I miei dischi dell’anno #9 – Il 1982

Ciao a tutti. E benvenuti a un nuovo appuntamento della rubrica “I miei dischi dell’anno“: ora è la volta del 1982, anno dei Mondiali di Spagna, di “E.T.”, di “Blade Runner”, della Guerra nelle Falkland, dell’attentato a C. Alberto dalla Chiesa, del primo “bambino in provetta”…. E di un sacco di novità musicali.

Come al solito, vi propongo un estratto dalle classifiche ufficiali di vendita, e le mie integrazioni “fuori menù”: va da sé, proposte dopo profonde meditazioni. 🙂

Qualche breve annotazione:

  • In Inghilterra, nel piccolo formato, si impone il white soul punkeggiante “Come On Eileen” dei Dexys Midnight Runner, mentre negli Lp vince a compilation “Love Songs” di Barbra Streisand. Nel mio cuore resta invece I Won’t Let You Down“, di Ph. D.
  • Al di là dell’Atlantico, nei singoli conquista la Top 10 l’orecchiabile pop song “Physical” di Olivia Newton-John; i 33 giri vedono invece la vittoria del supergruppo A.O.R. Asia, con l’album omonimo. Citazione obbligatoria per “Eye of the Tiger“, direttamente da “Rocky III”.
  • Nei fuori menù, ovviamente, c’è di tutto! Metal (Motörhead, Iron Maiden, Judas Priest), punk (Clash, X, Dead Kennedys) e post-punk (Mission of Burma, Fall), avanguardia (Laurie Anderson e Diamanda Galas), il rock proletario a stelle e strisce di John Cougar, il pop da MTV in grande spolvero (Toto, Duran Duran, Culture Club, Human League), il primo vagito del Paisely Underground (Dream Syndicate), e – ovviamente – vecchi e nuovi leoni, come Peter Gabriel, Queen, Joe Jackson, Dire Straits, Prince e il boss, Bruce Springsteen. Citazione a parte merita la colonna sonora della serie tv “Fame” (la nostra “Saranno Famosi”), un vero fenomeno di costume;
  • Nel Bel Paese, infine, mi fa piacere che a vincere sia il rap teutonico dell’austriaco Falco, “Der Kommissar“: conosco gente che si è dedicata al tedesco per cantare questa canzone! Negli album domina, anzi stravince, “La Voce del Padrone” di Battiato, uscito in realtà a fine 1981, ma che fa veri e propri sfracelli l’anno dopo, diventando il primo album a superare il milione di copie in Italia. E, piaccia o meno, ha venduto paccate anche “Il ballo del qua qua“, di Romina Power!

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Domani avvenne: da lunedì 1° giugno 2020 a domenica 7 giugno

1° Giugno 1974: a Ottawa (Canada) nasce Alanis Morissette. A 10 anni si fa notare a un talent show, a 14 è incaricata di cantare l’inno nazionale all’inaugurazione dei campionati mondiali di pattinaggio di figura, e a 16 firma un contratto con la RCA. Dopo un inizio stentato, con “Jagged Little Pill” (1995) la carriera di Alanis conosce una svolta: 30 milioni di copie vendute in tutto il mondo, e un successo che continua ancora oggi, che la conferma come una delle cantautrici più genuine e originali della sua generazione.

2 Giugno 1959: a Rochester (stato di New York) nasce Lydia Koch, in arte Lydia Lunch.  Cantante, poetessa e scrittrice, attraversa la scena newyorkese no-wave collaborando con gruppi come Teenage Jesus & The Jerks, 8-Eyed Spy, Siouxsie, ed espandendo la sua arte performativa a Sonic Youth, Nick Cave, Henry Rollins e Cypress Grove. Artista a tutto tondo, ha recitato anche in alcuni film sperimentali, ha inciso album parlati, e si è occupata di fotografia e poesia.

3 Giugno 1897: a New Orleans nasce Lizzie Douglas, in arte Memphis Minnie. Lizzie, dopo una parentesi a Memphis, approda poi a Chicago, e diviene una stella: una delle pochissime donne a suonare il blues (e non solo a cantarlo), proporre un blues rurale, meridionale, aggiornato ai criteri urbani: Bravissima chitarrista (si narra che, in un contest, abbia umiliato l’abilissimo Billy Broonzy), voce potente, grande capacità interpretativa e ironia sferzante, Minnie spopola dal ’29 fino a tutti gli anni Cinquanta. Nella sua ampia discografia troviamo gemme come “When the Levee Breaks”, “Me and My Chauffeur Blues”, e “Bumble Bee Blues”.

4 Giugno 1967: l’album “Sgt Pepper’s Lonely Hearts Club Band” dei Beatles raggiunge il primo posto della classifica inglese, dove rimarrà per 23 settimane. E Jimi Hendrix, durante un concerto al Saville Theatre di Londra, proprio quella sera, sorprende tutti con una versione improvvisata del tema guida dell’album: fra il pubblico, gli attoniti George Harrison e Paul McCartney.

5 Giugno 1947: a Chicago nasce Laurie Anderson. Violinista, negli anni Settanta si dedica alla Performance Art utilizzando strumenti come il “tap-bow violin” (un violino con una testina al posto delle corde, e un nastro magnetico in quello dell’archetto), e il “talking stick” (una sbarretta metallica colmata di sensori e circuiti). Nel 1981 diventa popolare col singolo minimalista “O Superman“: ma non smette di percorrere una strada molto personale, fatta di collaborazioni con William S. Burroughs, Wim Wenders, Brian Eno, Peter Gabriel, Philip Glass, John Zorn e Lou Reed, che sposa nel 2008.

6 Giugno 1991: esce, nel Regno Unito, il primo numero di “Kerrang!“, rivista dedicata – almeno all’inizio – specificamente a heavy metal e punk. Il titolo è onomatopeico, ed evoca il suono prodotto da un power chord su una chitarra elettrica.

7 Giugno 1967: a Santa Monica (California) nasce Dave Navarro. Dave inizia a suonare la chitarra a 12 anni: nel 1985, assieme a Perry Farrell, fonda i Jane’s Addiction e, dopo la fine della leggendaria band losengelina, nel ’93 approda ai Red Hot Chili Peppers, in sostituzione del fuoriuscito Jack Frusciante, dove comunque rimarrà per un solo album. Fra riunioni dei Jane’s, collaborazioni con artisti del calibro di Marylin Manson, Alanis Morissette e Flea, la conduzione di un reality show, la gestione di una rubrica di critica cinematografica e altre attività ludiche (fra cui il matrimonio con Carmen Electra… slurp) non si può certo dire che il buon Dave possa annoiarsi!