Domani avvenne: da lunedì 16 novembre 2020 a domenica 22 novembre

16 Novembre 1931: a Greenwood (Mississippi) nasce Hubert Sumlin. Chitarrista d’ambito blues, raggiunge la fama al fianco del grande bluesman “urbano” Howlin’ Wolf, con cui rimane dal 1954 sino al ’76. “Goin’ Down Slow”, “Spoonful” e “Little Red Rooster” contengono le sue migliori performance. Alla sua morte, avvenuta nel 1980, Mick Jagger e Keith Richards hanno chiesto (e ottenuto) di pagare il costo del suo funerale.

17 Novembre 1957: il singolo di “Mary’s Boy Child” di Harry Belafonte arriva al primo posto della classifica inglese. Brano natalizio dalla melodia piena di sentimento, è il primo numero uno a superare il milione di copie nel mercato inglese, e il primo la cui durata sfonda il muro dei 4 minuti.

18 Novembre 2003: a Londra, all’età di 55 anni, dopo aver combattuto contro la sclerosi multipla, ci lascia Michael Kamen. Compositore, musicista e direttore d’orchestra statunitense, nella sua breve vita ha collaborato (e suonato), fra gli altri, con artisti del calibro di Pink Floyd, Queen, Eric Clapton, Aerosmith, Metallica, Sting e Coldplay.  Fra le sue colonne sonore, citiamo “Brazil, “X-Men”, “Highlander” e “Arma letale”. Una curiosità: avrebbe dovuto partecipare allo storico concerto dei Pink Floyd a Venezia (1989), ma la sua barca rimase bloccata dalle molte altre assiepate davanti fronte al palco galleggiante!

19 Novembre 2007: a Las Vegas ci lascia Kevin DuBrow. Cantante di spirito hard rock, nel 1975 fonda i Quiet Riot: dopo un paio di album di scarso successo (e pubblicati per il solo mercato giapponese), e una pausa contrattuale, la band si riforma e con “Metal Health” (1983) trova il colpo del ko (6 milioni di copie). La sua carriera declina però rapidamente e, fra alti (pochi) e bassi (molti) termina a soli 52 anni, a causa di un’overdose di cocaina.

20 Novembre 1942: a Malden (Massachusetts) nasce Norman Greenbaum. Cantante e autore, deve la sua piccola fama al singolo “Spirit in the Sky“, realizzato nel 1969, e che unisce chitarra fuzz, battiti di mani e spirito religioso: singolo che vende due milioni di copie, e sarà usato in film e pubblicità. SI ricorda la fortunata cover di Doctor and the Medics (1986).

21 Novembre 1990: il frontmen dei Rolling Stones, Mick Jagger, sposa la supermodella texana Jerry Hall. Dal matrimonio nasceranno quattro figli. Se con le donne Mick non si è certo trattenuto, il palmares di mariti della Hall è pure di tutto rispetto: prima Brian Ferry, poi Jagger (da cui divorzierà nel 1999), e infine il tycoon Rupert Murdoch.

22 Novembre 1950: a Winthrop (Massachusetts), da una famiglia di origine italoamericana, nasce Steve Lento. Cambiato il nome in Steven Van Zandt (ereditato dal secondo marito della madre), è uno dei membri storici della E-Street Band di Bruce Springsteen in qualità di chitarrista e col nome d’arte di Little Steven (famoso il suo look, caratterizzato dalla bandana in testa). Alla carriera a fianco del Boss ha intrapreso parallelamente un percorso solistico di buon livello, e anche alcune indovinate performance come attore televisivo (“I Soprano” sopra tutti).

Tre film #3

“Sai, mi sto vedendo dei film di Fantascienza Hard!”: e il mio collega e amico blogger Vincenzo sorrise sornione, pensando a chissà quale mia perversione… Ma no, la Fantascienza Hard non riguarda amplessi e copule nello spazio, con alieni dalle strabilianti dotazioni intime o con marziane a tre seni: semplicemente, è un filone sci-fi caratterizzato dall’enfasi per il dettaglio scientifico, e/o per la sua plausibilità. Dove si cerca, in parole povere, la credibilità, la coerenza narrativa e il rigore scientifico, almeno per quelle che sono le conoscenze e le possibilità dell’epoca in cui è pensata la storia.

Detto ciò, mi sono procurato tre film “minori” che rientrano (o dovrebbero rientrare) nei canoni: e ve li racconto. Continua a leggere “Tre film #3”

Domani avvenne: da lunedì 9 novembre 2020 a domenica 15 novembre

9 Novembre 1941: a Berkeley (California) nasce Tom Fogerty. Dopo l’esperienza in gruppi amatoriali di rock’n’roll, nel 1962 entra nel gruppo del fratello minore John, The Blue Velvets: complesso che, nel ’65, diventa The Golliwogs, e nel ’68 assume il definitivo e leggendario nome di Creedence Clearwater Revival. Invidioso del talento compositivo e dalla iconica voce del più dotato fratello, Tom lascia i Creedence nel ’71 e intraprende un’incerta carriera solista: il resto della vita – terminata nel 1990 – sarà spesa in continue liti personali e giudiziarie con John.

10 Novembre 2015: all’età di 77 anni, dopo aver tenuto un concerto a Madrid (Spagna) ci lascia Allen Toussaint. Pianista e compositore, a 17 anni inizia a suonare nei nightclub di New Orleans, e a fine degli anni Cinquanta fonda una casa discografica prestando il suo  genio di autore e produttore ad alcuni talenti locali (Irma Thomas, Ernie K-Doe Benny Spellman e i Neville Brothers), con brani (“Pain in My Heart”, “Time is On My Side”, “Fortune Teller”) che troveranno fama tardiva nelle cover milionarie di rocker del calibro di Rolling Stones, Yardbirds, Otis Redding, The Who e Ringo Starr.

11 Novembre 2015: a Londra, dopo una lunga malattia, muore “Philthy Animal” Taylor. Batterista, nel 1975 si unisce alla hard-rock band Motorhead, sostituendo Lucas Fox. Nel 1980, dopo la registrazione di “Ace of Spades”, ha un incidente al collo, che ne inibisce la capacità performativa per più di un anno. La sua carriera nei Motorhead si interrompe nel 1984, per poi riallacciarsi nel 1987 e fino al ’92 (undici gli album incisi).

12 Novembre 1945: a Toronto (Canada) nasce Neil Young. Colpito da poliomielite infantile, si approccia alla musica da adolescente, passando prima attraverso gruppi garage e poi sposando il filone folk: emigrato negli Stati Uniti, nel ’66 fonda i Buffalo Springfield, e successivamente al loro scioglimento inizia ad alternare la carriera solistica (in compagnia della backing band Crazy Horse) alla collaborazione con Stephen Stills, Graham Nash e David Crosby. Una carriera di altissimo livello, la sua, e caratterizzata da un continuo rimbalzo fra gli amori della giovinezza: delicatissimi acquerelli folk, e chitarre elettriche rudemente strapazzate… Non per nulla, è stato insignito del titolo morale di “padre del grunge”.

13 Novembre 1964: i Rolling Stones pubblicano il singolo “Little Red Rooster“: cover dell’omonimo blues di Willie Dixon (già pubblicato da Howlin’ Wolf), è inciso ai Chess Studios di Chicago durante il tour negli States. Si tratta di un’eccellente rivisitazione, con una scintillante performance di Brian Jones alla slide, premiata da un numero uno in classifica (rarità assoluta per un pezzo blues).

14 Novembre 1952: la rivista New Musical Express pubblica la prima “Record Hit Parade” mai data alle stampe nel Regno Unito. Al primo posto troviamo “Here in My Heart” di Al Martino.

15 Novembre 1966: i Doors firmano un contratto discografico con la Elektra, che prevede la realizzazione di 7 album. Il presidente della casa discografica, Jac Holzman, è introdotto ai Doors dalle raccomandazioni di Arthur Lee, cantante dei Love (già sotto contratto Elektra): dopo alcune settimane di titubanze, grazie ad alcune performance magnetiche cui assiste, alla fine Jac si convince: e il resto è storia.

200 candeline

Con mia sorpresa, alla pubblicazione dell’ultimo “Domani avvenne”, la app di WP mi ha informato che ho raggiunto i 200 articoli!

E direi che, a quasi 2 anni dal mio esordio nella blogsfera, è ora di fare qualche considerazione.

Iniziamo con i  numeri: che non diranno tutto ma che – come sosteneva Rino Tommasi – fanno capire molto.

Il blog ha ricevuto circa 6900 visite da 4000 visitatori differenti: un mordi e fuggi, direi!

E voi, miei bravissimi, stupendi e attraenti (non è piaggeria 🙂 ) follower: siete 67. Un numero che pian piano cresce, e anche se non è ancora a 3 cifre, siete molto fedeli e di qualità! Il picco maggiore di visite si è verificato il 10 Giugno di quest’anno, quando per la prima volta ho “sfondato” il muro delle 100 giornaliere: giorno in cui, peraltro, non ho pubblicato alcunché… Mistero: almeno per me!

E ora, parliamo di post: nella Top 3, al terzo posto troviamo:

Woodstock“: scritto nel cinquantennale del festival, ha sortito parecchio gradimento, ed è anche uno dei post che mi sono più divertito a buttar giù. Nostalgia canaglia…

La medaglia d’argento spetta invece a:

Dischi: ebanite, gommalacca e vinile, mono e stereo“: una vera sorpresa, un post tutto sommato “compilativo”, storico, dove probabilmente vanno a sbattere le persone in cerca di notizie sul formato long playing e sul vinile: e mi fa piacere, perché la storia della musica, per me, conta quanto – se non di più – di qualche appunto, sparso qua e là.

E, sul podio, troneggia…

Scacchi e musica“! Wow… Sarà che da quando ho aperto il blog mi sono pure rimesso a giocare con più impegno al Re dei Giochi, la cosa non può che procurarmi soddisfazione. A proposito, se fra chi mi legge c’è anche un appassionato, si faccia vivo, e combiniamo qualche partita sulle solite piattaforme on-line.

Al fondo della classifica, invece, oltre a primissimi “Domani avvenne”, c’è il post sulla Bubblegum Music: peccato, si tratta di una manifestazione musical-sociologica che – al netto del basso livello artistico – preannuncia i meccanismi su cui si è basata la pop music più corriva (boy band in testa): e che, piaccia o meno, è quella che fa girare il mercato. Il link è qui, è un post stupendo, bellissimo, fondamentale e geniale, se qualcuno volesse dargli un’occhiata non mi arrabbierò. 🙂

 

E, last but nor least, una spulciata nelle query: fra le più curiose e bislacche, mi hanno colpito:

Ivan Graziani gay“: nulla di male lo fosse stato, ovvio, ma perché pensarlo? Per il falsetto? Oppure qualcuno ha visto nel suo riferirsi al “colosso toscano” qualcosa di pruriginoso?

Canzoni con gemiti femminili“: beh, questa me la sono cercata, col post sulle “canzoni da orgasmo”!

Abbiocco pomeridiano“: forse si riferisce alla lettura postprandiale dei post?

Genuflesso sinonimo“: se la Treccani scopre che le faccio concorrenza come “dizionario dei sinonimi e dei contrari”, povero me!

Diottrie perse“: come fate a sapere che in 2 anni la mia vista è precipitata? Sarà colpa dello scrivere? Non può essere altrimenti, l’età è verdissima, visto per la pensione dovrei ancora aspettare 16 anni…

 

Grazie a tutti per il supporto… Continuate a leggermi e a commentare, e a risentirci!

 

 

Domani avvenne: da lunedì 2 novembre 2020 a domenica 8 novembre

2 Novembre 1969: per la Fantasy Records esce “Willy and the Poor Boys“, quarto album dei Creedence Clearwater Revival, e terzo del 1969! Pietra miliare del rock made in USA, guidato dalla brillante vena compositiva e dalla voce graffiante di John Fogerty, esibisce in scaletta alcuni classici della band, come “Down on the Corner”, “Fortunate Son” (uno degli inni per eccellenza della controcultura… e se ne ricorderà Zemeckis in “Forrest Gump”) e le cover di “Cotton Fields” e “Midnight Special”.

3 Novembre 1941: a Londra nasce Brian Poole. Cantante, fra il 1957 e il ’66 è il leader dei Tremeloes: emuli londinesi dei Crickets di Buddy Holly, titolari di una manciata di singoli presso la Decca, si ricordano soprattutto per un fatto storico: sono la band che, nelle famose audizioni di capodanno del 1962, si aggiudica un contratto discografico a scapito dei Beatles… Evento di cui la Decca si ricorderà amaramente per sempre! Per la cronaca Poole, abbandonato il mondo della musica nel ’66, diventa macellaio nel negozio del fratello.

4 Novembre 1965: a Brooklyn (NY) nasce Jeff Scott Soto. Di origini portoricane, questo grintoso cantante di ambito heavy rock, è un vero e proprio globetrotter delle corde vocali: nei suoi ormai quarant’anni di carriera ha cantato con Yngwie J. Malmsteen, Talisman, Kuni, Lita Ford, House of Lords, Stryper, Dio, Quiet Riot, Journey, e nel supergruppo Sons of Apollo.

5 Novembre 1948: a Ealing (UK) nasce Peter Hammill. Cantante, autore e polistrumentista, nel 1967 è fra i fondatori dei Van der Graaf Generator, uno dei complessi prog più originali, coraggiosi e influenti della storia. La carriera di Peter e dei VDGG tendono spesso a sovrapporsi: tutti i testi e alcune idee melodiche del gruppo si devono a Hammill, mentre in molti suoi lavori solisti troviamo il contributo degli altri membri del gruppo. Le liriche di Hammill sono esistenzialiste e filosofiche, ispirate alla letteratura e al pensiero razionale: e la sua voce è teatrale e istrionica, un vero e proprio viaggio nel profondo della psiche.

6 Novembre 1854: a Washington D.C. nasce John Philip Sousa. Figlio di un trombonista spagnolo, nato in una famiglia di remote origini portoghesi e bavaresi, a 6 anni studia già violino e armonia: a 13 anni entra nella banda della Marina Militare, e nel 1880 ne diviene direttore. Il “Re della della Marcia” è autore di veri e propri monumenti del genere, come “Stars and Stripes Forever” e “Liberty Bell”: fragorosi successi di fama mondiale, che esportano ovunque l’entusiasmo e il vitale ottimismo dell’America. All’uscita dalla Marina fonda la “Sousa Band”, con cui eseguirà oltre 15.000 concerti in tutto il mondo.

7 Novembre 1951: dopo una frequentazione di otto anni, Frank Sinatra sposa in seconde nozze l’attrice Ava Gardner. Un’unione tossica (“abbiamo sempre bevuto e litigato tantissimo”) messa a dura prova dalle dipendenze e che – nonostante la fortissima passione – si sbriciola dopo il secondo aborto di Ava, nel 1953. La Gardner scappa a Madrid col torero Dominguin e chiede il divorzio da Frank: che il crooner concederà solo 4 anni dopo.

8 Novembre 1954: a Chicago nasce Rickie Lee Jones. Dopo aver vagabondato per gli States in cerca di fortuna, nel 1977 incontra Tom Waits, con cui inizia una appassionante storia d’amore e artistica, durata sino all’80. Cantante e autrice di originale spirito folk, nel 1979 pubblica il suo album d’esordio, in cui mostra una eclettica vena a cavallo fra folk, jazz, blues condita da testi fra il visionario, il romantico e il paranoico. La sua carriera, spesso interrotta da crisi personali, alcolismo e problemi familiari, ha ricevuto il plauso unanime della critica, e continua ancora ai giorni nostri.

Pensieri per Halloween #2: The Rock(er) is Dead

Siamo di nuovo a Halloween… Che poi quest’anno cade proprio in un periodo a dir poco pesantuccio, viste le notizie sempre più tragiche su epidemie, coprifuoco e terapie intensive: quasi a voler dar ragione a mia cognata, per cui gli anni pari – e quelli con lo zero soprattutto – non portano bene. Beh, se lasciamo da parte mascherine e antivirali, e ci concentriamo sulla musica, anche qui qualche ricorrenza c’è. Dopo la puntata dell’anno scorso, dedicata a 3 morti “stupide” e ad una eroica, questa volta torniamo indietro di 40 anni: al 1980, un anno pari, con lo zero al fondo, e che – fra i molti – ci ha procurato quattro addii particolarmente importanti.

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