Io non so parlar di musica #1 – Genesis

“Parlare di musica è come ballare di architettura”: uno dei miei aforismi preferiti, volto a denunciare come “parlare di musica” sia un’impresa perdente per definizione. Non vale, ovviamente, quando si racconta la biografia di un musicista, o si fanno analisi tecniche o storiche: ma “descrivere” una melodia, un’armonia, e le emozioni che suscitano, è sempre un’approssimazione. Aggettivi, paragoni storici, metafore, ricordi personali, citazioni altrui, e via retoricheggiando: tutte cose utili, utilissime, a dare un’idea… Ma nulla può sostituire l’ascolto.

Oggi, quindi, non la faccio troppo lunga, e mi limito semplicemente – senza sproloquiare, precisare e dettagliare – a “postare” uno dei pezzi che amo di più in assoluto, e che più mi emoziona, ogni volta: è pure bello lungo, quindi godetevelo! E se non vi piace… Pazienza! 🙂

Genesis – “Firth of Fifth”

Tratto da “Selling England by the Pound” (1973)

Domani avvenne: da lunedì 26 aprile 2021 a domenica 2 maggio

26 Aprile 1961: a Firenze nasce Francesco Puccioni. Trasferito a Roma, e assunto il nome d’arte di Mike Francis, nel 1984 sbanca le classifiche col singolo “Survivor”: da allora Mike diventa un piccolo Re Mida della canzone, con collaborazioni con Amii Stewart e ottimi piazzamenti anche nei mercati anglofoni, piazzando oltre otto milioni di copie. Due le curiosità: ha tenuto a battesimo le carriere di Rossana Casale e Giorgia (sue coriste); è cugino della cantautrice Grazia Di Michele.

27 Aprile 1948: a Weehawken (New Jersey) nasce la cantante e polistrumentista Kate Pierson. Nel 1976, a seguito a una jam session improvvisata in un ristorante cinese assieme ai fratelli Cindy e Ricky Wilson, Keith Strickland e Fred Schneider, fonda The B-52’s: gruppo dedito a una strana miscela fra new wave, dance e surf, e che prende il nome dall’omonimo aereo bombardiere della Boeing.

28 Aprile 1973: “The Dark Side of  the Moon” dei Pink Floyd, a quasi 2 mesi dalla sua uscita, raggiunge il primo posto della classifica americana. Il leggendario album rimarrà nella top 200 di “Billboard” per 791 settimane, e rientrerà nelle charts in occasione della sua pubblicazione su cd,

29 Aprile 1938: a Berlino nasce Klaus Voormann. Trasferito ad Amburgo come studente di disegno incontra la coetanea Astrid Kirchherr, con cui inizia a convivere: e al club Kaiserkeller conosce i giovanissimi Beatles, divenendone fan scatenato. Nel frattempo Astrid si fidanza col bassista Stuart Sutcliffe, e diventa la fotografa ufficiale dei Beatles negli anni di Amburgo; Klaus diventa bassista, arriva a Liverpool e dopo alcuni anni entra nei Manfred Mann: come disegnatore entra nella storia del rock progettando la copertina di “Revolver“, dei Fab 4, e come musicista suona più volte negli album solisti di Lennon e Harrison.

30 Aprile 1983: a Westmont (Illinois), all’età di 70 anni, si spegne nel sonno il mito del Chicago Blues McKinley Morganfield, in arte Muddy Waters. Autore di classici senza tempo come “Rolling Stone” (e sia l’omonima rivista che la band di Jagger arrivano da lì), “Hoochie Coochie Man” e “Mannish Boy”, col suo tour in Inghilterra del 1958 apre virtualmente le porte alla grande rivoluzione che porterà al Beat e al rock blues.

1° Maggio 2005: il singolo “Speed of Sound” della band inglese Coldplay, a pochi giorni dalla sua uscita, entra direttamente nella Billboard Hot 100: impresa riuscita nella storia solamente a “Hey Jude” dei Beatles.

2 Maggio 2013: a Los Angeles muore il chitarrista Jeff Hanneman, co-fondatore della thrash band Slayer. Agli inizi del 2011, Hanneman contrae una fascite necrotizzante dovuta ad una morsicatura di ragno: complice un fisico debilitato da abusi ci lascia due anni dopo, all’età di 49 anni.

I miei vinili: #4 – Vhs, Dvd e universi paralleli

Sì, Vhs e Dvd: perché “i miei vinili”, così come già reso evidente dai capitoli precedenti, non parla “solo” di vinili! E, dopo le cassette, i dischi e i cd, dico qualche parola sulla cosiddetta “musica da vedere”: e qui intendendo quella parte della mia abborracciata collezione fatta da vecchie vhs, DVD e similari, ovviamente a tema musicale.

Come ho già raccontato a suo tempo, uno dei primissimi video che mi legò per ore e ore davanti alla tv, come il mio concittadino Alfieri al suo albero, fu il concerto per la reunion dei Deep Purple Mark 2, trasmesso su Rai3, col running comment di Paolo Zaccagnini… Un concerto che registrai e rividi da solo, con gli amici, di nuovo da solo e così via (la famosa “coazione a ripetere” :-)): nulla di artisticamente ineccepibile, ma vaglielo a dire, a quel diciottenne là! Continua a leggere “I miei vinili: #4 – Vhs, Dvd e universi paralleli” →

Domani avvenne: da lunedì 19 aprile 2021 a domenica 25 aprile

19 Aprile 1980: a poco più di 2 mesi dalla sua uscita, il singolo “Call Me” di Blondie arriva al primo posto della classifica statunitense, e diventa il più grande successo del gruppo. Scritta (per la musica) da Giorgio Moroder come tema guida del film “American Gigolò”, è completata nel testo da Debbie Harry, che nelle liriche inserisce anche una frase in italiano (“amore, chiamami“).

20 Aprile 1967: a Long Beach (New York) nasce Mike Portnoy. Batterista inizialmente autodidatta, al mitico Berkley College conosce i fuoriclasse John Petrucci e John Myung, con i quali nel 1985 fonda i Majesty, successivamente divenuti i Dream Theater: il prototipo delle band prog metal, e in cui Mike rimane sino al 2010. Portnoy è unanimemente considerato uno dei batteristi rock più virtuosi e lucidi di sempre: il suo stile propone frequentemente tempi dispari e repentini cambi di tempo, e gli ha assicurato ben 12 premi consecutivi come “Migliore batterista progressive rock/metal”.

21 Aprile 2016: a Chanhassen (Minnesota), a soli 58 anni, ci lascia Prince. Il suo corpo è rinvenuto all’interno di un ascensore nel complesso di Paisley Park, sua residenza: il referto autoptico parla di  “overdose accidentale da Fentanyl”, un potente antidolorifico utilizzato spesso in gravi patologie osteoartrosiche. Se ne va così uno dei più grandi talenti della musica del Novecento: i funerali si svolgono circa un mese dopo presso la Sala del Regno dei Testimoni di Geova, di cui Prince è membro battezzato da circa 10 anni.

22 Aprile 1945: ad Alessandria d’Egitto, da genitori greci, nasce il cantante Efstràtios Dimitrìu, in arte Demetrio Stratos. Nel ’62 si trasferisce a Milano, inizia la trafila in gruppi dilettanti, e nel ’66 entra nei Ribelli: ancora un paio d’anni e fonda gli Area, uno dei gruppi più importanti ed estremi del rock italiano, in cui ricopre il ruolo di frontman, autore e anima politica. Ma definire Demetrio un semplice “cantante” è fare quasi un’offesa: con le sue ricerche sulla vocalità e la fonazione, gli studi etnomusicologici e la sua sovrumana capacità di emettere canti polifonici, Stratos è di fatto un genio della musica sperimentale del Novecento.

23 Aprile 1971: giusto 50 anni fa esce l’album “Sticky Fingers“, dei Rolling Stones. Unendo tracce abbozzate per il precedente “Let It Bleed” a nuove concezioni, gli Stones confezionano un vero e proprio monumento del rock: Mick Taylor sostituisce il fondatore Brian Jones, in organico entra una sezione fiati, e la copertina iconica di Andy Warhol (il primo piano di un pube maschile avvolto da stretti blue jeans… con tanto di zip apribile!) fa il resto. Al netto, ovviamente, di canzoni storiche come “Brown Sugar”, “Sister Morphine”, “Wild Horses”, “Can’t You Hear Me Knocking” e “Bitch”!

24 Aprile 1963: a San Francisco (California) nasce Bill Gould. Bassista, nei primi anni Ottanta incontra Mike Bordin e Jim Martin, con cui fonda i Faith No Man: gruppo che, nel 1982, cambia nome nel definitivo Faith No More… Innovativa e da urlo la loro fusione eclettica di heavy metal, rap, synth, funk e sonorità industrial.

25 Aprile 1945: a Göteborg (Svezia) nasce il chitarrista, autore e cantante Björn Ulvaeus. Già titolare di un gruppo folk, nel ’66 incontra il tastierista Benny Andersson: e tre anni dopo, a seguito della conoscenza con la cantante diciottenne Agnetha Fältskog (che sposerà nel ’71), siamo pronti per la nascita di uno dei gruppi pop più popolari e canticchiati della storia, gli ABBA. La “B” di “Bjorn” è, per la cronaca, la seconda dell’acronimo del gruppo.

Tre film #5

Eccoci qui, sono passati tre mesi (!) e torno a parlarvi di film… Non che in mezzo non ne abbia visti, ma ho atteso di averne tre di tenore – se non di ispirazione – simile, in modo da non mischiare troppo fra generi e periodi… Poi magari la prossima volta farò esattamente il contrario, chi lo sa! Continua a leggere “Tre film #5” →

Domani avvenne: da lunedì 12 aprile 2021 a domenica 18 aprile

12 Aprile 1957: il 45 giri “Cumberland Gap“, nella versione di Lonnie Donegan, va al primo posto della classifica inglese, dove resterà 5 settimane. Standard folk inciso per la prima volta nel 1924, e oggetto di numerose cover, è riportato in auge nel ’57 dall’artista inglese per la Pye Records, inaugurando la moda dello Skiffle: stile cui si adegueranno tutte le band di ragazzini del periodo, fra cui i Quarrymen, di un giovane John Lennon…

13 Aprile 1945: a Hollywood (California) nasce Lowell George. Chitarrista specializzato nell’uso della slide, di cui è uno dei massimi esponenti, inizia la carriera alla corte di Frank Zappa e poi, nel 1969, fonda i Little Feat: band dedita a un’intelligente revisione del roots-rock, che attinge a blues, country, soul, funk e rock e li fonde in un impasto speziato di spirito “alternativo”. Con i Feat rimarrà sino al 1979: il tempo di uno (splendido) album solista, e poi la morte improvvisa.

14 Aprile 1971: l’Illinois Crime Commission redige, a scopo repressivo, una lista di canzoni “ispirate alla droga”: nell’elenco troviamo “Let’s Go Get Stoned” (Joe Cocker), “Whiter Shade of Pale” (Procol Harum),” Hi-De-Ho” (Blood Sweat and Tears), “With a Little Help From My Friends” (Sérgio Mendes e Brasil ’66, sic), “White Rabbit” (Jefferson Airplane), “Yellow Submarine” e “Lucy in the Sky With Diamonds” (Beatles) e “Puff the Magic Dragon” (Peter, Paul e Mary). E si tratta, in parecchi casi, di scelte dubbie, se non risibili (attribuire WALHFMF a Sérgio Mendes, ad esempio…)

15 Aprile 2017: a Vista (Califonria), all’età di 71 anni, ci lascia Allan Holdsworth. Chitarrista dal virtuosismo spinto, nella sua carriera è passato dal Prog alla Fusion senza mai perdere entusiasmo e voglia di misurarsi con le novità. I suoi soli vorticosi e free form, le sue orchestrazioni zappiane e le sperimentazioni col Synthaxe (un midi controller) ne fanno uno dei musicisti più eclettici della storia.

16 Aprile 1935: a Canonsburg (Pennsylvania) nasce Bobby Vinton. Figlio d’arte, dopo un inizio da incubo, piazza improvvisamente il colpo del ko: “Roses Are Red (My Love)” (1962). E non si ferma qui, replicando con altri spettacolari smash hit (“Blue Velvet”, “There! I’ve Said it Again” e “Mr. Lonely”). “Il più celebre cantante romantico dell’epoca” vende oltre 75 milioni di copie e, nel periodo fra il 1955 e il ’65, piazza più “numeri uno” di qualunque altro vocalist, Presley e Sinatra compresi.

17 Aprile 1991: all’Ok Hotel di Seattle i Nirvana – in anticipo di 5 mesi sulla sua uscita ufficiale – suonano per la prima volta in pubblico “Smells Like Teen Spirit”. Il concerto è indetto alla bell’e meglio allo scopo di raccogliere soldi per permettere alla band di Cobain e soci di pagarsi il viaggio e la permanenza a Los Angeles, dove dovranno registrare il secondo album, “Nevermind”. Vuoi mai facciano successo…

18 Aprile 1946: a Windsor (Ontario) nasce Alexander Lee “Skip” Spence. Polistrumentista canadese, alla fine degli anni Cinquanta giunge in California: qui suona prima con i Quicksilver Messanger Service, poi passa alla batteria con i Jefferson Airplane, e infine entra come chitarrista nei Moby Grape. Un musicista brillante, Skip, ma purtroppo minato dalla dipendenza dalle droghe e da problemi di salute mentale, che ne affossano presto la carriera.