Il ritmo creolo di Louis Moreau Gottshalk

Ciao a tutti, vi segnalo un nuovo post, curato dal sottoscritto, in uscita oggi sul blogdellamusica.

Avviso ai naviganti: come i precedenti, è un post un po’ specialistico e storico. Fa parte di una breve serie di articoli che narreranno l’incontro, in terra d’America d’Ottocento, fra la quadratura della musica “perbene” e le anomalie ritmiche d’origine africana: un dialogo da cui nasceranno ragtime, boogie, blues e jazz (mica pizza e fichi).

La seconda tappa di questo viaggio si colloca a metà Ottocento, nella poliglotta New Orleans: dove un pianista dal curioso nome di Louis Moreau Gottshalk – e che già ci parla di poliedricità e miscugli etnici – scrive, dirige e suona un patois pianistico altrettanto curioso, che attinge a umori e ritmi esotici… Un vero scandalo, signora mia!

Qui il post originale. Buona lettura!

Domani avvenne: da lunedì 3 ottobre 2022 a domenica 9 ottobre

3 Ottobre 1992: in diretta al Saturday Night Live, la cantante irlandese Sinéad O’Connor sta cantando a cappella un’intensa cover di Bob Marley, “War”, cui la stessa ha modificato parte del testo, ora diretto contro gli abusi sessuali perpetrati su minori all’interno della Chiesa Cattolica americana… Giunta alla fine, fissando la camera, prende una foto di Papa Giovanni Paolo II e la straccia: mentre i pezzi cadono a terra, la sua voce dichiara “Fight the real enemy!”.

4 Ottobre 1982: i The Smiths fanno il loro debutto dal vivo, al Ritz di Manchester, come spalla dei Blue Rondo a la Turk. In scaletta, tre brani autografi (“The Hand That Rocks The Cradle”, “Suffer Little Children”, “Handsome Devil”), e una cover. In sala, solamente una dozzina di persone!

5 Ottobre 1962: per la EMI esce “Love Me Do”. Canzone elementare, scritta da McCartney nel ’58, e completata da Lennon, è scelta da George Martin come singolo d’esordio dei Beatles: l’incisione del pezzo vede alla batteria – evento eccezionale – non Ringo Starr, ma il session man Andy White, preferito a Ringo proprio dal produttore! Per un errore, la versione stampata come singolo è quella precedentemente suonata da Ringo: la versione con White compare invece nell’album “Please Please Me”. Canzone acerba, leggera, infantile, certamente. Ma cosa conta? Tutto inizia qui, proprio 60 anni fa!

6 Ottobre 1954: a Los Angeles nasce David Hidalgo. Polistrumentista, cantante e autore, nel 1973 fonda i Los Lobos: band che miscela in modo sublime tradizione messicana e nortena, zydeco, country, R&B e rock ‘n’ roll. Il successo arriva una decina d’anni dopo, con l’album “How Will the Wolf Survive?” e con la cover di “La Bamba“, e si spinge sino ai nostri giorni. David è inoltre un apprezzatissimo session man, e ha anche fondato il side-project Latin Playboys.

7 Ottobre 1992: a Novellara (Reggio Emilia) ci lascia, per un cancro ai polmoni, e a soli 45 anni, Augusto Daolio. Cantante, nel 1963 entra nei Nomadi: gruppo allora in piena adolescenza, e attivo nelle balere della riviera romagnola. La svolta arriva nel ’66: dopo il beat di “Come potete giudicar”, il produttore li mette in contatto con un giovane autore, Francesco Guccini… Il loro sodalizio regala ai Nomadi importantissimi successi, e li propone come simbolo della rivoluzione giovanile: con i loro 15 milioni di copie, sono per vendite al terzo posto fra i complessi italiani.

8 Ottobre 1883: in Kentucky nasce Dick Burnett. Bracciante agricolo, e polistrumentista autodidatta, a 24 perde la vista per un incidente: per sopravvivere, diventa musicista di strada… E inizia a vendere gli spartiti delle sue composizioni ai passanti. Una di queste è “Farewell Song”, datata 1913: canzone che, incisa poi da Amry Arthur col definitivo titolo di “Man of Constant Sorrow“, diventa uno degli standard folk americani più evocativi e famosi… E se ne ricorderanno i fratelli Coen, quando faranno del pezzo il centro del loro film “Fratello, dove sei?”.

9 Ottobre 1952: a Londra nasce Dennis Stratton. Chitarrista solista di ambito hard e heavy, è famoso per esser stato parte della prima incarnazione degli Iron Maiden: resta nel gruppo fra il 1979 e l’80, incidendo il disco di debutto della band, prima di essere sostituito da Adrian Smith. Dopo la fuoriuscita dalla Vergine di Ferro, farà parte dei Lionheart e di Praying Mantis.

Domani avvenne: da lunedì 26 settembre 2022 a domenica 2 ottobre

26 Settembre 1954: a Forlì nasce Carla Bissi. Fra la fine degli anni Sessanta e l’inizio dei Settanta partecipa a vari eventi canori, compreso Castrocaro e Sanremo, e nel 1975 cambia nome nel più noto Alice. Nel 1980 giunge la svolta che dà definitivo impulso alla sua carriera: l’incontro con Franco Battiato e il suo arrangiatore Giusto Pio. Arrivano così canzoni originali (“Il vento caldo dell’estate”, “Per Elisa”), e album in cui, con la sua originale voce dai toni bassi, interpreta in modo magistrale il repertorio del suo mentore Battiato. La sua carriera, dagli anni Novanta in poi, si sposta su territori più eccentrici ed ermetici, molto apprezzati dalla critica, con collaborazioni con artisti di respiro internazionale.

27 Settembre 1912: l’autore e musicista afroamericano W.C. Handy auto-pubblica lo spartito “The Memphis Blues“, il primo blues immesso sul mercato. Sulla reale del pezzo paternità vi sono innumerevoli ipotesi, spesso contraddittorie: ma “carta canta”, e così Handy conquista la palma per questo importante primato storico. La canzone sarà poi pubblicata su disco nel 1914, per la Victor.

28 Settembre 1938: a Henderson (North Carolina) nasce Benjamin Earl Nelson, meglio noto come Ben E. King. Autore e cantante, dopo il percorso nei Drifters tenta la carriera solista, e nel ’61 scrive e interpreta una delle canzoni più famose della storia: “Stand By Me“. Un evergreen mondiale, che si giova di un giro di basso insinuante e molto intrigante, e di una progressione armonica di grande naturalezza.

29 Settembre 1992: per la Columbia esce “Dirt“, il secondo album della Grunge band Alice in Chains. Realizzato con il cantante e leader Layne Staley ormai in preda dell’eroina, e il cui umore influenza fortemente testi e sound delle canzoni, è uno dei dischi più rilevanti dell’epoca: in scaletta allinea pezzi da 90 come “Would?”, “Them Bones”, “Angry Chair”, “Rooster” e “Down in a Hole”.

30 Settembre 1942: a New York, da famiglia portoricana, nasce Frankie Lymon. A 12 anni anni entra in un gruppo di conterranei che cantano agli angoli delle strade del Bronx, i Teen-agers: il loro fulmineo esordio, “Why Do Fools Fall in Love?” (1956), impone ai media Frankie, ancora quattordicenne, in possesso di una straordinaria e anomala voce da soprano, e con una simpatica faccia da schiaffi. Ma non è tutto oro quanto luccica… Frankie è il prototipo di tutti i futuri e sfortunati teen-idol, e la prima vittima sacrificale della musica moderna: la sua vita terminerà infatti a soli 26 anni, per un’overdose, dimenticato da tutti.

1° Ottobre 1966: al Central London Polytechnic di Regent Street, durante un concerto dei Cream, l’aspirante manager Chas Chandler avvicina Eric Clapton e a sorpresa propone il suo protetto, l’ancora sconosciuto Jimi Hendrix, per una jam session… Tutti restano di sasso: Clapton è “Dio”, chi mai sarà questo sconsiderato che osa tanto? Il nuovo venuto entra in scena, e senza pensarci attacca un’indiavolata “Killing floor”. Il pubblico è in visibilio; Eric, offeso e stordito, sibila al gestore: “Mi avevi detto che era bravo… Ma non così bravo!”. Eh, ragazzi: non ce n’è più per nessuno. E’ arrivato Jimi!

2 Ottobre 1955: a Hinckley (UK) nasce Philip Oakey. Philip entra nel mondo del pop in modo assolutamente casuale: il complesso proto-synth di Sheffield “The Future” lo sceglie infatti soprattutto per il suo abbigliamento vistoso e la sua popolarità cittadina!  La band cambia subito nome nel definitivo “The Human League“: dopo il precoce abbandono degli altri membri fondatori, Oakey fonda una nuova squadra, e nel 1981 trova il successo mondiale, ponendosi all’avanguardia del cosiddetto synth-pop.

I miei dischi dell’anno #11 – Il 2002

Ciao a tutti. E benvenuti a una nuova puntata della rubrica “I miei dischi dell’anno“: ora è la volta del 2002, anno dell’entrata in vigore delle banconote e monete Euro, della Crisi dell’Argentina, del Delitto di Cogne, dello “scandalo” di Byron Moreno ai Mondiali di Corea e Giappone, delle morti di Layne Staley e Joe Strummer, e di un sacco di novità musicali.

E, mentre i lettori più giovani (o più informati) ne sapranno sicuramente tanto, io – che sono un nostalgico – dopo il 2000 inizio a saperne meno… Ma, fra ricordi personali, ascolti e qualche ricerca, spero di aver ugualmente fatto un buon lavoro.

Come al solito, vi propongo un estratto dalle classifiche ufficiali di vendita, e le mie illuminatissime integrazioni “fuori menù” 🙂 Continua a leggere “I miei dischi dell’anno #11 – Il 2002”

Domani avvenne: da lunedì 19 settembre 2022 a domenica 25 settembre

19 Settembre 1952: a New York nasce Nile Rodgers. Autore e chitarrista, inizia la carriera come session man: nel ’77, assieme a Bernard Edwards e  Tony Thompson forma una band di funky/disco music, gli Chic: sono loro alcuni fra i maggiori successi di sempre della disco music del decennio, come “Everybody Dance” e “Le Freak. In parallelo, Rodgers e Edwards producono dischi di enorme successo come “We Are Family” delle Sister Sledge, e cantanti come Diana Ross, David Bowie, Madonna e i Duran Duran.

20 Settembre 1957: per la Coral Records esce “Peggy Sue“, singolo di Buddy Holly. La canzone ha un’architettura assai semplice: tre accordi, minime variazioni di melodia, e un testo di pochissime parole (più che altro il nome della ragazza)… Eppure, a dispetto di questa essenzialità, rappresenta uno dei vertici di Holly, ed è un vero e proprio gioiellino di arrangiamento: e, anche, un grande successo commerciale.

21 Settembre 1972: a Manchester (UK) nasce Liam Gallagher. Cresciuto in una famiglia problematica, si appassiona alla musica grazie a un concerto degli Stone Roses, ed entra nei Rain in qualità di cantante: nel ’91 il fratello Noel ne nota le capacità vocali e sceniche, e per seguirlo ne diventa socio. Nel frattempo i Rain cambiano nome nel più noto Oasis, e nel ’94 debuttano nel mercato discografico: inizia così una delle carriere più redditizie e gloriose del Britpop, con oltre 70 milioni di dischi venduti. Liam, dal carattere bizzoso, lascia gli Oasis nel 2008, e fonda i Beady Eye. Molto riconoscibile la sua posa scenica, leggermente piegata in avanti e con le mani intrecciate dietro la schiena.

22 Settembre 1951: a Saltburn-by-the-Sea (UK) nasce David Coverdale. A 14 anni inizia a esibirsi come cantante nella zona dello Yorkshire, e si fa subito notare per un timbro di voce profondo e hard, “blues” e allo stesso tempo melodico. Nel 1973 risponde a un annuncio su Melody Maker, e invia un nastro mal inciso, in cui esegue alcune cover dei Beatles: dietro l’annuncio ci sono i Deep Purple, orfani di Ian Gillan, che si innamorano della sua voce e lo assumono. Con loro David passa dall’anonimato alla fama mondiale: allo scioglimento del gruppo, nel 1978 fonda i Whitesnake, band hard rock in cui occasionalmente militeranno anche alcuni ex-Purple, e la cui discografia continua sino ai giorni nostri.

23 Settembre 2020: a Ramatuelle (Francia), alla veneranda età di 92 anni, muore Juliette Greco. Cantante nei caffè parigini di Saint-Germain-des-Prés, si getta anima e corpo nel mood bohemienne, e diventa la musa non ufficiale degli esistenzialisti francesi. Il suo repertorio si incentra su versi scritti da autori famosi (Rayond Queneau, Jean-Paul Sartre, Jacques Prévert). Leggendaria la sua relazione con Miles Davis, e la partecipazione iconica al vecchio sceneggiato tv “Belfagor”.

24 Settembre 1957: per la RCA esce “Jailhouse Rock“, storico singolo di Elvis Presley. Scritto dalla premiata ditta Leiber & Stoller, e parte della colonna sonora dell’omonimo film, è uno dei brani più famosi della storia: un boogie con un walking bass scalmanato, liriche irriverenti, lo “staccato” di chitarra di Scotty Moore a sottolineare gli slogan urlati dal cantante, e un intermezzo strumentale da pandemonio.

25 Settembre 1980: a Windsor (UK), nel castello di Jimmy Page, i Led Zeppelin stanno provando nuovi pezzi. John Bonham, il batterista, continua a bere: troppo alterato (si favoleggia di circa 40 shot di vodka…), è trasportato di peso in una stanza, e lasciato a dormire. Al mattino, John Paul Jones e il tour manager, aprendo la porta, lo trovano ormai cadavere, soffocato dal suo stesso vomito. Ci lascia in questo modo il più grande batterista rock di tutti i tempi: all’epoca, “Bonzo” ha solo 32 anni.

Il Molise esiste

Eh si, come da titolo ho una notizia clamorosa per voi: il Molise esiste! Ci siamo appena stati, per una settimana di vacanza itinerante, e dobbiamo proprio confermare la cosa!

La questione, a prenderla sul serio, è abbastanza complessa (vedere Wikipedia in merito):  il Molise ha avuto una sua autonomia nei secoli, seppure a singhiozzo, e con variazioni territoriali e amministrative infinite: la definitiva (?) separazione dall’Abruzzo (anzi, dagli Abruzzi) avviene però nel 1963. E mi ricordo che la cartina geografica appesa alle elementari nella mia aula, seppure fossimo nel ’74, raffigurava ancora le due regioni unite.

Fatto sta che da un po’ di anni il meme “Il Molise non esiste” è diventato virale, facendo il paio con lo statunitense “Wyoming Doesn’t Exist”: chissà, forse dovuto al fatto di essere la regione più giovane d’Italia, una di quelle meno popolate in assoluto (dopo la Val d’Aosta), e perché è statisticamente raro incontrare un molisano…

Ebbene, la mia compagna, per le brevi vacanze di Settembre, ha deciso di sfatare un mito, e andare fino lì: e io, ovviamente, attratto come sono da tutto ciò che è insolito, ho aderito alla sua proposta. E la prima conferma è stata che in autostrada, passato l’Abruzzo, non ho letto “Puglia”, ma proprio “Molise” 🙂 Continua a leggere “Il Molise esiste”