Domani avvenne: da lunedì 20 dicembre 2021 a domenica 26 dicembre

20 Dicembre 1957: a Barking (UK) nasce Billy Bragg. Dopo i primi passi nel gruppo punk Riff Raff, Billy inizia a girare i pub armato di sola chitarra, come un vecchio protest songster del Village. E tale resta per tutta la sua lunga carriera: Bragg si spende per una canzone decisamente politicizzata, anti Thatcher prima e pro Labour dopo, a favore della working class e contro le ideologie di destra. Dice di sé: “ Io non sono un cantautore politico. Sono un cantautore onesto e cerco di scrivere onestamente su ciò che vedo intorno a me in questo momento”. Chapeau!

21 Dicembre 1960: negli studi della Atlantic, il sassofonista Ornette Coleman incide “Free Jazz: a Collective Improvvisation“. Opera complessa e ostica, consta di un’unica improvvisazione free form di 40 minuti, gestita in contemporanea da due quartetti (uno collocato sul canale destro dello stereo, l’altro sul sinistro): il disco, pubblicato nel 1961, è considerato il punto di partenza per lo sviluppo del movimento “Free Jazz”. D’altronde, basta leggere il titolo!

22 Dicembre 1948: a Chicago nasce Rick Nielsen. Chitarrista elettrico, nel 1973 fonda i Cheap Trick: dopo aver aperto per artisti di fama mondiale, la band riesce a stringere un contratto con la Epic, e nel 1977 ottiene i primi successi. Il live “At Budokan” (1979) proietta i Cheap Trick verso la fama mondiale, grazie a un Power Pop citazionista e fracassone. Famose le loro “I Want You To Want Me” e “Surrender”.

23 Dicembre 1941: a Eugene (Oregon) nasce Tim Hardin. Cantante e autore di spirito folk, fra i più assidui frequentatori del Greenwich Village, riesce a ottenere un contratto solo nel 1966, ma ottiene subito buona notorietà con brani come “If I Were a Carpenter” e “Reason to Believe”… Ma purtroppo la dipendenza da eroina, forse contratta durante il periodo nei Marines, ne mina la salute e la costanza: e nel 1980 ne segnerà la fine.

24 Dicembre 1945: a Stoke-on-Trent (UK) emette il primo grugnito Ian Fraser Kilmister. A 10 anni guadagna il soprannome di Lemmy (“caprone”), che lo accompagnerà per tutta la vita: bassista elettrico, nel 1971 entra negli Hawkwind, storico gruppo space rock inglese, che deve lasciare dopo 4 anni, a causa di un arresto per uso di anfetamine. Subito dopo fonda il trio dei Motörhead, che propone un innovativo crossover fra metal, punk, speed e rock’n’roll: e inizia la leggenda. Il suo look dai baffoni ottocenteschi e simboli prussiani, la voce roca, il cappello da cowboy, la testa protesa costantemente verso il microfono (appeso in alto) ne fanno una delle icone più truci e assieme simpatiche del rock.

25 Dicembre 2006: ad Atlanta, provato da un tumore alla prostata, e stroncato da un’aritmia cardiaca sopravvenuta a seguito di una polmonite, a 73 ci lascia James Brown. Il “padrino del Soul”, l’uomo di “Sex Machine”, “I Got You” e “It’s a Man’s Man’s Man’s World”, il fiero Repubblicano che rifugge ogni paternalismo e il “Soul Brother Number One” della comunità nera, si è meritato fino alla fine il titolo di “hardest working man in show business“: il suo ultimo concerto avviene il 21 Dicembre 2006, quattro giorni prima della morte.

26 Dicembre 1976: i Sex Pistols, ai Wessex Studios di Londra, incidono lo storico singolo “God Save the Queen“. Uno dei brani più famosi e provocatori del punk inglese doveva in origine chiamarsi “No Future”, ma l’astuto manager Malcolm McLaren convince la band a cambiarne il titolo e a ritardarne l’uscita, per farla coincidere con il Giubileo per il 25° anniversario della salita al trono di Elisabetta II. Dichiarò il leader Johnny Rotten: “Non si scrive una canzone così perché si odiano gli inglesi. Si scrive una canzone come questa perché si amano e si è stanchi di vederli maltrattati”.

Domani avvenne: da lunedì 9 novembre 2020 a domenica 15 novembre

9 Novembre 1941: a Berkeley (California) nasce Tom Fogerty. Dopo l’esperienza in gruppi amatoriali di rock’n’roll, nel 1962 entra nel gruppo del fratello minore John, The Blue Velvets: complesso che, nel ’65, diventa The Golliwogs, e nel ’68 assume il definitivo e leggendario nome di Creedence Clearwater Revival. Invidioso del talento compositivo e dalla iconica voce del più dotato fratello, Tom lascia i Creedence nel ’71 e intraprende un’incerta carriera solista: il resto della vita – terminata nel 1990 – sarà spesa in continue liti personali e giudiziarie con John.

10 Novembre 2015: all’età di 77 anni, dopo aver tenuto un concerto a Madrid (Spagna) ci lascia Allen Toussaint. Pianista e compositore, a 17 anni inizia a suonare nei nightclub di New Orleans, e a fine degli anni Cinquanta fonda una casa discografica prestando il suo  genio di autore e produttore ad alcuni talenti locali (Irma Thomas, Ernie K-Doe Benny Spellman e i Neville Brothers), con brani (“Pain in My Heart”, “Time is On My Side”, “Fortune Teller”) che troveranno fama tardiva nelle cover milionarie di rocker del calibro di Rolling Stones, Yardbirds, Otis Redding, The Who e Ringo Starr.

11 Novembre 2015: a Londra, dopo una lunga malattia, muore “Philthy Animal” Taylor. Batterista, nel 1975 si unisce alla hard-rock band Motorhead, sostituendo Lucas Fox. Nel 1980, dopo la registrazione di “Ace of Spades”, ha un incidente al collo, che ne inibisce la capacità performativa per più di un anno. La sua carriera nei Motorhead si interrompe nel 1984, per poi riallacciarsi nel 1987 e fino al ’92 (undici gli album incisi).

12 Novembre 1945: a Toronto (Canada) nasce Neil Young. Colpito da poliomielite infantile, si approccia alla musica da adolescente, passando prima attraverso gruppi garage e poi sposando il filone folk: emigrato negli Stati Uniti, nel ’66 fonda i Buffalo Springfield, e successivamente al loro scioglimento inizia ad alternare la carriera solistica (in compagnia della backing band Crazy Horse) alla collaborazione con Stephen Stills, Graham Nash e David Crosby. Una carriera di altissimo livello, la sua, e caratterizzata da un continuo rimbalzo fra gli amori della giovinezza: delicatissimi acquerelli folk, e chitarre elettriche rudemente strapazzate… Non per nulla, è stato insignito del titolo morale di “padre del grunge”.

13 Novembre 1964: i Rolling Stones pubblicano il singolo “Little Red Rooster“: cover dell’omonimo blues di Willie Dixon (già pubblicato da Howlin’ Wolf), è inciso ai Chess Studios di Chicago durante il tour negli States. Si tratta di un’eccellente rivisitazione, con una scintillante performance di Brian Jones alla slide, premiata da un numero uno in classifica (rarità assoluta per un pezzo blues).

14 Novembre 1952: la rivista New Musical Express pubblica la prima “Record Hit Parade” mai data alle stampe nel Regno Unito. Al primo posto troviamo “Here in My Heart” di Al Martino.

15 Novembre 1966: i Doors firmano un contratto discografico con la Elektra, che prevede la realizzazione di 7 album. Il presidente della casa discografica, Jac Holzman, è introdotto ai Doors dalle raccomandazioni di Arthur Lee, cantante dei Love (già sotto contratto Elektra): dopo alcune settimane di titubanze, grazie ad alcune performance magnetiche cui assiste, alla fine Jac si convince: e il resto è storia.

Domani avvenne: da lunedì 16 settembre 2019 a domenica 22

“Settembre, è tempo di dominare il fuoco”

16 Settembre 1977:  il frontman e chitarrista dei Tyrannosaurus Rex, ispiratore di David Bowie e primo demiurgo del Glam Rock, Marc Bolan (nome d’arte di Mark Feld), muore a Londra, a sole due settimane dal trentesimo compleanno. Dopo una cena, alla guida una Mini, perde il controllo e va a sbattere contro un albero: anni prima, scherzando, aveva dichiarato che non sarebbe morto a bordo di una Porsche, come il suo idolo James Dean, ma che essendo basso di statura gli sarebbe potuto capitare guidando una Mini…

17 Settembre 1926: a Memphis nasce William “Billy” Black. Contrabbassista semi-professionista di ambito honky-tonk (per mantenersi lavora alla fabbrica Firestone), nel 1954 è chiamato dal produttore Sam Phillips per accompagnare, assieme al chitarrista Scotty Moore, un giovane di belle speranze, tal Elvis Presley. I “Blue Moon Boys” (così si faranno chiamare) sono il gruppo con cui Elvis sale alla ribalta, e passa dalla piccola Sun Records alla major RCA: ma nel ’57, complici i diktat del Colonnello Parker, arriva la rottura. Black fonda allora un piccolo complesso, il Bill Black’s Combo, che ottiene un discreto successo col singolo “Smokie”. Il suo stile al contrabbasso, carico di slap, e il suo modo di stare sul palco, dall’allegria contagiosa, sono una delle chiavi del successo del giovane Presley.

18 Settembre 1899: il pianista di colore Scott Joplin deposita lo spartito di “Maple Leaf Rag“, per l’editore “John Stark and Son”. Questa composizione contende a “The Entertainer”, dello stesso Joplin, il primato di partitura ragtime strumentale più famosa e venduta della storia: si parla di oltre un milione di spartiti in tutti gli Stati Uniti, cifra che ha poi permesso a Scott di vivere di diritti d’autore per il resto della sua breve vita.

19 Settembre 2006: a 77 anni passa a miglior vita (forse…) Danny Flores, in arte Chuck Rio. Saxofonista e chitarrista, nel ’57 con l’aiuto di altri professionisti fonda il gruppo The Champs: durante una session col cantante rockabilly Dave Burgess, i tre compari prendono una pausa e si lanciano in una jam infuocata: un riff dalla sbalorditiva orecchiabilità, immerso in un tripudio di umori latini e con un caldissimo assolo di sax nel break… Il testo è un trionfo di minimalismo: la parola “Tequila”, pronunciata per tre volte con tono torvo e cavernoso, è anche un titolo perfetto. Il disco di Burgess esce a Gennaio del 1958, ma è il lato B, “Tequila”– scoperto e lanciato da un dj di Cleveland – a scalare le hit e  volare al primo posto della Hot100.

20 Settembre 1947: a Bagnara Calabra nasce Domenica Rita Adriana Bertè. Mimì (questo il suo soprannome infantile) debutta nel ’62 come “cantante yè-yè”, ma trova la sua strada solo nel ’71: adotta il nome d’arte di Mia Martini (“Mia” come “Mia Farrow”, e “Martini” perchè è una delle parole italiane più famose all’estero), pubblica l’importante album “Oltre la collina”, e inizia una carriera di alterne fortune commerciali (“Minuetto”, “Piccolo uomo”, “Almeno tu nell’universo”, “Gli uomini non cambiano”), sempre all’insegna dell’unanime apprezzamento della critica e di una voce di grande duttilità ed espressività. Ma la vita non sarà facile: anzi…

21 Settembre 1954: a Chesterfield (UK) nasce Phil Taylor. Batterista di furiosa esuberanza, nel 1975 si unisce alla rock’n’hard band Motorhead, e si guadagna il nomignolo di Philthy Animal Taylor: la sua permanenza nel complesso, fra liti, riappacificazioni e progetti paralleli, si protrae sino al 1992.

22 Settembre 1985: a Champaign, Illinois, prende il via il primo Farm Aid, concerto di beneficenza per raccogliere fondi a sostegno delle imprese agricole familiari, in grave crisi finanziaria. Grazie alla partecipazione volontaria di star come Bob Dylan, Billy Joel, B.B. King, Roy Orbison, Bon Jovi, Carole King, Willie Nelson, Lou Reed, Neil Young e Tom Petty, riesce a raccogliere ben 9 milioni di dollari. Fatta eccezione per il 1991, il Farm Aid è diventato da allora un evento a cadenza annuale.