e “Amigos”.

16 Febbraio 1965: a L’Avana (Cuba) nasce Dave Lombardo. Arrivato negli USA con la famiglia, inizia ad appassionarsi alle percussioni e alla batteria. Nel 1981 incontra il chitarrista Kerry King, che lo recluta per il suo nuovo gruppo speed-metal, gli Slayer: il suo stile è potente, preciso e aggressivo, e la sua doppia cassa diventa un marchio di fabbrica. Rimane negli Slayer fino al 1992, per poi tornarvi nel 2001.

Domani avvenne: da lunedì 3 febbraio 2020 a domenica 9 febbraio

3 Febbraio 1967: a 38 anni, con un colpo di fucile, Joe Meek dice “basta” alla vita. Geniale analfabeta dello spartito, tutto istinto, creatività e fantasia, nella sua breve carriera lavora a circa 245 singoli, portandone ben 45 nella Top 50, e insegnando a mezzo mondo “come si fa un 45 giri di successo”: disposizione dei microfoni, separazione fisica degli strumenti, sovraincisioni, riverbero, compressione del suono, eco… Meek mette la firma, fra gli altri, su “Cumberland Gap” di Lonnie Donegan, “Bad Penny Blues” di Humphrey Lyttelton, “Johnny Remember Me” di John Leyton e “Telstar”, successo planetario dei Tornados. Il suicidio arriva al termine di una brutta crisi depressiva, e coinvolge anche la sua (innocente) padrona di casa.

4 Febbraio 1948: a Detroit nasce Vincent Damon Furnier. Dopo l’esperienza amatoriale negli Earwings, Vincent diventa il cantante degli Spiders, che presto cambiano il nome in Alice Cooper, ispirandosi probabilmente a una presunta strega arsa sul rogo a Salem, nel XVII Secolo. Prendendo spunto dal grottesco trucco di Bette Davis in “What Ever Happened to Baby Jane?”, la band inizia a presentarsi in scena con maschere, maquillage cadaverico e costumi, e fa il botto. Alice Cooper si può considerare il caposcuola dello shock rock: corrente che, a cavallo fra garage e hard, fa dell’armamentario horror più scontato e sopra le righe (ghigliottine, bambole impalate, serpenti, testi allusivi) il suo punto qualificante.

5 Febbraio 1983: il terzo album dei Def Leppard, “Pyromania“, entra nelle classifiche americane. Vi resterà per ben 93 settimane, pur senza mai raggiungere la vetta, e arriverà a vendere oltre sei milioni di copie. In scaletta, “Photograph”, “Rock of Ages” e “Foolin'”.

6 Febbraio 1966: a Newton-le-Willows (UK) nasce Rick Astley. Scoperto dal trio Stock, Aitken & Waterman realizza, sotto la loro influenza, due album, zeppi di million seller dance come “Never Gonna Give You Up” e “Together Forever” (1987). La sua fama, dopo il 1989, decade rapidamente: nel 2007 il videoclip del suo singolo più famoso diventa oggetto del fenomeno internet noto come “Rickrolling”.

7 Febbraio 1898: a West Norton (Virginia) nasce Moran Lee “Dock” Boggs. Ultimo di dodici fratelli, minatore, è un “tipo duro”, che vive tempi duri in un mondo spietato: attivista sindacale e credente devoto, ma anche alcolista e uomo violento, trasporta nel banjo il mood e la tecnica chitarristica nera. Prende corpo un suono scheletrico, minimale, unico: canzoni come “Sugar Babe”, “Down South Blues”, “Oh, Death” e “Pretty Polly”, in cui la voce cruda declama, con tono quasi assente, metafore e allegorie di sopraffazione, peccato e morte. Notato dai talent scout della Brunswich, nel 1929 registra dodici brani, ma la Depressione mette fine ai suoi sogni; nel 1963, scovato dal discografico Mike Seeger, sarà portato finalmente alla ribalta. Muore a 73 anni, nel giorno del suo compleanno.

8 Febbraio 1981: i giovanissimi R.E.M. effettuano la prima incisione professionale della loro carriera al Bombay Studios di Smyrna (Georgia). Fra le otto tracce registrate, “Gardening At Night”, “Radio Free Europe”, “Sitting Still” e “(Don’t Go Back To) Rockville”.

9 Febbraio 1942: a Brooklyn nasce Carole Klein, in arte Carole King. Nel 1959, al college, incontra il suo futuro marito, Gerry Goffin: giusto il tempo per sposarsi, e la coppia è reclutata alla Aldon Music. Carole scrive le musiche, e Gerry i testi: nasce così una serie di sempreverdi della canzone americana, come “Up On the Roof” (Drifters), “The Loco-motion” (Little Eva), “Pleasant Valley Sunday” (The Monkees), e la famosissima “(You Make Me Feel like) A Natural Woman” (Aretha Franklin). Nel 1971 Carole passa dietro al microfono e realizza “Tapestry”, con la celeberrima “You’ve got a friend”. Sono circa 120 i brani arrivati nella Hot100 a beneficiare della sua firma: uno Stachanov del pentagramma dalla classe immensa.

Domani avvenne: da lunedì 27 gennaio 2020 a domenica 2 febbraio

27 Gennaio 1918: a Richland (Mississippi), figlio illegittimo di una bracciante quindicenne, nasce Elmore Brooks: in omaggio al presunto padre naturale, assume il nome d’arte di Elmore James e si dà al blues. Dopo alcune incisioni minori, piazza il colpo del ko con “Dust my broom” (1952), il cui riff di apertura, suonato con la slide, è uno dei passaggi sonori più noti di tutto il blues elettrico. Sulla chitarra, costruita con le sue stesse mani, compone altri classici del Chicago blues, come “The Sky is Crying”, “My Bleeding Heart” e “Shake Your Moneymaker”.

28 Gennaio 1943: a Dartford (UK) nasce Dick Taylor. Chitarrista e e bassista elettrico, è – assieme agli imberbi Mick Jagger e Keith Richards – uno dei tre Little Boy Blue and the Blue Boys.  A Luglio ’62 il trio si unisce ai Rollin’ Stones di Jones e Stewart, ma dopo soli quattro mesi Dick lascia: al suo posto subentra Bill Wyman, mentre Taylor approda ai Pretty Things di Phil May, con cui incide “S.F. Sorrow”, il primo (più o meno…) concept album della storia.

29 Gennaio 1926: a Milano vede la luce Franco Cerri. Riceve la sua prima chitarra in regalo dal padre a diciassette anni, e impara a suonarla da autodidatta. La sua carriera è subito travolgente: prima l’ingresso nell’orchestra di Gorni Kramer, poi i concerti con Django Reinhardt, Wes Montgomery, Chet Baker, Billie Holiday, cui seguono alcuni programmi Rai di divulgazione musicale, l’attività di session man per i più grandi cantanti italiani, e la creazione del Franco Cerri Quartet. Il più grande e autorevole chitarrista jazz d’Italia è noto ai più come “l’uomo in ammollo” del vecchio spot del bucato Bio Presto.

30 Gennaio 1969: sul tetto della sede della Apple Records, a Londra, avviene un’esibizione semi-estemporanea dei Beatles (assieme al tastierista Billy Preston), il cosiddetto “Rooftop Concert“. Nel corso dei suoi 42 minuti, troviamo tre versioni di “Get Back”, “Dig a Pony”, “Don’t Let Me Down”, “I’ve Got a Feeling”, “One After 909” e alcuni brevi spezzoni misti. All’arrivo della polizia, che scioglie il concerto, Lennon dichiara, sarcastico come sempre: “I’d like to say thank you on behalf of the group and ourselves and I hope we’ve passed the audition“. Nei fatti, questo sarà l’ultima esibizione della storia dei quattro di Liverpool.

31 Gennaio 1951: a Londra, da padre inglese e madre colombiana, nasce Philip Targett-Adams. Fin dalla prima infanzia segue la famiglia in giro per le Americhe, appassionandosi alla chitarra cubana e poi alle ritmiche latine, e soprattutto al suo idolo, il messicano Armando Manzanero, da cui mutua il suo nome d’arte: Phil Manzanera. Nel 1970 Phil fonda la sua prima band, i Quiet Sun, ma ben presto li lascia per approdare – dopo un paio d’anni di corteggiamento – al nuovo progetto art rock del vocalist Bryan Ferry: i Roxy Music. Phil rimarrà nei Roxy fino al loro scioglimento, nel 1983.

1° Febbraio 1956: a Chicago nasce Christene LeeExene” Cervenka. Cantante e front man di spudorata efficacia, nel 1977 si unisce alla neonata band punk californiana X, con cui incide sei album. E’ stata anche sposata con un (all’epoca) giovane e sconosciuto Viggo Mortensen.

2 Febbraio 1952: la versione del blues di Lowell Fulson, “3 O’Clock Blues“, da parte del ventisettenne B.B. King arriva al primo posto della classifica. Lo stile strumentale di B.B. si mostra subito fluido, a fuoco, e la sua voce un perfetto contrappunto melismatico e drammatico alle note di chitarra: King è ormai pronto per diventare uno dei massimi interpreti blues di tutti i tempi.

Domani avvenne: da lunedì 20 gennaio 2020 a domenica 26

20 Gennaio 1972: nell’auditorium “Brighton Dome”, dell’omonima cittadina del Sussex, ha luogo la “prima” di “Eclipse  – A Piece for Assorted Lunatics“, la nuova suite dei Pink Floyd che, nel giro di un anno, a furia di perfezionamenti e variazioni in corso d’opera, partorirà il fenomenale “The Dark Side of the Moon”. Gli spettatori di questo concerto, però, poterono godere solamente di una parte dello spettacolo: per un problema tecnico, lo show fu infatti interrotto durante “Money”.

21 Gennaio 1992: in Germania, all’età di 82 (o, forse, 83…) anni, ci lascia William “Champion Jack” Dupree. Pianista barrelhouse – ma anche campioncino di boxe (da cui il nomignolo “Champion”) – nel 1940 si stabilisce a Chicago, dove si unisce a Big Billy Broonzy e Tampa Red, e diventa uno degli esponenti più originali del pianoforte blues. Il suo massimo successo è “Walkin’ the blues” (1955). Oltre che bluesman e boxeur, Dupree è stato anche un esperto di cucina cajun, che ha pubblicizzato in numerose trasmissioni televisive.

22 Gennaio 1962: a Sacramento (California) nasce Daniel Johnston. Spirito candido, minato da continui crolli nervosi, e lucidissimo talento della musica moderna, percorre la sua stravagante carriera attraverso incisioni amatoriali, ricoveri, una discografia frammentaria e l’incondizionata ammirazione di Kurt Kobain, David Bowie e Sonic Youth: in una parola, è “il più grande outsider dell’ultima scuola di cantautori americani”.

23 Gennaio 1997: a 62 anni, muore Richard Berry. Cantante e autore di rhythm’n’blues e doo-wop, assieme ai suoi Pharaohs è l’autore di “Louie Louie” (1957), uno dei pezzi più coverizzati della storia e la canzone che dà virtualmente il via al Garage Rock. La carriera di Berry si spinge sino all’inizio degli anni Sessanta, ma dei milionari proventi di “Louie Louie” non vedrà mai nulla: nel 1959 ne ha infatti ceduto i diritti per soli 750 dollari, la cifra necessaria a organizzare il suo matrimonio.

24 Gennaio 1968: ad Amburgo nasce Michael Kiske. Cantante dal timbro cristallino e dal range acuto, a 21 anni si unisce al gruppo speed metal degli Helloween: dopo il capolavoro “Keeper of the Seventh Keys”, nel ’93 lascia la band e si dedica a un rock più morbido e melodico, in una carriera che – con modesti riscontri commerciali – continua ancora oggi.

25 Gennaio 1939: a Milano nasce Giorgio Gaberščik , in arte Giorgio Gaber. Chitarrista, autore, cantante, attore, pensatore lucido e disincantato, amico di Jannacci e Celentano, inventore – assieme a Sandro Luporini – del “teatro canzone”, titolare di una trentina di album… Che altro c’è da dire del “Signor G”?

26 Gennaio 2016: a 54, per le conseguenze di un incidente automobilistico in Irlanda, ci lascia Colin Vearncombe, in arte Black. Cantante dalla voce drammatica e dallo stile pop-jazz romantico, è famoso soprattutto per l’hit “Wonderful Life” (1985).

Domani avvenne: da lunedì 13 gennaio 2020 a domenica 19

13 Gennaio 1961: a Pittsburgh (Pennsylvania) nasce Wayne Coyne. Da ragazzo esce salvo per miracolo da una rapina a mano armata, mentre lavora in una friggitoria di Oklahoma City, dove nel frattempo si è trasferito con la famiglia: la musica, da hobby, diventa la sua ragione di vita… Ed è una musica strana, neo-psichedelica, quella dei Flaming Lips: gruppo che, nel 1983, fonda assieme al fratello Mark e all’amico Michael Ivins, e che si caratterizza per una poetica fantascientifica-surreale, e per performance anarchiche e ironiche. Wayne, inoltre, si è distinto in alcune performance di arte sperimentale e nella regia cinematografica.

14 Gennaio 1945: a Siena nasce Mauro Lusini. Cantautore, esce improvvisamente alla ribalta nel ’66, quando presenta a Gianni Morandi una canzone sulla guerra in Vietnam, cantata in inglese maccheronico: Migliacci riscrive il testo in italiano, ed ecco “C’era un ragazzo (che come me amava i Beatles e i Rolling Stones)“: canzone di successo che arriva sino alle orecchie di Joan Baez, che la fa sua e la propone al concerto dell’Isola di Wight. Dopo questo exploit, Lusini ha scritto ancora canzoni (spesso bloccate dalla censura) e poi si è dedicato alla produzione, con artisti del calibro di Nada, Goblin e Carmen Consoli.

15 Gennaio 1965: nel Regno Unito, per la Decca, è pubblicato “I Can’t Explain“, singolo di debutto degli Who. Scritto da Pete Townshend, ispirato esplicitamente al suono vigoroso dei Kinks, e basato su una serie ficcante di staccati di chitarra, arriva sino all’ottavo posto della classifica e inaugura una delle carriere più iconiche del rock inglese. In studio è certo che collaborò anche Jimmy Page, all’epoca apprezzato turnista: non è invece sicuro se il suo contributo finì o meno nella versione ufficiale.

16 Gennaio 1959: a Ibadan (Nigeria) nasce Helen Folasade Adu. Di padre nigeriano e madre inglese, si trasferisce presto nel Regno Unito, e inizia a collaborare come cantante in diversi gruppi funk, Nel 1984 assume il nome d’arte di Sade, e debutta con l’album “Diamond Life”, successo internazionale (con la famosa “Smooth Operator”) e che risulta il disco di debutto più venduto di sempre di un’artista inglese. Cantante di ispirazione soul e soft jazz, si è anche dedicata al cinema e alla produzione musicale.

17 Gennaio 1952: a Nakano (Giappone) nasce Ryūichi Sakamoto. Pianista laureato in composizione, nel ’78 diventa membro della Yellow Magic Orchestra – band di pop elettronico di buon successo estero – e nell’83, con David Bowie, scrive la colonna sonora del film “Furyo” di Nagisa Ōshima: il tema portante è “Forbidden Colours“, cantato da David Sylvian. Nell’87 Sakamoto vince l’Oscar grazie alla colonna sonora del film “L’ultimo imperatore” di Bernardo Bertolucci, realizzata con David Byrne. Di rilievo le sue produzioni con Iggy Pop, Caetano Veloso, Tomas Dolby e  Cesária Évora.

18 Gennaio 1944: la Metropolitan Opera House di New York ospita, per la prima volta nella sua “colta” storia, un concerto jazz. Fra gli ospiti,  Louis Armstrong, Benny Goodman, Lionel Hampton, Artie Shaw, Roy Eldridge e Jack Teagarden. Da questo concerto viene tratto un disco live, il bellissimo “Esquire All-American jazz Concert“.

19 Gennaio 2006: a Reston (Virginia), all’età di 65 anni, si spegne una delle voci più straordinarie del Soul: Wilson Pickett. Originario dell’Alabama, è messo sotto contratto dalla Atlantic nel ’64 ma, in cerca di un sound e di un ambiente meno formale, è smistato da Jerry Wexler agli amici della Stax: autore di prim’ordine, urlatore coriaceo e sferzante, dal ’65 dà alla luce classici senza tempo come “In the Midnight Hour”, “634-5789 (Soulsville, U.S.A.)”, “Mustang Sally”, “Ninety-nine and a half (Won’t do)”, “Funky Broadway” e “Land of 1.000 Dances”. Ci lascia per un infarto.