Iron Maiden – “Senjutsu”

Di mestiere, scoregge e maniera

Già il fatto che recensisca questo album solo oggi, e cioè a 50 giorni buoni dalla sua uscita, qualcosa vorrà dire: non tanto sulla sua qualità estetica, ma su come ne agognassi l’arrivo nei negozi. E dire che sono un maideniano di ferro (e scusate il gioco di parole): non delle primissima ora, è vero, ma di quasi quarantennale attività. A casa ho praticamente tutto, degli Iron Maiden: lp, cd, singoli, box, Ep, video… Eppure è due volte che la notizia dell’ultima uscita mi coglie di sorpresa: per “The Book of Souls” lo venni a sapere chiacchierando con uno sconosciuto sul treno, e per questo “Senjutsu” ci ha pensato uno dei tanti automatismi di Youtube. Me la sono quindi presa con calma, comprando il doppio cd (ma si trova anche come triplo lp) solo pochi giorni fa: e ora ve ne parlo. Continua a leggere “Iron Maiden – “Senjutsu””

Domani avvenne: da lunedì 18 ottobre 2021 a domenica 24 ottobre

18 Ottobre 1941: a Wheeling (Ohio) nasce Billy Cox. Bassista elettrico, nel 1961, durante il periodo di leva, conosce il giovane Jimi Hendrix: i due entrano in amicizia, suonando anche episodicamente in locali di modesta importanza. Poi si perdono di vista, e nel ’67 la stella di Jimi esplode: e nel 1969, quando Noel Redding lascia libero il posto nella Experience, Billy è chiamato al suo posto. Con Jimi, Billy suona a Woodstock, e a seguire nel progetto estemporaneo della Band of Gypsys. Billy è oggi l’unico artista ancora vivente ad aver suonato con una certa regolarità assieme a Jimi Hendrix.

19 Ottobre 1988: a Detroit, alla bella età di 86 anni, ci lascia Eddie “Son” House, uno dei grandissimi del blues rurale del Delta. Il suo è un blues estremo, viscerale, aspro come il suo spirito, sempre dilaniato fra l’incenso del sacro e i miasmi del peccato. Dopo i successi degli anni Venti, messo a terra dalla Depressione, sparisce dalla scena: creduto ormai morto, nel ’64 è rintracciato e riportato a forza sulle scene: è l’inizio di una seconda giovinezza.

20 Ottobre 1960: “Only The Lonely“, singolo di Roy Orbison, dopo aver ben figurato negli Stati Uniti, raggiunge a sorpresa il primo posto della classifica inglese. E’ l’inizio di una carriera di successo, che lo vede addirittura rivaleggiare con i Beatles durante i primi tour inglesi in comune.

21 Ottobre 1957: a Los Angeles nasce Steve Lukather. Folgorato dai Beatles, a sette anni si fa regalare una chitarra, e a 17 anni inizia la carriera professionistica. Nel 1976 entra nei neo-formati Toto, in cui resta ininterrottamente sino al loro scioglimento ufficiale, nel 2019. Solista dallo stile eclettico e vicino alla fusion, ha svolto anche il mestiere di producer e autore, e ha suonato come session man a fianco di Michael Jackson, Jeff Beck, Elton John, Joe Cocker e molti altri.

22 Ottobre 1921: a Sète (Francia), 100 anni fa, nasce Georges Brassens. Dal padre, ateo e anarchico, assorbe una precisa ideologia personale e sociale, e si appassiona in egual misura alla musica e alla poesia: in tempo di guerra ripara a Parigi, presso la famiglia Planche, dove rimane ospite sino al 1966, e dove scrive gran parte del suo repertorio. Tutta la sua opera è dedicata agli emarginati, agli ultimi, ai dissidenti: un esempio raro di coerenza. In Italia, parte del suo canzoniere è stato egregiamente tradotto da Fabrizio De Andrè, per cui lo stesso Brassens espresse parole di ammirazione.

23 Ottobre 1966: ai De Lane Lea Studios di Londra, la Jimi Hendrix Experience incideHey Joe“: uscito sul mercato inglese come singolo a Dicembre, diventa rapidamente una hit, tanto da costringere i produttori americani ad inserirlo nella versione a stelle e strisce del primo album hendrixiano, “Are You Experienced?”. Attribuita inizialmente a Chet Powers, la canzone è ora ufficialmente censita a nome Billy Roberts: anche se è innegabile che tutti (o quasi) la identifichino come prodotto hendrixiano, grazie all’iconica versione eseguita a Monterey.

24 Ottobre 1976: a Montevarchi (AR) nasce Enrico Gabrielli. Polistrumentista, entra nel giro della musica sperimentale e della scena indie italiana, collaborando assieme a Marco Parente, Mariposa, Morgan e Afterhours: successivamente fonda i Calibro 35, ensemble dedito a energiche rivisitazioni delle colonne sonore dei poliziotteschi italiani. E continua ancora adesso a fare il musicista e produttore migrante, saltellando fra Capossela, Zen Circus, Baustelle, Nada e P J Harvey.

I falsi miti della musica #1 – Debunking Elvis

Ciao a tutti, inauguro oggi una nuova rubrica, che intende sfatare qualche falso mito in cui gli appassionati di musica possono incappare, presi come siamo – perché, ovviamente, nel novero mi inserisco anche io! – dall’amore per i nostri artisti preferiti. Mi è successo un sacco di volte di credere che “X” avesse cantato la tal cosa per primo, e che la scrittura della canzone “Y” fosse avvenuta in tal altro modo: e la delusione, quando ho scoperto il contrario, è stata spesso intensa: ma pazienza, sono i “dolori della crescita”! E poi, in epoca di “Fake News”, mi va di fare un po’ di sana (e leggera) attività di debunking!

Inizio da colui col quale… tutto ha avuto inizio! Si, lui, il camionista di Memphis, il ciuffo brillantinato del rock’n’roll, l’uomo della pelvica: Elvis Aaron Presley. Piaccia o meno, è da lui, e dalla storica incisione del 1954 di “That’s All Right”, che la marea che ancora ci travolge prende il via. Per molti, soprattutto negli States, “The King” è un qualcosa di irripetibile, un mito che non ammette discussioni, un dio in terra, che ha fatto tutto e cui tutto si deve; e, come potrebbe pensare un ascoltatore poco avvezzo ai meccanismi contrattuali, non solo un grandioso performer, ma anche l’autore dei suoi successi più famosi. Ma sarà davvero così?

Si stima – eh si, il conteggio è pur esso materia di discussione – che Elvis abbia inciso circa 711 canzoni, oltre a innumerevoli bootleg, alternate take o lavori incompiuti: ma la sua firma compare solamente 8 (si, OTTO) volte, e sempre come co-autore.

Ma vediamo, più o meno rapidamente, quali sono le otto canzoni co-firmate da Elvis, la loro storia e la parte avuta: Continua a leggere “I falsi miti della musica #1 – Debunking Elvis”

Domani avvenne: da lunedì 11 ottobre 2021 a domenica 17 ottobre

11 Ottobre 1971: il singolo “Imagine“, di John Lennon, è pubblicato negli Stati Uniti. Inciso nello studio casalingo a Ascot, Inghilterra, nel maggio 1971, e compreso nell’omonimo album del Settembre ’71, vende circa 1 milione e seicentomila copie, ed è la più celebre e rappresentativa di John. Lennon affermò che il brano era «anti-religioso, anti-nazionalista, anti-convenzionale e anti-capitalista, e viene accettato solo perché è coperto di zucchero». E, oggi, sono 50 anni dalla sua uscita.

12 Ottobre 1956: a Hemel Hempstead (UK) nasce David Vanian. Cantante punk, sin dai primi anni di carriera adotta un look vampiresco, ispirato dai film di genere: nel 1976 fonda i Damned, la prima punk band inglese a pubblicare un singolo, un album e ad andare in tour negli Stati Uniti. Frontman, caratterizza la fase gothic con un curioso timbro da crooner, ed è l’unico membro sempre presente nell’ultra quarantennale storia del gruppo. E’ noto anche con gli pseudonimi di Desperate Dave e Naz Nomad.

13 Ottobre 1941: a Newark (New Jersey) nasce Paul Simon. Paul inizia l’attività musicale nei college, assieme all’amico Art Garfunkel, sotto il nome di Tom & Jerry: e sotto questa sigla, fra il 1957 e il ’64, scrive conto terzi una trentina di canzoni. Nel ’64, assieme ad Art, pubblica l’album “Wednesday Morning, 3 A.M.“, in cui compare anche “The Sound of Silence”: brano che, rimixato in chiave folk-rock all’insaputa del duo, fa il botto, vendendo milioni di copie e imponendo il nome di Simon a livello mondiale. Dopo lo scioglimento del duo, nel 1970, Paul inizia una carriera solista all’insegna dell’eclettismo, culminata in “Graceland”, in pieno stile world music. E oggi compie 80 anni!

14 Ottobre 1961: a Foggia nasce Eugenio “Gegè” Telesforo. Polistrumentista, cantante, compositore, conduttore e autore di programmi radiofonici e tv (spesso in coppia con Renzo Arbore) è un appassionato e profondo conoscitore del jazz, e pratica con alto mestiere il canto scat. In carriera ha suonato con Jon Hendricks, Dizzy Gillespie, Dee Dee Bridgewater, Lucio Dalla e Tosca.

15 Ottobre 1938: ad Abeokuta (Nigeria) nasce Fela Kuti. Emigrato a Londra, impara a suonare la tromba ed entra in diverse band: tornato in patria nel 1970, dà vita alla fantomatica Repubblica di Kalakuta, una comune musicale dove trovano riparo musicisti, pensatori e dissidenti. Le sue canzoni, ferocemente polemiche contro il governo, e cantate in inglese, incontrano il successo su tutto il Continente Nero, ma scatenano la violentissima reazione dei militari, che devastano lo studio e uccidendo numerosi sodali. Entra poi in politica, spendendosi per la causa anti-apartheid e il sogno panafricano.

16 Ottobre 1938: a Colonia (Germania) nasce Christa Päffgen, in arte Nico. Modella a Berlino Ovest, si traferisce poi a Parigi, recita in alcuni film (Lattuada e Fellini), va a New York entra nel giro degli Stones e di Dylan, e infine ecco il colpo che ne segna la carriera: notata da Andy Warhol entra nella sua Factory e viene inserita nella compagine dei Velvet Underground e del loro album d’esordio. Nico, pur cantando solo in tre canzoni, imprime un marchio indelebile, pregno di maledettismo e decadenza mitteleuropea. La sua carriera solista è d’assoluto interesse, e si muove fra dissonanze punk, umori gotici e suoni disturbanti: senza compromessi.

17 Ottobre 1991: a Reston (Virginia), a 72 anni, muore Ernest “Tennessee Ernie” Ford. Conduttore radiofonico e televisivo, cantante eclettico e simpatico essere umano, con irresistibili mustacchi alla Clarke Gable, Ford ottiene uno strepitoso successo grazie alla cover di “Sixteen tons” di Travis: nel 1955 la sua versione rimane al numero uno della classifica country per dieci settimane, e per otto in quella pop. Da noi la canzone è nota come sigla del talk politico “Dimartedì” di Giovanni Floris.

Io non so parlar di musica #5 – C.S.I.

La rubrica “Io non so parlar di musica” oggi prende spunto dal mio risveglio: anzi, da quando ho aperto la finestra e ho sentito un brutto odore di bruciato… E, poco dopo, ho sentito la notizia che a Torino stava andando a fuoco un capannone industriale: ora l’incendio è spento, ma chi sa quali porcherie si sono respirati gli abitanti del quartiere.

E la mia memoria (storica e musicale) è subito andata verso un incendio molto più importante e devastante: non tanto per la sua portata “materiale”, ma per il valore culturale e simbolico che lo riguarda. Durante l’assedio di Sarajevo, il 25 Agosto 1992, le granate serbe causano la completa distruzione della Vijećnica, la storica biblioteca della capitale bosniaca: un attacco deliberato e vigliacco, che vuole cancellare dal mondo la storia di un popolo e la sua identità. Maledette teste di cazzo. palazzo vi erano oltre un milione e mezzo di volumi, e 155.000 libri rari e manoscritti: solo il 10% si salva dalla devastazione, grazie anche a cittadini coraggiosi, che – sfidando i cecchini – portano i libri in salvo. Continua a leggere “Io non so parlar di musica #5 – C.S.I.”

Domani avvenne: da lunedì 4 ottobre 2021 a domenica 10 ottobre

4 Ottobre 2014: a Garden Valley (Idaho), dopo una lunga lotta contro il cancro, all’età di 76 anni, ci lascia Paul Revere. Organista, è stato per ampia parte della sua vita artistica il leader della garage band Paul Revere & the Raiders: complesso che, dopo un inizio grintoso (“Louie Louie”, “Kicks”, “Hungry”), scivola nel kitsch (i membri indossano stravaganti abiti settecenteschi e accennano passi di danza) e perde velocemente consensi.

5 Ottobre 1951: a Dún Laoghaire (Irlanda) nasce Robert Frederick Zenon “Bob” Geldof. Cantante e autore, nel 1975 fonda il gruppo punk-new wave dei Boomtown Rats, con cui ottiene successo anche in Inghilterra (“I Don’t Like Mondays”). Nel 1984 è coautore del singolo benefico “Do They Know It’s Christmas?”, e sull’onda dell’entusiasmo, nell’85 si fa promotore del mitico Live Aid, concerto benefico trasmesso in mondovisione. Come solista ha avuto una carriera di scarso riscontro commerciale: da ricordare il suo impegno come attore protagonista nel film “Pink Floyd – The Wall”. E oggi compie 70 anni!

6 Ottobre 1871: gli otto membri dei Fisk Jubilee Singers lasciano Nashville diretti alla East Coast del paese, e iniziano il primo tour. Sette cantanti e un pianista, tutti di colore: con loro gli Spiritual escono dal contesto liturgico per diventare un fenomeno artistico e commerciale di successo: tanto che nel 1873 i Fisk arriveranno anche alla corte della Regina Vittoria. Ma nulla impedirà loro di evitare il razzismo e la segregazione: anche nelle tournée più fortunate, saranno costretti a dormire in posti d’infimo ordine, e a cibarsi nelle mense per poveri. E da allora sono passati 150 anni.

7 Ottobre 1966: a bordo della sua auto, sulla strada A58, presso Radcliffe (UK), per un incidente stradale, muore Frederick Albert Heath, in arte Johnny Kidd. Assieme ai suoi Pirates, Kidd è uno dei pochissimi rocker inglesi pre-Beat a guadagnare fama internazionale (sua l’autografa e minacciosa “Shakin’ All Over”). Al momento del sinistro, Johnny ha solamente 31 anni: nell’incidente è coinvolto (senza gravi conseguenze) anche il passeggero Nick Simper, che pochi anni dopo diventerà il primo bassista dei Deep Purple.

8 Ottobre 1985: a Honolulu (Hawaii) nasce Peter Gene Hernandez. Figlio e nipote d’arte, assume presto lo pseudonimo che lo renderà famoso: Bruno Mars. Il sogno di diventare cantante e autore lo porta a Los Angeles, e nel 2010 pubblica il suo primo album, “Doo-Wops & Hooligans“, e fa subito il botto, ottenendo sette candidature ai Grammy. Il suo stile è una azzeccata miscela di pop, rock, funk, soul e reggae, e i suoi concerti sono show coinvolgenti ed eleganti, studiati sino all’ultima movenza.

9 Ottobre 1973: a Molfetta (Bari) nasce Michele Salvemini. Grafico pubblicitario, abbandona presto il mestiere per dedicarsi alla musica: con nome di Minimix tenta la strada della canzone melodica, ma nel 1998 cambia strada. Adotta lo pseudonimo di Caparezza (“testa riccia”, riferito alla sua capigliatura vaporosa), e si sposta sul rap / hip hop, di cui è ora uno dei massimi esponenti italiani. Testi acuti, vagonate di parole, prese di posizione scomode e ironia: questa la chiave del successo di brani come “Fuori dal tunnel”, “Vieni a ballare in Puglia” e “Sono il tuo sogno eretico”.

10 Ottobre 1969: per la Island Records esce “In the Court of the Crimson King“, album d’esordio degli inglesi King Crimson. Considerato uno dei dischi più importanti e influenti non solo del prog inglese ma del rock in generale, allinea classici come “21st Century Schizoid Man”, “Epitaph”, “Moonchild” e la title track. La copertina, provocatoriamente, non riporta né il nome della band né il titolo, ma solamente un dipinto che rappresenta il volto sfigurato di un uomo spaventato, con gli occhi spalancati, mentre urla… L’uomo schizoide del XXI Secolo.