Il Molise esiste

Eh si, come da titolo ho una notizia clamorosa per voi: il Molise esiste! Ci siamo appena stati, per una settimana di vacanza itinerante, e dobbiamo proprio confermare la cosa!

La questione, a prenderla sul serio, è abbastanza complessa (vedere Wikipedia in merito):  il Molise ha avuto una sua autonomia nei secoli, seppure a singhiozzo, e con variazioni territoriali e amministrative infinite: la definitiva (?) separazione dall’Abruzzo (anzi, dagli Abruzzi) avviene però nel 1963. E mi ricordo che la cartina geografica appesa alle elementari nella mia aula, seppure fossimo nel ’74, raffigurava ancora le due regioni unite.

Fatto sta che da un po’ di anni il meme “Il Molise non esiste” è diventato virale, facendo il paio con lo statunitense “Wyoming Doesn’t Exist”: chissà, forse dovuto al fatto di essere la regione più giovane d’Italia, una di quelle meno popolate in assoluto (dopo la Val d’Aosta), e perché è statisticamente raro incontrare un molisano…

Ebbene, la mia compagna, per le brevi vacanze di Settembre, ha deciso di sfatare un mito, e andare fino lì: e io, ovviamente, attratto come sono da tutto ciò che è insolito, ho aderito alla sua proposta. E la prima conferma è stata che in autostrada, passato l’Abruzzo, non ho letto “Puglia”, ma proprio “Molise” 🙂

Se si va in gita da qualche parte, si va soprattutto per quattro motivi: le cose da vedere, quelle da mangiare, la gente che incontri, e scoprire qualcosa di se stessi. Di cose da vedere ce ne sono, e di molto belle: la costa, pur non superando i 36 chilometri, può esibire una perla come Termoli, col suo centro antico, il forte, il vicolo più stretto d’Italia (“A Rejecelle”, ben 41 cm!), e le spiagge. L’interno (la cui quota oscilla fra i 600 e i 1000 metri) si articola fra una parte più aspra e boscosa, e una più aperta e dolce, a loro modo entrambe affascinanti: le strade che salgono dalla costa all’interno e quella che unisce Campobasso e Isernia sono veloci e poco trafficate, mentre i collegamenti minori sono l’esatto contrario: lenti, pieni di curve, a tratti estenuanti… E sempre deserti!

Nell’interno ci hanno colpito, oltre gli innumerevoli paesini, tutti ben piazzati su rocche e pendii, i siti archeologici di Saepinum e di Pietrabbondante (con splendidi teatri greci… e il secondo dispone pure di schienali anatomici, vedere per credere!), la chiesetta romanica di Santa Maria del Canneto, la chiesa rupestre di Santa Maria delle Rocce, e la parte vecchia di Campobasso: città su cui non avrei scommesso un centesimo, e che invece – pur non essendo chissà cosa – ci ha stupiti, soprattutto nella parte vecchia. E, volendo restare in tema di musica, sulla salita per il forte campeggia la statua all’illustre concittadino Fred Bongusto!

Qualche problema c’è stato: se sulle strade principali non mancano bar, trattorie e punti di sosta, nei percorsi semi-montuosi fra paesini non si trova nulla… Letteralmente! Un giorno abbiamo percorso più di 40 chilometri fra boschi, salite e discese, attraversando almeno quattro borghi di un migliaio di abitanti ciascuno, e senza mai incrociare non dico un ristorante, ma nemmeno un chiosco: e ci siamo salvati grazie a un Conad, dove ci hanno confezionato 2 panini al volo per pranzo.

Di cose da mangiare se ne trovano, ovviamente, e di buone: la tradizione comprende, all’interno, formaggi, primi, e carne in abbondanza. Non certo una cucina leggera o dietetica: ma di origini povere, saporita e concreta, senza tanti fronzoli… Quella che più ci piace, insomma. E le persone sono sulla stessa onda: semplici, all’apparenza un po’ chiuse, ma se possono si fanno in quattro, e se non possono ti lasciano comunque un sorriso… Almeno, quelle che abbiamo incontrato noi.

Infine, sul capire qualcosa di noi stessi, dico l’ovvio: che abbiamo fatto il solito errore di proiettare la realtà di partenza nella nuova situazione. L’Alto Molise non sono le Langhe, il Chianti o le Marche, zone quasi “ovvie”, dove trovi sempre tutto, dalla folla alla trattoria, dalla chiesetta al negozio: ma una zona silenziosa, appartata, da scoprire passo passo. Come le persone, va goduta per quel che è, e per quel che dà: che non è poco, anzi!

11 pensieri riguardo “Il Molise esiste

  1. Mi hai fatto venire voglia di andarci. Il Molise, così piccolo… quando vogliono eliminare le province finiscono sempre per concordare tutti su: spezzeremo le reni ad Isernia. Bando alle ciance.. bello trovare dei posti un po fuori dalla routine cittadina come quelli che descrivi. Certo ogni tanto serve anche mettere un po di cibo tra i denti. Divertente l’aneddoto sul Conad.

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