Domani avvenne: da lunedì 8 giugno 2026 a domenica 14 giugno

Quale musicista è nato oggi? Quale disco è uscito in quella data? Quale rocker è morto dieci anni fa? Ecco, per la settimana entrante, qualche risposta!

8 Giugno 1996: il singolo “Killing my Softly” – nella cover del trio Hip Hop statunitense Fugees – arriva al primo posto della classifica inglese. Riproposizione della classica “Killing me Softly with His Song” di Roberta Flack (1972), diventa il singolo più venduto dell’anno in Gran Bretagna e raggiunge la vetta delle classifiche di oltre 20 paesi, inclusi gli Stati Uniti.

9 Giugno 1929: a Memphis (Tennessee) nasce John Marshall Alexander, in arte Johnny Ace. Cantante in fortissima ascesa, soprattutto fra il pubblico femminile, nel 1954 lancia la delicatissima “Pledging My Love”, un rhythm and blues con forti venature pop e  soul, che piace molto e promette assai. Ma appena il tempo di godersi il successo, e arriva la morte: una delle più stupide della storia della musica giovanile, per un gioco finito male con una pistola carica.

10 Giugno 1986: per la Black Dragon esce “Epicus Doomicus Metallicus“, album d’esordio degli svedesi Candlemass. Lavoro fondamentale della scena metal, è ritenuto unanimemente la pietra miliare del genere Doom: sorta di heavy metal cupo, dai ritmi lenti e solenni, dalle atmosfere decadenti e dalle liriche introspettive, derivato direttamente dai primi Black Sabbath.

11 Giugno 1969: a Houston (Texas) nasce Steven Drozd. Polistrumentista, nel 1991 si unisce ai Flaming Lips in qualità di batterista, per poi passare a chitarra e tastiere, e sempre fornendo un importante contributo a livello compositivo. Nel bizzarro gruppo neo-psichedelico di Wayne Coyne resta fino al 2024, quando abbandona definitivamente la band.

12 Giugno 1941: a Rusholme (UK) nasce Roy Harper. Personalità fragile, ribelle e contestatrice, nel 1966 debutta nell’ambito della canzone folk, dove si fa notare per lunghe digressioni strumentali, e un originale uso della voce. La sua bislacca vena artistica e l’irrequietezza caratteriale lo trasformano in una sorta di mito vivente: ottiene il riconoscimento dei Led Zeppelin (che gli intitolano una canzone) e di Jimmy Page (con cui incide alcuni lavori solisti), dei Pink Floyd (che lo invitano a cantare nella loro “Have a Cigar”), e di molte altre star britanniche.

13 Giugno 1969: il chitarrista Mick Taylor, in arrivo direttamente dalla “grande famiglia blues” di John Mayall, entra ufficialmente nei Rolling Stones, al posto del fondatore Brian Jones. Con le Pietre rimarrà sino al 1974.

14 Giugno 1961: a Londra nasce George Alan O’Dowd, in arte Boy George. Cantante e DJ di origini irlandesi, col suo stile androgino cattura l’attenzione del manager Malcolm McLaren: dopo una fugace apparizione nei Bow Wow Wow, nel 1981 fonda una band… Gruppo che prende il nome di Culture Club e che, dopo alcuni singoli balbettanti, con la romantica ballata reggae “Do You Really Want to Heart Me” si impone come una delle novità più interessanti del momento. Dopo l’abbandono dei Culture Club, nel 1986, Boy George inizia una storia degna di un romanzo: cocaina ed eroina, cure e ricadute, una carriera solista di alterno successo, progetti paralleli e condanne, risalite e nuova fama, mille pseudonimi e comportamenti provocatori… Ieri come oggi, sempre in prima pagina.

Domani avvenne: da lunedì 15 settembre 2025 a domenica 21 settembre

Quale musicista è nato oggi? Quale disco è uscito in quella data? Quale rocker è morto dieci anni fa? Ecco, per la settimana entrante, qualche risposta!

15 Settembre 1980: a New York, a soli 51 anni, ci lascia Bill Evans. Giovanissimo pianista, passa dalle lezioni anarchiche con la maestra Helen Leland agli studi classici, fino ad approdare al jazz: nel 1950 inizia la carriera professionista, nel ’59 collabora con Miles Davis allo storico album “Kind of Blue”, e nel ’61 fonda il suo trio. Bill è uno dei più grandi artisti jazz di sempre ma, carattere fragile, si avvicina alle droghe: dipendenza che, complici gravi lutti familiari, diventerà sempre più presente e nefasta, fino a condurlo alla morte.

16 Settembre 1925: a Itta Bena (Mississippi), giusto cent’anni fa, nasce Riley B. King, in arte e per tutti B.B. King. Uno dei maggiori chitarristi blues di tutti i tempi, B.B.: lui, con la mitica chitarra Lucille. Riley passa dalla raccolta di cotone nelle piantagioni alla professione di deejay-musicista alla WDIA di Memphis: e, nel giro di pochi anni, assurge all’olimpo della musica americana e mondiale. Ammirato da centinaia di colleghi, ha vinto ben 15 Grammy Awards: quindici, come i suoi figli, tutti generati con diverse donne al di fuori dei suoi due matrimoni!

17 Settembre 1983: a soli tre mesi dalla sua uscita “No Parlez“, album di debutto del “soul man di pelle bianca” Paul Young, raggiunge il primo posto della classifica inglese. Straordinario successo di pubblico (rimarrà nella Top100 britannica per 119 settimane), esibisce in scaletta brani come “Come Back and Stay”, e le cover di “Love Will Tear Us Apart”, “Wherever I Lay My Hat (That’s My Home)” e “Love of the Common People”.

18 Settembre 1990: per la Restless Records esce “In a Priest Driven Ambulance“, quarto album degli statunitensi Flaming Lips. Con questo lavoro, Wayne Coyne e compagni iniziano a stabilizzare il loro sound anarchico e pazzoide in una forma più compatta, dove psichedelia, code strumentali furibonde, distorsioni, intimismo da folksinger ed effetti sonori trovano un perfetto equilibrio.

19 Settembre 1960: la canzone “The Twist“, cantata da Chubby Checker, debutta direttamente al primo posto della classifica statunitense. Singolo scritto l’anno prima da Hank Ballard, ma passato inosservato, grazie a un battage pubblicitario tambureggiante, e all’appoggio dell’influente presentatore televisivo Dick Clark, trova nel debuttante Chubby il veicolo giusto per sfondare. Il  ballo Twist diventa così una vera e propria follia nazionale: il colpo da ko arriverà l’anno dopo, con la famosissima “Let’s Twist Again”.

20 Settembre 1890: a New Orleans nasce Ferdinand Joseph LaMothe, in arte Jelly Roll Morton. Pianista, compositore e manager di se stesso, Jelly Roll (“rotolo di marmellata”, dolce dalla forma oscenamente inequivocabile) rappresenta l’ultima fioritura di una tradizione declinante, seppur di elevatissimo spessore, lontana sia dalla canzonetta swing semplificata che dal jazz egocentrico di Armstrong e Hawkins. Uno dei grandissimi del primo jazz, insomma, di cui però non abbiamo dati anagrafici certi, se non la morte: alla moglie disse di esser nato nel 1886, su una polizza sanitaria dichiarò il 1888, nei documenti della Biblioteca del Congresso di Washington risulta il 1885, mentre sulla tomba è scritto 1890. Facciamo finta sia questa, la data buona!

21 Settembre 2020: a Los Vegas, alla bella età di 92 anni, muore Gaetano “Tommy” DeVito. Ultimo di nove figli, musicista e vocalist, nel 1954 incontra il cantante Frankie Valli, con cui due anni dopo fonda il quartetto dei Four Lovers: ma è solo nel ’60, con l’ingresso del compositore Bob Gaudio, che i quattro trovano il successo col nome di Four Seasons, e con grandi hit come “Sherry”, “Beggin’”, “Rag Doll” e “Big Girls Don’t Cry”.

I miei dischi dell’anno #11 – Il 2002

Ciao a tutti. E benvenuti a una nuova puntata della rubrica “I miei dischi dell’anno“: ora è la volta del 2002, anno dell’entrata in vigore delle banconote e monete Euro, della Crisi dell’Argentina, del Delitto di Cogne, dello “scandalo” di Byron Moreno ai Mondiali di Corea e Giappone, delle morti di Layne Staley e Joe Strummer, e di un sacco di novità musicali.

E, mentre i lettori più giovani (o più informati) ne sapranno sicuramente tanto, io – che sono un nostalgico – dopo il 2000 inizio a saperne meno… Ma, fra ricordi personali, ascolti e qualche ricerca, spero di aver ugualmente fatto un buon lavoro.

Come al solito, vi propongo un estratto dalle classifiche ufficiali di vendita, e le mie illuminatissime integrazioni “fuori menù” 🙂 Continua a leggere “I miei dischi dell’anno #11 – Il 2002”

Domani avvenne: da lunedì 13 gennaio 2020 a domenica 19

13 Gennaio 1961: a Pittsburgh (Pennsylvania) nasce Wayne Coyne. Da ragazzo esce salvo per miracolo da una rapina a mano armata, mentre lavora in una friggitoria di Oklahoma City, dove nel frattempo si è trasferito con la famiglia: la musica, da hobby, diventa la sua ragione di vita… Ed è una musica strana, neo-psichedelica, quella dei Flaming Lips: gruppo che, nel 1983, fonda assieme al fratello Mark e all’amico Michael Ivins, e che si caratterizza per una poetica fantascientifica-surreale, e per performance anarchiche e ironiche. Wayne, inoltre, si è distinto in alcune performance di arte sperimentale e nella regia cinematografica.

14 Gennaio 1945: a Siena nasce Mauro Lusini. Cantautore, esce improvvisamente alla ribalta nel ’66, quando presenta a Gianni Morandi una canzone sulla guerra in Vietnam, cantata in inglese maccheronico: Migliacci riscrive il testo in italiano, ed ecco “C’era un ragazzo (che come me amava i Beatles e i Rolling Stones)“: canzone di successo che arriva sino alle orecchie di Joan Baez, che la fa sua e la propone al concerto dell’Isola di Wight. Dopo questo exploit, Lusini ha scritto ancora canzoni (spesso bloccate dalla censura) e poi si è dedicato alla produzione, con artisti del calibro di Nada, Goblin e Carmen Consoli.

15 Gennaio 1965: nel Regno Unito, per la Decca, è pubblicato “I Can’t Explain“, singolo di debutto degli Who. Scritto da Pete Townshend, ispirato esplicitamente al suono vigoroso dei Kinks, e basato su una serie ficcante di staccati di chitarra, arriva sino all’ottavo posto della classifica e inaugura una delle carriere più iconiche del rock inglese. In studio è certo che collaborò anche Jimmy Page, all’epoca apprezzato turnista: non è invece sicuro se il suo contributo finì o meno nella versione ufficiale.

16 Gennaio 1959: a Ibadan (Nigeria) nasce Helen Folasade Adu. Di padre nigeriano e madre inglese, si trasferisce presto nel Regno Unito, e inizia a collaborare come cantante in diversi gruppi funk, Nel 1984 assume il nome d’arte di Sade, e debutta con l’album “Diamond Life”, successo internazionale (con la famosa “Smooth Operator”) e che risulta il disco di debutto più venduto di sempre di un’artista inglese. Cantante di ispirazione soul e soft jazz, si è anche dedicata al cinema e alla produzione musicale.

17 Gennaio 1952: a Nakano (Giappone) nasce Ryūichi Sakamoto. Pianista laureato in composizione, nel ’78 diventa membro della Yellow Magic Orchestra – band di pop elettronico di buon successo estero – e nell’83, con David Bowie, scrive la colonna sonora del film “Furyo” di Nagisa Ōshima: il tema portante è “Forbidden Colours“, cantato da David Sylvian. Nell’87 Sakamoto vince l’Oscar grazie alla colonna sonora del film “L’ultimo imperatore” di Bernardo Bertolucci, realizzata con David Byrne. Di rilievo le sue produzioni con Iggy Pop, Caetano Veloso, Tomas Dolby e  Cesária Évora.

18 Gennaio 1944: la Metropolitan Opera House di New York ospita, per la prima volta nella sua “colta” storia, un concerto jazz. Fra gli ospiti,  Louis Armstrong, Benny Goodman, Lionel Hampton, Artie Shaw, Roy Eldridge e Jack Teagarden. Da questo concerto viene tratto un disco live, il bellissimo “Esquire All-American jazz Concert“.

19 Gennaio 2006: a Reston (Virginia), all’età di 65 anni, si spegne una delle voci più straordinarie del Soul: Wilson Pickett. Originario dell’Alabama, è messo sotto contratto dalla Atlantic nel ’64 ma, in cerca di un sound e di un ambiente meno formale, è smistato da Jerry Wexler agli amici della Stax: autore di prim’ordine, urlatore coriaceo e sferzante, dal ’65 dà alla luce classici senza tempo come “In the Midnight Hour”, “634-5789 (Soulsville, U.S.A.)”, “Mustang Sally”, “Ninety-nine and a half (Won’t do)”, “Funky Broadway” e “Land of 1.000 Dances”. Ci lascia per un infarto.