Men at work

Mi piace lavorare in Agosto… Poca gente in giro, parcheggi gratis, in un attimo vai e torni: e poi riesci a sbrigare le pratiche, senza telefonate o colleghi che ti picchiettano sulla spalla per chiederti qualcosa. E posso concedermi anche il lusso di qualche piccolo cazzeggio: purché non disturbi nessuno e non comporti il furto dello stipendio..

Ed è così che l’altro pomeriggio, nel pieno del calore, dell’abbiocco pomeridiano e della noia operativa, mentre facevo uno dei quei compiti per cui non devo collegare troppo il cervello, ho attaccato Youtube e – previo consenso dei vicini di banco – ho sparato a medio volume (tanto per capirci, udibile a non più di 3-4 metri…) un po’ di musica dal pc. Gli anni Settanta e Ottanta l’hanno fatta da padrona, con parecchi guilty pleasure che normalmente non confesserei mai di amare, o di (per la carità!) avere in collezione… E sarà che siamo tutti o quasi fra i 40 e i 55, ma la scaletta – del tutto casuale – ha ricevuto molti ok dai vicini, che hanno iniziato anche a richiedere pezzi, quasi fossimo in radio.

Ed ecco, più o meno, il risultato di quel piacevole pomeriggio: tenendo presente che tutto è partito dall’ingenua domanda “Ma chi è che cantava quella canzone che ora usano nella pubblicità del depilatore Venus?” 🙂

  • Bananarama – “Venus
  • Dire Straits – “Sultans of Swing
  • Soundgarden – “Black Hole Sun
  • Nirvana – “In Bloom
  • Queen & George Michael – “Somebody to Love
  • The Bangles – “Walk Like an Egyptian
  • Eurythmics – “Sweet Dreams
  • Patty Smith – “Because the Night
  • Rick Astley – “Never Gonna Give You Up
  • Queen – “Don’t Stop Me Now
  • David Bowie – “Space Oddity
  • David Bowie – “Life on Mars
  • Blondie – “Heart of Glass
  • Eagles – “Desperado
  • Depeche Mode – “Enjoy the Silence
  • Matt Bianco – “Who Side Are You On?
  • Arteha Franklin & Blues Brothers – “Think
  • Chain of Fools” (dalla colonna sonora di “The Commitments”)
  • David Bowie – “Heroes
  • Bruce Springsteen – “The River“: quest’ultima, a chiusura, dedicata a Alessandra, una collega mancata 5 anni fa, e che tanto amava il Boss…

Non è mancato, ovviamente, il capetto che spuntando dietro un armadio, ha esclamato “Ah ma sei tu? Siamo proprio allo svacco…”. Avrei voluto esplodere, assieme ad Aretha, in un liberatorio “Freedom, freedom, freedom”, ma non me la sono sentita. Ma direi che nessuno l’ha degnato di troppa attenzione: in fondo stavamo tutti lavorando… Semplicemente con più leggerezza del solito. E non è poco.

Domani avvenne: da lunedì 24 agosto 2020 a domenica 30 agosto

24 Agosto 1905: a Forest (Mississippi) nasce Arthur “Big Boy” Crudup. Songster itinerante, nel ’39 emigra a Chicago: nonostante il talento, i guadagni ottenuti da una serie di 78 giri sono inferiori alle attese, e nel ’48 abbandona la carriera solistica per tornare al Sud. Nel ’54 la vecchia “That’s All Right” – diventata, nelle mani dell’esordiente Presley, un successo importante – non gli procura che qualche spicciolo: beffa che si ripete con “My Baby Left Me” e “So Glad You’re Mine”, coverizzate con fortuna da Elvis e altre star rock’n’roll… Tutto questo mentre Arthur è costretto a guadagnarsi il pane come mezzadro, e a rivivere le (poche) glorie passate in modo saltuario, giocando la parte del “bluesman arcaico” nei folk club dei college.

25 Agosto 1960: in singolo “Apache“, degli inglesi Shadows, raggiunge il primo posto della classifica. Brano strumentale condotto dal caratteristico tremolo di chitarra elettrica, cerca di riprodurre in musica le suggestioni e le atmosfere dei nativi americani: ed è un successo mondiale, che arriva al secondo posto anche in Italia.

26 Agosto 2005: a Montreal (Canada), per le conseguenze di una neoplasia intestinale, ci lascia Denis “Piggy” D’Amour, chitarrista, fondatore e autore della band prog-thrash metal Voivod. Aveva solo 46 anni, 17 dei quali passati nella band.

27 Agosto 1990: dopo la partecipazione a un concerto all’Alpine Valley Resort, presso East Troy (Wisconsin), con Eric Clapton, Robert Cray, Buddy Guy e il fratello Jimmie, Stevie Ray Vaughan sale su un elicottero per tornare a Chicago., scalzando amichevolmente dal mezzo Clapton, che avrebbe dovuto partire per primo. Poco dopo il decollo il velivolo si schianta contro una collina, a causa della fitta nebbia e della poca esperienza del pilota: e nessuno, fino alla mattina seguente, si accorge della tragedia. Ci lascia così, a 36 anni, uno dei più grandi chitarristi rock-blues di sempre: e uno dei pochi capaci di eseguire brani di Hendrix con piena dignità. E sono passati già 30 anni…

28 Agosto 2009: l’ennesima lite fra i fratelli Liam e Noel Gallagher degli Oasis culmina con parole grosse, insulti e due chitarre sfasciate… Ma sarà l’ultima. Il mattino dopo, con un annuncio sul sito della band, il chitarrista, cantante e co-autore Noel comunica che lascerà immediatamente il gruppo degli Oasis, fondato assieme al fratello nel 1991. Saltano così i concerti di Parigi, Costanza e Milano: e si rompe una delle band più significative, importanti e redditizie del Britpop.

29 Agosto 1920: a Kansas City, giusto cento anni fa, nasce Charlie Parker. Uno dei più grandi musicisti – e non solo jazzisti – del XX Secolo, col suo sax e le ardite linee melodiche e armoniche definisce per sempre lo stile Bebop. Soprannominato “Bird” per la passione per il pollo fritto, autore di standard come “Ko Ko”, “Ornithology”, “Moose the Mooche”, “Billie’s Bounce” e “Relaxin’ at Camarillo”, è uno dei maestri imprescindibili per chiunque voglia suonare jazz. Incalcolabile l’eredità lasciata al mondo della musica moderna.

30 Agosto 1939: a Heswall (UK) nasce John Robert Parker Ravenscroft, in arte John Peel. Voce storica della BBC Radio One, è il conduttore di innumerevoli programmi a tema musicale. Dal Flower Power sino alla scena indie, non c’è territorio che non debba a Peel qualcosa: fra il 1967 e il 2004 John fa suonare live al suo programma le star e le nuove leve dell’epoca, con mini-concerti di 3 o 4 brani… Sono le famose Peel Sessions, poi pubblicate dall’etichetta indipendente Strange Fruit: fra gli ospiti più importanti,  Led Zeppelin, Pink Floyd, Jimi Hendrix, Bob Marley, The Smiths, Nirvana e The Fall.

The Crawling Chaos: Howard Phillips Lovecraft e il rock

Proprio 130 anni fa, il 20 Agosto 1890, a Providence (Rhode Island), nasceva Howard Phillips Lovecraft: uno dei più grandi scrittori di ambito horror e fantascientifico, creatore di cosmogonie aliene e sistemi mitologici arcani, e soprattutto una delle mie passioni più tenaci.

Per me si: ma non per tutti. C’è chi non digerisce il suo universo, cupo, a-morale e materialistico, chi il suo congenito razzismo, chi la sua fantascienza così cerebrale e relativistica; e c’è, soprattutto, chi non sopporta la sua prosa involuta, e il puntuale fuggire le descrizioni delle divinità – eccezion fatta per un paio – scegliendo invece il ricorso a perifrasi, all’ “innominabile”, a un non ben identificato “orrore cosmico”. Questa è la croce e delizia del mondo di HPL: rapportarsi con una mitologia allucinante, estrema e affascinante; e la difficoltà a raccontarla con mezzi consueti. Ne sanno qualcosa gli innumerevoli epigoni, che solo occasionalmente hanno saputo avvicinarsi ai vertici del Maestro, e in generale tutti coloro che hanno provato a tradurne le idee in altri ambiti espressivi, cinema in primis.

Perché è inutile voler calligraficamente riproporre quanto è – per definizione – indicibile: soprattutto nella narrazione attuale, ammorbata dalla voglia di spiegare e mostrare tutto. Sono andati vicino alla perfezione il cineasta John Carpenter, il geniale fumettista Alan Moore, alcuni racconti a tema di Robert Bloch, Stephen King e Frank Belknap Long… E qualche musicista. D’altronde, se non alla musica, la più immateriale delle arti, a chi si potrebbe chiedere di evocare ciò che le parole non riescono? Perchè, non dimentichiamolo, è lo stesso HPL a infarcire i suoi racconti di idiomi alieni (Cthulhu fhtagn ph’nglui mglw’nafh), violinisti impazziti (Eric Zann) e di quel “sottile, monotono lamento d’un flauto demoniaco” che accompagna le danze che circondano il dio cieco e idiota Azathoth. Complice il 130° compleanno di Howie – e i post dei blogger Lucius Etruscus, Austin Dove e Celia – proviamo a dare un’occhiata alla questione, proponendo alcune suggestioni. Continua a leggere “The Crawling Chaos: Howard Phillips Lovecraft e il rock”

Domani avvenne: da lunedì 17 agosto 2020 a domenica 23 agosto

17 Agosto 1959: per la Columbia Records esce “Kind of Blue” di Miles Davis, uno degli album jazz più influenti della storia. Inciso in sole due session, è giocato su un alto grado di creatività e improvvisazione: Davis fornisce alla band solamente bozzetti melodici e brevi istruzioni, lasciando ai compagni di squadra il compito di costruire i pezzi (quasi) sul momento… E che compagni: Cannonball Adderley, John Coltrane, Bill Evans, Jimmy Cobb, Paul Chambers e Wynton Kelly. In scaletta, obbligatorie citazioni per “So What”, “Freddie Freeloader” e “Flamenco Sketches”.

18 Agosto 1956: ad Asti nasce Marinella Ollino, in arte Lalli. Cantante, torinese d’adozione, conquista una (relativa) notorietà con la permanenza nello storico gruppo anarchico-indie-punk dei Franti. Dopo lo scioglimento del gruppo, Lalli ha dato vita a numerosi progetti in collaborazione con alcuni degli ex-compagni e con altri episodi in splendida solitudine, dove continua con coerenza il suo percorso poetico e politico.

19 Agosto 1945: a Hounslow (UK) nasce Ian Gillan. Cantante con l’hobby della recitazione, ottiene il primo ingaggio di rilievo con gli Episode Six, dove conosce il bassista Roger Glover. Scelto per interpretare la parte del protagonista nell’opera rock “Jesus Christ Superstar”, Ian limita la partecipazione alla versione discografica: nel frattempo è infatti entrato (assieme a Glover) nei Deep Purple… Con loro rimarrà sino al 1973, per poi tornarvi nel 1985 e non abbandonarli più. Cantante dalla grande estensione vocale, andata purtroppo scemando rapidamente già nel corso dei tardi anni Settanta, ha inciso anche nove album in proprio, oltre a un disco con i Black Sabbath.

20 Agosto 1946: a Krefeld (Germani) vede la luce Ralf Hütter. Cantante e polistrumentista (con particolare predilezione per tastiere e synth), al conservatorio di Düsseldorf conosce il compagno Florian Schneider: i due, dopo l’esperienza negli Organisation, nel 1970 fondano i Kraftwerk, artefici di un pop elettronico di successo e fra gli alfieri del cosiddetto Krautrock.

21 Agosto 1965: “Out of Our Heads“, terzo disco dei Rolling Stones, raggiunge il primo posto nella classifica americana, diventando il loro primo “numero uno” a stelle e strisce. Nella scaletta della versione statunitense del disco, significativamente differente da quella inglese, troviamo perle come “The Last Time”, “The Spider and the Fly”, “The Under Assistant West Coast Promotion Man” e soprattutto “(I Can’t Get No) Satisfaction”.

22 Agosto 2018: a Nashville (Tennessee) ci lascia, all’età di 69 anni, Ed King. Chitarrista e cantante, è stato uno dei fondatori del gruppo psichedelico californiano Strawberry Alarm Clock; successivamente ha militato nei grandi Lynyrd Skynyrd.

23 Agosto 1900: a San Francisco (California) nasce Malvina Reynolds. Nonostante embrionali rapporti con la causa progressista e con la musica, sposa la musica folk solamente a 45 anni, dopo l’incontro con Pete Seeger: le sue canzoni, sulle labbra dei cantanti del Folk Revival, diventano gli inni del movimento. “Little Boxes”, lanciata nel ’63, ironizza sul sogno piccolo-borghese delle villette-dormitorio di periferia, le “piccole scatole”; “What Have They Done to the Rain”, resa popolare da Joan Baez, è invece un appassionato richiamo pacifista e antinucleare; la ninnananna “Morningtown Ride”, scritta nel ’57, sarà invece portata al successo dagli australiani Seekers ben nove anni dopo.

Domani avvenne: da lunedì 10 agosto 2020 a domenica 16 agosto

10 Agosto 1959: i Platters, nel pieno del loro successo, sono arrestati a Cincinnati e accusati di favoreggiamento della prostituzione e oscenità: tutto questo perché alcune giovani donne (di cui, scandalo, 3 di pelle bianca) sono scoperte nella loro camera d’albergo. Saranno assolti, ma il giudice spenderà per il fatto parole durissime (“Avete perso l’opportunità di essere un esempio per il vostro popolo… Lussuriosi e ripugnanti”) e le radio americane inizieranno a rimuovere i loro dischi dalle scalette. Continua a leggere “Domani avvenne: da lunedì 10 agosto 2020 a domenica 16 agosto”

Le nostre vacanze: un bel giro di Walser

Che poi cosa mai avranno in comune Lucio Dalla, i dialetti tedeschi, il metronomo, un’alluvione, un cappello piumato, i Pink Floyd, la lucanica e una tempesta di vento? Semplice, le nostre vacanze!

La prima tappa fu Alagna Val Sesia, sotto il Monte Rosa: con una montagna “selvatica”, che parte subito ripida, e sale in fretta, senza concedere nulla a comode passeggiate in falsopiano. Ma, in cambio, poca gente, tanto verde, un po’ di arte (cappellette devozionali ben affrescate praticamente ovunque), gente alla mano e un turismo di sostanza. E senza dimenticare il Sacro Monte di Varallo, visitato fra tuoni e fulmini (ma illuminare un po’ le cappelle, non se ne parla proprio?). Cosa interessante, l’alta Valle è il regno dei Walser: i discendenti di un gruppo di contadini di origine tedesca che, fra il 1200 e il 1300, calarono in Val Sesia per colonizzare le terre alte. I Walser si distinguono, ormai, solamente per i cognomi e il dialetto, di evidenti profumi tedeschi, e per le loro case, fra fienili e baite altoatesine. Negli ultimi anni qualcuno ha portato queste forme anche al cimitero dove – al posto della lapide – sbucano riproduzioni in miniatura (e rigorosamente in legno) della casa del proprietario, ormai de-cuius. Continua a leggere “Le nostre vacanze: un bel giro di Walser”