Cantanti IGP: quando il nome d’arte richiama un luogo

Ciao a tutti. E’ di questi giorni la notizia della morte di Giuseppe Faiella, per tutti Peppino di Capri: autore e cantante che non fa parte del mio orizzonte stilistico preferito, ma professionista esemplare cui comunque riconosco importanza, e assoluto rispetto. Abbastanza noto il fatto che nel 1958 il Faiella – all’epoca nei Capri Boys – fu indotto a cambiare il nome del complesso in “Peppino di Capri e i suoi Rockers”: e, dopo 10 anni, sciolto il gruppo, rimase in splendida solitudine, come appunto Peppino di Capri. Quel “Peppino di Capri”, che detto così farebbe anche un po’ ridere (pensate se dal nulla uscisse un “Gigino di Piumazzo”, per dire…), passa nella memoria e coscienza collettiva come uno dei nomi più famosi della canzone italiana: e una delle prime star a marchiare il suo nome d’arte con la città di origine… Proprio come fosse un IGP, un “prodotto a indicazione geografica protetta“.

Mi sono allora chiesto: quali altri casi esistono di artisti il cui nome è associato a una città, un quartiere, una regione? E sono tutti autentici? O, come nella tradizione del food marchiato, ci sono anche qui falsi ed errate attribuzioni?

Ecco i risultati delle mie ricerche! Una sola precisazione: niente band estere (tipo Chicago, Alabama, America).

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Folk Club di Torino, addio

Ciao a tutti. Negli ultimi anni, in almeno tre occasioni (ed eccole qui: UNA, DUE e TRE) vi ho parlato delle mie serate al Folk Club di Torino: tre concerti che ho ancora nel cuore (uno, soprattutto: il primo, con la grandissima Rhiannon Giddens), oltre a un altro di cui non avevo fatto la rece per semplice pigrizia! Ma veniamo al punto. “Il Folk Club di Torino è una leggenda della musica live non solo piemontese, ma oserei dire europea: aperto nel 1998, ha proposto sinora oltre 1.800 concerti, tutti di alto se non altissimo spessore musicale, principalmente riferibili a jazz, folk, canzone d’autore e world music“, dicevo, allora. Bene: e, dopo 38 anni di gloriosissima storia, grandi numeri, successi, e la stima di mezzo mondo musicale, il Folk Club chiude. Continua a leggere “Folk Club di Torino, addio” →

Stranezze a 33 giri #1 – Il karaoke concettuale: parole che non tornano

Ciao a tutti. Prende oggi il via una nuova rubrica, chiamata “Stranezze a 33 giri“, e dedicata a curiosità, particolarità e – appunto – stranezze del mondo del vinile (o del mondo della musica digitale). Inizio questa serie (che, al momento, non so ancora quante puntate occuperà) con una tipologia che ho voluto chiamare “karaoke concettuale“: seguitemi, e capirete. Continua a leggere “Stranezze a 33 giri #1 – Il karaoke concettuale: parole che non tornano” →

I miei vinili #22 – Cosa ascoltare?

Ciao a tutti. Come sa chi mi legge, in questo blog chiacchiero (e si chiacchiera) moltissimo di musica: e, sempre qui, ho parlato (soprattutto nella rubrica “I miei vinili“) di molti aspetti ad essa legati… Ma ho mai toccato l’argomento “Sì, ma QUALE musica ascoltare?“.

Domanda che potrebbe sembrare una questione di lana caprina: “Ma ovvio! Quella che piace a ognuno di noi!“. Ma sì, certo. Altrettanto vero che “cosa piace a ognuno di noi“, se ci si ragiona un minimo, dipende sempre da un intreccio complesso di fattori: da cosa abbiamo ascoltato da giovani, dalle influenze degli amici, dalla curiosità o indifferenza verso la musica, dai sentimenti e ricordi suscitati da certe canzoni… E, ancora: da cosa rappresenta per noi la musica, dal tempo libero che le vogliamo dedicare, dalla “pancia” e dalle sue vibrazioni, da quale “status sociale” ci danno le nostre preferenze, dall’abitudine o dal rifiuto ad avvicinare cose diverse, e così via. Ci sono persone che usano una scelta di appartenenza musicale come bandiera culturale; altre che si arrovellano su quale disco comprare; e altre ancora che accendono la radio, e cosa c’è, c’è. Continua a leggere “I miei vinili #22 – Cosa ascoltare?” →

Chi non fa musica, lavora! Quando i musicisti cambiano mestiere

Ciao a tutti, come state? Io abbastanza intasato di cose extra-lavoro: un po’ come tutti, in fondo, ma il periodo è davvero “carico”. E a proposito di lavoro ed extra-lavoro, e della Festa del 1° Maggio, oggi pubblico un post che riguarda quegli artisti che, cessata la carriera musicale, si sono messi a fare tutt’altro per campare. Continua a leggere “Chi non fa musica, lavora! Quando i musicisti cambiano mestiere” →

Congelateli tutti! – I Metallica e il giro del mondo in 7 continenti

Ciao a tutti. Questa piccola storia è diretta a tutti voi: ma, in particolare, a quelli che di voi più amano la geografia, i record, e il “metallo pesante”.

Iniziamo da una domanda: quanti sono i continenti della Terra? La risposta non è univoca: per la scuola europea i continenti sono sei (America del Sud e America del Nord sono considerate un unico corpus), per il Comitato Olimpico sono cinque (non c’è l’Antartide), per la tradizione anglosassone invece sono sette: Europa, Asia, Africa, America del Sud, America del Nord, Oceania e Antartide… E poi ci sono altri modelli: a quattro, di nuovo a cinque (ma unendo Asia e Europa), e così via. Ma fermiamoci al modello a sette: perché è da questo presupposto che, nel 2013, i Metallica decidono di tentare una sfida finora mai riuscita… Suonare in tutti e sette i continenti: e nello stesso anno solare! Continua a leggere “Congelateli tutti! – I Metallica e il giro del mondo in 7 continenti” →