“The Beatles – Get Back”: la miniserie tv #1

Ci vediamo in giro per i club

Colpa di John, colpa di Yoko, colpa di Paul, colpa di George: nessuno, che io sappia, ha mai attribuito la fine dei Beatles a Ringo, ma poco ci manca. Negli anni, nonostante una storiografia iper-dettagliata e maniacale, sulle cause dello scioglimento dei Beatles si è scritto e detto di tutto: e il vecchio docu-film (ormai introvabile per vie ufficiali) di Michael Lindsay-Hogg, “Let it Be”, ha avuto il suo ruolo nel dipingere una band allo stremo, lacerata da tensioni, musi lunghi e rivalità.

Tutta un’altra impressione mi ha invece dato la visione del nuovo e imprescindibile documentario “The Beatles: Get Back” di Peter Jackson (sì, quello di “Il Signore degli Anelli”): che, in un lavoro titanico durato 4 anni, ha visionato oltre 56 ore di filmati (in massima parte girati da Lindsay-Hogg) e ascoltato 150 ore di nastri audio, ha miscelato il tutto ed è arrivato a un prodotto di circa 8 ore, distribuito in tre parti da Disney+, e che ripercorre le vicende di quel Gennaio 1969… Glorioso quanto tragico, come vedremo. Inizio a raccontarvi la prima parte! Continua a leggere ““The Beatles – Get Back”: la miniserie tv #1″

Festa della Donna: #3

Un pezzo di John Lennon e Yoko Ono, che però preferisco in questa versione… E sempre attuale!

Woman is the nigger of the world
Yes she is, think about it
Woman is the nigger of the world
Think about it, do something about it
We make her paint her face and dance
If she won’t be aslave, we say that she don’t love us
If she’s real, we say she’s trying to be a man
While putting her down we pretend that she is above us
Woman is the nigger of the world, yes she is
If you don’t believe me take a look to the one you’re with
Woman is the slave to the slaves
Ah yeah, better scream about it
We make her bear and raise our children
And then we leave her flat for being a fat old mother hen
We tell her home is the only place she should be
Then we complain that she’s too unworldly to be our friend
Woman is the nigger of the world, yes she is
If you don’t believe me take a look to the one you’re with
Oh woman is the slave to the slaves
Yeah, alright
We insult her everyday on TV
And wonder why she has no guts or confidence
When she’s young we kill her will to be free
While telling her not to be so smart we put her down for being so dumb
Woman is the nigger of the world, yes she is
If you don’t believe me take a look to the one you’re with
Woman is the slave to the slaves
Yes she is, if you believe me, you better scream about it
We make her paint her face and dance
We make her paint her face and dance…
Woman is the Nigger of the World” (John Lennon, Yoko Ono)
Versione live di Cássia Eller

Domani avvenne: da lunedì 7 marzo 2022 a domenica 13 marzo

7 Marzo 1972: a Torino nasce Samuel Umberto Romano, in arte semplicemente Samuel. Cantante in erba (scrive la prima canzone a 8 anni!), inizia la carriera di musicista negli Amici di Roland, assieme a Boosta: nel 1996 i due si uniscono a Max Casacci, Ninja e Pierfunk, e fondano i Subsonica, che dall’esordio (1997) a oggi costituiscono una delle realtà più note e vivaci del pop elettronico italiano. Samuel, oltre ai Subsonica, ha dato vita a innumerevoli progetti e collaborazioni, e ha anche inaugurato una carriera solista parallela.

8 Marzo 1962: la BBC trasmette, per la prima volta, una breve esibizione dei Beatles, che all’epoca sono ancora privi di contratto discografico e con Pete Best alla batteria. L’incisione era avvenuta la sera precedente, al Playhouse Theatre di Manchester, per il programma “Teenager’s Turn – Here We Go“, e i Beatles avevano eseguito tre cover: “Dream Baby (How Long Must I Dream?)”, “Memphis Tennessee” e “Please Mister Postman”.

9 Marzo 1933: a Kenner (Louisiana) nasce Lloyd Price. Cantante e autore, si fa notare con lo shuffle “Lawdy Miss Clawdy”: inciso nel 1952 è un grande successo, ma proprio sul più bello arriva la cartolina per la Guerra di Corea, e Lloyd deve indossare la divisa. Al ritorno, firma un contratto con la ABC Records, con cui realizza una serie di brani di cassetta, ma soprattutto “Personality” (1959): hit stellare e che gli fa procura il nomignolo di “Mr Personality”, con cui passa alla storia.

10 Marzo 1967: per la Columbia esce “Arnold Layne“, singolo di debutto dei Pink Floyd. Composto da Syd Barrett nel 1965, il brano – condotto in perfetto stile psichedelico – racconta la storia (vera) di un travestito che si aggirava per Cambridge, rubando indumenti femminili dai fili da stendere. Sul retro del 45 giri, la barrettiana “Candy and a Current Bun”.

11 Marzo 1972: a poco più di un mese dalla sua uscita, l’album “Harvest” di Neil Young raggiunge la vetta della classifica americana. Il disco, unanimemente considerato fra i capolavori del cantante canadese, vanta ospiti di livello quali Linda Ronstadt, Stephen Stills, Graham Nash, David Crosby e James Taylor, e allinea in scaletta brani come “Heart of Gold”, “The Needle and the Damage Done”, “Harvest”, “Words”, “Alabama” e “Old Man”.

12 Marzo 1917: a Motal (allora polacca, oggi parte della Bielorussia) nasce Lejzor Czyz. A 11 anni si trasferisce con la famiglia a Chicago: il cognome è cambiato in Chess, e Lejzor diviene Leonard. Nel 1946, assieme al fratello Phil, appassionato come lui della musica blues, acquista le quote residue della vecchia Aristocrat Records, e fonda la Chess Records… Una delle case discografiche più importanti per la storia del blues americano, in cui operano leggende come Chuck Berry,  Bo Diddley, Willie Dixon, Buddy Guy, John Lee Hooker, Howlin’ Wolf, Etta James e Sonny Boy Williamson II.

13 Marzo 1939: a New York, da famiglia di origini turche e sefardite, nasce Neil Sedaka. Ben presto Neil mette in chiaro il suo sogno: diventare autore professionista. Compra centinaia di dischi, li ascolta fino allo sfinimento, ne annota scrupolosamente la struttura formale, le progressioni armoniche, i temi ricorrenti, e alla fine trova la formula magica… Sono suoi hit clamorosi come “Stupid Cupid”, “Oh! Carol”, “Happy Birthday Sweet Sixteen”: il palmares di Neil, a fine carriera, sarà impressionante, con oltre cinquecento canzoni depositate e milioni di copie vendute.

I miei vinili: #7 – Di vuoti e di pieni (seconda e ultima parte)

Eccoci arrivati alla seconda (e ultima) parte della breve escursione attraverso la mia collezione: dopo la scorsa puntata, dedicata al “pieno”, agli artisti di cui ho tutto, tanto o troppo, ora tocca al “vuoto“, a quelli cioè di cui ho pochissimo o nulla, ma che invece dovrei avere! In fondo, nelle collezioni è tanto significativo il buco nella scaffale che l’affollamento: proprio come nella musica, in cui la pausa conta tanto come la nota, e una dà senso all’altra. Continua a leggere “I miei vinili: #7 – Di vuoti e di pieni (seconda e ultima parte)”

Domani avvenne: da lunedì 28 febbraio 2022 a domenica 6 marzo

28 Febbraio 1942: a Cheltenham (UK) nasce Brian Jones. Adolescente inquieto, malato di musica, impara a suonare diversi strumenti, fra cui chitarra, armonica, piano, percussioni, sax e batteria. Nel 1962 – dopo essersi fatto espellere da scuola, aver girato l’Europa del Nord suonando agli angoli delle strade, e aver messo incinta tre ragazze… e ha solo 20 anni! – si trasferisce a Londra, suonando blues all’Ealing Club, e adotta lo pseudonimo di Elmo Lewis: ed è qui che è notato da Jagger e Richards. Pochi mesi dopo, a Luglio, per una sua intuizione, nascono i Rolling Stones: in cui Brian resta sino al 1969, quando sarà poi silurato dai due demoniaci soci!

1° Marzo 2012: in una stanza dell’Hotel Plaza di Montreaux è rinvenuto morto, a causa di un infarto, Lucio Dalla. Mancavano solo 3 giorni al suo 69° compleanno, e la sera prima si è esibito al Montreaux Jazz Festival. Qualcuno ha voluto leggere, nelle ultime parole della sua canzone “Cara”, un presagio: “Lontano si ferma un treno / ma che bella mattina, il cielo è sereno / Buonanotte, anima mia / adesso spengo la luce e così sia“… Perché, quella mattina, era una bella giornata, e l’hotel era a due passi dalla stazione. Va beh…

2 Marzo 1967: alla cerimonia di premiazione del 9° Grammy Awards, Frank Sinatra si aggiudica ben cinque premi assoluti: canzone dell’anno e miglior performance vocale maschile (“Strangers in the Night”), album dell’anno (“A Man and His Music”), oltre che il trofeo per il miglior arrangiamento e per il packaging. Alla faccia del successo, Frank dirà più volte di ritenere la canzone “a piece of shit” e “the worst fucking song that I have ever heard“.

3 Marzo 1986: per la Elektra Records esce “Master of Puppets“, il terzo album della speed-metal band californiana Metallica, e il loro primo lavoro a superare il mezzo milione di copie. Disco epocale, e uno dei capolavori del genere, in scaletta esibisce la potente title-track, lo strumentale “Orion”, e la ballad “Welcome Home”. E’ anche l’ultimo lp in cui suona il bassista Cliff Burton, che morirà pochi mesi dopo, in seguito a un incidente durante un trasferimento in Svezia.

4 Marzo 1932: a Johannesburg (Sud Africa) nasce Miriam Makeba (il nome originale è…sterminato!). Cantante, dopo i primi successi internazionali, nel 1963 subisce l’esilio imposto dal governo, che ne vieta il rientro in patria a causa del suo vibrante impegno anti-apartheid. “Mama Africa”, attraverso uno stile canoro che intreccia jazz, pop e afro-soul, attraversa così cinquant’anni di carriera, con collaborazioni con artisti di varia estrazione, e torna a casa solo nel 1990, invitata da Nelson Mandela.

5 Marzo 1982: a seguito di una dose mal tagliata di speedball, e di ripetuti sabotaggi alla sua salute, nel suo bungalow di Los Angeles è trovato ormai cadavere il grande attore e performer John Belushi. La sera precedente era stato a un party in cui erano presenti anche Robert De Niro e Robin Williams: assieme a lui, nel bungalow, c’era la cantante e groupie Cathy Evelyn Smith, che – ubriaca – sbagliò a miscelare la dose… Altro che “in missione per conto di Dio”.

6 Marzo 1893: a Greenwood (Mississippi) nasce Walter “Furry” Lewis. Bambino, si trasferisce a Memphis, dove inizia la professione di musicista itinerante, come armonicista, cantante e chitarrista di blues arcaico. Negli anni Venti inizia ad incidere, ma la Depressione mette in pausa la sua carriera, e finisce nel dimenticatoio: nel 1959 è scovato dai ricercatori, e riprende con entusiasmo l’attività, suonando anche con i Rolling Stones!