Sono cintura nera nelle arti parziali

Bel titolo eh? Una battuta carina che ho letto qualche tempo fa, ma sinceramente non ricordo dove: e che torna a proposito per commentare una sensazione per me abbastanza ricorrente.

Per passare il tempo, spesso non trovo di meglio che guardare video su Youtube: video musicali, per lo più, e se possibile di performance live di artisti che amo. Uno di questi è Stevie Ray Vaughan: un chitarrista rock blues fra i migliori di tutti i tempi, torrido come un whisky di contrabbando, con un suono pazzesco e una classe immensa. E, come sempre mi accade davanti al genio, all’arte, alla creatività esplosiva, mi sono venuti i lucciconi. Perché è commovente ed esaltante vedere qualcuno che fa facilmente cose che per (quasi) tutti gli altri sono impossibili: e senza far mai mancare il calore, la cazzimma, la naturalezza. Mi accade, principalmente, con la musica: ma anche con gli scacchi, lo sport (che, in alcuni casi, è arte e poesia!), la scrittura.

E’ il talento puro a coinvolgermi così tanto: quel qualcosa di arcano, sublime e assoluto capace di trascendere i limiti dell’ordinario, e avvicinare l’uomo al potere della creazione e del divino. Un dono dalla distribuzione casuale e misteriosa: che nulla ha a che vedere con meriti individuali, valutazioni morali o etiche. Poi ci metti l’applicazione, il sudore, la tenacia: ma la scintilla o c’è, o non c’è. Vie di mezzo non esistono.

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E ora, diamo i numeri! (2022)

Ciao a tutti.

Non sono uno molto attento alle statistiche del mio piccolo blog, ma visto che il 2022 è finito, mi sono detto “perché no?”, e ho provato a buttare un occhio a quanto evidenziato da WordPress: e, a 4 anni dal mio esordio nella blogsfera, è ora di fare qualche considerazione.

Iniziamo con i  numeri: freddi quanto vuoi, ma il polso della situazione lo danno. Il blog, nel 2022, ha ricevuto circa 7611 visualizzazioni da 4825 visitatori differenti: in crescita moderata, sul 2021, di almeno un migliaio di visualizzazioni… Un dato che va per forza relazionato all’aumentato numero di follower (si, proprio voi!), che ora siete arrivati a 144: un dato piccolino, lo so, ma come ci diciamo sempre noi maschietti, facendo finta di crederci, “non conta la dimensione ma la qualità!” 😀 Continua a leggere “E ora, diamo i numeri! (2022)”

Tre capodanni (sfigati) e un funerale

Ciao a tutti. Si avvicina il 31 Dicembre: e, lo dico subito, una serata che raramente mi ha procurato grandi brividi. Non per snobismo, eh: ma il Capodanno è per me la seconda festa più indifferente dell’anno (la prima è il Carnevale). Ora la passo a casa, con la mia compagna, o al massimo con una coppia di amici, a guardare un film, brindare con serenità a mezzanotte, e all’una (o poco dopo) andare a dormire. Anche da ragazzo non è che facessi chissà che: anzi, ben poco! Niente da fare: non sono un tipo da feste con allegria a comando.

Nonostante tutto, e volendo rispettare la consegna del mio blog – e cioè parlare prevalentemente di musicacolgo l’occasione di questa ricorrenza per raccontarvi di tre capodanni in cui la musica c’entra qualcosa: abbastanza mesti, come leggerete, non certo da “maschio Alfa”, ma pazienza… Così fu! Continua a leggere “Tre capodanni (sfigati) e un funerale”

T… come Tag

Non sapevo esattamente di cosa avrei parlato nel prossimo post, ed ecco che Sam Simon, di vengonofuoridallefottutepareti, mi dà una bella idea, coinvolgendomi in un Giro di Tag!

Questo gioco ha il sano scopo di mettere in relazione vari blogger, spronarli a tirare fuori dal cassetto qualche cosa di bello e originale, e divertirsi… Quindi, perché no?

Ecco le regole, copiaincollate da Sam, che qui ringrazio.

1- Abbinare la prima cosa che vi viene in mente alla lettera dell’alfabeto, che sia il titolo di una canzone, un oggetto, una persona, un film, qualsiasi cosa, basti che sia di getto, magari scrivendo anche due righe di spiegazione.

2- Fare un elenco (volendo, aggiungere anche immagini o il link, se si tratta di canzoni)

3- Taggare più blog possibili e che pensiate possano essere interessati (non c’è un limite numerico)

4- Ovviamente taggare l’ideatore, usare l’immagine del tag e chi vi nomina affinché sia possibile leggere anche le vostre risposte.

Ed ora, ecco il mio elenco. Continua a leggere “T… come Tag”

Il ritmo creolo di Louis Moreau Gottschalk

Ciao a tutti, vi segnalo un nuovo post, curato dal sottoscritto, in uscita oggi sul blogdellamusica.

Avviso ai naviganti: come i precedenti, è un post un po’ specialistico e storico. Fa parte di una breve serie di articoli che narreranno l’incontro, in terra d’America d’Ottocento, fra la quadratura della musica “perbene” e le anomalie ritmiche d’origine africana: un dialogo da cui nasceranno ragtime, boogie, blues e jazz (mica pizza e fichi).

La seconda tappa di questo viaggio si colloca a metà Ottocento, nella poliglotta New Orleans: dove un pianista dal curioso nome di Louis Moreau Gottschalk – e che già ci parla di poliedricità e miscugli etnici – scrive, dirige e suona un patois pianistico altrettanto curioso, che attinge a umori e ritmi esotici… Un vero scandalo, signora mia!

Qui il post originale. Buona lettura!

Il Molise esiste

Eh si, come da titolo ho una notizia clamorosa per voi: il Molise esiste! Ci siamo appena stati, per una settimana di vacanza itinerante, e dobbiamo proprio confermare la cosa!

La questione, a prenderla sul serio, è abbastanza complessa (vedere Wikipedia in merito):  il Molise ha avuto una sua autonomia nei secoli, seppure a singhiozzo, e con variazioni territoriali e amministrative infinite: la definitiva (?) separazione dall’Abruzzo (anzi, dagli Abruzzi) avviene però nel 1963. E mi ricordo che la cartina geografica appesa alle elementari nella mia aula, seppure fossimo nel ’74, raffigurava ancora le due regioni unite.

Fatto sta che da un po’ di anni il meme “Il Molise non esiste” è diventato virale, facendo il paio con lo statunitense “Wyoming Doesn’t Exist”: chissà, forse dovuto al fatto di essere la regione più giovane d’Italia, una di quelle meno popolate in assoluto (dopo la Val d’Aosta), e perché è statisticamente raro incontrare un molisano…

Ebbene, la mia compagna, per le brevi vacanze di Settembre, ha deciso di sfatare un mito, e andare fino lì: e io, ovviamente, attratto come sono da tutto ciò che è insolito, ho aderito alla sua proposta. E la prima conferma è stata che in autostrada, passato l’Abruzzo, non ho letto “Puglia”, ma proprio “Molise” 🙂 Continua a leggere “Il Molise esiste”