In memoriam: Francesco Guccini

Francesco Guccini (Modena, 14 giugno 1940 – Pavana, 6 agosto 2026)

Da morte nera e secca, da morte innaturaleDa morte prematura, da morte industrialePer mano poliziotta, di pazzo generaleDiossina o colorante, da incidente stradaleDalle palle vaganti d’ogni tipo e idealeDa tutti questi insieme e da ogni altro maleLibera, libera, libera, libera nos Domine
Da tutti gli imbecilli d’ogni razza e coloreDai sacri sanfedisti e da quel loro odoreDai pazzi giacobini e dal loro brucioreDa visionari e martiri dell’odio e del terroreDa chi ti paradisa dicendo è per amoreDai manichei che ti urlano: “O con noi o traditore”Libera, libera, libera, libera nos Domine
Dai poveri di spirito e dagli intollerantiDa falsi intellettuali, giornalisti ignorantiDa eroi, navigatori, profeti, vati, santiDai sicuri di sé, presuntuosi e arrogantiDal cinismo di molti, dalle voglie di tantiDall’egoismo sdrucciolo che abbiamo tutti quantiLibera, libera, libera, libera nos Domine
Da te, dalle tue immagini e dalla tua pauraDai preti d’ogni credo, da ogni loro imposturaDa inferni e paradisi, da una vita futuraDa utopie per lenire questa morte sicuraDa crociati e crociate, da ogni sacra scritturaDa fedeli invasati d’ogni tipo e natura,Libera, libera, libera, libera nos DomineLibera, libera, libera, libera nos Domine

 

I miei dischi dell’anno #34 – Il 1986

Ciao a tutti. E benvenuti a un nuovo appuntamento della rubrica “I miei dischi dell’anno“: oggi tocca al 1986… anno che si apre col disastro dello Space Shuttle Challenger, e prosegue col Maxiprocesso a Cosa Nostra, con lo scandalo del vino al metanolo, col “caffè cattivo” di Sindona, con l’incidente alla centrale nucleare di Černobyl’, col primo “ping” internet trasmesso dall’Italia, e con film come “Il nome della rosa”, “Top Gun”, “9 settimane e 1/2”, “Stand by Me” e “Regalo di Natale”. E, va da sé, in compagnia di parecchia ottima musica.

Come al solito, vi propongo un estratto dalle classifiche ufficiali di vendita, e le mie irrinunciabili integrazioni “fuori menù” 🙂 Continua a leggere “I miei dischi dell’anno #34 – Il 1986”

I miei dischi dell’anno #33 – Il 1976

Ciao a tutti, e benvenuti a una nuova puntata della rubrica “I miei dischi dell’anno“: ora è la volta del 1976, anno ricco di drammi politici e sociali (la crisi monetaria, il Colpo di stato militare in Argentina, il Terremoto del Friuli, la nube tossica di Seveso, infiniti massacri in Palestina e Libano), di vagiti tecnologici (la fondazione di Apple, la prima VHS, il primo volo commerciale del Concorde), della vittoria del Toro in Serie A e dell’Italia nella Coppa Davis, di film come “Novecento”, “Taxi Driver”, “Rocky”, La casa  dalle finestre che ridono” e “Brutti sporchi e cattivi”… e di un bel mazzetto di ottimi dischi.

Di tutto un po’, e sovente di altissima qualità. I generi rispondono tutti all’appello, dal folk al Soul e alla canzone d’autore: con la Disco Music (Diana Ross, KC and the Sunshine Band, The Trammps) e il pop (ABBA) sugli scudi, un solido Hard Rock (AC/DC, Rainbow, Scorpions) e i primi vagiti dell’Heavy Metal (Judas Priest) a sparare decibel, vecchi leoni che ruggiscono con voce ancora stentorea (Dylan, Led Zeppelin, Lou Reed, Rolling Stones), e alcune delizie di ardua classificazione (Joni Mitchell, Residents, Penguin Cafè Orchestra) a complicare il quadro.

Mentre alcuni generi mostrano un calo fisiologico (il Krautrock è presente solamente grazie ai La Düsseldorf, e il Progressive lentamente declina verso un pop-rock di alta fattura), è in quest’anno, invece, che il Punk, grazie al debutto dei Ramones, mette ufficialmente il piede nella porta: e la storia del rock non sarà più la stessa.

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