I falsi miti della musica #1 – Debunking Elvis

Ciao a tutti, inauguro oggi una nuova rubrica, che intende sfatare qualche falso mito in cui gli appassionati di musica possono incappare, presi come siamo – perché, ovviamente, nel novero mi inserisco anche io! – dall’amore per i nostri artisti preferiti. Mi è successo un sacco di volte di credere che “X” avesse cantato la tal cosa per primo, e che la scrittura della canzone “Y” fosse avvenuta in tal altro modo: e la delusione, quando ho scoperto il contrario, è stata spesso intensa: ma pazienza, sono i “dolori della crescita”! E poi, in epoca di “Fake News”, mi va di fare un po’ di sana (e leggera) attività di debunking!

Inizio da colui col quale… tutto ha avuto inizio! Si, lui, il camionista di Memphis, il ciuffo brillantinato del rock’n’roll, l’uomo della pelvica: Elvis Aaron Presley. Piaccia o meno, è da lui, e dalla storica incisione del 1954 di “That’s All Right”, che la marea che ancora ci travolge prende il via. Per molti, soprattutto negli States, “The King” è un qualcosa di irripetibile, un mito che non ammette discussioni, un dio in terra, che ha fatto tutto e cui tutto si deve; e, come potrebbe pensare un ascoltatore poco avvezzo ai meccanismi contrattuali, non solo un grandioso performer, ma anche l’autore dei suoi successi più famosi. Ma sarà davvero così?

Si stima – eh si, il conteggio è pur esso materia di discussione – che Elvis abbia inciso circa 711 canzoni, oltre a innumerevoli bootleg, alternate take o lavori incompiuti: ma la sua firma compare solamente 8 (si, OTTO) volte, e sempre come co-autore.

Ma vediamo, più o meno rapidamente, quali sono le otto canzoni co-firmate da Elvis, la loro storia e la parte avuta: Continua a leggere “I falsi miti della musica #1 – Debunking Elvis”

Domani avvenne: da lunedì 31 maggio 2021 a domenica 6 giugno

31 Maggio 1948: a Redditch (UK) pesta i primi colpi sulla culla John Bonham…. Tanto che a 5 anni inizia a percuotere un drum kit di latte di caffè, e a 15 entra in una band locale. Nei Crawling King Snakes conosce il giovane Robert Plant, con cui pochi anni dopo forma i Band of Joy… e da lì la strada verso i Led Zeppelin è breve. Con i Led, “Bonzo” Bonham si impone per il suo drumming tempestoso, fatto di estro, potenza e creatività: non a caso è stato votato da diverse riviste (prima fra tutte “Rolling Stone”) come il miglior batterista rock della storia.

1° Giugno 1968: il singolo “Mrs. Robinson“, del duo Simon & Garfunkel, a poco meno di due mesi dalla sua uscita, arriva al primo posto della classifica americana. Nata col titolo provvisorio di “Mrs. Roosevelt”, è riscritta e inserita nella colonna sonora del film “The Graduate” (1967), e pubblicata col testo definitivo nell’album “Bookends”.

2 Giugno 1941: a Londra nasce Charlie Watts. Indeciso fra un buon impiego di grafico pubblicitario e batterista, nel ’60 si unisce ai Blues Incorporated di Alexis Corner: nei concerti all’Ealing Club è avvicinato dal giovane Brian Jones, e da lì a poco incrocia pure Mick Jagger e Keith Richards. Watts esordisce nei neoformati Rolling Stones il 12 luglio 1962, ed entra ufficialmente nella band nel gennaio 1963: appassionato di swing, “impara” il R&B dai colleghi, ma non perde il tocco leggero e jazzato che contraddistingue il suo stile. Sposato dal ’64 con la stessa donna (una rarità nel mondo rock!), è ancora oggi il batterista ufficiale degli Stones.

3 Giugno 1974: a Cwmaman (Galles) nasce Kelly Jones. Oltre al talento per il pugilato, il giovane Kelly mostra inclinazione anche per la musica: assieme agli amici Stuart Cable e Richard Jones fonda la cover band Tragic Love Company, che presto muta nome nel definitivo Stereophonics. La band, nel 1996, firma il primo contratto professionistico, e debutta nel ’97 con “Word Gets Around”, imponendosi come una delle band più frizzanti del cosiddetto Brit Pop. Kelly è il principale autore, oltre che frontman e chitarrista.

4 Giugno 1997: è rinvenuto il corpo senza vita del cantante Jeff Buckley, impigliato tra i rami di un albero sotto il ponte di Beale Street (Memphis). Jeff si era immerso nel Wolf River (un affluente del Mississippi) il 29 Maggio, per puro sfizio, senza togliersi stivali e vestiti, mentre stava recandosi agli studi di registrazione: il passaggio di un battello probabilmente creò un gorgo, e scomparve alla vista del suo amico, che lo aspettava sulla sponda… Fino al tragico ritrovamento.

5 Giugno 1956: Elvis Presley debutta al Milton Berle Show. Elvis, in diretta tv nazionale, si lancia in un’energetica e scatenata “Hound dog”, una cover del rhythm’n’blues del ’52 di Big Mama Thornton, con tanto di contorcimenti e mosse del bacino. Al mattino, l’America si sveglia con un nuovo nemico: per i giornali, è un pericoloso corruttore della morale, mentre l’anchorman Ed Sullivan lo irride con un nomignolo insolente, ma perfettamente adeguato… “Elvis the Pelvis”.

6 Giugno 1961: a Viña del Mar (Cile) nasce Tomás Enrique Araya Díaz, in arte Tom Araya. A 5 anni, con la famiglia, Tom arriva in California, e inizia presto a imbracciare il basso elettrico: nel 1981, a Los Angeles, assieme a Kerry King, Jeff Hanneman e Dave Lombardo, fonda il gruppo degli Slayer, che diventa una delle band più rappresentative del genere Thrash Metal di tutti gli anni Ottanta. Negli Slayer, Tom ricopre il ruolo di bassista, cantante e autore di testi: accusato di satanismo, Araya ha invece spesso ribadito la sua forte fede cattolica.

Domani avvenne: da lunedì 29 marzo 2021 a domenica 4 aprile

29 Marzo 1940: a Sumter (California) nasce Raymond “Sting Ray” Davis. Bassista elettrico, assieme al mitico George Clinton è uno dei fondatori dei due collettivi psycho-funk dei Parliament e dei Funkadelic, con cui resta per tutta la durata della loro esistenza.

30 Marzo 1949: a Detroit (Michigan) nasce Lili-Marlene Premilovich, in arte Lene Lovich. Dopo un breve periodo in Russia, a 13 anni Lene – assieme alla madre – va a vivere in Inghilterra: qui sviluppa un forte legame con la scena underground, si spaccia per “danzatrice orientale”, conosce Salvador Dalì, calca le scene dei teatri, lavora come urlatrice in diversi horror, e nel ’78 firma un contratto discografico. I dischi del periodo d’oro (“Flex”, “New Toy”) sono un originale mix di abrasione punk, gelida elettronica e pop stralunato. Paradigmatica la partnership con la cantante tedesca Nina Hagen.

31 Marzo1987: per la Pasley Park Records esce l’album doppio “Sign o’ the Times“, di Prince. Disco straordinario, composto, arrangiato e suonato quasi per intero dal Genio di Minneapolis, accosta brani di generi affini ma diversi come rock, soul, funk e pop con  grazia e facilità disarmanti. Senza toccare le vendite del precedente “Parade”, “Sign o’ the Times” è premiato da critici e giornalista come il lavoro di un genio: in scaletta, oltre alla title track, “I Could Never Take the Place of Your Man e “U Got the Look”.

1° Aprile 1998: a West Hollywood (California) ci lascia Roger Alan Painter, meglio noto come Rozz Williams. Preso il nome da una lapide del cimitero (sic) della natia Pomona, Rozz inizia la carriera come chitarrista, organista e cantante in vari gruppi underground, e nel 1979 fonda i Christian Death, una delle band più interessanti ed estreme del filone dark-gothic, che macchia con ricorrenti incursioni in temi narrativi horror e nelle sonorità psycho. Dopo una lunga serie di problemi causati dall’eccessivo uso di droghe, Rozz termina la sua vita con una corda al collo: aveva solo 35 anni.

2 Aprile 1957: durante la sua prima tournée in Canada, Elvis Presley indossa per l’ultima volta il suo celebre completo di lamé dorato. Per le esibizioni future, Elvis indosserà solo alcuni “pezzi” di questo completo, come la giacca, la cintura e le scarpe.

3 Aprile 1895: a Peru (Illinois) nasce Edward ElzearZez” Confrey. Dopo la Prima Guerra Mondiale diventa pianista e arrangiatore, e soprattutto l’esponente più fortunato del cosiddetto “Novelty Piano”: un dialetto del ragtime accelerato, umoristico e virtuoso, caratterizzato da giochini di diteggiatura ripetuti e da una certa modernità armonica. Uno dei suoi brani più famosi è “Kitten on the Keys” (1921): un divertissement che vuole simulare i caotici e bizzarri suoni prodotti da un gatto che scorrazza sulla tastiera.

4 Aprile 1951: a Roma nasce Francesco De Gregori. Figlio del bibliotecario Giorgio e della professoressa Rita Grechi, grazie al più maturo fratello – Luigi Grechi – entra nel giro del Folkstudio, dove conosce Locasciulli, Venditti, Giovanna Marini e Caterina Bueno. Nel ’72 avviene il debutto discografico: prima il disco a 4 mani con Venditti, “Theorius Campus”, e pochi mesi dopo l’autonomo “Alice non lo sa”. E inizia una carriera che dura ancora oggi, nella quale Francesco si è affermato come uno dei massimi cantautori italiani di sempre: per un monumento così non è il caso di aggiungere l’ovvio, se non che oggi compie 70 anni!

 

Domani avvenne: da lunedì 22 marzo 2021 a domenica 28 marzo

22 Marzo 1957: per la RCA esce il singolo “All Shook Up“, cantato da Elvis Presley. Il brano è scritto e inciso nel 1956 da Otis Blackwell, dopo che il suo manager – scuotendo una lattina di Coca – l’aveva sfidato a comporre un pezzo “a tema”. Dopo due cover di altrettanti artisti, Elvis mette mano alla canzone, che a 3 settimane dall’uscita arriva al primo posto sia negli Stati Uniti che in Inghilterra (il suo primo “numero 1” inglese).

23 Marzo 1991: a poco più di dieci giorni dalla sua uscita, il settimo album dei R.E.M., “Out of Time“, raggiunge il primo posto della classifica americana. L’album (che, coi suoi 18 milioni di copie, risulterà poi il più venduto dalla band di Athens), vede in scaletta un perfetto connubio fra pop di grande orecchiabilità (“Losing My Religion”, “Shiny Happy People”), funky-soul (“Radio Song”), toni dark (“Low”) e melodie ariose (“Near Wild Heaven”). Sembra ieri, ma sono passati 30 anni!

24 Marzo 2020: a Parigi, all’età di 67 anni, per le complicazioni del virus Covid-19, ci lascia Emmanuel N’Djoké “Manu” Dibango. Sassofonista, vibrafonista, cantante e compositore camerunense, vero artista cosmopolita (ha vissuto in più di 6 paesi differenti), nella sua luminosa carriera ha suonato con artisti eclettici come Fela Kuti, Herbie Hancock, Bill Laswell e Bernie Worrell, sviluppando uno stile dalle forti contaminazioni fra jazz, soul, reggae, funk e tradizione africana.

25 Marzo 1929: a New York nasce Cecil Taylor. Pianista jazz, debutta discograficamente nel 1956, ma il meglio lo dà negli anni Sessanta: la sua musica si fa più estrema e complessa, sposando regimi atonali e poliritmici, e un approccio percussivo allo strumento, fisico ed esuberante. Non a caso, è considerato uno degli artisti più importanti e rappresentativi del Free Jazz.

26 Marzo 1917: a Cayce (Mississippi) nasce Rufus Thomas. Rufus è il tipico personaggio di transizione fra l’epoca pionieristica e l’era degli studi di registrazione: attore e ballerino di strada, cantante, imitatore vocale e dj a Memphis, nel 1960 entra nelle grazie della Atlantic Records, assieme alla talentuosa figlia Carla Thomas. Mentre Carla si appresta a diventare una leggenda del Soul femminile, il padre inizia a lavorare a nuovi progetti: nel ’63 lancia “Walking the Dog”, la sua allegra signature song, cui seguiranno le divertenti “(Do the) Push and Pull”, e “Do the Funky Chicken”. Per il suo carattere da giocherellone e vero showman, Rufus è stato acutamente soprannominato “the world’s oldest teen-ager”.

27 Marzo 1971: a Huntington (New York) nasce Mariah Carey. Figlia di una cantante lirica, debutta sul palco ancora bambina, e a 17 entra in contatto con la Columbia Records: il suo album di debutto, del 1990, la vede protagonista come coautrice di parecchi brani, e diventa subito un grandissimo successo. Influenzata dal Soul e dal Gospel, e con frequenti puntate nell’hip hop,  Mariah dispone di una voce straordinaria, tale da rivaleggiare con le cantanti più quotate di sempre: si stima che i suoi album abbiano venduto circa 200 milioni di pezzi, sbriciolando numerosi record (fra cui il record di più anni consecutivi con un singolo al numero 1 nelle classifiche mondiali).

28 Marzo 1948: a Blackpool (UK) nasce John Evan. Tastierista, nel 1964, assieme al bassista Jeffrey Hammond, a Glenn Cornick e al cantante e flautista Ian Anderson fonda la white-soul band The John Evan Band. Per problemi connessi allo studio, nel ’68 Evan lascia il gruppo, che si scioglie: Anderson e Cornick continuano, e da loro nascono i Jethro Tull… Prog band in cui Evan tornerà nel 1970, apportando una svolta decisa verso sonorità classiche, e rimanendovi sino al 1980.

I miei dischi dell’anno #1 – Il 1961

Inizia oggi una nuova rubrica dedicata all’esame (sommario) delle uscite discografiche americane e inglesi di quegli anni che fanno “cifra tonda” con quello in corso…. Sì, è spiegato male: in parole povere, nel 2021 vi proporrò una panoramica a volo d’uccello sulle uscite del 1961, 1971, 1981, e così via.

Così, giusto per scoprire cosa piaceva (e vendeva) allora: e per ribadire che non sempre la classifica premia dischi o canzoni diventate poi dei classici, o dei momenti di svolta. A correttivo della Top One “ufficiale”, ho infatti deciso di inserire (a mio insindacabile giudizio, e in ordine di gradimento!) anche un breve elenco di titoli fuori menù che – magari snobbati dalle chart – si sono poi rivelati “importanti”, o che sono semplicemente di mio gusto. Liberi, ovviamente, di dire la vostra: anzi, aspetto suggerimenti.

Pronti? Si va! Continua a leggere “I miei dischi dell’anno #1 – Il 1961”

Domani avvenne: da lunedì 18 gennaio 2021 a domenica 24 gennaio

18 Gennaio 1941: a Whynot (Mississippi) nasce David Ruffin. Da bambino, si avvicina al canto grazie al gruppo familiare gospel del padre: seguendo le orme dei suoi idoli Sam Cooke e Jackie Wilson, David passa poi alla musica secolare. Nel 1958 conosce Barry Gordy, il fondatore della Motown Records: nel ’64 subentra al leader dei Temptations, Al Bryant, licenziato per problemi di alcolismo, e la band prende il volo. Guidata dalla sua voce, roca e sofferta, i Temptations diventano uno dei quintetti soul più venduti di sempre: lasciati i colleghi nel ’68, Ruffin inizia una carriera da solista di medio profilo, spesso affossata dalla cocaina.

19 Gennaio 1971: durante il processo contro Charles Manson per la strage di Bel Air (in cui morì, fra gli altri, anche Sharon Tate), gli avvocati fanno suonare nell’aula del tribunale alcune canzoni dei Beatles, tratte dal “White Album”. La Manson Family, infatti, aveva vergato col sangue delle vittime i muri delle scene del delitto con le scritte “Healter Skelter” (con tanto di errore ortografico) e “Pig”: riferimenti a due canzoni dei Beatles in cui Manson – nella sua follia – aveva individuato un messaggio profetico che gli ordinava di diffondere il caos.

20 Gennaio 1952: a New York, da una famiglia di origini ebraico/polacche, nasce Stanley Harvey Eisen, in arte Paul Stanley. Chitarrista elettrico, all’inizio degli anni Settanta si unisce a Gene Simmons nei Wicked Lester: rock band che a breve si trasformerà nei Kiss, uno dei complessi glam rock più famosi e iconici della storia. Paul, col volto truccato di bianco, una stella nera sull’occhio sinistro e il rossetto sulle labbra, inscena il personaggio di Starchild: un look androgino e virile al tempo stesso. Cantante, chitarrista ritmico e autore, assieme a Simmons è l’unico membro fisso della band. E’ inoltre ambasciatore dell’AboutFace, un’organizzazione a supporto degli individui con “differenze facciali” (in parole povere, dal volto sfigurato).

21 Gennaio 1997: a Las Vegas (Nevada), a 88 anni, muore il “Colonnello” Parker. Di nascita olandese, immigrato illegalmente negli USA per sfuggire all’obbligo di leva, assume un nome falso e attraversa gli anni Trenta vivendo di espedienti e facendo anche l’imbonitore di circo. Spregiudicato e ambizioso, grazie alle conoscenze politiche si ripulisce la fedina e assume il titolo onorario di “Colonnello”: nel 1955 riesce a portare il talentuoso Elvis Presley alla corte della RCA, e ne diventa il manager, indirizzandone la carriera, nel bene e nel (parecchio) male. Il giro d’affari gli porta dollari a palate: e fino alla fine godrà di enormi royalties, fra il 10% e il 50% degli incassi.

22 Gennaio 1931: a Clarksdale (Mississippi) vede la luce Sam Cooke. Chicagoano d’adozione, Sam nel 1950 entra nei Soul Stirrers: la sua “voce di seta” è inconfondibile, un canto dalla tecnica perfetta e disinvolto, morbido, naturale, pieno di swing e pathos. Nel ’61 passa alla RCA, e inizia una breve ma sfolgorante carriera, in cui diventa un sex symbol e uno degli artisti più importanti del Soul. Famosissima la postuma “A Change is Gonna Come”, uno degli inni non ufficiali del movimento dei Diritti Civili.

23 Gennaio 2018: a Johannesburg (Sudafrica), ci lascia Hugh Masakela. Pianista e trombettista, alla fine degli anni Cinquanta lascia il razzista Sudafrica ed emigra negli States: amico e collaboratore di Gillespie e Davis, ottiene i primi successi, per poi affermarsi come uno dei più grandi e virtuosi trombettisti jazz del Secolo. Nel 1981, tornato in Africa, inizia a chiazzare il proprio stile con elementi tratti dalla musica etnica dell’Africa del Sud, e diventa un’icona della lotta contro l’apartheid. Muore a 79 anni, per le conseguenze di un tumore alla prostata.

24 Gennaio 1976: a tre settimane dall’uscita, l’album “Desire“, di Bob Dylan va al primo posto della classifica statunitense. Composto durante un periodo di profonda crisi coniugale, e – caso anomalo – con l’aiuto, per i testi, dello psicologo e autore Jacques Levy, è un disco profumato di aromi tex-mex, e annovera in scaletta pezzi da novanta come “Hurricane”, “Isis”, “Sara”, “Romance in Durango” e “Joey”.