Mah-nà mah-nà: di ragazze svedesi, Muppet Show e mucche rosa

Ciao a tutti. Penso che tutti voi – nessuno escluso – conosciate la musichetta del titolo: quella “Mah-nà mah-nà” bizzarra, divertente, leggera, da canticchiare sottovoce, o scherzando con gli amici… Uno di quei motivetti che ti restano in testa, così vacui ma allo stesso così perfetti da diventare – a loro stessa insaputa – un vero classico.

In ogni caso, gli irriducibili che pensano di non sapere di cosa sto parlando, possono cliccare QUI e ascoltare il pezzo: dopo di che, esclameranno “Ah si, ma certo!“. Ciò detto, ecco – se vi interessa – la storia di questo brano. Continua a leggere “Mah-nà mah-nà: di ragazze svedesi, Muppet Show e mucche rosa” →

Il piccolo museo degli orrori: la Schif Parade

Ciao a tutti. Innanzitutto, scusate se negli ultimi 10 giorni non sono intervenuto sui vostri blog, ma sono stato un po’ preso da molte cose, non ultimo (ma non solamente) da alcuni guai di salute: ma ora eccomi qui!
Da tempo ho in mente di fare un post dedicato ai “dischi da portare sull’isola deserta” (che arriverà): come naturale contro-ipotesi, è nata l’idea dei “dischi da lasciare in cantina”. Ma non mi piace fare elenchi “in negativo”: e per fortuna qualcuno prima di me aveva già pensato a una cosa simile!

E’ il 1972, e il venerdì, sul secondo canale radiofonico della Rai, in orario di pranzo, va in onda il programma satirico “I Malalingua“: condotto e diretto da Luciano Salce, si presenta con il sottotitolo esilarante di “spettacolo musicale ad insulti” :-). Nella seconda parte della trasmissione, trova la spazio la “Schif Parade“: sorta di “dark side” della più nota e meritoria “Hit Parade” di Lelio Luttazzi, si propone come la classifica della canzone più brutta, odiata o dileggiata della settimana. Gli ascoltatori sono chiamati a votare, Sabina Arbore (sorella di Renzo) sceglie i titoli, e Luciano Salce – con Bice Valori – enuncia la graduatoria. Continua a leggere “Il piccolo museo degli orrori: la Schif Parade” →

Napoli-Sanremo-Poggioreale: il caso di Mixed by Erry

Ciao a tutti. Come sempre, non essendo un “sanremista”, ma occupandomi per diletto di musica e dintorni, anche quest’anno ho trovato una scappatoia per essere sul pezzo: a modo mio, ovviamente. Si tratta di una storia, più che italiana, tipicamente napoletana: ma che con Sanremo c’entra, in fondo. Una vicenda clamorosa e abbastanza nota, su cui è stato scritto anche un libro e girato un film, e che mi fa piacere raccontarvi. Un caso dove si intrecciano l’atavica arte di arrangiarsi partenopea, un talento “imprenditoriale” sopraffino, l’amore per la musica e il codice civile (e penale): il caso dei fratelli Frattasio, e di Mixed by Erry. Continua a leggere “Napoli-Sanremo-Poggioreale: il caso di Mixed by Erry” →

I miei vinili #21 – E la musica classica?

Ciao a tutti. Da quando ho aperto il Blog, con la musica vi ho fatto una capa tanta, come si dice a Bressanone… Ogni occasione è buona, per parlarvene: l’altro giorno un collega di blog ha scritto che la mia, se deformazione professionale è, è una bella deformazione. Chissà. Fatto sta che mi sono accorto che sì, di musica vi parlo molto spesso, ma di rock-pop-folk-jazz: qualcuno potrebbe chiedere “Ma la classica ti piace?”. Continua a leggere “I miei vinili #21 – E la musica classica?” →

“E’ rosso!” – Antonio Albanese e la storia di un piccolo tormentone

Se vi piacciono le storie delle musichette che conosciamo tutti senza sapere bene da dove arrivino, ne ho raccontate altre due: Mah Na Mah Na e quelle famose sette note fra conigli, vecchie e insetticida.

 

Ciao a tutti. E’ martedì, e la mia signora e io siamo a pranzo per il nostro anniversario: il posto, un bel ristorante nelle vicine Langhe… A Barbaresco, per la precisione. E si sa, l’omonimo vino è uno dei rossi più apprezzati (e prezzati) d’Italia: personalmente, lo preferisco al barolo. Comunque: il posto è elegante ma non affettato, e i camerieri amichevoli. Ovviamente, dopo la scelta del menù, ecco il sommelier: per noi “sprecato”, visto che non siamo intenditori e che, quando usciamo, non beviamo più di un (buon) bicchiere a testa. Ma subito (no, il sommelier di sala non c’entra per nulla, e tutto fuorché artefatto!) la mente va a quel suo buffo “collega” impersonato da Antonio Albanese, Alain Tonné: vanesio, esagerato, con le sue mosse pelviche e il sussiego di chi vanta una competenza che non ha, e che dopo mille ancheggiamenti, mossette, occhiate, annusate e boccucce, alla fine emette seriosamente sentenze banali come “E’ rosso!”, “Fa cagare!, “… Profumo di mughetto… delicato… retrogusto di coriandolo… una goccia di lime. ..è bagnoschiuma!”. Uno spettacolo, che penso molti di voi abbiano presente: e che a me ha sempre fatto ridere moltissimo! E, assieme, mi ricordo di quella canzonetta, a ritmo brasileiro – “More” – che in sottofondo accompagna sempre questi sketch. Ecco, se volete, la sua storia. Continua a leggere ““E’ rosso!” – Antonio Albanese e la storia di un piccolo tormentone” →

“Fairytale of New York”: la non-favola di Natale

Ciao a tutti, e buon Natale. Buon Natale, si: ma non tutti i Natali sono buoni. Ci sono Natali trascorsi al capezzale di un caro, altri in cui sei sotto le bombe, altri ancora passati a dormire in un ricovero per sbandati, o semplicemente in cui tutto ti sembra inutile, triste e senza scopo. Al di là delle retoriche e delle frasi fatte, Natale può diventare uno dei giorni più tristi dell’anno, traboccante rimpianti, sogni e occasioni perdute.

E ben lo sanno Shane MacGowan e i suoi celtic-punk Pogues, che nel 1987 pubblicano “Fairytale of New York“: brano uscito prima come singolo, e poi incluso nell’album “I If Should Fall From Grace with God”, e che gronda irlandesità e alcol da ogni nota. La storia del pezzo è lunga, travagliata e piena di ostacoli: basti dire che, dall’idea iniziale, ci vogliono due anni per venirne a capo… Ma ne vale la pena.

Sebbene il singolo non guadagni mai il primato di “numero uno di Natale” nel Regno Unito, negli anni conquista così tanto affetto e rispetto da diventare, in quel pase, la canzone natalizia più ascoltata del 21° secolo. Come sapete non mi lascio trasportare troppo da confidenze e emozioni, nei miei post, ma qui lo devo ammettere: quando ascolto questa canzone, mi viene sempre il magone. Continua a leggere ““Fairytale of New York”: la non-favola di Natale” →