Domani avvenne: da lunedì 31 agosto 2026 a domenica 6 settembre

Quale musicista è nato oggi? Quale disco è uscito in quella data? Quale rocker è morto dieci anni fa? Ecco, per la settimana entrante, qualche risposta!

31 Agosto 1985: dopo un’inarrestabile ascesa, il quinto album dei Dire Straits, “Brothers in Arms“, arriva al primo posto della classifica statunitense. La band di Mark Knopfler inanella qui alcuni successi senza tempo, come la sofferta title track, ispirata alla Guerra delle Falkland, “Money for Nothing” (con Sting), “Walk of Life” e la delicata “Why Worry”. La versione compact disc è una delle prime in assoluto a beneficiare di una registrazione digitale (DDD).

1° Settembre 1977: a Los Angeles ci lascia Ethel Waters. Nata 81 anni prima in Pennsylvania, è una delle star del “blues al femminile” degli anni Venti: prima cantante a incidere per la neonata Black Swan, nel 1921 (“Down home blues”), beneficia di una carriera molto lunga, di grande successo, divisa fra blues, pop e recitazione.

2 Settembre 1988: allo stadio di Wembley di Londra prende ufficialmente il via il tour mondiale a sostegno di Amnesty International “Human Rights Now!“: protagonisti principali sono Sting, Bruce Springsteen, Peter Gabriel, Tracy Chapman e Youssou N’Dour. Con un totale di 20 concerti in cinque continenti, è uno dei tour rock più ambiziosi della storia: diverse le “star ospiti” in ciascun concerto, e l’intervento di attivisti per i diritti umani ed ex prigionieri. In Italia, la città scelta fu Torino.

3 Settembre 2019Elton John diventa il protagonista di una nuova serie di francobolli della Royal Mail del Regno Unito: il cantautore è così il secondo artista musicale solista a ricevere un tale onore; prima di lui David Bowie, apparso in una serie nel 2017.

4 Settembre 2000: a New York, a soli 53 anni, muore David Brown. Storico bassista di Santana, col suo stile solido ha strutturato la sezione ritmica di capolavori come “Abraxas” e “Santana III”: con il grande Carlos suona dal 1966 al ’71, e dal 1973 al ’76.

5 Settembre 2016: Brian May, chitarrista dei Queen, annuncia che un asteroide, scoperto nel 1991 e orbitante nella cosiddetta fascia principale, sarà d’ora in poi intitolato a Freddie Mercury, e cioè “17473 Freddiemercury”

6 Settembre 1961: a Norkfolk (Virginia) nasce Scott Travis. Batterista rock, nel 1989 entra nella storica heavy metal band inglese Judas Priest, in sostituzione di Dave Holland: con i Priest incide otto album, ed è il primo musicista non britannico a far parte del gruppo.

I miei dischi dell’anno #33 – Il 1976

Ciao a tutti, e benvenuti a una nuova puntata della rubrica “I miei dischi dell’anno“: ora è la volta del 1976, anno ricco di drammi politici e sociali (la crisi monetaria, il Colpo di stato militare in Argentina, il Terremoto del Friuli, la nube tossica di Seveso, infiniti massacri in Palestina e Libano), di vagiti tecnologici (la fondazione di Apple, la prima VHS, il primo volo commerciale del Concorde), della vittoria del Toro in Serie A e dell’Italia nella Coppa Davis, di film come “Novecento”, “Taxi Driver”, “Rocky”, La casa  dalle finestre che ridono” e “Brutti sporchi e cattivi”… e di un bel mazzetto di ottimi dischi.

Di tutto un po’, e sovente di altissima qualità. I generi rispondono tutti all’appello, dal folk al Soul e alla canzone d’autore: con la Disco Music (Diana Ross, KC and the Sunshine Band, The Trammps) e il pop (ABBA) sugli scudi, un solido Hard Rock (AC/DC, Rainbow, Scorpions) e i primi vagiti dell’Heavy Metal (Judas Priest) a sparare decibel, vecchi leoni che ruggiscono con voce ancora stentorea (Dylan, Led Zeppelin, Lou Reed, Rolling Stones), e alcune delizie di ardua classificazione (Joni Mitchell, Residents, Penguin Cafè Orchestra) a complicare il quadro.

Mentre alcuni generi mostrano un calo fisiologico (il Krautrock è presente solamente grazie ai La Düsseldorf, e il Progressive lentamente declina verso un pop-rock di alta fattura), è in quest’anno, invece, che il Punk, grazie al debutto dei Ramones, mette ufficialmente il piede nella porta: e la storia del rock non sarà più la stessa.

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Domani avvenne: da lunedì 21 ottobre 2024 a domenica 27 ottobre

Quale musicista è nato oggi? Quale disco è uscito in quella data? Quale rocker è morto dieci anni fa? Ecco, per la settimana entrante, qualche risposta!

21 Ottobre 2020: a Costa Mesa (California), alla tenera età di 107 anni, ci lascia Viola Schmitz , in arte Viola Smith. Figlia d’arte (i genitori sono i gestori di una sala da concerto), sceglie la batteria e inizia a suonare nell’orchestra di famiglia: nel ’38 fonda una band swing tutta al femminile, e poi diventa membro stabile dell’orchestra della NBC. Viola è una vera e propria pioniera, una delle pochissime donne non cantanti a imporsi in un ambito all’epoca così maschilista come il jazz.

22 Ottobre 1969: per la Atlantic esce “Led Zeppelin II“, secondo album della omonima band inglese. Pubblicato a soli 9 mesi dal 33 giri di esordio, e nonostante la frenesia produttiva (è scritto e inciso durante le pause del primo tour), è unanimemente considerato uno dei loro capolavori: il loro hard rock venato di blues emerge in tutta la sua potenza (“Whole Lotta Love”, “Heartbreaker”, “The Lemon Song”), affiancato da dolci ballate acustiche (“Thank You”) e da scariche di rullanti e tom (“Ramble On”, “Moby Dick”).

23 Ottobre 2006: per la Island esce “Rehab“, primo singolo estratto dall’album “Back to Black”, della soul singer Amy Winehouse. Canzone in perfetto stile Motown, ammiccante e coinvolgente, parla in modo ironico (e sinistramente profetico) del rifiuto della povera Amy di andare in riabilitazione per disintossicarsi dalla dipendenza dall’alcool. Grande successo, lancia la carriera della cantante verso la conquista di ben cinque Grammy Awards.

24 Ottobre 2017: a Harvey (Louisiana), all’età di 89 anni, muore Antoine Dominique “Fats” Domino. Cantante e pianista salito alla ribalta nel 1949 con “The Fat Man”, è uno degli artisti di maggior successo degli anni Cinquanta: i suoi dischi sono semplici, incisivi e ballabili, trascinanti e mai banali, con un Fats capace di muoversi con disinvoltura fra un pianismo d’influenza boogie e scampoli di rock’n’roll, un contagioso sense of humor, un mood rilassato e piacevole, e una presenza fisica pingue e inoffensiva, quasi asessuata… Motivo della sua fortuna sia fra i giovani di colore che fra i bianchi (cosa, all’epoca, per nulla scontata).

25 Ottobre 2014: a Suffolk (UK), all’età di 71 anni, ci lascia John Symon Asher Jack” Bruce. Nel ruolo di bassista, nel ’62 entra alla corte dell’eminenza grigia del blues inglese, Alexis Korner: l’anno seguente trasloca presso la Graham Bond Organization, dove conosce il virtuoso batterista Ginger Baker. Fra i due inizia una guerra senza esclusione di colpi, con aggressioni sul palco e sabotaggi: prese strade diverse, Ginger e Jack si troveranno nuovamente a condividere musica, litigate furiose e dollari nel ’66, convocati da Eric Clapton nei Cream, il primo supergruppo della storia… Band cui Bruce darà anima e corpo, scrivendo – in collaborazione col paroliere Pete Brown – buona parte del repertorio, e ricoprendo anche il ruolo di voce solista.

26 Ottobre 1973: per la Polydor esce “Quadrophenia“, sesto disco dei britannici The Who. Opera rock – che infatti prevede, oltre al disco, una versione cinematografica – è l’unico lavoro degli Who concepito e scritto interamente dal leader Pete Townshend: attraverso la storia Jimmy, Pete e soci dipingono un affresco in musica delle lotte e delle aspirazioni dei giovani Mod della classe operaia inglese, e delle loro derive esistenziali.

27 Ottobre 1951: a West Bromwich (UK) nasce Kenneth “K.K.” Downing. Ragazzo ribelle, lascia la famiglia a 16 anni (con cui tronca tutti i rapporti), e trova nella chitarra elettrica la sua unica amica: nel 1969 fonda il nucleo originale dei Judas Priest, una delle primissime band heavy metal di sempre, e che troveranno l’esordio discografico nel 1974. Assieme al collega Glenn Tipton, forma una coppia di chitarristi “alla pari”, capace di alternare continuamente parti ritmiche e soliste: idea che ripeteranno all’infinito quasi tutte le band del genere. Nei Judas resta sino al 2011.

I miei dischi dell’anno #20 – Il 1974

Ciao a tutti, e benvenuti a una nuova puntata della rubrica “I miei dischi dell’anno“: ora è la volta del 1974, anno saturo di importanti eventi storici, fra cui il brevetto del Cubo di Rubik, il debutto americano della serie “Happy Days”, la scoperta in Cina dell'”Esercito di Terracotta”, la fine della dittatura di Salazar in Portogallo e di quella “dei Colonnelli” in Grecia, il Referendum sul Divorzio, la Strage di Piazza della Loggia e dell’Italicus, il leggendario scontro di boxe Clay-Foreman… E anche di parecchia buona musica!

Questo, per me, è uno dei periodi che preferisco, nella storia del rock: di tutto un po’, e sovente di altissima qualità. I generi sono praticamente tutti presenti, dal folk al Soul, dal pop alla canzone d’autore, con una preferenza per  il Krautrock (con Tangerine Dream, Kraftwerk, Magma, Cluster e Popol Vuh sugli scudi), l’Art rock in tutte le sue declinazioni (Brian Eno, Residents, Robert Wyatt, John Cale e Todd Rundgren), e l’Hard Rock (Deep Purple, Blue Oyster Cult, Aerosmith). Due – ed è la prima volta che capita – i live citati (Lou Reed e Mountain), e tre i debutti assoluti (Kiss, Rush e Judas Priest). Il Progressive, invece, con l’ultimo lavoro dei Genesis di Gabriel e il debutto di Hatfield and The North, inizia un processo che ne porterà in breve al superamento. Continua a leggere “I miei dischi dell’anno #20 – Il 1974”

Domani avvenne: da lunedì 24 ottobre 2022 a domenica 30 ottobre

24 Ottobre 1962: James Brown si esibisce all’Apollo Theater di Harlem, e a sue proprie spese incide la performance per farne un disco, “Live at the Apollo“. La casa discografica, la King Records, si oppone al progetto, temendo che un disco senza inediti possa rivelarsi un flop: ma James, che sa fare di ogni concerto un capolavoro di energia e veemenza, dimostra di avere ragione… Tanto che l’album starà in classifica per ben 66 settimane! Da sottolineare la determinante presenza del gruppo vocale di supporto, i Famous Flames.

25 Ottobre 1947: a Blackheath (UK) nasce Glenn Tipton. Chitarrista elettrico, dopo alcune esperienze semi-professionali nel 1974 entra nei Judas Priest, proprio mentre stanno preparando il disco d’esordio: e non li lascerà più. I Judas sono fra i primi gruppi metal a perfezionare l’utilizzo della coppia di chitarre soliste: rigorosa e di ispirazione classica per Tipton, e più aggressiva per il collega K.K. Downing. Nel 2018 annuncia di aver sviluppato il Morbo di Parkinson e si ritira.

26 Ottobre 1911: in una capanna sulle rive del Mississippi, presso New Orleans, nasce Mahalia Jackson. Straordinaria cantante gospel, nel ’48 si impone con “Move On Up a Little Higher”: nel 1961, segno di una popolarità ormai senza barriere, è invitata a cantare per l’insediamento del presidente John F. Kennedy, due anni dopo partecipa a fianco di Martin Luther King alla leggendaria marcia di Washington, e nel ’68 strazia la folla del funerale del Reverendo con una commovente “Take My Hand, Precious Lord”. Credente devota, pervasa sino in fondo dalla sacralità del messaggio che la sua voce può e deve portare, rifiuterà sempre – nonostante promesse economiche allettanti – di affrontare il repertorio laico.

27 Ottobre 1958: a Bushey (UK) nasce Simon Le Bon. Cantante, dopo l’inevitabile incontro col punk, nel 1980 conosce i Duran Duran, ed è immediatamente assunto: merito dalla sua capacità di scrivere testi, di un bell’aspetto e degli attillatissimi pantaloni leopardati rosa! Nei Duran rimane per tutta la carriera, cavalcando l’ondata New Romantic degli anni Ottanta e la stagione dei videoclip con enorme fortuna. E’ inoltre un appassionato di barca a vela!

28 Ottobre 1982: per la Ruby Records esce “The Days of Wine and Roses“, il secondo album della rock band Dream Syndicate di Steve Wynn e Karl Precoda. Con questo lavoro i Syndicate – con canzoni che uniscono psichedelia, punk e urbanismo alla Velvet Underground – si propongono a capo del movimento Paisley Underground, cui presto si accoderanno Green on Red, Three O’Clock, Giant Sand e Rain Parade.

29 Ottobre 1957: a Orange (California) nasce Toni Childs. Cresciuta in una famiglia di religiosità reazionaria (i genitori vietano film e musica pop), a 15 anni molla tutto e si mette sulla strada, intenzionata a diventare cantautrice. Pur di fare esperienza alla Island Record di Londra, diventa la loro donna delle pulizie: ma riesce a entrare nel giro, e a perfezionare il suo stile. Il suo album d’esordio, “Union” (1988), riceve il plauso della critica (e delle classifiche) grazie a un’originale miscela di pop, rock, folk e world music, e la Childs guadagna due nomination ai Grammy. Successivamente la sua carriera ha subito un volontario e morbido rallentamento.

30 Ottobre 2000: a Los Angeles, all’età di 79 anni, ci lascia Steve Allen. Musicista, pianista e presentatore tv americano, è considerato l’inventore del talk show: nei suoi storici programmi “The Steve Allen Show” e “I’ve Got a Secret” entrano nei salotti americani nuove star rock come Fats Domino, Jerry Lee Lewis, Louis Jordan, Frank Zappa e Elvis Presley.

I miei dischi dell’anno #9 – Il 1982

Ciao a tutti. E benvenuti a un nuovo appuntamento della rubrica “I miei dischi dell’anno“: ora è la volta del 1982, anno dei Mondiali di Spagna, di “E.T.”, di “Blade Runner”, della Guerra nelle Falkland, dell’attentato a C. Alberto dalla Chiesa, del primo “bambino in provetta”…. E di un sacco di novità musicali.

Come al solito, vi propongo un estratto dalle classifiche ufficiali di vendita, e le mie integrazioni “fuori menù”: va da sé, proposte dopo profonde meditazioni. 🙂

Qualche breve annotazione:

  • In Inghilterra, nel piccolo formato, si impone il white soul punkeggiante “Come On Eileen” dei Dexys Midnight Runner, mentre negli Lp vince a compilation “Love Songs” di Barbra Streisand. Nel mio cuore resta invece I Won’t Let You Down“, di Ph. D.
  • Al di là dell’Atlantico, nei singoli conquista la Top 10 l’orecchiabile pop song “Physical” di Olivia Newton-John; i 33 giri vedono invece la vittoria del supergruppo A.O.R. Asia, con l’album omonimo. Citazione obbligatoria per “Eye of the Tiger“, direttamente da “Rocky III”.
  • Nei fuori menù, ovviamente, c’è di tutto! Metal (Motörhead, Iron Maiden, Judas Priest), punk (Clash, X, Dead Kennedys) e post-punk (Mission of Burma, Fall), avanguardia (Laurie Anderson e Diamanda Galas), il rock proletario a stelle e strisce di John Cougar, il pop da MTV in grande spolvero (Toto, Duran Duran, Culture Club, Human League), il primo vagito del Paisely Underground (Dream Syndicate), e – ovviamente – vecchi e nuovi leoni, come Peter Gabriel, Queen, Joe Jackson, Dire Straits, Prince e il boss, Bruce Springsteen. Citazione a parte merita la colonna sonora della serie tv “Fame” (la nostra “Saranno Famosi”), un vero fenomeno di costume;
  • Nel Bel Paese, infine, mi fa piacere che a vincere sia il rap teutonico dell’austriaco Falco, “Der Kommissar“: conosco gente che si è dedicata al tedesco per cantare questa canzone! Negli album domina, anzi stravince, “La Voce del Padrone” di Battiato, uscito in realtà a fine 1981, ma che fa veri e propri sfracelli l’anno dopo, diventando il primo album a superare il milione di copie in Italia. E, piaccia o meno, ha venduto paccate anche “Il ballo del qua qua“, di Romina Power!

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