Only the (b)Rave

“Beats”: rave before sunset 

Diciamocelo subito: per me la musica è sempre stata una questione di chitarra (preferibilmente elettrica), batteria, basso, voce, occasionalmente tastiera, e bon. La pochissima elettronica che ho in casa è figlia del Kraut Rock (Can e Kraftwerk in primis), e occupa davvero poco posto. Non che mi schifi, ma l’imprinting arrivato a forza di Purple, Zeppelin e Iron si fa sentire ancora adesso: e poi per me, l’elettronica si è a torto appiccicata al mondo delle discoteche, che non ho mai frequentato, preferendo i pub con le patatine fritte, il fumo da tagliare col coltello (altra epoca…) e i gruppi dilettanti assoldati per la serata.

E però. Però poche settimane fa, quando al Torino Film Festival mi sono imbattuto nel film “Beats“, dedicato ai Free Party inglesi e alla legge ammazza-rave del ’94, ho iniziato a rimuginarci sopra… E queste righe sono il risultato di questo cogitare: se poi dico troppe minchiate, voi che invece dei rave e della techno capite più di me “mi corriggerete”, come disse nel ’78 un tal Karol di bianco vestito.

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Domani avvenne: da lunedì 16 dicembre 2019 a domenica 22

16 Dicembre 1949: a Houston (Texas) nasce William “Billy” Gibbons. Figlio d’arte, inizia la carriera come giovanissimo percussionista “latino”, a fianco di Tito Puente, ma a 13 anni passa alla chitarra: dopo l’esperienza nel gruppo psichedelico Moving Sidewalks, e un tour di spalla a Jimi Hendrix, nel ’69 fonda il trio power-blues ZZ Top, nei quali ricopre – e la storia continua ancora adesso – il ruolo di autore, cantante e chitarra solista. Famoso per la sua lunga barba, è uno dei chitarristi di blues elettrico più apprezzati di sempre.

17 Dicembre 1942: a Chicago nasce Paul Butterfield. Armonicista blues, “nonostante” la pelle bianca entra presto nel giro di Muddy Waters e Howlin’ Wolf, e nel ’65 fonda la Paul Butterfield Blues Band, assieme al chitarrista Mike Bloomfield. E sono proprio loro ad accompagnare Dylan nello scandaloso concerto elettrico di Newport, nel ’65.

18 Dicembre 1947: a New York nasce Martin Reverbery, in arte Martin Rev. Tastierista e autore, assieme ad Alan Vega è il fondatore del visionario gruppo synth-pop-industrial-punk-wave-ecc ecc Suicide.

19 Dicembre 1975: il chitarrista Ron Wood, già in forza nei Faces, lascia la band ed entra ufficialmente nei Rolling Stones, al posto di Mick Taylor: incarico che mantiene ancora oggi, a ormai 44 anni di distanza.

20 Dicembre 1948: a Londra nasce Alan Parsons. Multistrumentista, diventa ingegnere del suono presso gli Studi EMI di Abbey Road, e sovrintende alla registrazione dell’omonimo album dei Beatles: è l’inizio di una carriera di successo, che lo vede al fianco dei Pink Floyd (“Atom Earth Mother” e “The Dark Side of the Moon”), prima di passare – e siamo al ’75 – a fondare una propria band, The Alan Parsons Project, assieme a Eric Woolfson.

21 Dicembre 2014: a Windsor (Londra), Elton John sposa il suo compagno di sempre, il regista canadese David Furnish. Al party, celebrità del calibro di Liz Hurley, Victoria Beckham e Donatella Versace: il giorno è scelto per celebrare l’anniversario della loro unione civile, avvenuta esattamente 9 anni prima, il 21 Dicembre 2005.

22 Dicembre 1939: a Columbus (Georgia), a soli 53 anni ci lascia Malissa Nix Pridgett, in arte Ma Rainey: figlia di attori girovaghi, nel 1902 è folgorata dal canto selvatico e ispirato di una cantante dilettante di blues, e decide di fare suo questo stile. Con il marito William “Pa” Rainey forma una celebre coppia, “The assassinators of Blues”: passato qualche anno si svincola dal consorte, e diventa la prima diva di massa del popolo nero. Fra i suoi pezzi, “Bo-Weevil Blues”, “Chain Gang Blues” e la sconcia “Shave ‘em Dry Blues”.

La Bubblegum Music

Siete proprio dei pulcini

Nel ’65 la Kama Sutra Records è fresca reduce dai successi del gruppo folk-rock The Lovin’ Spoonful: il contratto di distribuzione con la Mgm è però troppo oneroso, e le casse piangono. Nel 1967 lo scoraggiato manager della Kama Sutra, Art Kass, lascia l’etichetta e costituisce la Buddah Records: grazie a Neil Bogart (ex Cameo-Parkway) entrano in squadra i produttori Jerry Kasenetz e Jeff Katz – ex Cameo-Parkway, noti ai più con la sigla Super K Production – e alcuni artisti del vecchio catalogo. Il primo album prodotto è “Safe as milk” (1967) di Captain Beefheart: ma non è certo il “genere freak” la loro meta.

Fra la fine del ’67 e i primi mesi del ’68 la casa newyorkese sconvolge il mercato dei singoli con tre canzoni di altrettanti illustri sconosciuti: “Green Tamburine” dei Lemon Pipers (n° 1 in classifica, e oltre un milione di copie vendute), “Simon Says” dei 1910 Fruitgum Company, e “Yummy yummy yummy” degli Ohio Express (entrambi ottimi quarti posti). È l’atto ufficioso di nascita della famigerata “Bubblegum Music”: nome particolarmente adatto perché il chewing-gum, come sostengono argutamente Kasenetz e Katz, è il simbolo del consumo giovanile: un qualcosa che – come l’appiccicosa bolla colorata – in attimo nasce, cresce e scoppia.

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Domani avvenne: da lunedì 9 dicembre 2019 a domenica 15

9 Dicembre 1964: negli studi Van Gelder, New Jersey, John Coltrane incide il capolavoro “A Love Supreme“. Senza una traccia scritta, se non qualche appunto sporadico, il grande saxofonista trascina il suo quartetto in una suite strumentale (in quattro parti) straordinaria: una meditazione religiosa in musica su una poesia dello stesso Coltrane. «Il mio obiettivo è vivere in modo veramente religioso ed esprimerlo con la musica. La mia musica è l’espressione spirituale di quello che sono: la mia fede, il mio sapere, la mia essenza»

10 Dicembre 1974: a Grosse Pointe Farms (Michigan) nasce Megan “Meg” White. Batterista, nel ’97, assieme al cantante e chitarrista Jack White, fonda il duo indie-garage The White Stripes, La relazione tra lei e Jack non è mai stata chiarita: secondo versioni divergenti, messe in giro dagli stessi Stripes, potrebbero essere marito e moglie, oppure i fratelli più piccoli di una grande famiglia!

11 Dicembre 2012: a San Diego, all’età di 92 anni, ci lascia Ravi Shankar. Il più noto (almeno in Occidente) fra i suonatori di sitar, salito alla ribalta nel mondo del rock grazie ai concerti di Monterey e Woodstock, musicista di straordinaria longevità e ispiratore di George Harrison, ha avuto due figlie anch’esse famose: la cantautrice e attrice Norah Jones, e la musicista Anoushka Shankar, responsabile del Ravi Shankar Centre, in India.

12 Dicembre 1943: a West Palm Beach (Florida) nasce Richard “Dickey” Betts. Eccellente chitarrista elettrico di ispirazione blues, alla fine del ’68 conosce i fratelli Duane e Gregg Allman, e assieme al bassista Berry Oakley si unisce a formare The Allman Brothers, il più notevole ensemble di quel genere meticcio e rovente dal nome “southern rock”: una fusione fra blues, rock, country e honky tonk, tipica del Sud degli States, e condotta attraverso lunghe improvvisazioni strumentali.

13 Dicembre 1948: a Detroit nasce Ted Nugent. Prima negli Amboy Dukes, e poi in splendida solitudine, chitarrista e cantante di ruvido approccio, Ted ha sempre sposato, senza riserve, le cause della destra americana, appoggiando la liberalizzazione delle armi e della caccia, e le più nette posizioni contro le droghe. Famose le sue “Cat Scratch Fever” e il grezzo album live “Double Live Gonzo”, e le sue “mise” cavernicole, a base di perizoma, pelli animali e code di coyote.

14 Dicembre 1958: a Edimburgo nasce Mike Scott. Cantante, autore e chitarrista, è il fondatore e frontman del gruppo The Waterboys, dedito a un folk-rock oscillante fra gli omaggi alla tradizione d’Irlanda e a quella degli States.

15 Dicembre 1953: a Manocalzati (Avellino) nasce Federico “Ghigo” Renzulli. Mosso alla musica dalle schitarrate di Jimmy Page e Ritchie Blackmore, molla la facoltà di biologia, scappa a Londra per due anni, e nel ’79 si trasferisce a Firenze. Qui mette su una band di sapore reggae-rock con Raffaele Riefoli (Raf…) ma l’avventura dura lo spazio di un solo singolo: a una sua inserzione su un giornale, per cercare nuovi compagni d’avventura, rispondono Gianni Maroccolo, Antonio Aiazzi e Pierò Pelù: è il 6 Dicembre 1980, e sono appena nati i Litfiba.

Quarant’anni fa: Pink Floyd – “The Wall” – Pt. 2

(continua dalla prima parte)

Ma, oltre che un disco, un concerto e un film, TW è una narrazione: e una narrazione complessa, ardita, con ampi tratti di meta-qualcosa. Il flusso sonoro è punteggiato di “vocine” e “a parte” che giocano coi pensieri del protagonista, smentiscono le sue speranze o ne anticipano il destino, al pari di un narratore onnisciente. E gli incubi si materializzano, nel concerto, con i pupazzi che invadono la scena e minacciano Waters-Pink, mentre il gran demiurgo apre lo spettacolo con quattro musicisti che SEMBRANO i Pink, ma NON SONO i Pink: quattro figuri in nazi-uniforme che indossano maschere di gomma con le fattezze dei Floyd. Una “surrogate band” che, al secondo pezzo, cede il posto a David, Roger & co. per poi riemergere brutalmente nel pre-finale, la parte dedicata al delirio di potenza di Pink (“In the Flesh”, “Waiting for the Worms”). Una costruzione metanarrativa, quindi, che usa un concerto-massa per criticare proprio il concerto-massa e la divinizzazione fascista della star.

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Domani avvenne: da lunedì 2 dicembre 2019 a domenica 8

2 Dicembre 2008: a 78 anni, a New York, ci lascia Odetta Holmes, in arte semplicemente Odetta. Voce cristallina, indirizzata alla lirica, ma troppo cicciottella per fare strada: ed è pure di colore. Meglio allora il musical, e soprattutto il folk: quando Pete Seeger la sente intonare il vecchio worksong “Take this hammer”, rimpiange che l’amico Leadbelly – il primo a trasformarlo in un successo – non sia ancora vivo… Nel ’61 Martin Luther King la nomina “voce del Movimento dei diritti civili”: investitura che trova pubblica consacrazione alla storica Marcia su Washington del 1963, quando incanta la folla oceanica con una “I’m on my way” da brividi.

3 Dicembre 1963: a Silver Spring (Maryland) nasce Joe Lally. Di madre calabrese, nel 1987 assieme a Ian MacKaye fonda il gruppo post-hardcore dei Fugazi, in cui ha ricoperto il ruolo di bassista fino alla pausa a tempo indeterminato intrapresa nel 2003. Dal 2004 milita nel supergruppo Ataxia insieme a John Frusciante e Josh Klinghoffer.

4 Dicembre 1947: a Genova nasce Domenico “Nico” Di Palo. Cantante (dall’estensione particolarmente alta), chitarrista di estrazione hendrixian e autore, assieme a Vittorio De Scalzi è lo storico fondatore del gruppo pop-prog New Trolls. Il 15 Gennaio ’98 Nico è vittima di un serio incidente stradale: esce dal coma dopo un mese ma riporta danni alla memoria a breve termine e un’emiparesi sinistra. Impossibilitato a suonare la chitarra, ora occupa il posto di tastierista nella revival band Il mito New Trolls.

5 Dicembre 2003: l’attrice Gwyneth Paltrow sposa, in California, Chris Martin, leader dei Coldplay. Il matrimonio, da cui sono nati due figli, è finito con un divorzio nel Luglio 2016.

6 Dicembre 1969: in California, presso l’autodromo di Altamont, apre i battenti – e proprio 50 anni fa – l’Altamont Free Concert. In scaletta Santana, Jefferson Airplane, Flying Burrito Brothers, CSN&Y e gli headliner Rolling Stones. Ma non sono le performance a diventare famose, bensì il tetro clima di violenza e tensione che ammorba l’aria, cui collaborano attivamente i bikers Hell’s Angels, scelti incautamente dagli Stones come servizio d’ordine, e che in un momento di follia uccidono lo spettatore nero Meredith Hunter. Se Woodstock si può considerare come l’apice del Flower Power, Altamont è il suo tragico epitaffio: consiglio a proposito la visione del concert-film “Gimme Shelter”.

7 Dicembre 2016: a Londra, a 69 anni muore il bassista, chitarrista, cantante e autore Greg Lake. Dopo il clamoroso esordio in “In the Court of the Crimson King”, Greg lascia la corte del Re Cremisi e nel ’70 si unisce al tastierista Keith Emerson e al batterista Carl Palmer per fondare il superguppo ELP: esperienza che terminerà nel 1980, ma non lascerà Lake senza lavoro… Fra produzioni, riunioni ed esperimenti estemporanei, Greg continuerà a occuparsi di musica sino alla sua scomparsa.

8 Dicembre 1959: a Liverpool nasce Paul Rutherford. Nel 1980 entra in contatto con Holly Johnson e assieme a Brian Nash fonda il pop group Frankie Goes to Hollywood, in cui assume il ruolo di cantante accompagnatore e ballerino. Dopo l’iniziale censura, grazie a “Relax” la band arriva a dominare la hit-parade britannica del 1984 piazzando ben tre singoli al primo posto, cosa riuscita in precedenza solo a Gerry and the Pacemakers, nel 1964. Dopo lo scioglimento dei FGTH, Rutherford intraprende una carriera solista di sporadico successo nel campo dell’acid house.

Quarant’anni fa: Pink Floyd – “The Wall” – Pt. 1

Uno sputo nel buio

Quarant’anni fa, il 30 Novembre 1979, usciva “The Wall” dei Pink Floyd: il disco. Precisazione non superflua, perché “The Wall” (che per brevità chiameremo TW) è un oggetto a più strati: c’è il disco (con tutte le sue demo, gli outtakes, i pentimenti, gli scarti e le variazioni in corso d’opera), c’è lo show (una serie di 31 concerti, allestiti come uno spettacolo teatrale), c’è una sceneggiatura, e c’è un film (1982, per la regia di Alan Parker).

Ma non finisce mica qui. Perché c’è un prima-ancora-prima, e un dopo-ancora-dopo. E, come si deve a un’opera così complessa, non sarò breve: per agevolare la lettura splitto il tutto in due parti, a pochi giorni di distanza l’una dall’altra. Continua a leggere “Quarant’anni fa: Pink Floyd – “The Wall” – Pt. 1″