“Billie” – Il film

La sera del 6 Febbraio 1978, il corpo della giornalista americana Linda Lipnack Kuehl è rinvenuto su un marciapiede di Washington: la polizia sospetta che Linda si sia lanciata, con intento suicida, dal balcone del suo hotel, dopo aver assistito a un concerto di Count Basie. Nei suoi archivi, centinaia di ore di registrazioni, interviste (si stimano circa 200 le persone coinvolte) e documenti: la speranza di pubblicare la biografia della cantante Billie Holiday, cui stava lavorando da anni, muore con lei.

Nel 2019, il regista James Erskine decide di metter mano all’imponente mole di documentazione, e farne un film: il risultato è il bel documentario “Billie“, che dopo la premiere dell’anno scorso al Telluride Film Festival, è in questi giorni passato in visione al Torino Film Festival 38 (edizione on-line, ovviamente…). La regia ricostruisce la dolorosa storia della Holiday sbobinando (letteralmente) i nastri audio e intervallandoli con (poche) esibizioni televisive e moltissime fotografie: tutto il resto, o quasi, è la voce off dei testimoni, e della Holiday stessa. Ripercorriamo così le tappe della sua vita: ed è un percorso durissimo, che inizia con l’assenza del padre, uno stupro a 11 anni, e continua con la “carriera” di prostituta-bambina, e un altrettanto precoce debutto come cantante. Prima con Benny Goodman, e poi con Count Basie, Artie Shaw e Lester Young: e, da lì, la fama, le dipendenze da droghe e alcol, le innumerevoli storie d’amore e di sesso, e la morte di cirrosi epatica, a soli 44 anni. Continua a leggere ““Billie” – Il film”

Domani avvenne: da lunedì 30 novembre 2020 a domenica 6 dicembre

30 Novembre 2003: a New York, lo spiazzo all’angolo fra The Bowery e la 2a Strada, nei presso dello storico punk club CBGB, è ufficialmente rinominato “Joey Ramone Place” in onore al cantante dei Ramones, che qui vicino visse in compagnia del sodale di schitarrate Dee Dee Ramone. Pare che il cartello indicante la piazzola sia il più rubato della città!

1° Dicembre 1938: a Santa Monica (California) nasce Sandy Nelson. Stimato percussionista, sul finire degli anni Cinquanta tenta la carta innovativa degli strumentali basati sulla batteria: “Teen Beat” (1959), “Let There Be Drums” (1961) e “Drums Are My Beat” (1962) sono molto semplici, caratterizzati da ritmi marziali e trascinanti, con qualche abbozzo di assolo di batteria, ma arrivano ai piani alti della Top40, vendendo milioni di copie. Alla fine del ’63, a causa di un incidente motociclistico, Nelson subisce l’amputazione di parte della gamba destra: il grave evento non spezza la sua fibra, e Danny continua a sfornare album a ripetizione per tutti gli anni Settanta.

2 Dicembre 1997: a Mendocino (California), a soli 44 anni, ci lascia Michael Hedges: forse il più innovativo e geniale chitarrista acustico di tutti i tempi, una sorta di “Jimi Hendrix acustico“, capace di inventare e perfezionare per il suo strumento tecniche strumentali innovative (tapping, accordature aperte, guitar synth e harp guitar) e muoversi a cavallo fra jazz, new age, quadretti pastorali e violente sperimentazioni lisergiche. Muore al ritorno di una Festa del Ringraziamento a San Francisco, precipitando con la sua auto da una scogliera.

3 Dicembre 1976: a Londra, presso la centrale elettrica di Battersea, si tiene la seconda session di scatti fotografici, in vista dell’imminente uscita dell’album “Animals” dei Pink Floyd. Il maiale gonfiabile volante, grosso circa 12 metri (“Algie”), improvvisamente rompe gli ormeggi e si dirige verso l’aeroporto di Heathrow, causando il blocco del traffico aereo. Finalmente verso le 21 un contadino del Kent chiama la polizia, riferendo che il maiale gonfiabile si trovava nei suoi campi, e sta spaventando le mucche.

4 Dicembre 1993: a Los Angeles, a pochi giorni dal compiere 53 anni, se ve va Frank Zappa, uno dei più grandi musicisti tout court del XX Secolo, e una delle personalità più intelligenti e corrosive della scena rock. Nonostante il cancro alla prostata che lo tormenta da anni, negli ultimi tempi Frank ha ancora tempo ed energie per annunciare la candidatura a presidente degli Stati Uniti d’America con lo slogan «Potrei mai far peggio di Ronald Reagan?». Il suo lascito è enorme, e ancora da scandagliare a fondo, visti gli sterminati archivi rimasti in larga parte inediti.

5 Dicembre 1938: a Oklahoma City nasce John Weldon “J.J.” Cale. Chitarrista, cantante, autore e ingegnere del suono, artista riservato e creativo, è uno dei capofila del cosiddetto “Tulsa Sound” (un morbido crossover fra rockabilly, blues e country). Fra i suoi pezzi più famosi, “After Midnight” e “Cocaine“, portati al successo da Eric Clapton.

6 Dicembre 1920: a Concord (California), giusto 100 anni fa, nasce Dave Brubeck. Pianista jazz, nel 1951 fonda il celebre Quartetto, in cui milita l’amico e saxofonista Paul Desmond: molto attivi nei campus universitari, i quattro riescono a sdoganare il Cool Jazz presso un pubblico giovane, e a imporlo alla critica più riottosa. Nella sua band “di pelle bianca” milita, cosa scandalosa, un contrabbassista di colore: cosa che causerà non pochi problemi alla visibilità televisiva del quartetto. Fra i suoi pezzi più famosi “The Duke”, “Blue Rondò à la Turk” e la celeberrima “Take Five“: costruita su un inusuale tempo di 5/4, è in realtà scritta dal sasofonista Paul Desmond.

Breaking Bad / Better Call Saul – Tre canzoni

Che “Breaking Bad” sia una delle serie più riuscite, premiate e ben costruite della storia recente è ormai un dato di fatto: e non sto certo qui a magnificarvene le qualità di sceneggiatura, di recitazione e di ideazione… Tanto chi ama le serie tv lo sa già, e chi le detesta non attenderà certo me per cambiare idea. Stante la mia passione e attenzione per l’aspetto musicale, però, volevo soffermarmi su alcuni punti “a tema” che ho trovato particolarmente curiosi e interessanti, sia in BB che nel suo prequel “Better Call Saul“: tre, per la precisione, così non vi stresso troppo! Continua a leggere “Breaking Bad / Better Call Saul – Tre canzoni”

Domani avvenne: da lunedì 23 novembre 2020 a domenica 29 novembre

23 Novembre 1975: il singolo dei Queen “Bohemian Rhapsody“, uscito da sole 3 settimane, arriva al primo posto della classifica inglese, dove resterà per nove settimane consecutive. Tornerà alla prima posizione verso la fine del 1991, dopo la morte del leader Freddie Mercury, pubblicato come doppio singolo insieme a “These Are the Days of Our Lives: questo fa di “Bohemian Rhapsody” il terzo singolo più venduto di sempre nel Regno Unito.

24 Novembre 1985: a Inglewood (California), all’età di 74 anni, ci lascia Joseph Vernon “Big Joe” Turner: uomo dalla mole enorme (1 metro e 90 per 110 kg) e dalla voce roboante, si fa notare da giovane nell’insolito ruolo di barista-cantante nei club della natia Kansas City. Verso il 1930 nasce la storica partnership col virtuoso pianista boogie Pete Johnson: loro specialità sono le interminabili improvvisazioni di strofe blues, appoggiate sul martellante accompagnamento del piano. “Roll ‘em Pete” (1938), secondo molti critici, è uno dei più autorevoli precursori del rock’n’roll. Dopo la Guerra, il Grosso Joe sforna una sequela di hit mozzafiato dal respiro blues come ”Flip, Flop and Fly”, “Chains of Love”, “Sweet Sixteen”, “Honey Hush” e “Shake, Rattle and Roll” (che, nelle mani di Bill Haley, diventa un million seller).

25 Novembre 1950: ad Asti nasce Giorgio Faletti. Artista poliedrico – cabarettista comico, autore di testi, scrittore di libri di successo – ha anche affrontato, e con buoni risultati, la professione di cantautore: oltre alla leggera “Ulula” (Festivalbar 1991), si segnalano l’impegnata e originale “Signor tenente” (1994), la malinconica “L’assurdo mestiere”, e alcune canzoni per Angelo Branduardi.

26 Novembre 1988: i cosmonauti russi, a bordo della stazione Soyuz 7, inseriscono nel mangianastri l’ultima cassetta dei Pink Floyd, il live “Delicate Sound Of Thunder”: questo fa della band di Gilmour il primo complesso rock ad andare in onda direttamente dallo spazio!

27 Novembre 1935: a Memphis (Tennessee) nasce Al Jackson. Batterista, è fra i fondatori della storica band “Booker T. & the M.G.’s“, che ha anche lavorato come house band della Stax Records, incidendo gran parte dello scibile discografico della grande stagione del Soul, e prestando la sua arte a numerosi artisti rock come Eric Clapton, Jerry Lee Lewis e Rod Stewart.

28 Novembre 1974: sul palco del Madison Square Garden di New York  avviene l’ultima esibizione live di John Lennon, in coppia con Elton John. Elton, convinto delle potenzialità commerciali del singolo lennoniano “Whatever Gets You Thru the Night”, aveva strappato a John una promessa: se la canzone fosse arrivata al numero uno in America, l’ex-Beatle sarebbe apparso dal vivo come ospite durante un suo concerto… Detto, fatto! Assieme, i due si esibiscono in tre brani: il singolo, “Lucy in the Sky with Diamonds” e “I Saw Her Standing There”.

29 Novembre 1947: a Denver (Colorado) nasce Ronnie Montrose. Chitarrista elettrico di spirito hard, autore di ottime performance a fianco di artisti come Van Morrison, Edgar Winter e Herbie Hancock, nel 1973 dà corpo al suo progetto personale: la band hard rock dei Montrose. Nella sua carriera troviamo, inoltre, diversi dischi solisti (caratterizzati da un forte eclettismo stilistico), e svariate produzioni discografiche.

Felice pranzo domenicale di lockdown!

Due unicorni  di gommapiuma bianca entrano in una cucina, sulle note del “Bolero” di Ravel, e iniziano la loro danza… Due giocattoli big size animati da un signore serissimo, in giacca e cravatta neri, e da una bionda di mezza età, in lamé amarena. Gli unicorni si sfiorano, si incrociano, dolcemente accostano le zampe: passati 90 secondi circa i due tipi si avvicinano alla webcam e, sorridenti, mandano il loro “Happy Sunday Lockdown Lunch” agli spettatori. Di filmati come questi se ne trovano in rete, al momento, 25, più o meno surreali, più o meno folli, più o meno divertenti: e tutti realizzati nell’abitazione della coppia, con qualche variazione (giardino, soffitta, cantina, tromba delle scale), e le musiche più disparate. Di solito Robert, impassibile, suona la chitarra, e Toyah, colorata e compresa nella parte, balla. Ma chi sono Robert e Toyah? Continua a leggere “Felice pranzo domenicale di lockdown!”

Domani avvenne: da lunedì 16 novembre 2020 a domenica 22 novembre

16 Novembre 1931: a Greenwood (Mississippi) nasce Hubert Sumlin. Chitarrista d’ambito blues, raggiunge la fama al fianco del grande bluesman “urbano” Howlin’ Wolf, con cui rimane dal 1954 sino al ’76. “Goin’ Down Slow”, “Spoonful” e “Little Red Rooster” contengono le sue migliori performance. Alla sua morte, avvenuta nel 1980, Mick Jagger e Keith Richards hanno chiesto (e ottenuto) di pagare il costo del suo funerale.

17 Novembre 1957: il singolo di “Mary’s Boy Child” di Harry Belafonte arriva al primo posto della classifica inglese. Brano natalizio dalla melodia piena di sentimento, è il primo numero uno a superare il milione di copie nel mercato inglese, e il primo la cui durata sfonda il muro dei 4 minuti.

18 Novembre 2003: a Londra, all’età di 55 anni, dopo aver combattuto contro la sclerosi multipla, ci lascia Michael Kamen. Compositore, musicista e direttore d’orchestra statunitense, nella sua breve vita ha collaborato (e suonato), fra gli altri, con artisti del calibro di Pink Floyd, Queen, Eric Clapton, Aerosmith, Metallica, Sting e Coldplay.  Fra le sue colonne sonore, citiamo “Brazil, “X-Men”, “Highlander” e “Arma letale”. Una curiosità: avrebbe dovuto partecipare allo storico concerto dei Pink Floyd a Venezia (1989), ma la sua barca rimase bloccata dalle molte altre assiepate davanti fronte al palco galleggiante!

19 Novembre 2007: a Las Vegas ci lascia Kevin DuBrow. Cantante di spirito hard rock, nel 1975 fonda i Quiet Riot: dopo un paio di album di scarso successo (e pubblicati per il solo mercato giapponese), e una pausa contrattuale, la band si riforma e con “Metal Health” (1983) trova il colpo del ko (6 milioni di copie). La sua carriera declina però rapidamente e, fra alti (pochi) e bassi (molti) termina a soli 52 anni, a causa di un’overdose di cocaina.

20 Novembre 1942: a Malden (Massachusetts) nasce Norman Greenbaum. Cantante e autore, deve la sua piccola fama al singolo “Spirit in the Sky“, realizzato nel 1969, e che unisce chitarra fuzz, battiti di mani e spirito religioso: singolo che vende due milioni di copie, e sarà usato in film e pubblicità. SI ricorda la fortunata cover di Doctor and the Medics (1986).

21 Novembre 1990: il frontmen dei Rolling Stones, Mick Jagger, sposa la supermodella texana Jerry Hall. Dal matrimonio nasceranno quattro figli. Se con le donne Mick non si è certo trattenuto, il palmares di mariti della Hall è pure di tutto rispetto: prima Brian Ferry, poi Jagger (da cui divorzierà nel 1999), e infine il tycoon Rupert Murdoch.

22 Novembre 1950: a Winthrop (Massachusetts), da una famiglia di origine italoamericana, nasce Steve Lento. Cambiato il nome in Steven Van Zandt (ereditato dal secondo marito della madre), è uno dei membri storici della E-Street Band di Bruce Springsteen in qualità di chitarrista e col nome d’arte di Little Steven (famoso il suo look, caratterizzato dalla bandana in testa). Alla carriera a fianco del Boss ha intrapreso parallelamente un percorso solistico di buon livello, e anche alcune indovinate performance come attore televisivo (“I Soprano” sopra tutti).