Festa dei Lavoratori: andare, camminare, lavorare?

1° Maggio, Festa dei Lavoratori… Ma quali? E quale lavoro?

Un’analisi lucida, grottesca e spietata, quella che vi propongo: per quando il comandamento del lavoro prende il posto del diritto, dell’equilibrio e del vivere in armonia. Lavorare per vivere, o vivere per lavorare? E’ tutto qui. Assieme all’altro problema dei problemi: quando si è passato dal proteggere il lavoratore a proteggere il lavoro, abbiamo iniziato a sentire un bruciore, proprio là sotto… E non è più passato: anzi.

Questo era il pensiero del maudit per eccellenza della canzone italiana: quel Piero Ciampi sì ubriacone, sì inaffidabile, sì livornese e sì spiantato, ma alcolicamente lucido come pochi, e che già nel 1975 aveva visto le derive del nuovo modello economico: quello che, in nome della necessità, della miseria, della mancanza di alternative, costringe a dire sempre “sì”, senza aver tempo e forze per opporsi: a firmare contratti in perdita pur di non mollare l’osso, a fare dello stress un modo di vita, a non avere orari, a rincorrere non si sa cosa… A fare, insomma, la corsa del topo.

Andare camminare lavorare“. Una canzone che canzone non è, un misto fra talking e andazzo corale brasileiro: ma che, nella sua affabulazione delirante, dice molte più verità di tanti discorsi dal palco.