Domani avvenne: da lunedì 15 giugno 2026 a domenica 21 giugno

Quale musicista è nato oggi? Quale disco è uscito in quella data? Quale rocker è morto dieci anni fa? Ecco, per la settimana entrante, qualche risposta!

15 Giugno 1996: per la CGD esce “Il ballo di San Vito“, quarto album di Vinicio Capossela. Con questo lavoro Vinicio approda a uno stile più personale, svincolato dai debiti jazz e swing degli inizi: ne sono testimonianza brani eclettici come la title track, “Tanco del murazzo”, “Il corvo torvo”, “Contrada Chiavicone” e “L’accolita dei rancorosi”. Fondamentale il contributo della chitarra sghemba di Marc Ribot, lo storico collaboratore di Tom Waits.

16 Giugno 1986: per la Rough Trade esce “The Queen is Dead“, terzo album degli inglesi The Smiths. Con questo disco, Johnny Marr e Morrissey danno vita a quello che è forse il loro capolavoro: il dark punk della title-track prepara il terreno a una sequenza di ballate d’alta classe, come “There Is a Light That Never Goes Out”, “The Boy With a Thorn in His Side”, “Bigmouth Strikes Again” e il country & western sferragliante di “Vicar in a Tutu”. Il titolo del disco avrebbe dovuto essere “Margaret on the Guillotine” (evidente il riferimento alla Thatcher): in copertina, una foto di Alain Delon.

17 Giugno 1958: a Boulder (Colorado) nasce Eric Reed Boucher, in arte Jello Biafra. Cantante, nel 1978, a seguito della risposta a un annuncio, fonda i Dead Kennedys: gruppo punk rock in cui Jello – oltre al ruolo di frontman – ricopre quello di autore dei testi, costruiti su un curioso mix di denuncia politica e black humour. Dopo il 1986, lasciata la band, incide alcuni dischi “spoken word” (sorta di comizi politici), e inizia una serie di collaborazioni, all’insegna di un intransigente impegno no-global. Il suo pseudonimo nasce dalla fusione fra “Jell-O” (un marchio di gelatine) e “Biafra” (piccola repubblica africana dissidente dalla breve vita).

18 Giugno 1983: la band elettropop svizzera Yello pubblica il picture disc del loro singolo “I Love You“. Questo picture disc è il primo della storia stampato in 3D, e venduto con tanto di occhialini 3D allegati!

19 Giugno 2006: per la Big Machine esce “Tim McGraw“, singolo di debutto di Taylor Swift. Canzone scritta a 16 anni con la paroliera Liz Rose, narra di un amore estivo: due milioni le copie vendute, e l’inizio di una carriera di assoluta fortuna commerciale.

20 Giugno 1949: a Tuskegee (Alabama) nasce Lionel Richie. Cantante e autore, dopo la carriera nel gruppo funk Commodores, iniziata nel 1968, nel 1982 debutta come solista, mostrando subito un’ottima vena, che lo porterà a vendere milionate di copie: “All Night Long (All Night)”, “Hello”, “Say You, Say Me” e – in collaborazione con Michael Jackson – la notissima “We Are the World”. Molto popolare anche nel mondo arabo, Lionel si è aggiudicato quattro Grammy.

21 Giugno 2001: a Los Altos (California) ci lascia John Lee Hooker. Nato 84 anni prima in Mississippi, undicesimo figlio di una povera famiglia di mezzadri, cresce immerso negli spiritual e nei gospel, ma il nuovo patrigno porta in casa la musica del diavolo, il blues. Nel 1943 emigra a Detroit, e nel ’48 fa il botto con quello che diventerà il suo pezzo simbolo: “Boogie Chillen’”. Con trascurabili adeguamenti nella grammatica musicale e nell’abbigliamento, Hooker resta sulla cresta dell’onda fino alla fine della sua lunga vita. Famose sono anche “Baby, Please don’t Go” e “Boom Boom”.

Domani avvenne: da lunedì 18 agosto 2025 a domenica 24 agosto

Quale musicista è nato oggi? Quale disco è uscito in quella data? Quale rocker è morto dieci anni fa? Ecco, per la settimana entrante, qualche risposta!

18 Agosto 1985: per la EMI esce “Freaky Styley“, secondo album degli statunitensi Red Hot Chili Peppers. Con questo lavoro, prodotto dal leggendario George Clinton, i RHCP mettono a fuoco la loro formula, un incrocio potente di funk, punk, rock e rap, cui dà energia la presenza di una sezione fiati: i testi suscitano qualche polemica, tanto da indurre la EMI a vietare la pubblicazione di un brano, e cambiare il titolo di un’altro (da “Blowjob Park” a “Battleship”). In scaletta, “Jungle Man”, “Hollywood” e “Catholic School Girls Rule”.

19 Agosto 1972: David Bowie, nella sua incarnazione di “Ziggy Stardust”, tiene un concerto memorabile al Rainbow Theatre di Londra, registrando il tutto esaurito. Lo spettacolo – un vero e proprio evento multimediale, che incorpora rock, recitazione, provocazioni, arte mimica e musical – riceve critiche entusiastiche dai giornalisti specializzati e dal pubblico: platea in cui siedono anche Mick Jagger, Elton John, Rod Stewart e Alice Cooper.

20 Agosto 2020: a Los Angeles, a causa di un tumore al pancreas, a 69 anni ci lascia Frank Banali. Batterista di spirito hard rock nato in una famiglia di immigrati italiani, ha tenuto in mano le bacchette per i Quiet Riot, W.A.S.P. e Ozzy Osbourne.

21 Agosto 2024: la pop star Taylor Swift conclude la tappa europea del suo “Eras Tour” con uno spettacolo da record allo stadio di Wembley. Con questa serata (l’ottava consecutiva a Londra) eguaglia il record assoluto per il maggior numero di serate in quello stesso stadio, precedentemente stabilito dai Take That con il loro “Progress Tour” nel 2011.

22 Agosto 1968: Cynthia Powell, moglie di John Lennon dal 1962, avvia la procedura di divorzio per infedeltà coniugale. Il decreto di separazione diventa effettivo tre mesi dopo: una brutta storia, con Lennon che – nel privato – si dimostra di tutt’altra pasta rispetto al mito peace&love che ancora ora incarna. Ma si sa, artista e persona raramente coincidono.

23 Agosto 1970: Lou Reed e i Velvet Underground (già orfani di John Cale) si esibiscono insieme per l’ultima volta nel leggendario club di New York, il Max’s Kansas City.

24 Agosto 1915: a Omaha (Nebraska) nasce Wynonie Harris. Dopo le prime esperienze da ballerino, Wynonie passa al canto nell’orchestra di Baron Moorehead, e nel ’46 si mette in proprio: “shouter”, diventa famoso per la briosa e sapida cover del classico di “Good Rockin’ Tonight” di Roy Brown, 1948,  che raggiunga la vetta della classifica dei “race record”, ed è considerata uno dei precursori del rock’n’roll.

Breve storia delle classifiche discografiche #1 – Billboard e le classifiche americane

Ciao a tutti. Oggi, ispirato dalla mia passione per la storia della musica pop, vi parlo delle classifiche discografiche: in questa prima puntata affronterò quelle di matrice americana (piaccia o meno, il mercato più influente a livello mondiale), mentre nella prossima mi concentrerò su quelle italiane.

Le classifiche – o charts, o hit parade che dir si voglia – sono sempre state, e soprattutto negli States, simbolo per eccellenza del business e dello spettacolo, uno strumento indispensabile per capire dove tira il vento, e su quale cantante, o genere, porre maggiormente l’accento.

Le chart, oltre a testimoniare quali siano i gusti di massa, sono anche molto interessanti perché sono legate a doppio filo sia al progresso tecnologico, evidenziandone svolte e momenti storici, che all’autoconsapevolezza sociale e razziale di quell’enorme polpettone etnico che sono gli Stati Uniti.

La Bibbia di tutti gli appassionati di musica e di vendite è, cent’anni fa come oggi, Billboard. Questa rivista nasce a Cincinnati nel 1894 col nome di “Billboard Advertising”: da generico giornale di annunci, dopo pochi anni inizia a specializzarsi in spettacoli, cinema e radio. Su Billboard, con cadenza settimanale, si può trovare risposta a qualunque esigenza del settore: recensioni di dischi e di spettacoli, annunci di lavoro, e notizie varie… Fra cui, appunto, le prime forme di hit parade. Continua a leggere “Breve storia delle classifiche discografiche #1 – Billboard e le classifiche americane” →