Domani avvenne: da lunedì 23 febbraio 2026 a domenica 1° marzo

Quale musicista è nato oggi? Quale disco è uscito in quella data? Quale rocker è morto dieci anni fa? Ecco, per la settimana entrante, qualche risposta!

23 Febbraio 1940: Woody Guthrie, il decano del Folk Urbano, è in una camera d’albergo di New York: mentre Hitler sta mettendo a ferro e fuoco l’Europa, la radio manda in onda “God Bless America”… Canzone che Guthrie considera compiacente, retorica e insopportabilmente ottimistica, soprattutto in quel momento storico. Prende la penna, e scarabocchia con rabbia una specie di “answer song”, una “canzone-risposta”. É appena nata “This Land is Your Land”: brano che, pubblicato nel ’45, diventa uno dei simboli dei brani di protesta, un’ode all’America dei poveri e dei semplici, una terra meravigliosa “creata per noi, per te e per me” ma che, in realtà, è appannaggio di pochi fortunati.

24 Febbraio 2025: a New York, a 88 anni, ci lascia Roberta Flack. Cantante e pianista capace di destreggiarsi fra soft rock, jazz, soul e folk, resta negli annali principalmente per il singolo “Killing Me Softly with His Song” (1973). Vincitrice di ben 4 Grammy, Roberta ha anche collaborato (fra gli altri) con Bob Dylan.

25 Febbraio 2014: su una spiaggia di Cancún (Messico), per un infarto, muore Francisco Sánchez Gómez, in arte Paco de Lucía. Nato in Spagna 67 anni prima, a 5 anni inizia a suonare la chitarra, e a 12 forma il primo duetto: a 19 anni incide il suo primo album, mentre la sua fama inizia a crescere in modo esponenziale. Paco – virtuoso della sei corde – diventa così uno dei chitarristi più importanti e influenti della storia, capace di miscelare il flamenco delle origini con jazz, bossa nova e musica classica: cosa non secondaria, riuscendo anche a ottenere significative vendite.

26 Febbraio 1943: a Torrance (California) nasce Bob “The Bear” Hite. Cantante dalla enorme mole (135 chili… significativo il suo soprannome “the bear”, “l’orso”), è uno dei fondatori – oltre che frontman – della blues-rock band statunitense Canned Heat.

27 Febbraio 1999: a cinque mesi dalla sua pubblicazione, “…Baby One More Time“, singolo d’esordio della cantante statunitense Britney Spears, arriva al primo posto della classifica inglese.

28 Febbraio 1984: alla 26° edizione dei Grammy Awards, Michael Jackson si aggiudica ben otto Grammy, tutti riferiti all’album “Thriller” e ai singoli in esso contenuti. Un record.

1° Marzo 1946: a Blackburn (UK) nasce Tony Ashton. Cantante di spirito hard rock, si ricorda sopratutto per la permanenza nel side-project di Jon Lord dei Deep Purple, Paice Ashton Lord. All’inizio degli anni Novanta inizia una seconda carriera: quella di pittore.

I miei vinili #21 – E la musica classica?

Ciao a tutti. Da quando ho aperto il Blog, con la musica vi ho fatto una capa tanta, come si dice a Bressanone… Ogni occasione è buona, per parlarvene: l’altro giorno un collega di blog ha scritto che la mia, se deformazione professionale è, è una bella deformazione. Chissà. Fatto sta che mi sono accorto che sì, di musica vi parlo molto spesso, ma di rock-pop-folk-jazz: qualcuno potrebbe chiedere “Ma la classica ti piace?”. Continua a leggere “I miei vinili #21 – E la musica classica?”

Domani avvenne: da lunedì 16 febbraio 2026 a domenica 22 febbraio

Quale musicista è nato oggi? Quale disco è uscito in quella data? Quale rocker è morto dieci anni fa? Ecco, per la settimana entrante, qualche risposta!

16 Febbraio 1996: a Oakland (California), a 81 anni, muore Walter “Brownie” McGhee.  Songster itinerante nato in Tennessee, nel ’39 conosce Sonny Terry, armonicista della Georgia: e presto i due si mettono in proprio. E’ l’inizio di un sodalizio di successo destinato a durare oltre ventidue anni, che li promuove (a torto o a ragione) a rappresentanti del “vero blues”.

17 Febbraio 1960: il secondo album di Elvis Presley, semplicemente intitolato “Elvis“, pubblicato dalla RCA a fine 1956, è certificato disco d’oro. In scaletta, “Rip It Up”, “Love Me”, “So Glad You’re Mine”.

18 Febbraio 1968: il chitarrista David Gilmour, già amico d’infanzia di Syd Barrett, entra ufficialmente nella formazione dei Pink Floyd… E proprio per supportare il geniale fondatore della band, sempre più compromesso con problemi psichici e dipendenza da LSD. La strana “formazione a cinque” durerà lo spazio di un paio di mesi: dopo i quali Syd dovrà lasciare la band, definitivamente, lasciando il posto proprio a Gilmour.

19 Febbraio 1980: il cantate Bon Scott viene trovato cadavere a bordo della Renault 5 di un amico, parcheggiata a Overhill Road, Londra… Auto in cui il compagno di sbronze di quella sera, Alistair Kinnear, incapace di svegliarlo o portarlo a spalle in un letto, lo aveva lasciato dormiente, dopo un serata ad altissimo tasso alcolico. Se ne va così, a soli 34 anni, lo storico leader e frontman della band hard rock australiana AC/DC: band che pochi mesi prima, con l’album “Highway to Hell”, aveva ottenuto il primo successo di dimensioni mondiali.

20 Febbraio 1946: a Saigon (all’epoca Indocina Francese), da padre italiano e madre francese, nasce Riccardo Cocciante. A 11 anni torna a Roma: pianista, autore e cantante, debutta nel ’68, ma per ottenere attenzione deve aspettare il ’74: anno in cui, con “Bella senz’anima”, riesce finalmente a sfondare. Due anni, e arriva la storica “Margherita”: da questo momento, Cocciante si impone come una della voci più particolari della scena italiana, grazie a un canto e una scrittura intense e impressioniste. Nel ’98 propone la sua versione di “Notre-Dame de Paris” che, assieme ad altre opere di teatro musicale, segna una seconda stagione per il lavoro di Riccardo.

21 Febbraio 1998: “My Heart Will Go On“, singolo di Celine Dion, raggiunge la vetta della classifica britannica. Canzone composta da James Horner e Will Jennings, è il tema principale del film “Titanic”, e diviene il brano simbolo della cantante franco-canadese: successo mondiale, vende oltre 18 milioni di copie e arriva al primo posto nelle classifiche di oltre 25 paesi.

22 Febbraio 1976: a Detroit, a 33 anni, muore la vocalist Florence Ballard. Ottava di tredici figli, alla fine degli anni Cinquanta, in compagnia delle vicine di quartiere Mary Wilson, Betty McGlown e Diana Ross, fonda il quartetto delle Primettes. Dopo una corte spietata alla Motown, nel ’61 ottengono un contratto, e cambiano nome in The Supremes: gruppo che nel ’64 inizia una vertiginosa scalata al successo… Che Florence godrà però poco: vittima di depressione e alcolismo, nel ’67 esce dalla band per poi lasciarci nel ’76, per una crisi cardiaca favorita da abusi di alcol e barbiturici.

“E’ rosso!” – Storia di un piccolo tormentone

Ciao a tutti. E’ martedì, e la mia signora e io siamo a pranzo per il nostro anniversario: il posto, un bel ristorante nelle vicine Langhe… A Barbaresco, per la precisione. E si sa, l’omonimo vino è uno dei rossi più apprezzati (e prezzati) d’Italia: personalmente, lo preferisco al barolo. Comunque: il posto è elegante ma non affettato, e i camerieri amichevoli. Ovviamente, dopo la scelta del menù, ecco il sommelier: per noi “sprecato”, visto che non siamo intenditori e che, quando usciamo, non beviamo più di un (buon) bicchiere a testa. Ma subito (no, il sommelier di sala non c’entra per nulla, e tutto fuorché artefatto!) la mente va a quel suo buffo “collega” impersonato da Antonio Albanese, Alain Tonné: vanesio, esagerato, con le sue mosse pelviche e il sussiego di chi vanta una competenza che non ha, e che dopo mille ancheggiamenti, mossette, occhiate, annusate e boccucce, alla fine emette seriosamente sentenze banali come “E’ rosso!”, “Fa cagare!, “… Profumo di mughetto… delicato… retrogusto di coriandolo… una goccia di lime. ..è bagnoschiuma!”. Uno spettacolo, che penso molti di voi abbiano presente: e che a me ha sempre fatto ridere moltissimo! E, assieme, mi ricordo di quella canzonetta, a ritmo brasileiro – “More” – che in sottofondo accompagna sempre questi sketch. Ecco, se volete, la sua storia. Continua a leggere ““E’ rosso!” – Storia di un piccolo tormentone”

Domani avvenne: da lunedì 9 febbraio 2026 a domenica 15 febbraio

Quale musicista è nato oggi? Quale disco è uscito in quella data? Quale rocker è morto dieci anni fa? Ecco, per la settimana entrante, qualche risposta!

9 Febbraio 1966: a New York, a 82 anni, muore Sof’ja Kališ, in arte Sophie Tucker. Americana di origine ebraico-russo-polacca, è la matriarca delle cosiddette “red hot mama” di inizio Novecento: terragna, ruvida e giunonica, riesce ad affrontare i tempi sincopati in modo disinvolto, grazie a un inimitabile stile a cavallo fra cantato e parlato. Il debutto discografico avviene nel 1910, ma il colpo che cambia la sua carriera è “Some of These Days”, brano di Shelton Brooks che diventa uno straordinario hit, e la canzone-simbolo non solo di Sophie ma dell’intero decennio.

10 Febbraio 1962:a Firenze nasce Pietro “Piero” Pelù. Giovanissimo cantante, dopo l’esperienza semi-amatoriale nei Mugnions, nel 1980 – assieme a Aiazzi, Renzulli, Maroccolo e Calamai – fonda i Litfiba: band di cui diventa l’autore dei testi e l’indiscusso frontman, e che – dopo un inizio in pieno stile new wave – approda prima a un rock diretto di grande successo, e poi a un pop rock più ammiccante. Lasciati i Litfiba nel 1999, vi tornerà 10 anni dopo: nel mezzo, cinque dischi solisti, e una marea di collaborazioni.

11 Febbraio 1976: a New York Mills (Minnesota) nasce Peter Hayes. Chitarrista elettrico, nel ’98 (assieme a Robert Levon Been e Nick Jago) fonda The Elements: band che cambia presto nome in Black Rebel Motorcycle Club (ispirato al film “Il Selvaggio” con Marlon Brando). Sponsorizzati anche da Noel Gallagher, i tre nel 2001 pubblicano il disco d’esordio: lavoro che li propone come importanti esponenti dell’ondata alternativa indie-noise.

12 Febbraio 1977: ai Pathway Studios di Londra, i neo-formati Police incidono il loro primo singolo, “Fall Out“. Scritto dal batterista Stewart Copeland, e inciso al costo di 150 sterline, è l’unico brano dei Police in cui compare il chitarrista Henry Padovani, poi sostituito da Andy Summers. Pubblicato a Maggio 1977, sarà nuovamente stampato due anni dopo, sull’onda del successo della canzone “Message in a Bottle”.

13 Febbraio 1996: Gary Barlow, leader dei Take That, rilascia questa dichiarazione: “Grazie a tutti coloro che ci hanno sostenuto negli ultimi cinque anni: siete stati assolutamente fantastici. Tuttavia, sfortunatamente, le voci sono fondate: “Our deep is your love” sarà il nostro ultimo singolo insieme e “Greatest Hits” il nostro ultimo album. E da oggi in poi… non ce ne saranno più“. Si sono appena sciolti i Take That.

14 Febbraio 2021: a Fiesole (FI), a soli 61 anni, dopo una lunga malattia, muore Enrico Greppi, per tutti Erriquez. Cantante e autore, è il leader del gruppo folk-rock Bandabardò, nato a Firenze nel 1996, e che ha fatto dell’attività live il suo vero punto forte.

15 Febbraio 2013: uno dei cantanti simbolo del Twist, Chubby Checker, intenta una causa da 500.000 dollari contro la Hewlett-Packard, che aveva prodotto un’app a lui intitolata, e che pretendeva di calcolare la misura del pene di un uomo dalla taglia delle sue scarpe. Solo 84 gli scaricamenti dell’app, fra parentesi: un successone! 🙂

Franco Battiato e i Nomadi – Anime in viaggio

Ciao a tutti. Niente premesse, oggi: ma subito al sodo!

  • Non sono un fan dei Nomadi, anche se ne apprezzo la storia e l’importanza: se non che, per Natale, i miei cognati ci hanno regalato i biglietti di un loro concerto. Quindi, sabato sera, eccoci a Torino, al Teatro Colosseo, pronti per lo show. La popolazione ha un’età media sostenuta, e fra teste calve e capelli grigi c’è un po’ da ridere e un po’ da immalinconirsi: ma chissene, in perfetto orario si spengono le luci, e le prime note di “Per fare un uomo” risuonano nella sala. Della band originaria è rimasto solamente l’inossidabile e ottantenne Beppe Carletti, ma i due soci di lungo corso “Cico” Falzone e Massimo Vecchi tengono alta la bandiera: come direbbe mia nipote, “sono vecchi”; ma, come dico io, con lo strumento al collo sanno cosa fare, eccome, e sicuramente più di Sfera! Il violinista Sergio Reggioli mi conquista, mentre il timbro del cantante Yuri Cilloni non mi convince… Ma non è per questo che si va a sentire i Nomadi: chi va, va per partecipare a un rito collettivo che si ripete ormai da decenni. Un rito fatto di un repertorio infinito e sempre mutevole ma che, grazie ad alcuni capisaldi (“Io vagabondo”, “Auschwitz”, “Noi non ci saremo”, “Io voglio vivere”), dà alla fine una sensazione di eterno ritorno. Un gruppo di amici, i Nomadi: che scambia battute col pubblico, che interrompe la scaletta per leggere messaggi mandati dai fan, e che non “si mette in tour”, ma vive i concerti come un moto perpetuo naturale, una spontanea propaggine del loro essere musicisti e persone, come “veri nomadi” insomma. Due ore volano come niente: e le gigantografie del mai dimenticato Augusto Daolio ci salutano, mentre lasciamo la sala.
  • Franco Battiato – Il lungo viaggio“. Da teatro, al cinema: per assistere a un film dedicato alla vita (alle vite?) di uno dei miei artisti preferiti, Franco Battiato. Questo biopic si allinea ai molti dell’ultima ondata (Bob Dylan, Led Zeppelin, Bruce Springsteen) nella (giusta) scelta di rappresentare una sola parte della vita della star di turno, e nel far cantare i pezzi all’attore protagonista. Attore – Dario Aita – che non conoscevo, ma che è bravissimo a impersonare “Ciccio” Battiato, come lo chiamano mamma e fratello, restituendone cadenza, tenerezze e piccole e grandi idiosincrasie e illuminazioni: e film che, grazie alla supervisione della nipote Cristina, risulta parecchio (ma non del tutto) immune da scivoloni beatificanti, anche se privo di guizzi registici, e che racconta in modo onesto una parte dell’esistenza artistica, personale e spirituale di quello che, per me, è uno dei grandissimi della musica italiana; e che – al pari di De André – è uno dei miei due “padri etici  musicali”. Una parte di esistenza terrena che, se vivessi venti vite, non riuscirei manco a sfiorare: davvero un “lungo viaggio”, colmo com’è di esperienze differenti, colpi di genio, crisi, svolte improvvise, sete di conoscenza, emozioni e aneliti all’infinito. Impossibile, per me, evitare commozione e occhi lucidi: “E ti vengo a cercare” e “La cura” sono capolavori assoluti. E bello e doveroso il ricordo di Alice e di Giuni Russo, grandi interpreti del suo repertorio.

Due prodotti ed esperienze differenti, il concerto dei Nomadi e il film su Battiato. Eppure, per artisti così diversi – e minchia se sono diversi, signora contessa – sorprendentemente potrebbe valere lo stesso verso, tratto proprio da una canzone del grande catanese: “Non domandarm(t)i dove porta la strada: seguila e cammina soltanto“. In compagnia o da soli: a ognuno il suo.