Domani avvenne: da lunedì 24 luglio 2023 a domenica 30 luglio

Quale musicista è nato oggi? Quale disco è uscito in quella data? Quale rocker è morto dieci anni fa? Ecco, per la settimana entrante, qualche risposta!

24 Luglio 1962: per la Stax esce il singolo “Green Onions“, dei soul men Booker T. & the M.G.’s. Strumentale condotto da un riff di organo Hammond pieno di groove, è pubblicato senza troppa prosopopea e ambizioni: il titolo “cipolle verdi” punta proprio a quello, a suggerire “una cosa di poche pretese, che si può buttar via senza pensarci troppo”: ma di sciocchezza non si tratta, tanto che il disco si arrampica in classifica fino al primo posto di quella r&b, e al terzo di quella pop, e diventa un classico!

25 Luglio 1943: a Liverpool nasce Jim McCarthy. Batterista attivo nei Suburban R&B assieme a Chris Dreja, nel 1963 unisce le forze con la Metropolis Blues Band di Paul Samwell-Smith e Keith Relf: dalla fusione dei due gruppi, e col successivo ingresso del giovane Eric Clapton, nascono cosi The Yardbirds, una delle band più influenti e importanti del primissimo rock inglese. Con gli Yardbirds resta sino al ’68, per poi approdare ai Renaissance.

26 Luglio 2018: al leggendario Cavern Club, sede dei primi concerti dei giovanissimi Beatles, Paul McCartney si esibisce in un concerto gratuito per sole 200 persone, annunciato poche ore prima su Twitter, con accesso “chi prima arriva, primo si serve”. Il set comprende 27 canzoni, fra hit dei Beatles, e brani della carriera solista di Macca. Attenzione: il “vero Cavern” non esiste più dal ’73, ma è stato ricostruito pezzo per pezzo, utilizzando per quanto possibile i vecchi mattoni!

27 Luglio 1979: per la Atlantic esce “Highway to Hell“, sesto album degli AC/DC. Ultimo album con il grande Bon Scott (che morirà pochi mesi dopo) alla voce, è uno dei dischi più famosi e di successo della hard rock band australiana: in scaletta, la notissima title track, “Girsl Got Rhythm” e “If You Want Blood (You’ve Got It)”.

28 Luglio 1943: a Chicago nasce Mike Bloomfield. Bluesman e polistrumentista a tutto tondo, e di pelle bianca, nel ’65 è scritturato da Dylan per l’incisione dello storico “Highway 61 Revisited”, e con l’armonicista Paul Butterfield fonda l’omonima Blues Band, capace di un audace crossover fra rock, jazz, blues, raga e psichedelia. Successivamente dà vita agli Electrig Flag, e dopo il ritiro dai grandi palcoscenici si immerge nello studio del blues delle origini.

29 Luglio 1966: mentre è alla guida della sua Triumph Tiger T100, presso Bearsville (New York), Bob Dylan è vittima di un incidente stradale. Nessuno sa, ancora oggi, quali furono le reali circostanze e le conseguenze: fatto sta che per un anno Bob sparisce letteralmente dalla circolazione. Dylan approfitta della situazione per allontanarsi dal caos, e riprendere il controllo: il primo passo sarà il ritiro nella “casa rosa” assieme agli amici della Band, a riscoprire vecchi standard folk… Da qui, i mitici “Basement Tapes”.

30 Luglio 1958: a Bexleyheath (UK) nasce Kate Bush. Ancora bambina si dedica a canto, danza e pianoforte: presto è introdotta nel mondo del disco da David Gilmour, e nel ’78 fa il debutto ufficiale. “The Kick Inside”, grazie allo strepitoso singolo “Wuthering Heights“, diventa un successo mondiale. Kate è una cantante e autrice eccentrica, dotata di una voce sopranile, e capace di un curioso mix fra folk, rock, influenze classiche ed etniche: è inoltre la prima artista femminile a piazzarsi al primo posto della hit parade con una canzone composta da lei. Fra successi continui, momentanei ritiri e ritorni, la carriera della Bush continua ancora oggi.

The Beatles – “Please Please Me”

Sessant’anni possono essere pochi, tantissimi, o niente… Per una persona, sono spesso una buona fetta di vita; per un ragazzo d’oggi sono un tempo che equivale, più o meno, all’età della pietra; e per un buon disco, a volte, un nonnulla.

Sessant’anni fa, proprio oggi, la Parlophone – succursale della EMI – metteva sul mercato il primo album dei Beatles: intitolato “Please Please Me“, seguiva il singolo d’esordio “Love Me Do” (pubblicato a Ottobre ’62) e ripeteva il titolo dell’omonimo 45 giri uscito due mesi prima. Le aspettative erano alte: il singolo “Please Please Me”, come pronosticato dal producer George Martin, era arrivato al primo posto, e negli uffici di Londra si capiva che qualcosa bolliva in pentola. E così fu: dando il via a una carriera di straordinario successo e, ancor più importante, a una valanga destinata a travolgere e cambiare per sempre la musica pop. Continua a leggere “The Beatles – “Please Please Me””

I falsi miti della musica #6 – P.I.D. (Paul Is Dead) – Quinta e ultima parte

Ed eccoci, finalmente… Il racconto della morte / non-morte di Paul McCartney – la famosa “Teoria P.I.D.” – è arrivato alla sua conclusione! Negli scorsi episodi – che i più arditi vorranno “ripassare”… – abbiamo parlato di tutto un po’: copertine, targhe automobilistiche, funerali, macellai e trichechi. E’ giunto il momento di tirare le fila, e chiudere la questione. Questo post si articolerà in tre parti, corrispondenti a tre scenari differenti: i “perché si”, i “perché no”, e l’esposizione di quella che ai miei occhi pare l’ipotesi più realistica e probabile.

Pronti? Si parte!

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I falsi miti della musica #6 – P.I.D. (Paul Is Dead) – Quarta parte

Ci siamo quasi… La questione della morte / non-morte di Paul McCartney – la famosa “Teoria P.I.D.” – è alle battute finali. Negli scorsi episodi abbiamo descritto il contesto generale della questione, ed esaminate le “prove” contenute nelle copertine (e nei testi) dei dischi dal ’67 in poi: in questa, che è la penultima puntata, esamineremo tre questioni, che completano il quadro, e preparano la conclusione.

  1. Gli indizi nei dischi pre-morte;
  2. L’identità del rimpiazzo;
  3. Le incongruenze somatiche.

Seguitemi, il gioco continua! Continua a leggere “I falsi miti della musica #6 – P.I.D. (Paul Is Dead) – Quarta parte”

I falsi miti della musica #6 – P.I.D. (Paul Is Dead) – Terza parte

Buongiorno a tutti! Eccoci a una nuova puntata dedicata alla Teoria P.I.D.: ormai lo sapete tutti, quella sulla presunta morte di Paul McCartney e del suo rimpiazzo con un sosia. Non vi chiedo di crederci o no (ovvio che no!), ma di stare al gioco!

Dopo la scorsa puntata, proseguiamo nell’esame degli “indizi” contenuti in dischi e copertine: siamo ora arrivati al famoso “Tricheco” (“Walrus” in inglese”)… Uno dei momenti più intricati e sfuggenti della questione, e che si dispone addirittura attraverso due dischi differenti. Seguitemi, cercherò di essere chiaro! Continua a leggere “I falsi miti della musica #6 – P.I.D. (Paul Is Dead) – Terza parte”

I falsi miti della musica #6 – P.I.D. (Paul Is Dead) – Seconda parte

Eccoci arrivati alla seconda parte della “Teoria P.I.D.“, quella che sostiene che Paul McCartney sarebbe morto in un incidente e sostituito da un sosia. Nella scorsa puntata abbiamo fatto un quadro generale della questione, chiudendo con la promessa che saremmo presto passati alle presunte “prove” contenute in canzoni e copertine… Promessa che mi accingo a mantenere!

Di indizi a sostegno, gli appassionati (o i maniaci!) ne hanno trovati almeno duecento (non scherzo!): ma tranquilli, lungi da me di ammorbarvi con una tale pletora di suggestioni (spesso al limite dell’assurdo). Mi limiterò alle più interessanti e, a loro modo, coerenti, un po’ per volta.

A) “Sgt. Pepper’s Lonely Hearts Club Band” (Giugno 1967): disco epocale per musiche, testi, confezione e copertina… E il primo album concepito dopo la morte di Paul. Ecco gli indizi principali contenuti nella copertina: Continua a leggere “I falsi miti della musica #6 – P.I.D. (Paul Is Dead) – Seconda parte”