I miei dischi dell’anno #12 – Il 2012

Ciao a tutti. E benvenuti a una nuova puntata della rubrica “I miei dischi dell’anno“: ora è la volta del 2012, anno del naufragio della Costa Concordia, del terremoto in Emilia-Romagna e Lombardia, della conferma sperimentale dell’esistenza del Bosone di Higgs, delle Olimpiadi di Londra, della seconda vittoria di Obama alle presidenziali statunitensi… E di parecchi dischi di ottimo livello.

Ohi, ragazzi: io sono un quasi-boomer, e di questi periodi so meno di voi! Ma, fra ricordi personali, ascolti e qualche ricerca, spero di aver ugualmente fatto un buon lavoro.

Come al solito, vi propongo un estratto dalle classifiche ufficiali di vendita, e le mie brillanti e geniali integrazioni “fuori menù” 🙂

Continua a leggere “I miei dischi dell’anno #12 – Il 2012”

Domani avvenne: da lunedì 21 novembre 2022 a domenica 27 novembre

21 Novembre 1965: a Reykjavík nasce Björk Guðmundsdóttir. La carriera della cantante islandese inizia a 11 anni, quando pubblica un album di cover, e si snoda in patria attraverso il punk e il goth: nel 1986, dai KUKL, nascono gli Sugarcubes, che ottengono attenzione anche in Inghilterra. Passano sei anni, e Björk si mette in proprio: “Debut” diventa disco di platino negli USA, mentre la Nostra si afferma come una cantante dal talento vocale sopraffino e una delle autrici più eclettiche e internazionali di questi decenni, spostandosi continuamente fra generi e stili (indie, folk, jazz, techno, musica elettronica, minimalista e d’avanguardia).

22 Novembre 1997: in una stanza d’hotel della natia Sydney (Australia), a soli 37 anni, ci lascia Michael Hutchence. Il frontman della band australiana INXS è rinvenuto cadavere, con una cintura stretta al collo, e legata alla porta della camera. La prima autopsia sostiene l’ipotesi del suicidio, probabilmente motivato da depressione; successivamente – ma senza alcun riscontro oggettivo – è ventilata la teoria di un’asfissia autoerotica finita male. Leader dalla presenza scenica carismatica, Michael ha – fra le altre – avuto una lunga relazione con Kylie Minogue.

23 Novembre 1970: per la Island esce “Tea for the Tillerman“, quarto album del cantautore inglese Cat Stevens. Disco che rappresenta uno dei vertici dell’artista, contiene alcuni classici indimenticabili, coverizzati più e più volte, come la meditazione di “Into White”, la struggente denuncia di “Wild World”, l’intima “Sad Lisa” e il pacato scontro generazionale di “Father and Son”.

24 Novembre 1967: la Parolphone pubblica il singolo “I Am the Walrus“, dei Beatles. Accreditato, come al solito, alla coppia Lennon-McCartney, ma scritto dal solo John, è uno dei brani più notevoli della loro carriera: melodia ossessiva, testo criptico, arrangiamenti sopraffini, tutto grida al capolavoro. Inserito successivamente nell’EP “Magical Mystery Tour”, questa canzone – secondo i seguaci della “Teoria PID” – contiene più di un riferimento alla presunta morte di Paul McCartney.

25 Novembre 1959: a Brampton (UK) nasce Steve Rothery. Chitarrista elettrico, nel 1979 risponde a un annuncio della band Silmarillion, e si guadagna il posto grazie al suo talento melodico: nel giro di un anno il gruppo abbrevia il nome in Marillion, e si mette alla guida del movimento Neo-Prog. Nei Marillion, Rothery è attualmente il membro attivo più antico, e l’unico ad aver suonato in tutti i loro album.

26 Novembre 1962: a Tijuana (Messico), il rocker di Memphis Ike Turner, e la compagna d’arte e di vita Anna Mae Bullock, in arte Tina Turner, si sposano. Ma niente romanticismo: il marito la trascina, per la prima notte, in un bordello, e per Tina inizia un periodo di maltrattamenti, botte e tentativi di suicidio. Il loro legame si interrompe nel 1978, dopo 16 lunghi anni.

27 Novembre 1942: a Seattle (stato di Washington), 80 anni fa, da una coppia afroamericana con radici cherokee, nasce James Marshall “Jimi” Hendrix. Jimi, giovanissimo, imbraccia chitarre rudimentali, rigorosamente suonate da mancino: nel 1959 debutta con la prima band, e fra il ’62 e il ’65 inizia una vita errabonda in qualità di turnista. Nel 1966, la svolta: il bassista degli Animals, Chas Chandler, si innamora delle sue qualità, e lo trascina in Inghilterra… Ed è qui, prima che negli States, che Jimi si impone, prima di tornare – da trionfatore – in patria . Chitarrista straordinario, il più grande di tutti i tempi, è anche la principale icona di quegli anni: genio e sregolatezza, droghe e capigliatura afro, chitarre incendiate e pedali wha-wha, tutto in lui è davvero “anni Sessanta”. Compresa la morte prematura, ovviamente.

Stevie Wonder – “Songs in the Key of Life”

Della serie: che mi sono perso! Questo, d’altronde, succede quando per anni – un po’ per pigrizia, un po’ per supponenza, un po’ per ottusità – tutte le volte che incocci in un disco che tutti – ma proprio tutti! – dicono un capolavoro, ti giri dall’altra parte. Scelta legittima, altroché: ma poi lo compri, lo ascolti una volta – e già inizi a darti, un po’ di nascosto, del cretino…; lo ascolti una seconda volta – e alterni lacrime, sorrisi, mosse da ballo e risate; e alla terza non riesci ad addormentarti, tanto quelle canzoni di battono in testa, una dietro l’altra.

Per venire al caso di specie: da tanti, tanti anni, sapevo benissimo che “Songs in the Key of Life” era considerato un must assoluto; ma, appunto, mi ero sempre scansato, davanti all’acquisto. E dire che  di Stevie Wonder avevo ottime memorie, seppur parziali: la sua “Master Blaster” era stata una delle prime cose ascoltate alla radio, al tempo della sua uscita, e ne sapevo pure tutto il testo… Ma niente: faceva parte di quella categoria (descritta nel post “Di vuoti e di pieni) destinata a rimanere il classico “buco” nella collezione. Poi, complice la chiusura imminente di un negozio storico di Asti, e la svendita di parecchi pezzi, è arrivato l’acquisto: e la conseguente goduria.

Sì, è davvero un capolavoro, senza se e senza ma. D’altronde, da uno che ha il soprannome di Stefano Meraviglia, che a 4 anni suona già il piano, che a 13 conquista le vette delle classifiche, che scrive, canta, suona di tutto (e, l’armonica, da dio!), e che nel 1976 – anno di uscita di questo disco, e quindi a 26 anni – ha già inciso 18 album, che ti vuoi aspettare di meno? Continua a leggere “Stevie Wonder – “Songs in the Key of Life””

Domani avvenne: da lunedì 14 novembre 2022 a domenica 20 novembre

14 Novembre 1960: “Georgia on My Mind“, nella versione di Ray Charles, va al primo posto della classifica americana. La forza, l’intensità e l’ispirazione con cui Ray ridisegna il vecchio classico di Hoagy Carmichael (1930) sembrano cancellare di colpo le centinaia di remake che l’hanno preceduta… La versione di Ray diventa, da questo momento in avanti, “la” versione: tanto che, nel 1979, sarà scelta come inno ufficiale dello stato di Atlanta.

15 Novembre 1952: a Genova nasce Antonella Ruggiero. Cantante, nel ’74 inizia la carriera col soprannome di “Matia”, e l’anno dopo – attorno a lei e ad alcuni membri dei Jets – nascono i Matia Bazar: gruppo in cui Antonella rimane nelle vesti di solista e frontman sino al 1989. Dopo anni di ritiro dalle scene, torna nel 1998, e si conferma come una delle voci più particolari, intense ed eclettiche della canzone italiana: affronta infatti senza timori, e con enorme classe, musica sacra, jazz, soul, blues e pop.

16 Novembre 1974: il singolo “Whatever Gets You Thru the Night“, tratto dall’album “Walls and Bridges” di John Lennon, va al primo posto della classifica statunitense. Elton John, che nella session suona il piano, predisse che la canzone sarebbe stata una hit: davanti allo scetticismo di Lennon, Elton scommise che se il brano avesse raggiunto la vetta della classifica, John avrebbe dovuto comparire sul palco assieme a lui. Lennon, visto il successo, per sdebitarsi accompagnò Elton al Madison Square Garden il 28 novembre 1974: fu la sua ultima apparizione dal vivo.

17 Novembre 1942: a New York, da genitori italiani, nasce l’autore e tastierista Bob Gaudio. Nel 1962 entra nei Four Seasons di Frankie Valli e Tommy DeVito: con lui, il gruppo ottiene i grandi successi di “Sherry”, “Beggin'” e “Big Girls Don’t Cry”. Nel 1971 Bob lascia Valli, e si mette in proprio: nella sua carriera scrive e produce per Michael Jackson, Nancy Sinatra, Diana Ross e Neil Diamond.

18 Novembre 1962: a San Francisco, da famiglia di origini miste (inglesi e filippine), nasce Kirk Hammett. Chitarrista solista metal, nel 1980 è il co-fondatore degli Exodus: gruppo che per due volte di trova ad aprire concerti per i Metallica… Band che, licenziato Dave Mustaine, trova in Hammett il suo perfetto sostituto. Con i Metallica, Kirk resta dall’esordio assoluto su lp sino ai giorni nostri.

19 Novembre 1905: a Shanandoah (Pennsylvania) nasce Tommy Dorsey. Fratello di Jimmy, irruente e iracondo, caposquadra swing infaticabile e spietato, punta tutto sul rifiuto a priori a rifiutare un’identità stilistica netta. Tutto deve dare risalto al suo trombone: uno strumento che usa in modo mirabile, e che nelle ballad romantiche di indole jazzistica, lente e sognanti, raggiunge livelli ineguagliabili. Nella sua orchestra, nel 1940, debutta il divino Frank Sinatra.

20 Novembre 1946: a Nashville (Tennessee) nasce Duane Allman. Ancora ragazzino, approda alla chitarra grazie al fratello Gregg, e subito dopo – grazie a un concerto di B.B. King – si innamora del blues: i fratelli Allman entrano allora in un vorticoso giro di band e incisioni, ma non sfondano: Duane, nel frattempo, è diventato un maestro della chitarra slide, tanto che un suo assolo per Wilson Pickett impressiona Eric Clapton, e lo promuove a session man di lusso. Nel ’69 nascono gli Allman Brothers: band rock-blues che, nel breve spazio di 3 anni, e grazie a attività live stakanoviste e ad altissimo tasso di improvvisazione, diventa uno dei complessi più leggendari e amati della storia.

Di terroni, colonnelli, emarginati e Lucio Dalla

In questo post metto in diretta comunicazione due argomenti che, per diverse cause, in questi giorni sono alla mia attenzione: Lucio Dalla (motivi personali di affezione e memoria) e l’immigrazione, con tutti i suoi corollari.

Chi mi legge sa che in questo blog non faccio politica: o, quanto meno, la faccio in modo laterale. E questa è una di quelle occasioni.

Continua a leggere “Di terroni, colonnelli, emarginati e Lucio Dalla”

Domani avvenne: da lunedì 7 novembre 2022 a domenica 13 novembre

7 Novembre 1943: a Fort Macleod (Canada) nasce Roberta Joan Anderson. A 12 anni, grazie al suo insegnante, scopre il talento per la scrittura, cui presto abbina quello per la musica: dopo il liceo si trasferisce a Toronto e si butta nel mondo emergente del folk. Nel ’65 assume il nome di Joni  Mitchell e due anni dopo, arrivata a New York, inizia a piazzare i suoi pezzi a varie star, e inizia una relazione con David Crosby: nel ’68 arriva il debutto su lp, e Joni prende il volo, diventando una della autrici e cantanti più amate del Nord America. Dal folk degli inizi, Joni approccia negli anni al blues e al jazz, con collaborazioni con artisti del calibro di Jaco Pastorius, Herbie Hancock e Charles Mingus. La Mitchell, inoltre, è un’abilissima pittrice.

8 Novembre 1944: a Alton (Illinois) nasce Bonnie Lynn O’Farrell. Corista, nel 1968 sposa il session man Delaney Bramlett, e fonda il duo country-blues Delaney & Bonnie: il duo attira le attenzioni prima di George Harrison e poi di Eric Clapton, che li assume per aprire i concerti dei Blind Faith, e che spesso suona direttamente con loro. Il gruppo si scioglie nel ’72, a causa del loro divorzio.

9 Novembre 1967: esce il primo numero della rivista musicale americana Rolling Stone. Fondata a San Francisco come magazine di riferimento del movimento hippie, si sposta gradualmente verso canoni giornalistici più tradizionali, pur rimanendo legata a una visione radicale della musica e della società. Il nome della rivista si riferisce al singolo di Muddy Waters “Rollin’ Stone e alla band di Jagger e Richards.

10 Novembre 1975: la cantautrice e poetessa americana Patti Smith pubblica il suo disco d’esordio, “Horses“: album epocale – che alterna canto isterico e liriche free-form, nevrosi e psichedelia, recitazione e punk – allinea in scaletta “Birdland”, “Redondo Beach”, “Land” e “Break It Up”. Al disco collaborano anche Tom Verlaine e John Cale. La copertina, ispirata a una foto in posa di Frida Kahlo, è scattata da Robert Mapplethorpe.

11 Novembre 1957: per la Sun Records esce il singolo “Great Balls of Fire“, di Jerry Lee Lewis: scatenato rock’n’roll pianistico scritto da Otis Blackwell, è uno dei simboli dei favolosi Anni Cinquanta, e forse la canzone più famosa del “Killer del rock’n’roll”. Il titolo della canzone è un’espressione idiomatica del Sud degli States, traducibile più o meno come “che figata!”.

12 Novembre 1964: a Jacksonville (Florida) nasce Vic Chestnutt. Nel 1983, mentre guida sotto effetto di alcol, ha un incidente, da cui esce paraplegico: arrivato a Athens, non abbandona le ambizioni artistiche, e nei club in cui canta incontra Michael Stipe dei R.E.M., che si innamora del suo stile e produce i primi album. Vic diventa così uno dei cantautori più importanti e anomali degli anni Novanta, con una formula che accosta liriche profonde e emotive, folk, umori sudisti e ballad.

13 Novembre 2012: un collage realizzato dall’artista pop Peter Blake per l’album dei Beatles “Sgt. Pepper’s Lonely Hearts Club Band” è venduto presso la nota casa d’aste Sotheby alla cifra di 87.720 dollari.