Sono cintura nera nelle arti parziali

Bel titolo eh? Una battuta carina che ho letto qualche tempo fa, ma sinceramente non ricordo dove: e che torna a proposito per commentare una sensazione per me abbastanza ricorrente.

Per passare il tempo, spesso non trovo di meglio che guardare video su Youtube: video musicali, per lo più, e se possibile di performance live di artisti che amo. Uno di questi è Stevie Ray Vaughan: un chitarrista rock blues fra i migliori di tutti i tempi, torrido come un whisky di contrabbando, con un suono pazzesco e una classe immensa. E, come sempre mi accade davanti al genio, all’arte, alla creatività esplosiva, mi sono venuti i lucciconi. Perché è commovente ed esaltante vedere qualcuno che fa facilmente cose che per (quasi) tutti gli altri sono impossibili: e senza far mai mancare il calore, la cazzimma, la naturalezza. Mi accade, principalmente, con la musica: ma anche con gli scacchi, lo sport (che, in alcuni casi, è arte e poesia!), la scrittura.

E’ il talento puro a coinvolgermi così tanto: quel qualcosa di arcano, sublime e assoluto capace di trascendere i limiti dell’ordinario, e avvicinare l’uomo al potere della creazione e del divino. Un dono dalla distribuzione casuale e misteriosa: che nulla ha a che vedere con meriti individuali, valutazioni morali o etiche. Poi ci metti l’applicazione, il sudore, la tenacia: ma la scintilla o c’è, o non c’è. Vie di mezzo non esistono.

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Domani avvenne: da lunedì 13 febbraio 2023 a domenica 19 febbraio

Quale musicista è nato oggi? Quale disco è uscito in quella data? Quale rocker è morto dieci anni fa? Ecco, per la settimana entrante, qualche risposta!

13 Febbraio 1970: per la Vertigo esce il primo, omonimo, album dei Black Sabbath. Registrato in un’unica sessione a Ottobre 1969, questo lp presenta un’allucinata mistura di hard-blues, psichedelia e toni horror-demoniaci, e fonda virtualmente un nuovo genere: dai riff cupi di Toni Iommi, dalla voce ossianica di Ozzy, e dalla ritmica pulsante di Butler e Ward ha origine il lessico metal. Archetipica l’inquietante copertina, cui ho dedicato questo post. In scaletta, la tenebrosa title track, “N.I.B.”, “Evil Woman” e “Warning”.

14 Febbraio 1943: a Kinston (North Carolina) nasce Maceo Parker. Saxofonista, nel ’64 si unisce a James Brown, con cui resta a fasi alterne sino al ’73, anno in cui passa ai gruppi di George Clinton, i Parliament e i Funkadelic: una carriera esemplare, sempre al servizio del funky più verace e hard, e che ne fa uno degli ambasciatori più credibili e intensi di sempre.

15 Febbraio 1979: i Bee Gees trionfano ai Grammy Awards, in cui – grazie alla colonna sonora di “Saturday Night Fever” – si aggiudicano tre primi premi: quello per la produzione, la miglior interpretazione e il miglior arrangiamento vocale. “Stayin’ Alive” arriva invece sino al secondo posto nella categoria “miglior canzone”.

16 Febbraio 1963: il secondo singolo dei Beatles, “Please Please Me“, a un mese dalla pubblicazione, raggiunge la vetta della classifica inglese. Scritto da John Lennon con un andamento lento, è successivamente rielaborato in chiave brillante e rapida: il risultato è così a fuoco che il produttore George Martin, al termine dell’incisione, esclama entusiasta “Signori, avete appena inciso il vostro primo numero 1“! E ha ragione.

17 Febbraio 1953: a Caserta nasce Fausto Mesolella. Giovane chitarrista, dopo anni di gavetta passati fra gruppi semi-professionistici e studi di incisione, nel 1986 entra nella Piccola Orchestra Avion Travel, a fianco di Peppe Servillo: gruppo in cui resta sino al 2017, anno della sua morte, e in cui ricopre un ruolo di primo piano, come autore e arrangiatore. Nella sua carriera ha inoltro collaborato con Paolo Belli, Nada, Fiorella Mannoia e Raiz.

18 Febbraio 2013: a Montolieu (Francia), a 68 anni, ci lascia Kevin Ayers. Musicista inglese e autore eccentrico, ha attraversato decenni di carriera slalomando fra folk, musica sperimentale, melodia, psichedelia, umori sudamericani e arrangiamenti sofisticati, fra il fiabesco e il decadente. Ha inoltre lavorato con numerosi musicisti, fra cui Brian Eno, Mike Oldfield, Elton John, Nico e John Cale.

19 Febbraio 2001: a Créteil (Francia), alla bella età di 88 anni, e dopo decenni di successi, ci lascia lo chansonnier francese, paroliere e autore Charles Trenet. Dagli anni Trenta sino a pochi mesi dalla morte, Trenet canta, scrive e incide centinaia di hit, fra cui le celeberrime “Que Reste-t-il de nos Amours ?” e “La Mer”. Vera e propria leggenda nazionale della canzone francese, vanta un portfolio di oltre un migliaio di pezzi.

Io non so parlar di musica #16 – Domenico Modugno

Questa puntata della serie “Io non so parlar di musica” parte da una riflessione: che passare dal sublime al banale, a volte, è questione di un attimo. Ne ho avuto la prova qualche settimana fa: dalla tv, in sottofondo, sento la voce della Gerini che fa la pubblicità a una pasta; e, nel farlo, usa, cambiando parole e tono, una vecchia canzone di Domenico Modugno, “Vecchio frack“.

Una delle più belle canzoni italiane di sempre, per quanto mi riguarda: malinconica, impressionistica, delicata e crudele, capace di emozionarmi come poche altre. Ispirata al sospetto suicidio di Raimondo Lanza di Trabia, era un brano amato particolarmente da mio padre: e, anche se capisco benissimo che “business is business”, sentirlo appiccicato a una pastasciutta, ecco, un po’ di fastidio me l’ha dato. Continua a leggere “Io non so parlar di musica #16 – Domenico Modugno”

Domani avvenne: da lunedì 6 febbraio 2023 a domenica 12 febbraio

Quale musicista è nato il tal giorno? Quale disco è uscito in quella data? Quale rocker è morto proprio oggi? Ecco, per la settimana entrante, qualche risposta!

6 Febbraio 1998: a San Felipe de Puerto Plata (Repubblica Dominicana), a 41 anni, ci lascia Johann “Hans” Hölzel , in arte Falco. Cantante austriaco eccentrico, negli anni 80 diventa improvvisamente famoso col proto-rap “Der Kommissar”, e con le hit internazionali “Rock Me Amadeus” e “Vienna Calling”, ma presto entra in crisi di consensi. Trasferitosi in Repubblica Dominicana, trova la morte in seguito alle ferite riportate in un incidente stradale con un bus di linea: l’autista del bus viaggiava ad alta velocità e fu condannato a tre anni di prigione. La sua salma torna in patria su un aereo della Lauda Air, denominato “Falco” in suo onore.

7 Febbraio 2007: a San Diego, alla bell’età di 94 anni, ci lascia Francesco Paolo Lo Vecchio, in arte Frankie Laine. Cantante leggero dalla classe infinita ed estremamente versatile, di chiare origini italiane (suo padre è stato anche il barbiere di Al Capone!), è uno degli artisti americani più popolari di sempre: una carriera continuata sino al 2005 con centocinquanta milioni di pezzi venduti e ben ventuno dischi d’oro, fra cui sempreverdi come “Satan Wears a Satin Grow”, “Jezebel” e “Jealousy”.

8 Febbraio 1973: a Marathon (Florida) muore Max Yasgur. Max non è un musicista, un cantante, un produttore o un dj: ma un semplice allevatore e artigiano caseario, che nel 1969 concede il terreno di Bethel per quello che, con sorpresa degli organizzatori, diventerà il mitico Festival di Woodstock. Max è tutto fuorché un freak: è un repubblicano di origine ebraica, e fiero sostenitore della Guerra in Vietnam… Ma sarà il primo a capire l’intento pacifico del festival, e a coccolare il pubblico. Ma le cose, per lui, non andranno bene: citato in giudizio dai confinanti per danni, vende la fattoria e si trasferisce in Florida dove, passati 18 mesi, muore di infarto a 53 anni. Riceverà un necrologio a tutta pagina sulla rivista “Rolling Stone”: onore toccato a pochissimi altri non-musicisti.

9 Febbraio 2009: alla 51° edizione dei Grammy Awards trionfa la strana ma azzeccata accoppiata  Robert Plant / Alison Krauss, titolare del bel disco “Raising Sand”: i due vincono cinque premi nella categoria “Disco dell’anno”, “Registrazione dell’anno”, “Miglior duetto vocale pop”, “Miglior duetto vocale country” e “Miglior disco di folk contemporaneo”.

10 Febbraio 1978: per la Warner esce il primo, omonimo album dei Van Halen. Si tratta di una delle pietre miliari dell’hard rock statunitense: un disco dominato in lungo e in largo dal virtuosismo del chitarrista Eddie van Halen, e dall’istrionismo del cantante David Lee Roth. In scaletta, classici come “Runnin’ with the Devil”, le cover di “Ice Cream Man” e “You Really Got Me”, e l’impressionante strumentale “Eruption”.

11 Febbraio 1943: a New York nasce Alan Rubin, noto nel circuito musicale come Mr. Fabulous. Trombettista, ha collaborato a centinaia di dischi e con decine di artisti, fra cui Frank Sinatra, Frank Zappa, Sting, Rolling Stones, Eric Clapton, Aretha Franklin e James Brown. E’ noto al grande pubblico per la partecipazione – nei panni di se stesso – nel film “The Blues Brothers“: band con cui ha suonato live per anni.

12 Febbraio 1950: a Cuggiono (Milano) nasce Angelo Branduardi. Prestissimo si trasferisce a Genova con la famiglia, e a soli 16 anni si diploma in violino: ma è attratto dal folk inglese, e inizia a comporre le prime canzoni. Nel 1974 debutta col primo album, e nel ’77 raggiunge il successo, attraverso uno stile che affianca folk, musica barocca e rinascimentale e umori etnici: la sua ricerca musicale continua ancora oggi, anche se i numeri non sono più quelli dei tempi d’oro.

Buon compleanno, Blues!

Come diceva il compianto Pino Daniele, “A me me piace ‘o blues”: e non poco, ma parecchio! E, come succede per una persona cara, approfitto di questa data per fare gli auguri di Buon Compleanno al Blues, per il suoi 120 anni.

Eh si… Per quanto possa apparire assurdo, nel 2003 una risoluzione del Senato degli Stati Uniti ha stabilito che il 1° Febbraio di quell’anno avesse inizio “l’anno del Blues”, con una serie di celebrazioni e incontri a tema: e, di conseguenza, questa data è diventata il suo compleanno.

Si lo so, è un’americanata, direte: e come darvi torto? Come fa un genere musicale – e soprattutto uno come il Blues, nato dal basso e attraverso lentissime elaborazioni, appropriazioni e sintesi – ad avere un inizio così certo? Ovvio, si tratta di una convenzione, calata dall’alto e che fa il paio con tutte le varie “giornate di qualcosa” che esistono nel mondo (a proposito, oggi è la “giornata mondiale del velo islamico”…): ma il motivo per cui è stato scelto proprio il 1903 è interessante: e ve lo racconto. Continua a leggere “Buon compleanno, Blues!”

Domani avvenne: da lunedì 30 gennaio 2023 a domenica 5 febbraio

Quale musicista è nato il tal giorno? Quale disco è uscito in quella data? Quale rocker è morto proprio oggi? Ecco, per la settimana entrante, qualche risposta!

30 Gennaio 1968: per la Verve Records esce “White Light/White Heat“, il secondo album dei Velvet Underground. Con questo lavoro i Velvet spingono ancor più il pedale sul rumorismo, le dissonanze e il minimalismo, e i testi di Lou Reed calcano la mano su temi scomodi quali paranoia metropolitana, alienazione e dipendenza. In scaletta, oltre alla title track, “Lady Godiva’s Operation”, “Here She Comes Now” e “Sister Ray”. Con questo disco termina inoltre il sodalizio con la cantante Nico e con John Cale.

31 Gennaio 1944: a Kosciusko (Mississippi) nasce Charlie Musselwhite. Giovane armonicista a bocca, emigra presto a Chicago, dove suona in tutti i locali e con tutte le stelle locali: ma è a San Francisco che il suo primo album raggiunge il successo, e dove Charlie decide di andare a vivere e suonare. Musselwhite è, a tutti gli effetti, una leggenda dell’armonica blues, e lo è a maggior ragione in considerazione della sua pelle bianca, in un ambiente all’epoca dominato da una sorta di “razzismo a colori invertiti”.

1° Febbraio 2003: a seguito di una risoluzione del Senato degli Stati Uniti, è stabilito che dal 1° Febbraio 2003 abbia inizio “l’anno del Blues”, in ricordo alla presunta, mitizzata – e convenzionale – data di inizio del Blues, il 1° Febbraio 1903. La storia è interessante: e ve ne parlo in un post imminente, in uscita proprio il 1° Febbraio.

2 Febbraio 1959: al Surf Ballroom di Clear Lake in Iowa, quale ultima tappa del Winter Dance Party Tour, va in scena un concerto del grande Buddy Holly: con lui ci sono anche Ritchie Valens e The Big Bopper. Sarà la loro ultima esibizione: il 3 Febbraio, in un incidente aereo, i tre compagni d’avventura periranno, in quel giorno definito “The Day the Music Died”… E di cui, prima o poi, parlerò.

3 Febbraio 1979: il singolo “Heart of Glass“, del gruppo new wave Blondie, a circa un mese dalla sua uscita raggiunge il primo posto della classifica inglese. Estratto dall’album “Parallel Lines”, e scritto dal chitarrista Chris Stein e dalla bellissima cantante Debbie Harry, ha in realtà una storia più remota, essendo stato composto nel ’75 con un ritmo più morbido e lento: ma è grazie a un arrangiamento “disco” e brillante che il pezzo finalmente trova la sua strada e il successo internazionale.

4 Febbraio 1953: a Toyohashi (Giappone) nasce Masanori Takahashi, in arte Kitaro. Polistrumentista e compositore, dopo anni come musicista giramondo, nel ’77 torna in patria, e diventa uno degli artisti di punta del movimento New Age: è nominato tre volte ai Grammy (e ne vince uno), si aggiudica un Golden Globe, e suona e collabora con decine di artisti.

5 Febbraio 1944: a New York nasce Al Kooper. Tastierista e autore, raggiunge la fama quasi all’improvviso grazie alla sua presenza (decisiva, in termini di sound e idee) nei due album capolavoro della “svolta elettrica” di Dylan: terminata la prima fase della collaborazione con Bob, fonda la jazz-rock band dei Blood, Sweat & Tears, collabora con gli Stones, Hendrix, Who, Cream, scopre i Lynyrd Skynyrd, e torna con Dylan per un’altra serie di successi. Un grandissimo!