Domani avvenne: da lunedì 4 maggio 2020 a domenica 10 maggio

4 Maggio 1956: Gene Vincent and His Blue Caps incidono, allo studio di Owen Bradley (Nashville), il classico rockabilly “Be-Bop-A-Lula”. La canzone trae ispirazione dal fumetto “Little Lulu”. Basato su un febbricitante gioco di specchi vocale, un sound carico di eco, un andamento swingante e un testo semplice, il singolo arriva al settimo posto della classifica pop (rimanendovi per venti settimane), all’ottavo di quella rhythm’n’blues, al quinto della chart country, e giunge nel giro di un anno a superare i due milioni di copie.

5 Maggio 1996: il secondo album della band rap-metal Rage Against the Machine, “Evil Empire“, raggiunge il primo posto della classifica americana. Il titolo riprende, in chiave sarcastica, l’appellativo con cui Ronald Reagan aveva definito l’Unione Sovietica, “l’impero del male”: in scaletta, “People of the Sun” e “Bulls on Parade”.

6 Maggio 1978: la colonna sonora del film “Saturday Night Fever” raggiunge il primo posto della classifica inglese, dove stazionerà implacabile per ben 18 settimane. Il disco arriverà a piazzare circa 40 milioni di copie in tutto il mondo: in scaletta, “Stayin’ Alive”, “Night Fever” e “You Should Be Dancing”. Anche se spesso è accreditato interamente ai Bee Gees, l’lp contiene anche brani di altri artisti, come Kool & the Gang, KC and the Sunshine Band e The Trammps.

7 Maggio 1936: a Collinsville (Mississippi) nasce Jimmy Ruffin. Cantante statunitense, è ricordato come membro dei Temptations, storico gruppo vocale di Detroit in scuderia alla Motown Records.

8 Maggio 1965: in un vicolo nei pressi del Savoy Hotel di Londra, Bob Dylan e il regista D.A. Pennebaker registrano il clip promozionale di ‘Subterranean Homesick Blues‘. Incluso nel documentario “Dont look back” (1967), il clip è uno dei filmati musicali più intelligenti e innovativi della storia: raffigura Bob Dylan mentre sfoglia e lascia cadere, a ritmo di musica, una serie di cartelli di grandi dimensioni, che illustrano e richiamano parti della canzone. Sullo sfondo si può notare anche il poeta beat Allen Ginsberg!

9 Maggio 1962: a Epping (UK) nasce David Callcott, in arte Dave Gahan. Dopo un’adolescenza borderline, nel 1980 Dave, assieme a Vince Clarke, Martin Lee Gore e Andrew Fletcher fonda la band synth-pop e new wave Depeche Mode, in cui occupa il ruolo di cantante e autore. Frontman sanguigno e magnetico, Dave – nonostante il successo – non cessa le cattive abitudini: dopo un tentato suicidio nel 1995, l’anno dopo è vittima di una dose quasi fatale di speedball (rimane clinicamente morto per 3 minuti), prima di intraprendere un difficile ma vittorioso percorso di riabilitazione.

10 Maggio 1957: a Londra nasce John Simon Ritchie. Nel 1975 conosce John Lydon, che gli dà il nome d’arte con cui passerà alla storia: Sid Vicious. Due anni dopo, in concomitanza all’uscita dai Sex Pistols di Glen Mattlock, è fatto entrare nella storica band punk in qualità di bassista: strumento che Sid non sa suonare… Ma che, si pensa, imparerà: tanto agli altri importa soprattutto il suo modo di stare sul palco e il suo look. Trascinato nella dipendenza da eroina dalla fidanzata Nancy Spungen, Sid inizia una vertiginosa parabola discendente, culminata nell’omicidio di Nancy al Chelsea Hotel di New York (su cui peraltro sussistono parecchi punti oscuri), e nella morte per overdose, nel 1979.

Domani avvenne: da lunedì 16 marzo 2020 a domenica 22 marzo

16 Marzo 1892: a Chicago nasce James Petrillo. Ex musicista, nel 1940 diventa presidente dell’American Federation of Musicians, l’associazione di categoria dei musicisti. Lo sciopero dei musicisti, indetto al 1° Agosto 1942 dal sindacalista per sollecitare una revisione delle royalties, e che perdura sino a Settembre 1943, è uno di quegli eventi capaci di cambiare la storia: impossibilitati a utilizzare strumentisti, le case discografiche pensano di incidere i vocalist più famosi (categoria esclusa dal sindacato) col solo supporto di coristi… Proprio perché non coinvolti dalla protesta, i cantanti diventano così gli unici artisti affidabili: inizia l’era dei grandi crooner, Sinatra e Crosby in testa.

17 Marzo 1966: il batterista degli Who, Keith Moon “The Loon” sposa la modella Kim Kerrigan, incinta di cinque mesi della loro figlia Mandy. La loro unione, dopo le piccole e grandi follie del marito, finisce ufficialmente col divorzio nel 1975.

18 Marzo 1966: a Tacoma (Washington) nasce il chitarrista Jerry Cantrell. A 17 anni inizia a dedicarsi con costanza alla musica (soprattutto hard rock), e a metà degli anni Ottanta a Seattle incontra Mike Starr, Sean Kinney e Layne Staley: dopo alcuni mesi di prove i quattro si uniscono negli Alice in Chains, uno dei gruppi fondamentali del Grunge.

19 Marzo 1919: a Chicago, in una famiglia di origine casertana, nasce Lennie Tristano. A nove anni perde la vista e – mandato in una scuola per ciechi – si appassiona alla musica e al jazz, approdando definitivamente al pianoforte. Arrivato a New York, col suo trio propone un tipo di jazz nuovo:  lunghe linee melodiche, intervalli scalari inconsueti e un tono controllato, armonicamente complesso. Le sue opere sono state classificate come “cool jazz“, ma Lennie ha sempre odiato questo termine: “Cool Jazz è un termine stupido. Il nostro jazz non era affatto freddo: era rilassato, privo di spettacolarità, serio e impegnato, questo sì, ma non era certo freddo”.

20 Marzo 1917: a Londra nasce Vera Margareth Welch, in arte Vera Lynn. Vera inizia la professione nel 1935 come cantante di orchestra Swing, prima di passare alla carriera solista. Il pezzo forte del repertorio sarà la commovente “We’ll Meet Again” (1939), che in tempo di Guerra inzupperà di lacrime i fazzoletti delle mamme e della fidanzate, in straziante attesa di notizie dal fronte. Di lei si ricorderà Stanley Kubrick (che userà “We’ll Meet Again” nel finale di “Dr. Strangelove”), e i Pink Floyd: la canzone “Vera”, dell’album “The Wall”, è proprio riferita a lei. E, nel momento in cui scrivo, è ancora viva, e oggi compie 103 anni!

21 Marzo 1902: a Lyon (Mississippi) nasce Eddie “Son” House. Sodale di Charlie Patton, Son è uno dei bluesman arcaici più veraci e riconoscibili. House esprime una visione del blues pura ed estrema, basata su un suono scheletrico, intimista e scarno, dalla slide violenta e sferzante, e da una tensione emotiva altissima, che sfiora a tratti il parossismo. Sue sono “Preachin’ the Blues”, “My Black Mama”, “John the Revelator” e “Death Letter”.

22 Marzo 1966: per la CBS, prodotto da Tom Wilson, esce “Bringing It All Back Home“, il quinto album di Bob Dylan e il primo della cosiddetta “trilogia elettrica”. Capolavoro assoluto, pietra miliare della canzone mondiale, presenta una facciata acustica e una elettrica: al suo interno, masterpieces come “Subterranean Homesick Blues”, “Love Minus Zero/No Limit”, “Mr. Tambourine Man”, “Gates of Eden” e “It’s All Over Now Baby Blue”.

Domani avvenne: da lunedì 1 aprile 2019 a domenica 7 aprile

Pesce d’Aprile? No, il solito e affettuoso augurio di buona settimana.

 

1 Aprile 2017: Bob Dylan, dopo mesi di attesa, ritira a Stoccolma il Premio Nobel per la Letteratura, assegnatogli il 13 Ottobre 2016. Il tutto in una cerimonia privata, durante una sosta della sua tournée mondiale.

2 Aprile 1939: a Washington nasce Marvin Pentz Gay. Per allontanarsi dal padre (ministro di culto e tiranno domestico di inaudita crudeltà) ed evitare boccacceschi giochi di parole, adotta il nome d’arte di Marvin Gaye e diventa uno dei nomi di punta del Motown Soul.

3 Aprile 2007: in un’intervista al New Musical Express, il chitarrista degli Stones, Keith Richards, dichiara di aver fumato le ceneri del padre. I dubbi sulla veridicità dell’episodio restano, ma è bello pensare che sia capitato 🙂

4 Aprile 1913: a Jug’s Corner, in pieno Mississippi, nasce McKinley Morganfield. Bambino vivace, appena può scappa a sguazzare nel limo del Mississippi, meritandosi così il soprannome che lo renderà famoso: Muddy Waters. Quasi superfluo sottolinearlo, Muddy è il Re del blues di Chicago, e uno degli artisti più influenti della storia del rock.

5 Aprile 1934: a Napoli, all’età di 74 anni, ci lascia Salvatore Di Giacomo. Poeta, drammaturgo, saggista e novelliere nero, è uno degli artefici della stagione d’oro della canzone napoletana: sue le notissime “Marechiaro” e “Era de Maggio”.

6 Aprile 1942: a Roma, da una famiglia italo-tedesca, nasce Anita Pallenberg. Modella, attrice e stilista, deve parte della sua fama alle liason con l’artista Mario Schifano, e con i rocker Brian Jones prima, e Keith Richards poi (da cui ha tre figli).

7 Aprile 1920: Ravi Shankar nasce a Varanasi, India. Virtuoso del sitar, diviene noto ai rock fan per l’amicizia con George Harrison, e per le partecipazioni  ai festival di Monterey, di Woodstock e al Concerto per il Bangladesh. La cantante Norah Jones è sua figlia.