Io non so parlar di musica #3 – Tolo Marton – “Alpine Valley”

Questa volta è facile, per la rubrica “Io non so parlar di musica“, trovare il pezzo adatto, bellissimo e contemporaneamente a tema. Perché sono in vacanza in uno stupendo angolo del Nord Est, in montagna: e il pensiero non può che andare a quell’altrettanto stupenda “Alpine Valley“, scritta e suonata dal nostro Tolo Marton.

Ai più forse il suo nome dirà poco o nulla, ma non cambiate canale: Vittorio “Tolo” Marton è uno dei chitarristi elettrici più bravi ed emozionanti d’Italia! Trevigiano, dopo innumerevoli cover band di ispirazione rock blues, entra (per lo spazio di un solo disco) nelle Orme, e poi si lancia nella carriera solista. La sua abilità e il suo calore sono tali da garantirgli la vittoria, nel 1998, al “Jimi Hendrix Electric Guitar Festival” di Seattle, organizzato proprio dalla famiglia di Jimi, con tanto di chitarra firmata in regalo: un fiore all’occhiello mica da ridere, cui seguono concerti con B.B. King, Buddy Guy, Jeff Beck, Jeff Healey, Roger Glover e con i due ex-Cream Jack Bruce e Ginger Baker.

Un vero guitar hero che, sono sicuro, ha avuto molto meno di quel che meritava: e per capire la sua classe basta ascoltare la perla che vi propongo oggi, e che ha ricevuto – proprio dalle mani del padre di Hendrix – il premio per la miglior composizione originale… Un pezzo che – così dice – gli è venuto in sogno, durante un viaggio in Texas.
Uno strumentale espressionista, emozionante, evocativo, suonato col cuore e coi coglioni: bellissimo. Eccolo. Le parole non bastano…ma la musica sì.


Tolo Marton – “Alpine Valley”

Tratto da “My Place Is Close To You” (1996)

Domani avvenne: da lunedì 26 luglio 2021 a domenica 1° agosto

26 Luglio 1961: a Malden (Massachusetts) nasce Gary Cherone. Cantante dalla voce potente e versatile, nel 1979 insieme al batterista Paul Geary fonda la band The Dream: dopo 6 anni i due incontrano il virtuoso della chitarra Nuno Bettencourt e il bassista Pat Badger, e danno vita agli Extreme, band dedita a un funambolico mix di hard rock, funk e pop. Dopo l’incoronazione mondiale al Freddie Mercury Tribute Concert, e altri 2 album, Cherone – lasciati gli Extreme – entra nei Van Halen, dove resta per un solo album.

27 Luglio 1982: a Macerata nasce Beatrice Antolini. Artista poliedrica e polistrumentista, pubblica il suo primo album nel 2006 – “Big Saloon” – interamente suonato, cantato e prodotto in solitudine. Il plauso della critica specializzata la segue in tutta la sua carriera: una carriera di minoranza, percorsa da uno stile non corrivo e sperimentale, e che l’ha anche vista impegnata in progetti al alta visibilità, come un tour con Vasco Rossi e l’esperienza live con Lydia Lunch.

28 Luglio 1979: a pochi giorni dalla sua pubblicazione, il singolo “I Don’t Like Mondays“, degli irlandesi The Boomtown Rats di Bob Geldof, arriva al primo posto della classifica britannica. La canzone è ispirata a un fatto di cronaca nera:  lunedì 29 gennaio 1979, a San Diego, la sedicenne Branda Ann Spencer si era messa a sparare dalla finestra della sua camera contro i bambini in procinto di entrare a scuola. Dopo due omicidi e nove ferimenti, alla domanda del perché del suo gesto, aveva gelidamente dichiarato, senza rimorso: «I don’t like Mondays».

29 Luglio 1953: a Toronto (Canada) nasce Gary Lee Weinrib, in arte Geddy Lee. Bassista elettrico di grande tecnica e creatività, è fra i fondatori (e siamo nel 1968) della più famosa prog band canadese, i Rush, di cui è tutt’ora membro attivo. Oltre che bassista, Lee è anche il cantante della band: il suo stile vocale, molto acuto, non è però sempre stato gradito dalla critica, ancorché sia uno dei tratti distintivi della band.

30 Luglio 1961: a Milano, sessant’anni fa, nasce Stefano Belisari, per tutti Elio. Diplomato al Conservatorio Giuseppe Verdi di Milano, e laureato in ingegneria elettronica al Politecnico, nel 1980 è fra i fondatori del mitico complesso Elio e le Storie Tese, di cui è da sempre leader, cantante, autore e musicista (suona occasionalmente il flauto e la chitarra). Per anni il suo vero nome è rimasto segreto: agli sprovveduti giornalisti rispondeva infatti riferendo nomi inventati al momento, come “Roberto Moroni” o “Roberto Gustavivi” 🙂

31 Luglio 1982 il singolo “Eye of the Tiger“, della rock band americana Survivor, arriva al primo posto della classifica americana. La canzone, che vende oltre 9 milioni di copie, è spinta nelle charts dall’inserimento nel film “Rocky III”, di cui diventa uno dei simboli, ed è scritta su esplicita richiesta di Sylvester Stallone, che non era riuscito ad ottenere il permesso per utilizzare “Another One Bites the Dust” dei Queen.

1° Agosto 1971: al Madison Square Garden di New York, per iniziativa di George Harrison, si tiene il “Concert for Bangladesh“, con lo scopo di raccogliere fondi per sostenere la grave situazione di indigenza del paese. Oltre ad Harrison, nella line-up troviamo Ringo Starr, Ravi Shankar, Leon Russell, Billy Preston, Eric Clapton e Bob Dylan. I ricavi dall’album e dal film tratti dal concerto continuano tuttora ad andare alla George Harrison Fund, patrocinata dall’Unicef.

I miei dischi dell’anno #4 – Il 1991

Pian piano i mesi passano, la rubrica “I miei dischi dell’anno” avanza, e ci avviciniamo ai giorni nostri… Anche se fa un po’ ridere parlare di “giorni nostri” navigando nel 1991! Sarà perché sono gli anni in cui avevo anche io una chitarra in mano, ma – senza retorica – mi sembra davvero ieri.

Come al solito, vi propongo un estratto dalle classifiche ufficiali di vendita, e le mie integrazioni “fuori menù”, esposte in ordine assolutamente casuale. 🙂

Qualche annotazione:

  • Al di là dell’Atlantico, nei singoli domina il rock ottimistico del canadese Bryan Adams, con la sua “(Everything I Do) I Do It for You“. Negli album vince invece la voce straordinaria di Mariah Carey, che col suo omonimo album di debutto (quattro milioni le copie vendute) spazza via la concorrenza, e inaugura una carriera dalla pazzesca fortuna commerciale;
  • In Inghilterra, invece… Invece niente, perché anche qui si afferma nella gara del piccolo formato Bryan Adams! E i Queen, sull’onda dell’addio alla vita di Freddie Mercury, riportano in classifica “Bohemian Rhapsody”. Nei 33 giri – e questa volta l’avverbio “invece” ci sta tutto – vende più di tutti il corretto soul dai capelli rossi dei Simply Red, con “Stars“;
  • I fuori menù, ovviamente, sono la cosa più interessante! La parte del leone tocca al pre-grunge, al grunge, al quasi grunge e al vorrebbe-essere-grunge: escono infatti il debutto dei Pearl Jam, lo storico “Nevermind” dei Nirvana, il fenomenale live di Neil Young “Weld” (che da qui in poi sarà insignito del titolo di padre putativo del grunge), l’omonimo album del supergruppo Temple of the Dog, gli Screaming Trees… E tante altre cose interessanti che col grunge c’entrano poco o nulla: un po’ di neopsichedelia (Spacemen 3, Mercury Rev, Dogbowl), il Gangsta Rap di Ice-T, il Trip Hop dei Massive Attack, il neo-Freak dei Primus, e gli attacchi noise e brutali di Fugazi, Melvins, Kyuss e Jesus Lizard.
  • E poi abbiamo i fuoriclasse: quelli che conciliano vendite milionarie e rock di assoluto livello, come gli U2 di “Achtung Baby“, i R.E.M. di “Out of Time“, i Queen di “Innuendo“, i Red Hot Chili Peppers e i Metallica… Oltre a Sting, Lenny Kravitz e al primo capitolo delle preziosissime pepite d’archivio di Mr. Dylan.
  • Menzione, infine, per due curiosità tutte italiane: nei singoli troviamo al primo posto il divertente tormentone pseudo-rap “Rapput” di Claudio Bisio e Rocco Tanica (che, al giorno d’oggi, sarebbero impalati per sessismo…), e in buona posizione – piaccia o meno ammetterlo – “Ti spacco la faccia” del… Gabibbo 😦 E poi, come dimenticare il rap in veneziano dei Pitura Freska?

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Domani avvenne: da lunedì 19 luglio 2021 a domenica 25 luglio

19 Luglio 1952: a Jacksonville (Florida) nasce Allen Collins. A 12 anni inizia a suonare la chitarra, e poco dopo è contattato da Ronnie Van Zant e Bob Burns per formare un gruppo, My Backyard: band che cambia poi nome in The One Percent, cresce in esperienza e dopo cinque anni, nel ’69, assume il nome definitivo di Lynyrd Skynyrd. Nella leggendaria Southern Rock band, Collins resta nel ruolo di chitarrista e autore sino al traumatico incidente aereo del ’77, firmando anche la famosissima “Free Bird”.

20 Luglio 1968: a poco più di un mese dalla sua uscita il secondo album dei californiani Iron Butterfly, “In-A-Gadda-Da-Vida“, entra nelle classifiche americane, per poi inerpicarsi sino al quarto posto. Lp che arriverà a vendere milionate di copie, e guidato dalla lunga e notissima title track, è uno degli emblemi della tarda psichedelia americana: il titolo è una storpiatura della frase “In the Garden of Eden”.

21 Luglio 1961: a Hayward (California) nasce Jim Martin. Chitarrista, negli anni Ottanta è con i Vicious Hatred, e nel 1983 si unisce ai Faith No More, formatisi due anni prima ma ancora senza un album ufficiale. Con i Faith, Jim resta sino al ’93, poi sostituito da Trey Spruance. Noto per i lunghi capelli, la barba folta e gli occhiali con la montatura rossa, ora è un assiduo partecipante ai campionati di produttori di zucche giganti!

22 Luglio 2019: a New Orleans, all’età di 81 anni, ci lascia Arthur “Art” Neville. Cantante, autore e tastierista, è uno dei musicisti che più di tutti hanno incarnato l’anima soul e funky di New Orleans: nella sua lunga carriera ha suonato nella funk band The Meters, e con il multiforme complesso familiare The Neville Brothers; ha inoltre prestato la propria arte a Paul McCartney, Dr. John e Labelle. Tre i Grammy  Awards vinti.

23 Luglio 2011: a Londra, nel letto di casa sua, al numero 30 di Camden Square, è trovata morta la cantautrice soul Amy Winehouse. Uno dei talenti più puri del XXI Secolo, che ha brillato come una stella per soli 8 anni, e per altrettanto tempo ha riempito i rotocalchi di brutte storie di dipendenza, litigi e disordini alimentari, ci lascia a soli 27 anni, entrando a pieno titolo nel cosiddetto “Club 27”, in compagnia di Brian Jones, Jimi Hendrix, Jim Morrison, Janis Joplin e Kurt Cobain. Sulle cause della morte vi sono parecchi pareri contrastanti, ma pare ormai certo che sia stata causata dallo cosiddetto “stop and go“, l’assunzione di una massiccia dose di alcol dopo un lungo periodo di astinenza.

24 Luglio 1965: i quattro Beatles e il loro manager Brian Epstein, insieme a molte celebrità (Bertrand Russell, Graham Greene, Peter Brook e David Cooper) comprano una pagina del quotidiano Times per lanciare un appello per la legalizzazione della marijuana.

25 Luglio 1980: per la Atco Records esce “Back in Black“, settimo album della hard rock band AC/DC, e il loro più grande successo commerciale di sempre, con 50 milioni di copie vendute. Primo long playing inciso dopo la precoce morte del cantante Bon Scott, qui sostituito da Brian Johnson, nella scaletta mostra classici ormai eterni come la title track, “Hells Bells”, “You Shook Me All Night Long” e “Shoot to Thrill“. La copertina, per omaggiare la morte di Scott, è interamente nera.

Da Bonucci e Chiellini a Lennon e McCartney: la forza delle grandi coppie

Sarò banale e paraculo, lo so… Ma dopo la “pastasciutta” di Bonucci, i rigori parati da Donnarumma, le stampelle di Spinazzola, “o’ tir’aggir” di Insigne, i piedini fatati di Jorginho e la garra di Chiellini, come fare a non dire una parola su questo bellissimo sogno di Euro2020 giocato nel 2021?

E così, a modo mio, mi inserisco nella corrente con una riflessione, nata per caso, parlando con i colleghi: che “the italian wall“, la coppia Bonucci-Chiellini, è uno di quei casi in cui il tutto supera il valore delle singole parti.

La questione, calcisticamente rilevante 🙂 richiama – almeno a me – alla mente analoghe coppie di ambito musicale: la più famosa delle quali è Lennon – McCartney… Nessun album solista dei due, infatti, ha mai raggiunto la perfezione dei migliori dischi dei Beatles: in ballo c’è anche George Martin, lo sappiamo, coi suoi fantastici arrangiamenti… Ma non solo: è innanzitutto una questione di chimica. Continua a leggere “Da Bonucci e Chiellini a Lennon e McCartney: la forza delle grandi coppie” →

Domani avvenne: da lunedì 12 luglio 2021 a domenica 18 luglio

12 Luglio 1967: a Kings Park (New York), da una famiglia italoamericana, nasce John Petrucci. Appassionato di chitarra, a 12 anni è introdotto dal suo amico e tastierista Kevin Moore in un gruppo: in breve tempo la sua tecnica progredisce esponenzialmente, si iscrive al prestigioso Berklee College of Music, e nel 1985 – assieme a Moore, al bassista John Myung e al batterista Mike Portnoy – fonda i Majesty… Gruppo che 3 anni dopo cambia nome in Dream Theater: una delle band più significative del filone prog-metal, e di cui Petrucci è membro stabile, e autore di buona parte del repertorio.

13 Luglio 2003: a L’Avana, alla bella età di 96 anni, si spegne Máximo Francisco Repilado Muñoz, in arte Compay Segundo. Cantante e autore cubano di Son, negli anni Cinquanta conosce un periodo di grande successo ma, presto dimenticato, diventa operaio in una fabbrica di sigari. La sua carriera riprende vigore negli anni Novanta, favorita dal film “Buena Vista Social Club” di Wim Wenders: e si spinge sino al 2000, anno in cui – ultranovantenne – è ancora sui palchi di mezzo mondo, Italia compresa.

14 Luglio 1982: dopo la presentazione fuori concorso al Festival di Cannes, alla sale Empire di Leicester Square (Londra) ha luogo la premiére del film di Alan Parker “Pink Floyd – The Wall“, tratto dall’omonimo album del 1979, e interpretato da Bob Geldof.

15 Luglio 1956: “Why Do Fools Fall in Love?“, della “boy band” ante litteram americana The Teenagers, balza al primo posto della classifica inglese, e fa del leader Frankie Lymon (al tempo quattordicenne) il più giovane cantante di sempre ad ottenere un numero uno.

16 Luglio 2014: a Zurigo, nella sua camera d’albergo, all’età di 70 anni, è rinvenuto cadavere Johnny Winter. Chitarrista texano di matrice rock blues, famoso per i suoi lunghissimi capelli bianchi (era infatti affetto da albinismo), Johnny è uno degli eroi della sei corde slide: famoso il suo set a Woodstock, e l’esordio con una superband in cui militano leggende viventi come Willie Dixon, Little Walter e Tommy Shannon.

17 Luglio 1966: a Dayton (Ohio) nasce Lou Barlow. Bassista elettrico, assieme al chitarrista J Mascis nel 1984 fonda i Dinosaur Jr., fra i pionieri del filone Indie Rock, alle prese con un sound dimesso e abrasivo, malinconico e assieme melodico. Dopo aver lasciato i Dinosaur nel 1991, Lou fonda i Sebadoh, ascrivibili al genere lo-fi.

18 Luglio 1966: a Los Angeles, all’età di soli 24 anni, ci lascia il cantante texano Bobby Fuller. Geniale produttore “casalingo” autodidatta, è trovato morto nella sua auto: sebbene il decesso sia archiviato come suicidio, gli indizi (ferite su tutto il corpo, e gasolio spruzzato ovunque) fanno pensare a un omicidio non portato a termine. Fra i suoi successi la cover di “I Fought The Law” (1965), poi ripresa dai Clash nel loro album di debutto.