I falsi miti della musica #6 – P.I.D. (Paul Is Dead) – Seconda parte

Eccoci arrivati alla seconda parte della “Teoria P.I.D.“, quella che sostiene che Paul McCartney sarebbe morto in un incidente e sostituito da un sosia. Nella scorsa puntata abbiamo fatto un quadro generale della questione, chiudendo con la promessa che saremmo presto passati alle presunte “prove” contenute in canzoni e copertine… Promessa che mi accingo a mantenere!

Di indizi a sostegno, gli appassionati (o i maniaci!) ne hanno trovati almeno duecento (non scherzo!): ma tranquilli, lungi da me di ammorbarvi con una tale pletora di suggestioni (spesso al limite dell’assurdo). Mi limiterò alle più interessanti e, a loro modo, coerenti, un po’ per volta.

A) “Sgt. Pepper’s Lonely Hearts Club Band” (Giugno 1967): disco epocale per musiche, testi, confezione e copertina… E il primo album concepito dopo la morte di Paul. Ecco gli indizi principali contenuti nella copertina: Continua a leggere “I falsi miti della musica #6 – P.I.D. (Paul Is Dead) – Seconda parte”

Domani avvenne: da lunedì 4 luglio 2022 a domenica 10 luglio

4 Luglio 1992: a Buenos Aires, all’età di 71 anni, ci lascia Astor Piazzolla. Nato in Argentina da genitori d’origine italiana, definito dai puristi più retrogradi “El asesino del tango”, col tempo diventa invece uno dei musicisti più importanti e venerati del suo paese, e l’apostolo del “nuevo tango”, aperto a influssi jazz e strumentazioni moderne. Famosissime le sue “Libertango”, “Adiós Nonino” e “María de Buenos Aires (con la voce di Milva).

5 Luglio 1957: dopo 6 anni di matrimonio, Frank Sinatra e Ava Gardner divorziano. Un’unione arrivata dopo 8 anni di frequentazione ma – come si dice ora – “tossica” (“abbiamo sempre bevuto e litigato tantissimo”) messa a dura prova dalle dipendenze e che – nonostante la fortissima passione – si sbriciola dopo il secondo aborto di Ava, nel 1953. La Gardner scappa a Madrid col torero Dominguin e chiede il divorzio da Frank: che il crooner concederà solo 4 anni dopo, nel ’57.

6 Luglio 1957: i Quarrymen di John Lennon stanno suonando alla festa della St Peter Church di Wolton (Liverpool). Confuso fra la gente c’è un ragazzo, invitato da un amico di Lennon: si chiama James Paul McCartney ha 15 anni, ha perso da pochissimo tempo la madre, e ha la fissazione per la musica. Nell’intervallo  Paul avvicina John, e lo stupisce con una versione cristallina – e alla chitarra mancina – degli impegnativi “Twenty Flight Rock” e “Be-Bop-A-Lula”. Qualcosa scatta: John invita Paul a casa, il 20 Luglio McCartney e i Quarrymen suonano assieme per la prima volta… E il resto è storia.

7 Luglio 1992: per la Atco Records esce “Images and Words“, secondo album degli statunitensi Dream Theater (e il primo con James LaBrie alla voce). Considerato progenitore ed esempio perfetto di “progressive metal”, inanella una serie di lunghe “jam organizzate”, in perfetto equilibrio fra virtuosismo, teatralità, ballate, eclettismo e furia… D’altronde, con gente come LaBrie, Portnoy e Petrucci, non puoi aspettarti certo “Il Ballo del Qua Qua”! In scaletta, “Pull Me Under”, “Another Day”, “Take the Time” e “Metropolis – Pt. 1”.

8 Luglio 1908: a Brinkley (Arkansas) nasce Louis Jordan. Saxofonista alla corte di Chick Webb, nel 1938 fonda i Timpany Five, e nel ’42 si trasferisce definitivamente a Los Angeles. Jordan presenta una sorta di spettacolo musicale brillante di spirito interrazziale, che coniuga ritmo e gioia, pulizia formale, vivacità boogie, e allusioni blues: ben prima di Presley, Jordan ha trovato la formula magica. “Caldonia”, “Choo Choo Ch’Boogie” e “Saturday Night Fish Fry” sono le tappe di una carriera folgorante e ricca di successi: tanto che – in quanto a vendite – nell’immediato dopoguerra Jordan è secondo solo a Bing Crosby.

9 Luglio 1962: Bob Dylan incide lo storico pezzo “Blowin’ in the Wind“. Brano famosissimo,  monumento del patrimonio culturale mondiale e simbolo del pacifismo in musica, è proposto per la prima volta in una versione di sole 2 strofe al Gerde’s Folk City (Aprile 1962): un mese dopo il testo completo è pubblicato su Broadside Magazine, e a Luglio avviene appunto la registrazione presso gli studi Columbia. La pubblicazione ufficiale si avrà solo a Maggio 1963, con l’inclusione nell’album “The Freeweelin’ Bob Dylan”.

10 Luglio 1942: a Portsmouth (New Hampshire), da genitori di origini italiane, nasce Ronald James Padavona, in arte Ronnie James Dio (il soprannome non ha riferimenti religiosi ma è ispirato a un gangster di origini italiane, Johnny Dio).  Cantante e autore di ambito rock-metal dal timbro e dalla teatralità inconfondibili, è il vocalist del periodo d’oro dei Rainbow di Blackmore: dopo una breve collaborazione coi Black Sabbath, ha poi intrapreso una carriera solista di ottimo livello, interrotta nel 2010 a seguito di un cancro allo stomaco. Secondo molti, è l’inventore del gesto delle corna in ambito concertistico rock: l’atto deriverebbe dal classico gesto apotropaico italiano, che sua nonna faceva spesso 🙂

I falsi miti della musica #6 – P.I.D. (Paul Is Dead) – Prima parte

Vedi com’è la vita? Sir Paul McCartney ha appena compiuto 80 anni, sabato scorso, eppure è morto nel 1966. Proprio vero: mai festeggiare i compleanni!

Per quanto ai più possa sembrare una follia, la teoria per cui Paul McCartney sarebbe morto nel ’66, e sostituito da un sosia, è una delle più bislacche, discusse e articolate leggende di ambito rock di sempre. Tanto che la medesima si è meritata un acronimo (P.I.D. “Paul is Dead”), l’ipotetico sostituto il nomignolo di “Faul” (Fake Paul), ed esistono siti, libri, trasmissioni e quant’altro che continuano a discettare sulla questione.

I contributi sono innumerevoli, e non potrò certo io dipanare la matassa: ma vi fornisco un riassunto essenziale della vicenda (articolato in 3 – 4 puntate, di meno non si riesce!), attingendo al documentatissimo ed equilibrato libro di Glauco Cartocci, “Paul is Dead? Il caso del doppio Beatle“, davvero illuminante e ben fatto, e che vi consiglio. E, alla fine, vi dirò la mia opinione in merito.

Ma cosa dice, in sintesi, la “Teoria PID”? La principale sostiene che Paul sarebbe morto decapitato in un incidente stradale, alla guida di una Aston Martin, la notte di mercoledì 9 Novembre 1966: il suo decesso sarebbe stato immediatamente messo a tacere per motivi commerciali, e Paul sostituito da un sosia. I Beatles, da lì in poi, avrebbero inserito indizi nelle canzoni e nelle copertine dei dischi, spinti dal senso di colpa. Una teoria parallela incolpa invece la CIA, d’intesa coi servizi segreti britannici (ah, i complottisti… poca fantasia!)

In questa puntata ci occuperemo degli elementi di contesto che costituiscono la griglia su cui i vari “indizi” ritrovati successivamente si dispongono. Pronti? Si parte!

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Domani avvenne: da lunedì 20 giugno 2022 a domenica 26 giugno

20 Giugno 1942: a Inglewood (California) nasce Brian Wilson. Cantante, arrangiatore, produttore e pluristrumentista, verso il 1961 – assieme ai fratelli Carl e Dennis, al cugino Mike Love e a Al Jardine –  fonda il gruppo familiare dei Pendletones: che, nel 1962, cambia ufficialmente nome in Beach Boys. Brian è il genio del gruppo, autore di intricate armonie vocali e di arrangiamenti inusuali e certosini: ammiratissimo da Paul McCartney, nel ’65 si estranea dai concerti per dedicarsi al lavoro di studio. Concepirà, in quasi totale solitudine, il capolavoro “Pet Sounds”, ma la sua mente inizierà una vertiginosa caduta, fra depressione, psicofarmaci e isolamento maniacale. Nel 2004, dopo decenni di tormento e cure, finalmente torna alla musica attiva!

21 Giugno 1974: presso il sito megalitico di Stonehenge si tiene il primo Stonehenge Free Festival, sorta di raduno musicale freak e che culmina, in pieno stile hippie, all’alba del solstizio d’estate. Iniziato come festival spontaneo, negli anni raggiunge dimensioni e notorietà ragguardevoli, con più di 30.000 spettatori, e artisti di prima fascia. L’ultima edizione del festival sarà nel 1984.

22 Giugno 1979: per la Reprise Records esce “Rust Never Sleep” di Neil Young & Crazy Horse. Inciso live durante il tour del 1976/78, contiene diversi pezzi inediti, ed è una delle testimonianze più paradigmatiche della “nevrosi musicale” di Young, il suo oscillare costantemente fra tenui ballate country e rabbiosi rock elettrici. Disco eccellente, in scaletta allinea “Hey Hey, My My”, “Powderfinger”, “Welfare Mothers” e “Sail Away”. Il titolo (“La ruggine non dorme mai”) è ispirato alla pubblicità di una vernice anti-ruggine.

23 Giugno 1962: nella Contea di Alameda (California) nasce Charles “Chuck” Billy. Nativo americano del popolo Pomo, nel 1986 entra nella thrash metal band Legacy, al posto del cantante Steve “Zetro” Souza, diretto agli Exodus: nel giro di pochi mesi il complesso cambia nome nel definitivo Testament, e Chuck ne diviene indiscusso leader e frontman. Dotato di una voce potente, roca e aggressiva, Chuck è inoltre un fiero sostenitore dei diritti civili del suo popolo, e si spende per il loro inserimento nella società americana.

24 Giugno 1922: a Roma, cent’anni fa, nasce Giovanni “Tata” Giacobetti. Cantante e contrabbassista, nel 1940 fonda il quartetto vocale Egie, che di lì a poco cambia nome in Quartetto Cetra: Tata è ricordato come “il bello” del gruppo, e assieme al compagno d’arte Virgilio Savona è l’autore (in qualità di paroliere) della maggior parte dei loro successi.

25 Giugno 1967: sulle tv di mezzo mondo va in onda lo special “Our World“, il primo programma televisivo trasmesso in mondovisione della storia. Il programma prevede servizi in diretta dai cinque continenti, trasmessi via satellite: dall’Inghilterra il collegamento avviene dagli studi di Abbey Road, occasione in cui i Beatles cantano – per la prima volta – “All You Need Is Love“. Brano composto per l’occasione da John Lennon, vede in studio ospiti d’eccezione come Mick Jagger, Eric Clapton, Marianne Faithfull e Keith Moon, tutti gioiosamente ai cori.

26 Giugno 1956: a Stockton (California) emette il primo vagito Chris Isaak. Nato da padre statunitense e madre ligure, questo cantante forgia un ibrido fra il pop alla Orbison, il singhiozzo di Elvis Presley e i lenti da cocktail: i suoi maggiori successi sono “The Wicked Game”, usato da Lynch in “Cuore Selvaggio”, e “Baby Did a Bad Bad Thing”, scelto da Kubrick per “Eyes Wide Shut”.

Domani avvenne: da lunedì 9 maggio 2022 a domenica 15 maggio

9 Maggio 1962: Brian Epstein, il manager dei Beatles, incontra George Martin, l’editor della Parlophone (succursale della EMI), e ottiene un provino per il gruppo: l’incontro avverrà circa un mese dopo, al rientro dall’ultimo giro di concerti ad  Amburgo, e darà inizio alla storia discografica dei Fab Four.

10 Maggio 1947: a Worcester (UK) nasce Dave Mason. Polistrumentista e autore, capace di svariare dal rock alla psichedelia, dal folk al pop, è fra i co-fondatori dei Traffic, assieme a Steve Winwood, è amico e collabora con Jimi Hendrix, Eric Clapton, George Harrison e Rolling Stones, ed è stato inoltre titolare di una discreta carriera solista.

11 Maggio 2003: a Clonakilty (Irlanda) ci lascia Noel Redding. Bassista elettrico, nel 1966 si unisce a Jimi Hendrix e Mitch Mitchell nel leggendario trio Jimi Hendrix Experience: dal ’69, conclusa la tutto sommato breve ma folgorante esperienza col re della chitarra elettrica, si imbarca in una modesta carriera solista, e va a vivere in Irlanda, senza disdegnare reunion celebrative. Muore a soli 57 anni per le conseguenze della cirrosi epatica.

12 Maggio 1992: per la Def American esce il secondo album dei Black Crowes, “The Southern Harmony and Musical Companion“. Esempio perfettamente a fuoco del Southern Rock tipico della band dei fratelli Robinson, allinea in scaletta brani come “Remedy”, “Thorn in My Pride”, “Sting Me” e “Hotel Illness”, e vede il debutto in formazione di Marc Ford al posto del licenziato Jeff Cease.

13 Maggio 1842: a Londra nasce Arthur Sullivan. Figlio d’arte e bambino prodigio, inizia presto la carriera di autore di opere liriche: nel 1871, a seguito dell’incontro col paroliere William Gilbert, fonda lo storico sodalizio Gilbert & Sullivan, responsabile della nascita della cosiddetta “light opera”. Le loro 14 opere comiche (fra cui “H.M.S. Pinafore”, “Mikado”, “The Pirates of Penzance”) costituiscono un corpus esaltante, che sbanca i teatri di tutto il mondo: un flusso continuo di dialoghi, balletti e canzoni, con trame esili e inverosimili, condite da un tono satirico-comico o parodistico, e piacevolezza musicale.

14 Maggio 1962: a Heswall (UK) nasce Ian Atsbury. Cantante, è famoso per essere stato il fondatore (siamo nel 1983) e frontman del gruppo rock dei Cult: nel 2002 si fa notare nella scellerata esperienza dei The Doors of the 21st Century, per una serie di esibizioni in cui prende il posto di Jim Morrison… Che coraggio!

15 Maggio 2001: per l’etichetta Volcano esce “Lateralus“, il terzo album degli statunitensi Tool. Lavoro sperimentale e monumentale, nelle cui lunghe canzoni si intrecciano venature etniche, atmosfere gotiche e momenti melodrammatici, si può classificare appieno nella corrente neo-progressive, a patto di accettarne le atmosfere cupe e claustrofobiche. In scaletta, “The Grudge”, “Schism”, “Parabola” e la title track.

“The Beatles – Get Back”: la miniserie tv #3

Spero che abbiamo superato l’audizione

Una famiglia allargata: questa l’impressione che mi ha accolto alle prime immagini della terza (e ultima) puntata del docu-musicale girato da Peter Jackson per Disney+, “The Beatles – Get Back“. Perché, a partire da domenica 26 Gennaio 1969, negli studi della Apple non entrano solo i Beatles e relativa gang, ma anche le famiglie. Oltre all’onnipresente Yoko ci sono Linda Eastman (la di lì a poco Lady McCartney), la figlia Heather, Pattie Harrison, Maureen StarkeyPaul prende sulle spalle Heather, Yoko e Linda canticchiano assieme, Heather si rotola per terra, gioca con John (“cuciniamo una torta ripiena di gatti“), urla: e tutto mentre le prove avanzano di gran carriera. Anche perché al concerto mancano 4 giorni!

Fra le canzoni qui testate e perfezionate troviamo brani famosi, come “Let it Be” (e John, che la odia cordialmente, non smette di sputare velenose frecciatine), la “Octopus’s Garden” di Ringo (che candidamente, dopo aver suonato i primi versi, ammette “non ho altro” 🙂 ), “The Long and Winding Road“, il capolavoro di Harrison Something“, “I Want You“, “Two of Us“, e la solita dose di cover rock’n’roll, divertite ed energiche.

Il concerto sul tetto (“Rooftop Concert“) è spostato di un giorno, causa maltempo: si terrà il 30. Ma mica ne sono ancora sicuri! Anzi, le ipotesi continuano: provati per bene ci sono solo 6 brani, per un album ce ne vorrebbero altri 7… “Perché, facciamo anche il disco? Con quali pezzi? Quando?“. Il problema è che Ringo a brevissimo deve iniziare le riprese del film “The Magic Christian”, a fianco di Peter Sellers, e il carrozzone dovrà comunque fermarsi. Continua a leggere ““The Beatles – Get Back”: la miniserie tv #3″