T… come Tag

Non sapevo esattamente di cosa avrei parlato nel prossimo post, ed ecco che Sam Simon, di vengonofuoridallefottutepareti, mi dà una bella idea, coinvolgendomi in un Giro di Tag!

Questo gioco ha il sano scopo di mettere in relazione vari blogger, spronarli a tirare fuori dal cassetto qualche cosa di bello e originale, e divertirsi… Quindi, perché no?

Ecco le regole, copiaincollate da Sam, che qui ringrazio.

1- Abbinare la prima cosa che vi viene in mente alla lettera dell’alfabeto, che sia il titolo di una canzone, un oggetto, una persona, un film, qualsiasi cosa, basti che sia di getto, magari scrivendo anche due righe di spiegazione.

2- Fare un elenco (volendo, aggiungere anche immagini o il link, se si tratta di canzoni)

3- Taggare più blog possibili e che pensiate possano essere interessati (non c’è un limite numerico)

4- Ovviamente taggare l’ideatore, usare l’immagine del tag e chi vi nomina affinché sia possibile leggere anche le vostre risposte.

Ed ora, ecco il mio elenco.

  1. A come: “Arnold Layne”. Esordio assoluto dei Pink Floyd, piccolo gioiello psichedelico germinato dalla psichedelica mente di Syd Barrett, che in 3 minuti racconta la storia di un travestito che si aggira per Cambridge rubando indumenti femminili. Tutti i Pink – la mucca, il prisma e il muro – cominciano qui, proprio come il mio elenco.
  2. B come: “Better Call Saul”. Il prequel-sequel della serie tv “Breaking Bad” è appena finito, almeno per me: per condividere il gran finale ho invitato a casa gli amici Mauro e Elena, con tanto di pizza, pasticcini e liquori. Che dire? Se “Breaking Bad” è una delle serie più riuscite di sempre, “Better Call Saul” non gli fa eccezione: Vince Gilligan è senza dubbio un genio! Per molti BCS è fin meglio di BB: e mi sa che hanno pure ragione.
  3. C come: “Cthulhu”. Il mostro partorito dalla mente di HP Lovecraft, il Grande Antico, è qui… Anzi, nei profondi abissi, nella città di R’lyeh, pronto a emergere e a far sprofondare il mondo nella follia. Alla domanda, che mi sono fatto molte volte, su quale sia la corretta pronuncia, risponde lo stesso HPL: “Khlûl’hloo”!
  4. D come: “Decalogo”. I dieci film “a tema” per la tv, girati dal polacco Kieslowski fra il 1989 e il ’99, sono una delle prime cose di “cinema d’autore” che vidi in vita mia, e me ne innamorai perdutamente… Un’altissima lezione di cinema, morale, densità e austerità. Li trasmetteva Rai3, al sabato mattina: quando la tv pubblica era coraggiosa.
  5. E come: “Eye in the Sky”. Canzone semplice semplice di Alan Parsons, che canticchio sovente, e che uso soprattutto quando la mente, a forza di girare e girare su qualche minchiata, non si placa e non mi lascia dormire. Una delle mie “canzoni della buonanotte” più efficaci.
  6. F come: Marco Ferreri. Un regista eccentrico e anomalo, quasi un corpo estraneo nella storia del cinema italiano, più vicino alla Spagna di Bunuel che all’Italia di Comencini. “La donna scimmia”, “Dillinger è morto”, “La grande abbuffata” sono capolavori assoluti: disturbanti, grotteschi e anti-sistema.
  7. G come: “Guerra e Pace”. Da un po’ di anni, d’inverno, complici il maggior buio e la coperta sul divano, ho preso il vizio di interrompere la lettura seriale di gialli, saggi e graphic novel con un ponderoso “classico”: negli anni ho affrontato, con piacere e con impegno, “I Buddenbrook”, “I fratelli Karamazov”, la “Divina Commedia”… E fra poche ore inizio, appunto, il capolavoro di Tolstòj. Vediamo se il mattonazzo russo, per marzo, sarà stato domato!
  8. H come: Steve Harris. L’uomo che, quando tutti pensavano solo al punk, si ostinava a fare metal… Lui, col suo basso elettrico galoppante, il piede sulla spia, e che – senza microfono – canta a squarciagola le canzoni con cui ha contribuito a forgiare la storia degli Iron Maiden, è uno dei miei miti personali. Al di là di tutto, sempre e solo Iron!
  9. I come: “Io e Annie”. Il film che ha aperto lo sguardo su un altro dei miei miti, Woody Allen… Un gioiello di levità, arguzia, equilibrio, meditazioni profondissime su amore, arte e amicizia, trovate registiche e battute fulminanti: Allen e Diane Keaton al loro massimo.
  10. J come: Juventus. Squadra che tifo da sempre, con partigianeria composta e ironica, ma che da almeno tre anni mi fa girare i cabasisi. L’ossessione per la Champions, poi, me la porto dietro dal 1983: quando Michel, Zbigniew, Pablito e Dino persero una partita che proprio non dovevano perdere… Uno dei miei tanti traumi adolescenziali!
  11. K come: Stephen King. Autore “leggero” che amo molto, fin dai tempi di “IT” (lo lessi, mi ricordo benissimo, durante il servizio civile). Un grande autore horror, certo… Ma, soprattutto, un impareggiabile narratore dell’adolescenza (americana): di quel momento in cui le ragazze ti piacciono, ma gli amici, le notti in tenda a raccontarsi storie di fantasmi, e le scorribande in bicicletta sono ancora più importanti… E in cui credi ancora ai mostri.
  12. L come: Led Zeppelin. E beh, di che stiamo a parlare? La più grande rock band di tutti i tempi, con i – se non più bravi – più cazzuti musicisti di sempre.
  13. M come: “Monster”. Manga in 18 (si, diciotto!) volumi, scritto e disegnato da Naoki Urasawa, che ho iniziato a leggere questa primavera, intervallando lunghi periodi di pausa… Per ora, in libreria, ho “solamente” i primi 6 volumi: si tratta del mio primo approccio all’universo manga, e per ora mi convince.
  14. N come: Non piove più. Dalle mie parti, nel Nord-Ovest bardato di stelle di contiana memoria, in un anno avrà piovuto si e no 5 giorni… E io, che sono un tifoso della nebbia, dell’autunno, dei funghi e della bagna cauda, questa estate secca e perenne proprio non la sopporto! Ma forse, finalmente, ci siamo.
  15. O come: “Otto e mezzo”. L’apoteosi, per me, di Fellini: un bianco e nero da favola, sogni che irrompono nel reale e lo scardinano, crisi creative, mogli e amanti, metacinema a manetta, ricordi infantili, produttori cinematografici stressati e stressanti, pulsioni inconfessabili, sensi di colpa e accettazione del proprio e imperfetto sé. Un Mastroianni da urlo, e Nino Rota al suo massimo: il ballo della Saraghina e il girotondo circense del finale sono ormai parte della memoria collettiva.
  16. P come: Peposo. Un piatto toscano che, per celebrare Ognissanti, mi sono divertito a cucinare. Semplicissimo: carne di manzo a pezzettoni, salvia, rosmarino, pepe in abbondanza, 4 spicchi d’aglio, il tutto annegato in un buon rosso. Tre ore di cottura a fuoco bassissimo, e come contorno fagioli cannellini con un filo d’olio. Voilà!
  17. Q come: “Quattro mosche di velluto grigio”. Non il miglior Argento, d’accordo, ma che già per la sua difficile reperibilità merita la visione. Questo film chiude, idealmente, la “trilogia degli animali”, e prepara gli horror soprannaturali a venire: e lo fa con una trama al solito crudele e lambiccata, in cui spicca la nevrotica Mimsy Farmer, e la strana coppia Oreste Lionello / Bud Spencer!
  18. R come: “Revolver”. In disaccordo con chi loda e incensa “Sgt Pepper”, per me è questo il capolavoro indiscusso dei Beatles. C’è tutto: Lennon e McCartney che duettano in perfetta parità, Martin che crea e inventa suoni e trucchi, Harrison che indianeggia… E, poi, ragazze tristi che nessuno mai piangerà, minacciosi esattori delle tasse, dottori compiacenti, ballate strappamutande, soul alla Stax Records e gabbiani psichedelici.
  19. S come: Scacchi. Una vecchia, vecchissima, passione, ma sempre viva… Mi ci perdo, fra video su Youtube e partitelle online… Ma almeno migliorassi! 🙂
  20. T come: Gian Maria Testa. Il “capostazione di Cuneo” debutta in Francia e diventa un piccolo mito, in deciso anticipo sull’Italia. Ebbi la fortuna di vederlo a teatro, con Bollani e la Banda Osiris: e ancora mi ricordo il suo understatement tutto piemontese, e la sua voce, a metà fra Conte e Fossati, eppure personale. Della serie: come all’estero spesso ci vedano meglio che da noi.
  21. U come: “Un Uomo a Nudo”. Titolo che è una traduzione del cazzo di un misconosciuto ma potentissimo film americano del ’68, “The Swimmer“, con Burt Lancaster: una storia apparentemente realistica ma che pian piano scivola verso l’incubo e l’allegoria. E, sorpresa, il macho Lancaster non sapeva nuotare, e dovette pure prendere lezioni. Da recuperare e vedere, assolutamente.
  22. V come: “Veleno”. Grandioso rock pulsante degli Afterhours, tratto da un caposaldo assoluto della musica indie italiana, “Hai paura del buio?”. Una delle poche canzoni capaci di farmi letteralmente sballare nei concerti!
  23. W come: “Watchmen”. Il fumetto, non il film… Che poi il film non è mica male, ma la graphic novel di Alan Moore è, quella sì, un capolavoro di idee, sceneggiatura, disegni, personaggi e riferimenti interstestuali. Comprato e ricomprato, letto e riletto, gustato e meditato: una lettura indispensabile, alla faccia di chi crede ancora che i fumetti siano roba da bambini. E viva il Dr Manhattan!
  24. X: come la “x” che un mio collega ha usato, nello scrivere di un certo “fax simile“… Santa ignoranza!
  25. Y come: Yoda. Bello avere Cavaliere Jedi come amico è… Numerosi pupazzi in casa ci sono, e proprio uno, mentre scrivo, guardando mi sta. Che la Forza sia con voi, amici!
  26. Z come: ZZ Top. Barbe lunghe fino al ginocchio, chitarra basso e batteria, e colate di puro blues, rovente come un whisky di contrabbando: la loro “La Grange” è la suoneria del mio cellulare.

E, in chiusura, tagghiamo qualcuno, e vediamo se ci sta! Iniziando dall’ideatore, Shio76 dal blog Il mondo di Shioren

In ordine assolutamente casuale, ecco i nominati: Silviatico (Sempreadelantando), SimoneC (Cheblog), Valy71 (Mypersonalblog), Augusta (Auacollage), Svuotatoio, Zipgong (Rebussicstanibus), Unallegropessimista, Il Barman (Intonazioni conseguenti), Giovanni (Giovannimainato), Marisa Salabelle, Furtivamente, Alessandro (Mianonnafuma) e Vincenzo (Hovistocose).

A voi la palla!

8 pensieri riguardo “T… come Tag

  1. Gustosissimo, grazie Chicco per aver pensato a me, ma, come si suole dire, ho già dato! 😂😂😂
    È partito tutto da Shio76 è lei che ha avuto questa idea 💡 meravigliosa, un gioco davvero divertente! Una buona giornata, Chicco e grazie ancora del pensiero!

    Piace a 1 persona

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