Domani avvenne: da lunedì 25 settembre 2023 a domenica 1° ottobre

Quale musicista è nato oggi? Quale disco è uscito in quella data? Quale rocker è morto dieci anni fa? Ecco, per la settimana entrante, qualche risposta!

25 Settembre 1955: a Roncocesi (Reggio Emilia) nasce Adelmo Fornaciari.  Cantante e autore, fra il 1968 e il 1980 lavora con diverse band col nome d’arte di Zucchero, sul ricordo del nomignolo datogli dalla maestra delle elementari, e nel 1981 vince il Festival di Castrocaro. Dopo un primo anonimo album, Zucchero cambia strada, e si sposta decisamente verso il blues, il soul e le influenze americane: “Donne”, “Canzone triste” e “Rispetto” sono le tappe che conducono agli straordinari successi di “Blue’s” e “Oro, Incenso e Birra”, che sbriciolano i record di vendita. Zucchero, grazie alle collaborazioni con i più stimati musicisti internazionali, ha ancora oggi una discreta popolarità estera: è stato inoltre l’unico artista italiano invitato al Freddie Mercury Tribute.

26 Settembre 1979: gli esordienti irlandesi U2 pubblicano il loro primo lavoro, l’Extended Play “Three“, pubblicato dalla CBS per il solo mercato irlandese. Il vinile esce in mille copie, numerate a mano, e contiene “Out of Control”, “Stories of Boy” e “Boy/Girl”. Sulla copertina in nome della band presenta la variante grafica “U-2” (col trattino), ed ora è un preziosissimo pezzo da collezione.

27 Settembre 1984: a Belleville (Canada) nasce Avril Lavigne. Cantante in erba, a 15 anni vince un concorso radiofonico, e dopo alcune false partenze nel 2001 firma il primo contratto discografico, e nel 2002 spicca il volo col singolo “Complicated”. Con l’album d’esordio “Let Go” diventa la più giovane cantante di sempre a giungere al primo posto della classifica britannica. Nella sua carriera Avril ha venduto circa 44 milioni di copie, attraverso uno stile giovanile e ottimistico ma non scontato, definito dai più un crossover fra pop punk e teen pop.

28 Settembre 1934: a Livorno nasce Piero Ciampi, uno degli autori più scomodi, atipici e sinceri della nostra storia. La sua vicenda è quasi paradigmatica: ragazzo difficile, giramondo compulsivo (Genova, Parigi, Svezia, Spagna, Irlanda), autodidatta, dagli scarsi successi commerciali, ma l’unico vero “maudit” della canzone italiana. Litigioso e inaffidabile, geniale e di cuore, alcolista e perennemente senza quattrini, ha scritto vere e proprie confessioni psicologiche in musica, strazianti, rabbiose, sconsolate eppur dolcissime.

29 Settembre 1979: a solo una settimana dalla sua uscita, il singolo dei Police Message in a Bottle” raggiunge la vetta della classifica inglese. Canzone scritta da Sting in stile reggae-rock, beneficia di un articolato arpeggio di chitarra, di un accompagnamento percussivo magistrale di Copeland, e di un testo metaforico dal sapore di favola morale.

30 Settembre 1982: per la Columbia esce “Nebraska“, il sesto album di Bruce Springsteen. Inciso dal Boss in splendida solitudine con un multitraccia portatile a 4 piste, e usando unicamente chitarra acustica, armonica e voce, presenta un tono volutamente ascetico, amaro, radicale e spettrale. In scaletta, “Nebraska”, “State Trooper”, “Highway Patrolman” e “Johnny 99”.

1° Ottobre 2018: nella natia Roma, a 81 anni, ci lascia Stelvio Cipriani. Musicista e autore, è uno dei più importanti compositori di colonne sonore del nostro paese: la popolarità arriva con lo score di “Anonimo Veneziano“. Successivamente Stelvio si sposterà sul genere poliziottesco, e sugli sceneggiati tv e sulle telenovelas.

I miei dischi dell’anno #15 – Il 1983

Ciao a tutti. E benvenuti a un nuovo appuntamento della rubrica “I miei dischi dell’anno“: ora è la volta del 1983, anno dei primi Campionati Mondiali di Atletica Leggera, della nascita del protocollo Internet, dell’incendio al cinema Statuto di Torino, della scomparsa di Emanuela Orlandi, della prima chiamata con cellulare mobile, del ritiro di Borg dal tennis, di “Scarface”, “Una poltrona per due” e “Flashdance”… E di un sacco di pepite a sette note.

Come al solito, vi propongo un estratto dalle classifiche ufficiali di vendita, e le mie integrazioni “fuori menù”: va da sé, proposte dopo astute e inappuntabili riflessioni. 🙂 Continua a leggere “I miei dischi dell’anno #15 – Il 1983”

Domani avvenne: da lunedì 27 febbraio 2023 a domenica 5 marzo

Quale musicista è nato oggi? Quale disco è uscito in quella data? Quale rocker è morto dieci anni fa? Ecco, per la settimana entrante, qualche risposta!

27 Febbraio 1963: a Bologna nasce Massimo Riva. Giovanissimo chitarrista, a 12 anni entra in contatto con Vasco Rossi, e inizia a collaborare con lui: dalla loro penna escono canzoni storiche, come “Albachiara”, “Non mi va”, “Vivere”, “Stupendo”. Massimo, assieme a Elmi e Solieri, nel 1980 fonda la Steve Rogers Band: gruppo che, oltre ad avere una vita propria, accompagna Vasco nei tour sino all’87. Tutto questo sino alla sua fine prematura, nel 1999.

28 Febbraio 1983: per la Island Records esce “War“, terzo album degli U2. Musicalmente in linea con i lavori precedenti, “War” inizia a mettere in mostra una maggiore attenzione lirica verso l’impegno sociale: prodotto da Steve Lillywhite, allinea in scaletta classici come “Sunday Bloody Sunday”, “Seconds”, “New Year’s Day” e “Two Hearts Beat As One”. Con questo album, gli U2 raggiungono per la prima volta la vetta della classifica inglese.

1° Marzo 1968: dopo una frequentazione di 12 anni, Johnny Cash sposa June Carter. Un matrimonio che lega in modo indissolubile due stelle assolute: The Man in Black, uno dei più grandi autori e cantanti folk Outlaw, e la figlia d’arte June, erede di una delle più influenti famiglie musicali del Country, la Carter Family. Il matrimonio avviene a una sola settimana di distanza dalla proposta, avvenuta durante un concerto!

2 Marzo 2008: a 42 anni, a Toronto, ci lascia il grande chitarrista rock-blues Jeff Healey. Rimasto cieco a 1 anno, a 6 anni Jeff è già in grado di esibirsi in pubblico: grazie a una jam con Steve Ray Vaughan, nel 1985, si fa notare a livello mondiale, e inizia una rapida scalata al successo. Jeff si fa notare, oltre che per un gran talento, per la sua particolare tecnica, che lo vede suonare seduto, con la chitarra appoggiata sulle ginocchia. La morte avviene a causa di una recidiva del retinoblastoma che lo aveva reso cieco.

3 Marzo 1956: a cinque settimane dalla sua uscita il singolo “Heartbreak Hotel“, di Elvis Presley, va in vetta alla classifica dei singoli. Canzone straordinaria, ispirata agli autori dalla notizia del suicidio di un ragazzo (e composta in soli 30 minuti!), rappresenta il primo “number one” della carriera di Elvis, e il suo primo million-seller.

4 Marzo 1943: a Bologna nasce Lucio Dalla. Il padre, Giuseppe, è direttore del club cittadino di tiro a volo, la madre, Jole, è una modista: e il piccolo Lucio mostra subito un talento precoce e anarchico per la musica e lo spettacolo. Jazzista autodidatta, polistrumentista e cantante, autore e showman, pian piano si avvicina alla canzone d’autore italiana, fino a diventarne uno degli interpreti più originali e importanti. Alla sua data di nascita è dedicata la famosissima e omonima canzone “4/3/1943”: che, manco a dirlo, incontrò gli strali della censura.

5 Marzo 1943: a Londra nasce Murray Head. Autore, incontra il successo dopo anni di tentativi grazie alla partecipazione al musical “Jesus Christ Superstar” nel ruolo di Giuda: negli anni Settanta affronta più volte il ruolo di attore prima di tornare prepotentemente nella musica grazie al successo internazionale del singolo “One Night in Bangkok“.

Io non so parlar di musica #7 – U2

Per la serie “Io non so parlar di musica“, questa volta ho davvero giocato facile:  visto che Capodanno è un ricordo ancora vivissimo, perché non proporre “New Year’s Day” degli U2?

L’intento di questa rubrica è lasciar parlare più possibile la musica, e limitare le mie osservazioni all’essenziale: qualche breve notizia sul pezzo, quindi, e poi l’ascolto.

Bono concepisce la canzone come love song da dedicare alla moglie ma ben presto i quattro, ispirati dagli eventi in atto in Polonia, dove si sta svolgendo la lotta senza quartiere fra il generale Wojciech Jaruzelski e il sindacato Solidarność di Lech Wałęsa, adattano le liriche al nuovo contesto. Guidato dal basso di Adam Clayton e dalla tastiera di The Edge, il singolo esce – guarda il caso – proprio il 1º gennaio 1983 (primo estratto dall’imminente album “War) e diventa il primo vero successo commerciale del gruppo.

Lascio da parte la politica e le mie posizioni in merito – anche se fra IOR, Paul Marcinkus, Roberto Calvi e le successive posizioni omofobe e antiabortiste espresse da Wałęsa, qualcosa da dire ci sarebbe… – e vi propongo l’ascolto della canzone: un brano bellissimo, evocativo, teso e in autentico stile U2, e per di più in una versione live che amo particolarmente. Non tanto per la qualità intrinseca – che è comunque alta – ma perché è quella che mi ha fatto conoscere il pezzo, in un lontano giorno degli anni Ottanta.

Let the music do the talking! E, di nuovo, buon 2022.

U2 – “New Year’s Day

All is quiet on New Year’s Day.

A world in white gets underway.
I want to be with you, be with you night and day.
Nothing changes on New Year’s Day.
On New Year’s Day.

I… will be with you again.
I… will be with you again.

Under a blood-red sky
A crowd has gathered in black and white
Arms entwined, the chosen few
The newspaper says, says
Say it’s true, it’s true…
And we can break through
Though torn in two
We can be one.

I… I will begin again
I… I will begin again.

Oh, oh. Oh, oh. Oh, oh.
Oh, maybe the time is right.
Oh, maybe tonight.
I will be with you again.
I will be with you again.

And so we are told this is the golden age
And gold is the reason for the wars we wage
Though I want to be with you
Be with you night and day
Nothing changes
On New Year’s Day
On New Year’s Day
On New Year’s Day

Tratto da “War” (1983)

Domani avvenne: da lunedì 2 agosto 2021 a domenica 8 agosto

2 Agosto 1983: a Los Angeles ci lascia uno degli “invisibili” del pop, James Jamerson. Contrabbassista e bassista elettrico, nel 1959 approda alla scuderia Motown, diventando membro fisso della house band detta “The Funk Brothers“: questo session man ha influenzato, direttamente o indirettamente, un’intera generazione di musicisti. Ha infatti suonato in tutte le hit Soul gli anni Sessanta, incidendo ben 33 “numeri uno” pop, e 66 “numeri uno” delle classifiche di settore. Afflitto da tempo da problemi di alcolismo, muore a soli 47 anni.

3 Agosto 1963: i Beatles – ormai stelle mondiali – suonano, per l’ultima volta, al piccolo Cavern Club di Mathew Street, Liverpool, chiudendo una storia iniziata il 9 Febbraio 1961, e durata per 292 serate (senza contare le apparizioni come Quarrymen).

4 Agosto 1953: a Manchester (UK) nasce Vincent Gerard “Vini” Reilly. Nonostante un cristallino talento per il calcio, Vini opta per la musica: strumentista e autore, nel 1978 è nel nucleo fondatore dei Durutti Column, gruppo alle prese con tenui vignette strumentali di appartenenza Post Rock. Reilly è tutt’ora il solo membro stabile del complesso e la sua vera anima: ha anche collaborato, come arrangiatore e chitarrista, con Morrisey e Holly Johnson.

5 Agosto 1966: per la EMI/Parlophone esce “Revolver“, il settimo album dei Beatles: per molta critica – e il sottoscritto è d’accordo – il miglior disco dei quattro di Liverpool. Tutto è perfetto: la copertina di Klaus Voormann, il titolo (che allude sia alla pistola che al movimento rotatorio del disco sul piatto), gli arrangiamenti di George Martin, la varietà dell’ispirazione delle canzoni e un’altissima qualità di scrittura. In scaletta pezzi come “Taxman”, “Eleanor Rigby”, “Here, There and Everywhere”, “I’m Only Sleeping”, “For No One” e la psichedelica “Tomorrow Never Knows”. E sono passati 55 anni!

6 Agosto 1931: a New York ci lascia il trombettista Leon Bismarck “Bix” Beiderbecke. Bix, uno dei jazzisti più apprezzati di sempre, ha mostrato come il jazz, pur mantenendosi fedele alle radici afroamericane, potesse essere anche lirico, gentile e dolce, e ha così aperto la strada alla scuola cool di Chet Baker e Lennie Tristano. A problemi di salute che lo tormentano sin dall’infanzia si aggiunge, negli anni, l’alcolismo: la morte arriva a soli 28 anni, per cause tutt’ora oggetto di dibattito.

7 Agosto 2001: a Londra, alla bella età di 87 anni, si spegne Larry Adler, uno dei più abili e stimati armonicisti di tutti i tempi. Portando il suo umile strumento oltre gli stretti limiti dei blues e del vaudeville, Larry ha suonato, con mestiere e grazia sublimi, pagine di Gerswhin, Bartók, Beethoven, Debussy, Bach, Vivaldi, Stravinsky e diverse colonne sonore: un vero fuoriclasse.

8 Agosto 1961: a Londra, da una famiglia gallese, nasce David Howell Evans. Giunto a Dublino assieme alla famiglia, col fratello Dick entra in alcuni gruppi amatoriali fino a quel fatidico 20 Settembre 1976, quando risponde a un annuncio di Larry Mullen per la formazione di un complesso… Nascono così gli U2 di cui The Edge (questo il suo soprannome) è da sempre autore e chitarrista, ma anche cantante e tastierista. Apparentemente semplice, ma inimitabile, il suo stile chitarristico. E oggi compie 60 anni!

I miei dischi dell’anno #4 – Il 1991

Pian piano i mesi passano, la rubrica “I miei dischi dell’anno” avanza, e ci avviciniamo ai giorni nostri… Anche se fa un po’ ridere parlare di “giorni nostri” navigando nel 1991! Sarà perché sono gli anni in cui avevo anche io una chitarra in mano, ma – senza retorica – mi sembra davvero ieri.

Come al solito, vi propongo un estratto dalle classifiche ufficiali di vendita, e le mie integrazioni “fuori menù”, esposte in ordine assolutamente casuale. 🙂

Qualche annotazione:

  • Al di là dell’Atlantico, nei singoli domina il rock ottimistico del canadese Bryan Adams, con la sua “(Everything I Do) I Do It for You“. Negli album vince invece la voce straordinaria di Mariah Carey, che col suo omonimo album di debutto (quattro milioni le copie vendute) spazza via la concorrenza, e inaugura una carriera dalla pazzesca fortuna commerciale;
  • In Inghilterra, invece… Invece niente, perché anche qui si afferma nella gara del piccolo formato Bryan Adams! E i Queen, sull’onda dell’addio alla vita di Freddie Mercury, riportano in classifica “Bohemian Rhapsody”. Nei 33 giri – e questa volta l’avverbio “invece” ci sta tutto – vende più di tutti il corretto soul dai capelli rossi dei Simply Red, con “Stars“;
  • I fuori menù, ovviamente, sono la cosa più interessante! La parte del leone tocca al pre-grunge, al grunge, al quasi grunge e al vorrebbe-essere-grunge: escono infatti il debutto dei Pearl Jam, lo storico “Nevermind” dei Nirvana, il fenomenale live di Neil YoungWeld” (che da qui in poi sarà insignito del titolo di padre putativo del grunge), l’omonimo album del supergruppo Temple of the Dog, gli Screaming Trees… E tante altre cose interessanti che col grunge c’entrano poco o nulla: un po’ di neopsichedelia (Spacemen 3, Mercury Rev, Dogbowl), il Gangsta Rap di Ice-T, il Trip Hop dei Massive Attack, il neo-Freak dei Primus, e gli attacchi noise e brutali di Fugazi, Melvins, Kyuss e Jesus Lizard.
  • E poi abbiamo i fuoriclasse: quelli che conciliano vendite milionarie e rock di assoluto livello, come gli U2 di “Achtung Baby“, i R.E.M. di “Out of Time“, i Queen di “Innuendo“, i Red Hot Chili Peppers e i Metallica… Oltre a Sting, Lenny Kravitz e al primo capitolo delle preziosissime pepite d’archivio di Mr. Dylan.
  • Menzione, infine, per due curiosità tutte italiane: nei singoli troviamo al primo posto il divertente tormentone pseudo-rap “Rapput” di Claudio Bisio e Rocco Tanica (che, al giorno d’oggi, sarebbero impalati per sessismo…), e in buona posizione – piaccia o meno ammetterlo – “Ti spacco la faccia” del… Gabibbo 😦 E poi, come dimenticare il rap in veneziano dei Pitura Freska?

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