Buon compleanno, Blues!

Come diceva il compianto Pino Daniele, “A me me piace ‘o blues”: e non poco, ma parecchio! E, come succede per una persona cara, approfitto di questa data per fare gli auguri di Buon Compleanno al Blues, per il suoi 120 anni.

Eh si… Per quanto possa apparire assurdo, nel 2003 una risoluzione del Senato degli Stati Uniti ha stabilito che il 1° Febbraio di quell’anno avesse inizio “l’anno del Blues”, con una serie di celebrazioni e incontri a tema: e, di conseguenza, questa data è diventata il suo compleanno.

Si lo so, è un’americanata, direte: e come darvi torto? Come fa un genere musicale – e soprattutto uno come il Blues, nato dal basso e attraverso lentissime elaborazioni, appropriazioni e sintesi – ad avere un inizio così certo? Ovvio, si tratta di una convenzione, calata dall’alto e che fa il paio con tutte le varie “giornate di qualcosa” che esistono nel mondo (a proposito, oggi è la “giornata mondiale del velo islamico”…): ma il motivo per cui è stato scelto proprio il 1903 è interessante: e ve lo racconto. Continua a leggere “Buon compleanno, Blues!”

Domani avvenne: da lunedì 30 gennaio 2023 a domenica 5 febbraio

30 Gennaio 1968: per la Verve Records esce “White Light/White Heat“, il secondo album dei Velvet Underground. Con questo lavoro i Velvet spingono ancor più il pedale sul rumorismo, le dissonanze e il minimalismo, e i testi di Lou Reed calcano la mano su temi scomodi quali paranoia metropolitana, alienazione e dipendenza. In scaletta, oltre alla title track, “Lady Godiva’s Operation”, “Here She Comes Now” e “Sister Ray”. Con questo disco termina inoltre il sodalizio con la cantante Nico e con John Cale.

31 Gennaio 1944: a Kosciusko (Mississippi) nasce Charlie Musselwhite. Giovane armonicista a bocca, emigra presto a Chicago, dove suona in tutti i locali e con tutte le stelle locali: ma è a San Francisco che il suo primo album raggiunge il successo, e dove Charlie decide di andare a vivere e suonare. Musselwhite è, a tutti gli effetti, una leggenda dell’armonica blues, e lo è a maggior ragione in considerazione della sua pelle bianca, in un ambiente all’epoca dominato da una sorta di “razzismo a colori invertiti”.

1° Febbraio 2003: a seguito di una risoluzione del Senato degli Stati Uniti, è stabilito che dal 1° Febbraio 2003 abbia inizio “l’anno del Blues”, in ricordo alla presunta, mitizzata – e convenzionale – data di inizio del Blues, il 1° Febbraio 1903. La storia è interessante: e ve ne parlo in un post imminente, in uscita proprio il 1° Febbraio.

2 Febbraio 1959: al Surf Ballroom di Clear Lake in Iowa, quale ultima tappa del Winter Dance Party Tour, va in scena un concerto del grande Buddy Holly: con lui ci sono anche Ritchie Valens e The Big Bopper. Sarà la loro ultima esibizione: il 3 Febbraio, in un incidente aereo, i tre compagni d’avventura periranno, in quel giorno definito “The Day the Music Died”… E di cui, prima o poi, parlerò.

3 Febbraio 1979: il singolo “Heart of Glass“, del gruppo new wave Blondie, a circa un mese dalla sua uscita raggiunge il primo posto della classifica inglese. Estratto dall’album “Parallel Lines”, e scritto dal chitarrista Chris Stein e dalla bellissima cantante Debbie Harry, ha in realtà una storia più remota, essendo stato composto nel ’75 con un ritmo più morbido e lento: ma è grazie a un arrangiamento “disco” e brillante che il pezzo finalmente trova la sua strada e il successo internazionale.

4 Febbraio 1953: a Toyohashi (Giappone) nasce Masanori Takahashi, in arte Kitaro. Polistrumentista e compositore, dopo anni come musicista giramondo, nel ’77 torna in patria, e diventa uno degli artisti di punta del movimento New Age: è nominato tre volte ai Grammy (e ne vince uno), si aggiudica un Golden Globe, e suona e collabora con decine di artisti.

5 Febbraio 1944: a New York nasce Al Kooper. Tastierista e autore, raggiunge la fama quasi all’improvviso grazie alla sua presenza (decisiva, in termini di sound e idee) nei due album capolavoro della “svolta elettrica” di Dylan: terminata la prima fase della collaborazione con Bob, fonda la jazz-rock band dei Blood, Sweat & Tears, collabora con gli Stones, Hendrix, Who, Cream, scopre i Lynyrd Skynyrd, e torna con Dylan per un’altra serie di successi. Un grandissimo!

I miei dischi dell’anno #13 – Il 1963

Ciao a tutti, e benvenuti a una nuova puntata della rubrica “I miei dischi dell’anno“: ora è la volta del 1963, anno del primo numero di Amazing Spider Man, dell’attentato a John Fitzgerald Kennedy, del celebre discorso “I Have a Dream” di Martin Luther King, della morte di Giovanni XXIII, della tragedia del Vajont… E, per fortuna, di un sacco di novità musicali!

Rispetto al 1962 è passato solo un anno, ma la valanga messa in moto – in Inghilterra – dal primo singolo dei Beatles inizia a travolgere i primi villaggi. E’ questo il vero anno della svolta: le classifiche – ed è una novità assoluta – mostrano un mondo la cui polarità sta per invertirsi con esiti clamorosi, rompendo la storica dipendenza delle chart inglesi da quelle americane. Se infatti negli Stati Uniti i campioni d’incassi ripetono, a grandi linee, nomi e generi già visti nel ’62, nel Regno unito sono i Beatles – e i loro colleghi beat Gerry and the Pacemakers – ad accaparrarsi tutto. Per ora i due mercati sembrano ignorarsi, e nelle radio a stelle e strisce di Lennon e McCartney non c’è nemmeno l’ombra: ma è solo questione di tempo… La British Invasion è dietro l’angolo: e sconquasserà tutto. Continua a leggere “I miei dischi dell’anno #13 – Il 1963”

Domani avvenne: da lunedì 23 gennaio 2023 a domenica 29 gennaio

23 Gennaio 1978: il grande Terry Kath, chitarrista dei Chicago (stimatissimo anche dallo stesso Jimi Hendrix) è a Los Angeles, a casa del roadie della band, Don Johnson: dopo una festa, sotto l’effetto dell’alcol, si mette a giocare con una pistola semiautomatica, davanti alla moglie e all’amico. Convinto che non ci siano pallottole, si punta la pistola alla tempia, e esclama “Non vi preoccupate, è scarica”… Le ultime parole famose. Aveva nemmeno 32 anni.

24 Gennaio 1947: a Chicago nasce uno dei cantautori più acuti, cinici e irriverenti della sua generazione: Warren Zevon. La sua carriera, favorita dall’interessamento di Jackson Browne, costellata da lavori storici, lunghe pause e dipendenze, dura per quasi 40 anni, e termina col disco testamentario “The Wind”, nel 2003.

25 Gennaio 1973: per la Warner esce “Dixie Chicken“, terzo album della Southern rock band Little Feat. Considerato da molti il loro lavoro migliore, innesta nel sound degli esordi (un curioso mix fra folk e musica black) la pigra andatura della canzone di New Orleans e il ragtime. Scritto per sette decimi dal leader Lowell George, allinea in scaletta la sincopata title-track, la scanzonata “Fat Man in the Bathtub”, la brillante “Juliette” e la funkeggiante “Two Trains”.

26 Gennaio 1963: a Windelsham (UK) nasce Andrew Ridgeley. Nel 1979, a scuola, il chitarrista Andrew conosce il cantante e autore George Michael: nel 1981 i due, abbandonati gli Executive, si mettono in proprio col nome di Wham!… E un anno dopo, per una coincidenza, sono convocati al programma tv “Top of the Pops”: occasione in cui “bucano il video”, e iniziano una carriera di fulmineo successo. Nell’86 il duo si scioglie, e dopo 5 anni Ridgeley si ritira dalle scene. Considerato l’anello debole del duo, Andrew ha comunque avuto un ruolo cruciale negli Wham! e per Michael, fungendo da confidente, ascoltatore, ispiratore e portavoce.

27 Gennaio 1970: due giorni dopo il ritorno il patria, John Lennon si sveglia con una melodia in testa… E un’ora dopo ha in mano l’idea completa per una nuova canzone, che definisce “un mostro”. In fretta e furia convoca il producer e incide il pezzo, che solo 10 giorni dopo, il 6 Febbraio, esce sul mercato: il titolo è “Instant Karma!(We All Shine On)”, e diventa il primo disco di un ex-Beatle a vendere oltre un milione di copie negli Stati Uniti. La canzone è uno dei singoli più velocemente scritti, prodotti e pubblicati della storia della musica pop.

28 Gennaio 1983: a Paddington (UK), per un infarto, e a soli 43 anni, ci lascia Ronald William Wycherley, in arte Billy Fury. Cantante rock’n’roll è considerato, anche per il modo di muoversi sul palco, uno dei più plausibili eredi inglesi di Presley: con 24 hit , 332 settimane totali di permanenza in classifica, e una serie di film musicali, attraversa con successo gli anni Sessanta, per poi spegnersi con l’avvento della Beatlemania.

29 Gennaio 1949: a Budapest nasce Tamás Erdélyi. Cresciuto a New York, entra come chitarrista nei Tangerine Puppets: da una serie infinita di intrecci con altri gruppi della Big Apple, nel ’74 nascono i Ramones, uno dei primi gruppi punk della storia, e in cui Tamás – assunto lo pseudonimo di Tommy Ramone – funge da manager. Passano pochi mesi e Tommy è invitato a diventare il loro batterista: ruolo in cui rimarrà sino al ’78, quando tornerà all’amato compito di manager e produttore, per i Ramones e altre band.