Domani avvenne: da lunedì 22 luglio 2019 a domenica 28 luglio

Dalla montagna, le caprette vi fanno ciao (e anche noi!)

22 Luglio 1954: a Jersey City, in una famiglia di origini italiane, nasce Al DiMeola. A 22 anni si iscrive al Berklee College of Music di Boston, dove mette in mostra un talento mostruoso per la chitarra; nel ’74 si unisce alla Chick Corea band, e diventa uno dei professionisti più importanti del giro fusion e jazz. Lo studioso Robert Lynch ha dichiarato: “Nella storia della chitarra elettrica, nello sviluppo dello strumento dal punto di vista puramente tecnico nessuno ha fatto di più di Di Meola. La sua conoscenza completa dei vari stili e scale è semplicemente incredibile”. Da non dimenticare, inoltre, la partnership con Paco de Lucia e John McLaughlin, culminata nello storico live “Friday Night in San Francisco“.

23 Luglio 1966: l’album “Strangers in the Night“, di Frank Sinatra, pubblicato dalla Reprise Records, raggiunge il primo posto della classifica di Billboard. Nella scaletta, oltre alla celeberrima title track, troviamo anche “All or Nothing at All” e “The Most Beautiful Girl in the World”.

24 Luglio 1965: a Belfast nasce Jim Armstrong. Chitarrista di ispirazione blues, è con Van Morrison nel periodo d’oro dei Them, fra il 1964 e il ’66: anni nei quali è votato come terzo miglior chitarrista del mondo. La sua carriera, dopo l’abbandono dei Them, continua fra lavori da session man e diversi progetti musicali estemporanei.

25 Luglio 1983: per l’etichetta Megaforce, esce sul mercato l’album d’esordio dei Metallica, “Kill ‘Em All“. Il disco, in origine, doveva chiamarsi col casto titolo di “Metal Up Your Ass” ma, incazzato nero per il rifiuto dei produttori, Cliff Burton esclamò “”Fuck them, kill them all”… E voilà! Vero e proprio monumento dello speed metal, l’album vede nella tracklist brani storici come “Hit The Lights”, “Whiplash” e “Seek & Destroy”.

26 Luglio 1949: a King’s Lynn, UK, nasce Roger Meddows-Taylor. Polistrumentista, percussionista, cantante e autore, è principalmente conosciuto per essere il batterista dei Queen, per cui ha scritto anche una buona serie di hit (“I’m in Love with My Car”, “Radio Ga Ga”, “A Kind of Magic” e “These Are the Days of Our Lives”). Dotato di una elevata estensione vocale, ha collaborato a tutti i cori dei Queen… e “Galileo Galileo Figaro” di “Bohemian Rhapsody” è tutta roba sua! Non secondaria, infine, la carriera solista.

27 Luglio 1930: a Glasgow nasce Andy White. Diciassettenne, è già batterista professionista: e, dopo alcuni anni passati a suonare swing, giunge alla corte del teen-idol inglese Bill Fury. Nel 1962 arriva l’occasione per cui passa alla storia: George Martin, non ancora convinto delle capacità di Ringo Starr, lo chiama a suonare la batteria nelle incisioni di “Love Me Do” e “P.S. I love you” dei Beatles… Almeno di quelle inserite nell’album d’esordio: nelle versioni a 45 giri, invece, tornerà alle pelli Ringo Starr.

28 Luglio 1949: a Como, 70 anni fa (come passa il tempo), nasce Marco Ferradini. Dopo la solita trafila in gruppi amatoriali e la partecipazione, come autore e corista, a diversi jingle pubblicitari e sigle tv, nel 1981 pubblica il singolo per è ancora oggi famoso: “Teorema“. Questa riflessione dolce-amara sulle corrette strategie per tenersi accanto chi si ama è entrata nella cultura italiana fino a sfiorare l’archetipo: come ben sanno, fra gli altri, anche Aldo, Giovanni e Giacomo, che hanno costruito una delle loro migliori gag proprio sui versi di questa canzone.

L’ultima luna: #5 – Eclissi totale

E se fosse solamente formaggio verde?

E’ con questo titolo (“So What if It’s Just Green Cheese?“), bizzarro, irriverente e decisamente british, che la BBC propone al pubblico il suo speciale dedicato al “grande passo per l’umanità”. La puntata del 20 Luglio 1969 della serie “Omnibus” include letture di citazioni e di poesie sulla luna di Ian McKellen e Judi Dench, le esibizioni del Dudley Moore Trio, della cantante jazz Marion Montgomery e, per quello che qui più interessa, un commento musicale improvvisato dai Pink Floyd… E figurati se potevano fare a meno di invitarli, visto che la nomea di “band spaziale” gli si era appiccicata addosso, fastidiosa e tenace come chewing-gum a una scarpa.

“Eravamo in uno studio televisivo della BBC “, ha ricordato David Gilmour, “Era una trasmissione in diretta e c’era un gruppo di scienziati da un lato e noi dall’altro. Avevo 23 anni. È stato fantastico pensare che eravamo lì dentro a comporre un pezzo di musica, mentre gli astronauti erano in piedi sulla Luna”.

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L’ultima luna: #4 – Luna nuova

Io conosco il canto dell’Africa, della giraffa e della Luna Nuova africana, distesa sul suo dorso

Cielo di Marzo di luna nuova
sogni di fortuna,
saggi ubriachi tra i fuochi accesi
a bruciar paure

E’ così che, dopo tre minuti buoni di sarabanda sonora, la PFM, rallentato il ritmo, intona il suo canto alla “Luna nuova“. Quella luna che non si vede ma che da sempre e ovunque è simbolo della chiusura di un cerchio e di un nuovo inizio, di rinnovamento e trasformazione. Il motivo iniziale, dal chiaro sapore barocco, è guidato dal violino; subito dopo entra il Moog e la band, lanciata dal flauto, propone il secondo tema, mentre Di Cioccio si scatena in tempi spezzati e coloriture ritmiche (eh si, Franz è uno dei pochi batteristi capaci davvero di emozionarmi…).

Dopo la pausa “lunare” del primo cantato, che accosta tradizioni rurali, vaghe mitologie e simbolismi, arriva una sezione autenticamente spaghetti-prog, in un solido 4/4: prologo al grandioso finale, costruito sulla ripresa dei due temi, condotta in un accelerando sempre più difficile e virtuosistico. Un pezzo di bravura, insomma, che riesce a coinvolgere col suo calore mediterraneo e con un notevole senso della melodia: la vera arma in più della PFM.

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Domani avvenne: da lunedì 15 luglio 2019 a domenica 21 luglio

Dalle vacanze, una buona settimana a voi lavoratori!

15 Luglio 1956: a New York, da una famiglia di origini italiane, nasce Joseph “Joe” Satriani. Ammaliato da Jimi Hendrix, a 14 anni impara a suonare la chitarra, ed è così bravo che quattro anni dopo apre una scuola: fra i suoi allievi troviamo chitarristi divenuti più tardi dei veri e propri guitar hero, come Steve Vai, Kirk Hammett e Larry LaLonde. Per conoscere la fortuna commerciale, il grande Joe dovrà però attendere il 1987, con “Surfing whit the Alien”, per cui riceve il disco di platino, e che mette in mostra la sua grandissima abilità.

16 Luglio 2012: a Nashville, a 83 anni, ci lascia Ellen Muriel Deason, in arte Kitty Wells. Kitty è la prima donna a conquistare la vetta delle classifiche country: tutto merito del controverso “It wasn’t God Who Made Honky-tonk Angels” (1952), che osa proporre – nel conservatore mondo del country – un messaggio proto-femminista.

17 Luglio 1968: al London Pavillion di Piccadilly Circus ha luogo la premiere del film Yellow Submarine“. Pellicola d’animazione firmata da George Dunning, mostra una grafica vicina alla pop art e al surrealismo, ed è un inno ai Beatles (le cui canzoni costituiscono lo spunto narrativo e la colonna sonora), alla Swinging London e alla moda psichedelica.

18 Luglio 1941: nel Kentucky nasce Lonnie McIntosh. A soli 13, assediato dalla musica, lascia la scuola e intraprende la carriera professionista. Nel 1963, assunto il nome di Lonnie Mack, grazie all’esplosivo strumentale “Memphis”, diventa un mito vivente: è ora universalmente riconosciuto come l’inventore e il maestro del cosiddetto “roadhouse rock”, una veemente miscela di country blues, rhythm’n’blues, soul, blues urbano e rock’n’roll… Genere bastardo, giocato sul calore espressivo, su un serrato ritmo rock, su una band minimale (chitarra, batteria, basso) e su un sound torrido, con ampie improvvisazioni strumentali, esplosive e tecnicamente complesse.

19 Luglio 1966: dopo due anni di fidanzamento Frank Sinatra e Mia Farrow si sposano. Lui ha 50 anni, lei solo 21, l’amico Dean Martin ammonisce Frank (“Cristo, non sai in che guaio ti stai cacciando: ho bottiglie di whisky più vecchie di quella ragazzina!”), e forse ha ragione: il matrimonio si scioglie solo due anni dopo, nel ’68.

20 Luglio 1947: a Autlán de Navarro (Messico), da una famiglia di musicisti, nasce Carlos Santana. Chitarrista autodidatta, appassionato di blues, sul tramonto degli anni Sessanta sposta la sua attenzione sulle ritmiche latine: la performance al Festival di Woodstock – con un’infuocata “Soul Sacrifice” di 11 minuti – sbalordisce il pubblico, e sancisce l’affermazione mondiale della Santana band. Virtuoso della chitarra, entusiasta e curioso, Carlos non si è fermato al latin-rock (di cui può legittimamente considerarsi l’inventore), ma ha dialogato con successo anche con jazz, salsa, rock, canzone melodica, fusion e psichedelia: è, inoltre, discepolo del guru Sri Chinmoy, che ha battezzato il buon Carlos col nome di “Devadip”, ovvero “Lanterna e Occhio di Dio”.

21 Luglio 2005: a 64 anni muore “Long John” Baldry. Cantante e chitarrista, è fra i maggiori responsabili della prima ondata del Blues Revival inglese: nel ’62 è alla corte della Blues Incorporated di Alexis Korner, in cui suonano episodicamente anche Mick Jagger, Charlie Watts e Jack Bruce; nel ’63 è con Jimmy Page e Nicky Hopkins; nel ’66 fa esordire il giovanissimo pianista Elton John… E poi attraversa il resto della carriera fra cadute improvvise e improvvise resurrezioni.

L’ultima luna: #3 – Luna calante

La luna e l’amore, quando non crescono più, calano

La luna calante incarna il momento in cui la natura e lo spirito rallentano, si radicano e si purificano, preparandosi alla rinascita: psicologicamente, siamo nel territorio dell’introspezione e della riflessione, e se vogliamo della malinconia.

Ed è sicuramente con malinconia che il grande Fred Buscaglione intona, con virile garbo da crooner, “Guarda che luna“:

Guarda che luna, guarda che mare,
da questa notte senza te dovrò restare
folle d’amore vorrei morire
mentre la luna di lassù mi sta a guardare

Stupisce un po’ una tale seriosità in chi per anni ha incarnato il personaggio del gangster dal cuore buono, impacciato e quasi comico nel voler riprodurre in salsa italiana le suggestioni hard boiled americane… Ma Fred, nel ’59, è un po’ stanco del ruolo che – con la complicità del geniale paroliere e amico Leo Chiosso – si è cucito addosso, e dichiara: «Prima che la gente mi volti le spalle, Fred il duro sparirà, ed io tornerò ad essere solo Ferdinando Buscaglione». E arrivano canzoni melodiche, come “Non partir”, “Al chiar di luna porto fortuna” (sempre lei, in cielo…) e appunto “Guarda che luna”: scritta da Cesare Pallesi e Walter Malgoni, è una canzone dalla melodia facilmente memorizzabile e dal forte impatto emotivo, anche se un filo troppo melodrammatica. Una canzone che è piaciuta (a Milva), piace (anche all‘insospettabile Paolo Nutini) e piacerà, e che – nella versione dell’altro Fred, Bongusto – è stata scelta da Pedro Almodovar per il suo film “La legge del desiderio”.

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Domani avvenne: da lunedì 8 luglio 2019 a domenica 14 luglio

Ciaooooo…

8 Luglio 1914: a Pittsburgh nasce Billy Eckstine. Divenuto famoso come cantante dal profondo timbro baritonale, polistrumentista e leader di una big band, ha una importante influenza sul jazz moderno, e sul Be Bop in particolare: nella sua orchestra hanno infatti trovato ospitalità talenti non ancora noti come Dexter Gordon, Charlie Parker, Dizzy Gillespie, Miles Davis, Art Blakey e Sarah Vaughan. Billy è inoltre il primo nero a firmare un contratto (principesco) con una major, la MGM.

9 Luglio 1946: in Scozia vede la luce Ronald “Bon” Scott. Emigrato, a 6 anni, in Australia a seguito della famiglia, entra come cantante nella band Fraternity: poco dopo il loro scioglimento, e ripresosi da un brutto incidente motociclistico, Bon conosce i fratelli Angus e Malcolm Young, dei neo-formati AC/DC. Impressionati dal talento e dall’energia del ragazzo, gli Young licenziano il cantante Dave Evans e assumono in pianta stabile Scott: che rimarrà negli AC/DC in qualità di frontman e paroliere fino alla sua morte, nel 1980.

10 Luglio 2000: per la Parlphone, esce l’album di debutto dei Coldplay, “Parachutes“: a breve tempo dalla pubblicazione il disco arriva in testa alla classifica inglese, e ai primi posti di quelle mondiali. Fra i brani, dominati da sonorità acustiche e da testi molto intensi e personali, troviamo “Shiver”, “Yellow” e “Trouble”.

11 Luglio 1993: a Manhattan ci lascia, all’età di 82 anni, Mario Bauzá. Di nascita cubana, trombettista, autore e arrangiatore, grazie al lavoro con la band The Afro-Cubans si propone fra i più importanti responsabili della nascita del latin-jazz: genere di frontiera che accosta il jazz americano e i vivaci ritmi della tradizione cubana, e la cui onda d’urto si propagherà a lungo, investendo a cascata tutta la produzione moderna.

12 Luglio 1950: a Brooklyn nasce Paul Charles Caravello. Figlio di immigrati siciliani, per imitare il suo idolo Ringo Starr si fa comprare una batteria, e si sistema dietro alle pelli in alcune band amatoriali. Nel 1980, dopo un’audizione indetta per trovare un sostituto all’appena fuoriuscito Peter Criss, entra in pianta stabile nei Kiss col nome d’arte di Eric Carr, e adotta il travestimento della volpe.

13 Luglio 1939: sul 78 giri della Brunswich Records “The Bottom of My Heart” / “Melancholy Mood”, a nome di Harry James and His Orchestra, fa il suo debutto discografico assoluto il ventitreenne cantante Frank Sinatra. E sono passati 80 anni…

14 Luglio 1939: nel Middlesex nasce Brian Maurice Holden. Sponsorizzato dal cognato Joe Barbera (sì, quello dei cartoon), l’inquieto Brian si lancia nell’ardua impresa di portare il rock’n’roll nella fredda Inghilterra. Con lo pseudonimo di Vince Taylor pubblica, nel ’59, la grandiosa “Brand New Cadillac”, e sbanca le classifiche di mezza Europa. Un’accoppiata fantastica: Vince è uno straordinario cantante, un animale da palcoscenico che, con la sua immancabile giacca di pelle e catena da biker al collo, fa il verso all’americano Gene Vincent; mentre la canzone, torva quanto basta, e sorretta da un pulsante giro di chitarra, beneficia di un brillante assolo dell’ottimo Joe Moretti. E della sua canzone si ricorderanno i Clash, giusto vent’anni dopo.