Io non so parlar di musica #7

Per la serie “Io non so parlar di musica“, questa volta ho davvero giocato facile:  visto che Capodanno è un ricordo ancora vivissimo, perché non proporre “New Year’s Day” degli U2?

L’intento di questa rubrica è lasciar parlare più possibile la musica, e limitare le mie osservazioni all’essenziale: qualche breve notizia sul pezzo, quindi, e poi l’ascolto.

Bono concepisce la canzone come love song da dedicare alla moglie ma ben presto i quattro, ispirati dagli eventi in atto in Polonia, dove si sta svolgendo la lotta senza quartiere fra il generale Wojciech Jaruzelski e il sindacato Solidarność di Lech Wałęsa, adattano le liriche al nuovo contesto. Guidato dal basso di Adam Clayton e dalla tastiera di The Edge, il singolo esce – guarda il caso – proprio il 1º gennaio 1983 (primo estratto dall’imminente album “War) e diventa il primo vero successo commerciale del gruppo.

Lascio da parte la politica e le mie posizioni in merito – anche se fra IOR, Paul Marcinkus, Roberto Calvi e le successive posizioni omofobe e antiabortiste espresse da Wałęsa, qualcosa da dire ci sarebbe… – e vi propongo l’ascolto della canzone: un brano bellissimo, evocativo, teso e in autentico stile U2, e per di più in una versione live che amo particolarmente. Non tanto per la qualità intrinseca – che è comunque alta – ma perché è quella che mi ha fatto conoscere il pezzo, in un lontano giorno degli anni Ottanta.

Let the music do the talking! E, di nuovo, buon 2022.

U2 – “New Year’s Day

All is quiet on New Year’s Day.

A world in white gets underway.
I want to be with you, be with you night and day.
Nothing changes on New Year’s Day.
On New Year’s Day.

I… will be with you again.
I… will be with you again.

Under a blood-red sky
A crowd has gathered in black and white
Arms entwined, the chosen few
The newspaper says, says
Say it’s true, it’s true…
And we can break through
Though torn in two
We can be one.

I… I will begin again
I… I will begin again.

Oh, oh. Oh, oh. Oh, oh.
Oh, maybe the time is right.
Oh, maybe tonight.
I will be with you again.
I will be with you again.

And so we are told this is the golden age
And gold is the reason for the wars we wage
Though I want to be with you
Be with you night and day
Nothing changes
On New Year’s Day
On New Year’s Day
On New Year’s Day

Tratto da “War” (1983)

Un capodanno davvero speciale: 31 Dicembre 1961, i Beach Boys

Il destino è veramente incredibile… Due anni fa vi ho raccontato (qui) della prima audition dei Beatles, alla Decca di Londra: era il 1° Gennaio 1962, e il casting non andrò propriamente bene, anzi i Beatles furono silurati senza tanti complimenti! Ma giusto il tempo di riprendersi, e pochi mesi dopo i Fab Four furono messi sotto contratto dalla EMI, e la storia cambiò, per sempre. Nel giro di una manciata di anni, i Beatles impressero una sterzata al mondo del music business mai vista prima, invadendo letteralmente anche il mercato americano… Là dove operava una band che, come loro, mieteva successi a non finire, e il cui leader – Brian Wilson – era una delle menti musicali pop più creative e geniali della storia.

Stiamo parlando, ovviamente, dei Beach Boys: ed è noto che, fra i Ragazzi da Spiaggia e gli Scarabei, vi fu qualcosa di più di una semplice rivalità commerciale… Martin e McCarney qua, e Brian Wilson là, cercavano continuamente di emulare le soluzioni di orchestrazione dell’altro, tanto che il grande arrangiatore inglese arriverà a dire “«Pepper’s» fu un tentativo di imitare «Pet Sounds»”. Ma i legami fra Paul, John e Brian non si fermano qui… Se, per i Beatles, la prima auditon avvenne il 1° Gennaio 1962, per i Beach Boys il primo, vero, concerto, si verificò… una dozzina d’ore prima, il 31 Dicembre 1961 (sessant’anni fa!). Continua a leggere “Un capodanno davvero speciale: 31 Dicembre 1961, i Beach Boys”

Un capodanno davvero speciale: 1° Gennaio 1962, i Beatles

Proprio un bel Capodanno!

Non è che Capodanno sia una ricorrenza che adoro, anzi… Fra feste noiose e serate assurde, alla fine sono giunto alla conclusione che un bel paio di ciabatte comode, un film in tv e un bicchiere di spumante siano la combinazione migliore. C’è da dire, però, che non ho mai passato un capodanno a Londra, fra pre-freak che cercano di abbordarmi, e gente che si butta nuda nella fontana di Trafalgar Square: e, soprattutto, sapendo che il giorno dopo mi aspetta un’audizione che potrebbe cambiarmi la vita.

A qualcuno è però successo: e sarà uno di quei capodanni memorabili, scolpiti nella storia (ah, le figure retoriche…)! Dunque, è il 31 Dicembre 1961, e quattro ragazzi intirizziti dal freddo – parcheggiato alla meno peggio un furgone preso in prestito – entrano al Royal Hotel di Russel Square: sono stanchi, da Liverpool a Londra ci hanno messo 10 ore. Colpa di quella neve che ha rallentato il viaggio, e ha fatto sbagliare strada all’autista. Ma, anche se al mattino li attende un appuntamento importante, i quattro vogliono farsi un giro: in fondo sono dei provinciali, e Londra è la capitale del mondo. Feste e mortaretti, gente ubriaca per strada, altra più “normale” e semplicemente allegra, qualche birra, un gruppo di tifosi della Maria che cerca di infilarsi nel loro furgone per condividere qualche cannone, e tutti a letto.

Alle 11 del 1° Gennaio 1962, lunedì (incredibile… oggi proprio non me la vedo una Mara Maionchi fare un’audizione in questa data) entrano negli studi Decca di West Hampstead questi signori: John Lennon, Paul McCartney, George Harrison e Pete Best (sì, perché Ringo Starr è ancora affiliato a Rory Storm & The Hurricanes), il loro road manager Neil Aspinall (quello che ha sbagliato strada), e l’ambizioso Brian Epstein – che sta facendo di tutto per diventare il loro manager – e che è arrivato in treno e ha dormito a casa di una vecchia zia, comodo comodo. Il co-produttore Decca, Mike Smith, è in ritardo: e Brian s’incazza! Ha poco da arrabbiarsi, però: mentre la Philips, la Emi, la Oriole, la Pye e perfino la piccola Embassy dei suoi protetti non hanno manco voluto sentir parlare, la Decca ha addirittura mandato Smith sino a Liverpool per ascoltarli: che, tornato entusiasta a Londra, aveva fissato l’auspicata audizione per il 1° Gennaio.

Jonh Lennon, George Harrison, Paul McCartney e Pete Best

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