La musica ribelle

L’entusiasmo per i teen-idol tiene compagnia ai giovani inglesi per circa quattro anni, dal 1958 al ’62, ma inizia presto a mostrare la corda: quel pubblico nato col rock’n’roll, e che per qualche tempo ha dovuto sopportare Steele e Faith, non si è dimenticato dei brividi trasmessi da Berry e Richard, e ha continuato a tenersi aggiornato: chi rincorrendo sulle frequenze radio i suoni non addomesticati del recente passato, chi seguendo i consigli delle poche riviste specializzate, chi ascoltando i dischi prestati da un amico, e chi passando le serate nei club.

Qualcuno è pure diventato un musicista… Ma non è una vita facile. Non che manchino gli spazi per suonare – e i numerosi Skiffle Club prima, e i Folk Club dopo, ne sono un esempio: è che, in questi anni, passare dal dilettantismo al successo è davvero un’impresa. Negli Stati Uniti al rock’n’roll (e alla teen music in genere) ci si era arrivati gradualmente, attraverso il rapporto continuo fra pubblico e artista, mediato da una rete capillare ed efficiente di radio specializzate e disc jockey indipendenti. In Inghilterra questo non è possibile: quattro major e due radio, per natura conservatrici, e null’altro. Se spettatori e musicisti vogliono comunicare, devono necessariamente bypassare il sistema e concentrarsi sulla faticosa trafila delle esibizioni dal vivo: banco di prova senza cui nessuna casa discografica scommetterà mai su un certo cantante.

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Domani avvenne: da lunedì 8 luglio 2019 a domenica 14 luglio

Ciaooooo…

8 Luglio 1914: a Pittsburgh nasce Billy Eckstine. Divenuto famoso come cantante dal profondo timbro baritonale, polistrumentista e leader di una big band, ha una importante influenza sul jazz moderno, e sul Be Bop in particolare: nella sua orchestra hanno infatti trovato ospitalità talenti non ancora noti come Dexter Gordon, Charlie Parker, Dizzy Gillespie, Miles Davis, Art Blakey e Sarah Vaughan. Billy è inoltre il primo nero a firmare un contratto (principesco) con una major, la MGM.

9 Luglio 1946: in Scozia vede la luce Ronald “Bon” Scott. Emigrato, a 6 anni, in Australia a seguito della famiglia, entra come cantante nella band Fraternity: poco dopo il loro scioglimento, e ripresosi da un brutto incidente motociclistico, Bon conosce i fratelli Angus e Malcolm Young, dei neo-formati AC/DC. Impressionati dal talento e dall’energia del ragazzo, gli Young licenziano il cantante Dave Evans e assumono in pianta stabile Scott: che rimarrà negli AC/DC in qualità di frontman e paroliere fino alla sua morte, nel 1980.

10 Luglio 2000: per la Parlphone, esce l’album di debutto dei Coldplay, “Parachutes“: a breve tempo dalla pubblicazione il disco arriva in testa alla classifica inglese, e ai primi posti di quelle mondiali. Fra i brani, dominati da sonorità acustiche e da testi molto intensi e personali, troviamo “Shiver”, “Yellow” e “Trouble”.

11 Luglio 1993: a Manhattan ci lascia, all’età di 82 anni, Mario Bauzá. Di nascita cubana, trombettista, autore e arrangiatore, grazie al lavoro con la band The Afro-Cubans si propone fra i più importanti responsabili della nascita del latin-jazz: genere di frontiera che accosta il jazz americano e i vivaci ritmi della tradizione cubana, e la cui onda d’urto si propagherà a lungo, investendo a cascata tutta la produzione moderna.

12 Luglio 1950: a Brooklyn nasce Paul Charles Caravello. Figlio di immigrati siciliani, per imitare il suo idolo Ringo Starr si fa comprare una batteria, e si sistema dietro alle pelli in alcune band amatoriali. Nel 1980, dopo un’audizione indetta per trovare un sostituto all’appena fuoriuscito Peter Criss, entra in pianta stabile nei Kiss col nome d’arte di Eric Carr, e adotta il travestimento della volpe.

13 Luglio 1939: sul 78 giri della Brunswich Records “The Bottom of My Heart” / “Melancholy Mood”, a nome di Harry James and His Orchestra, fa il suo debutto discografico assoluto il ventitreenne cantante Frank Sinatra. E sono passati 80 anni…

14 Luglio 1939: nel Middlesex nasce Brian Maurice Holden. Sponsorizzato dal cognato Joe Barbera (sì, quello dei cartoon), l’inquieto Brian si lancia nell’ardua impresa di portare il rock’n’roll nella fredda Inghilterra. Con lo pseudonimo di Vince Taylor pubblica, nel ’59, la grandiosa “Brand New Cadillac”, e sbanca le classifiche di mezza Europa. Un’accoppiata fantastica: Vince è uno straordinario cantante, un animale da palcoscenico che, con la sua immancabile giacca di pelle e catena da biker al collo, fa il verso all’americano Gene Vincent; mentre la canzone, torva quanto basta, e sorretta da un pulsante giro di chitarra, beneficia di un brillante assolo dell’ottimo Joe Moretti. E della sua canzone si ricorderanno i Clash, giusto vent’anni dopo.