Ciao a tutti. E’ martedì, e la mia signora e io siamo a pranzo per il nostro anniversario: il posto, un bel ristorante nelle vicine Langhe… A Barbaresco, per la precisione. E si sa, l’omonimo vino è uno dei rossi più apprezzati (e prezzati) d’Italia: personalmente, lo preferisco al barolo. Comunque: il posto è elegante ma non affettato, e i camerieri amichevoli. Ovviamente, dopo la scelta del menù, ecco il sommelier: per noi “sprecato”, visto che non siamo intenditori e che, quando usciamo, non beviamo più di un (buon) bicchiere a testa. Ma subito (no, il sommelier di sala non c’entra per nulla, e tutto fuorché artefatto!) la mente va a quel suo buffo “collega” impersonato da Antonio Albanese, Alain Tonné: vanesio, esagerato, con le sue mosse pelviche e il sussiego di chi vanta una competenza che non ha, e che dopo mille ancheggiamenti, mossette, occhiate, annusate e boccucce, alla fine emette seriosamente sentenze banali come “E’ rosso!”, “Fa cagare!, “… Profumo di mughetto… delicato… retrogusto di coriandolo… una goccia di lime. ..è bagnoschiuma!”. Uno spettacolo, che penso molti di voi abbiano presente: e che a me ha sempre fatto ridere moltissimo! E, assieme, mi ricordo di quella canzonetta, a ritmo brasileiro – “More” – che in sottofondo accompagna sempre questi sketch. Ecco, se volete, la sua storia. Continua a leggere ““E’ rosso!” – Storia di un piccolo tormentone”
Categoria: La musica che gira intorno
“Fairytale of New York”: la non-favola di Natale
Ciao a tutti, e buon Natale. Buon Natale, si: ma non tutti i Natali sono buoni. Ci sono Natali trascorsi al capezzale di un caro, altri in cui sei sotto le bombe, altri ancora passati a dormire in un ricovero per sbandati, o semplicemente in cui tutto ti sembra inutile, triste e senza scopo. Al di là delle retoriche e delle frasi fatte, Natale può diventare uno dei giorni più tristi dell’anno, traboccante rimpianti, sogni e occasioni perdute.
E ben lo sanno Shane MacGowan e i suoi celtic-punk Pogues, che nel 1987 pubblicano “Fairytale of New York“: brano uscito prima come singolo, e poi incluso nell’album “I If Should Fall From Grace with God”, e che gronda irlandesità e alcol da ogni nota. La storia del pezzo è lunga, travagliata e piena di ostacoli: basti dire che, dall’idea iniziale, ci vogliono due anni per venirne a capo… Ma ne vale la pena.
Sebbene il singolo non guadagni mai il primato di “numero uno di Natale” nel Regno Unito, negli anni conquista così tanto affetto e rispetto da diventare, in quel pase, la canzone natalizia più ascoltata del 21° secolo. Come sapete non mi lascio trasportare troppo da confidenze e emozioni, nei miei post, ma qui lo devo ammettere: quando ascolto questa canzone, mi viene sempre il magone. Continua a leggere ““Fairytale of New York”: la non-favola di Natale”
Polemiche che mannoiano
Ciao a tutti. Come spesso capita, arrivo tardi sulle polemiche del giorno: la questione Mannoia-Ruggeri (che, da cosa ho capito, risale a quasi un mesetto fa) è giunta alle mie orecchie da pochissimo, ma ha avuto già il tempo di scavare qualche solco nella mia coscienza. Molti di voi probabilmente ne sono già a conoscenza, ma un minimo di riassunto è d’obbligo. Continua a leggere “Polemiche che mannoiano”
La terremo d’occhio
Ciao a tutti. Oggi vi parlo di un paio di due canzoni a me molto care, e che presentano una curiosa combinazione: una melodia molto dolce e piacevole, appoggiata a un arrangiamento morbido e avvolgente, ma sposata a un significato piuttosto sinistro e inquietante… Accostamento in entrambi i casi legato all’ossessione del controllo. Continua a leggere “La terremo d’occhio”
Un grande pennello: ovvero, di caxxoni e canzoni
Ciao a tutti. Oggi è il 31 Ottobre: ma, in barba a tutti gli Halloween di questo mondo, ecco per voi un argomento che con questa “ricorrenza” non c’entra proprio una fava :-)… E dove andrò a parare l’avrete già capito da questa battutaccia e dal titolo del post: sì, proprio quello… Le canzoni ricche di riferimenti, più o meno palesi, al tema macro-fallico, non mancano, anzi… E proprio per questo NON vi propongo un noioso elenco di pezzi, ma solo una brevissima selezione, a mio esclusivo gusto. Gli illustri esclusi sono molti, e spesso di valore (uno per tutti, “John Holmes (Una vita per il cinema)” di Elio): ma tant’è! E, per chiarire: non canzoni che parlano di sesso, di voglie o di scopate: ma proprio di “grandi pennelli”.
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I miei vinili #20 – Scrivere di musica
Ciao a tutti. Oggi torna la rubrica “I miei vinili” (ferma da un po’ di tempo) per occuparsi dell’argomento “scrivere di musica“… Che è un po’ quello che sto facendo, da ormai sei anni e 750 post!
Mille sono i modi di affrontare l’argomento”scrivere di musica”: di “che” musica scrivere, ad esempio (e già si apre un mondo); se preferire articoli formali, post, tweet o recensioni; se parlare di storia, di teoria, di artisti, di mercato, di curiosità o di dischi; se cercare un confronto o far cadere dall’alto le proprie considerazioni; e così via…
Evito questo ginepraio, peraltro un po’ noioso e didascalico, e mi soffermo invece su un singolo aspetto, a mio parere più interessante: il “senso”, il “perché” dello scrivere di musica.