Domani avvenne: da lunedì 14 novembre 2022 a domenica 20 novembre

14 Novembre 1960: “Georgia on My Mind“, nella versione di Ray Charles, va al primo posto della classifica americana. La forza, l’intensità e l’ispirazione con cui Ray ridisegna il vecchio classico di Hoagy Carmichael (1930) sembrano cancellare di colpo le centinaia di remake che l’hanno preceduta… La versione di Ray diventa, da questo momento in avanti, “la” versione: tanto che, nel 1979, sarà scelta come inno ufficiale dello stato di Atlanta.

15 Novembre 1952: a Genova nasce Antonella Ruggiero. Cantante, nel ’74 inizia la carriera col soprannome di “Matia”, e l’anno dopo – attorno a lei e ad alcuni membri dei Jets – nascono i Matia Bazar: gruppo in cui Antonella rimane nelle vesti di solista e frontman sino al 1989. Dopo anni di ritiro dalle scene, torna nel 1998, e si conferma come una delle voci più particolari, intense ed eclettiche della canzone italiana: affronta infatti senza timori, e con enorme classe, musica sacra, jazz, soul, blues e pop.

16 Novembre 1974: il singolo “Whatever Gets You Thru the Night“, tratto dall’album “Walls and Bridges” di John Lennon, va al primo posto della classifica statunitense. Elton John, che nella session suona il piano, predisse che la canzone sarebbe stata una hit: davanti allo scetticismo di Lennon, Elton scommise che se il brano avesse raggiunto la vetta della classifica, John avrebbe dovuto comparire sul palco assieme a lui. Lennon, visto il successo, per sdebitarsi accompagnò Elton al Madison Square Garden il 28 novembre 1974: fu la sua ultima apparizione dal vivo.

17 Novembre 1942: a New York, da genitori italiani, nasce l’autore e tastierista Bob Gaudio. Nel 1962 entra nei Four Seasons di Frankie Valli e Tommy DeVito: con lui, il gruppo ottiene i grandi successi di “Sherry”, “Beggin'” e “Big Girls Don’t Cry”. Nel 1971 Bob lascia Valli, e si mette in proprio: nella sua carriera scrive e produce per Michael Jackson, Nancy Sinatra, Diana Ross e Neil Diamond.

18 Novembre 1962: a San Francisco, da famiglia di origini miste (inglesi e filippine), nasce Kirk Hammett. Chitarrista solista metal, nel 1980 è il co-fondatore degli Exodus: gruppo che per due volte di trova ad aprire concerti per i Metallica… Band che, licenziato Dave Mustaine, trova in Hammett il suo perfetto sostituto. Con i Metallica, Kirk resta dall’esordio assoluto su lp sino ai giorni nostri.

19 Novembre 1905: a Shanandoah (Pennsylvania) nasce Tommy Dorsey. Fratello di Jimmy, irruente e iracondo, caposquadra swing infaticabile e spietato, punta tutto sul rifiuto a priori a rifiutare un’identità stilistica netta. Tutto deve dare risalto al suo trombone: uno strumento che usa in modo mirabile, e che nelle ballad romantiche di indole jazzistica, lente e sognanti, raggiunge livelli ineguagliabili. Nella sua orchestra, nel 1940, debutta il divino Frank Sinatra.

20 Novembre 1946: a Nashville (Tennessee) nasce Duane Allman. Ancora ragazzino, approda alla chitarra grazie al fratello Gregg, e subito dopo – grazie a un concerto di B.B. King – si innamora del blues: i fratelli Allman entrano allora in un vorticoso giro di band e incisioni, ma non sfondano: Duane, nel frattempo, è diventato un maestro della chitarra slide, tanto che un suo assolo per Wilson Pickett impressiona Eric Clapton, e lo promuove a session man di lusso. Nel ’69 nascono gli Allman Brothers: band rock-blues che, nel breve spazio di 3 anni, e grazie a attività live stakanoviste e ad altissimo tasso di improvvisazione, diventa uno dei complessi più leggendari e amati della storia.

Di terroni, colonnelli, emarginati e Lucio Dalla

In questo post metto in diretta comunicazione due argomenti che, per diverse cause, in questi giorni sono alla mia attenzione: Lucio Dalla (motivi personali di affezione e memoria) e l’immigrazione, con tutti i suoi corollari.

Chi mi legge sa che in questo blog non faccio politica: o, quanto meno, la faccio in modo laterale. E questa è una di quelle occasioni.

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Domani avvenne: da lunedì 7 novembre 2022 a domenica 13 novembre

7 Novembre 1943: a Fort Macleod (Canada) nasce Roberta Joan Anderson. A 12 anni, grazie al suo insegnante, scopre il talento per la scrittura, cui presto abbina quello per la musica: dopo il liceo si trasferisce a Toronto e si butta nel mondo emergente del folk. Nel ’65 assume il nome di Joni  Mitchell e due anni dopo, arrivata a New York, inizia a piazzare i suoi pezzi a varie star, e inizia una relazione con David Crosby: nel ’68 arriva il debutto su lp, e Joni prende il volo, diventando una della autrici e cantanti più amate del Nord America. Dal folk degli inizi, Joni approccia negli anni al blues e al jazz, con collaborazioni con artisti del calibro di Jaco Pastorius, Herbie Hancock e Charles Mingus. La Mitchell, inoltre, è un’abilissima pittrice.

8 Novembre 1944: a Alton (Illinois) nasce Bonnie Lynn O’Farrell. Corista, nel 1968 sposa il session man Delaney Bramlett, e fonda il duo country-blues Delaney & Bonnie: il duo attira le attenzioni prima di George Harrison e poi di Eric Clapton, che li assume per aprire i concerti dei Blind Faith, e che spesso suona direttamente con loro. Il gruppo si scioglie nel ’72, a causa del loro divorzio.

9 Novembre 1967: esce il primo numero della rivista musicale americana Rolling Stone. Fondata a San Francisco come magazine di riferimento del movimento hippie, si sposta gradualmente verso canoni giornalistici più tradizionali, pur rimanendo legata a una visione radicale della musica e della società. Il nome della rivista si riferisce al singolo di Muddy Waters “Rollin’ Stone e alla band di Jagger e Richards.

10 Novembre 1975: la cantautrice e poetessa americana Patti Smith pubblica il suo disco d’esordio, “Horses“: album epocale – che alterna canto isterico e liriche free-form, nevrosi e psichedelia, recitazione e punk – allinea in scaletta “Birdland”, “Redondo Beach”, “Land” e “Break It Up”. Al disco collaborano anche Tom Verlaine e John Cale. La copertina, ispirata a una foto in posa di Frida Kahlo, è scattata da Robert Mapplethorpe.

11 Novembre 1957: per la Sun Records esce il singolo “Great Balls of Fire“, di Jerry Lee Lewis: scatenato rock’n’roll pianistico scritto da Otis Blackwell, è uno dei simboli dei favolosi Anni Cinquanta, e forse la canzone più famosa del “Killer del rock’n’roll”. Il titolo della canzone è un’espressione idiomatica del Sud degli States, traducibile più o meno come “che figata!”.

12 Novembre 1964: a Jacksonville (Florida) nasce Vic Chestnutt. Nel 1983, mentre guida sotto effetto di alcol, ha un incidente, da cui esce paraplegico: arrivato a Athens, non abbandona le ambizioni artistiche, e nei club in cui canta incontra Michael Stipe dei R.E.M., che si innamora del suo stile e produce i primi album. Vic diventa così uno dei cantautori più importanti e anomali degli anni Novanta, con una formula che accosta liriche profonde e emotive, folk, umori sudisti e ballad.

13 Novembre 2012: un collage realizzato dall’artista pop Peter Blake per l’album dei Beatles “Sgt. Pepper’s Lonely Hearts Club Band” è venduto presso la nota casa d’aste Sotheby alla cifra di 87.720 dollari.

T… come Tag

Non sapevo esattamente di cosa avrei parlato nel prossimo post, ed ecco che Sam Simon, di vengonofuoridallefottutepareti, mi dà una bella idea, coinvolgendomi in un Giro di Tag!

Questo gioco ha il sano scopo di mettere in relazione vari blogger, spronarli a tirare fuori dal cassetto qualche cosa di bello e originale, e divertirsi… Quindi, perché no?

Ecco le regole, copiaincollate da Sam, che qui ringrazio.

1- Abbinare la prima cosa che vi viene in mente alla lettera dell’alfabeto, che sia il titolo di una canzone, un oggetto, una persona, un film, qualsiasi cosa, basti che sia di getto, magari scrivendo anche due righe di spiegazione.

2- Fare un elenco (volendo, aggiungere anche immagini o il link, se si tratta di canzoni)

3- Taggare più blog possibili e che pensiate possano essere interessati (non c’è un limite numerico)

4- Ovviamente taggare l’ideatore, usare l’immagine del tag e chi vi nomina affinché sia possibile leggere anche le vostre risposte.

Ed ora, ecco il mio elenco. Continua a leggere “T… come Tag”

Rave non-rave

Buongiorno a tutti.
Colgo l’occasione delle recenti polemiche sui Rave per ri-pubblicare un mio post del 2019 (e che, quindi, parecchi di voi non avranno letto): un post nato per commentare un film che avevo visto al Torino Film Festival, e che proprio di rave parlava.

Nel pezzo, ovviamente, si parla anche del film: ma, soprattutto, di cos’era, cos’è, la cultura rave, e di quel politiche furono messe in atto – nell’Inghilterra degli anni Novanta – per metterla a tacere.

Così, giusto per fare un parallelo fra ieri e oggi. 
Ed ecco il post.

Domani avvenne: da lunedì 31 ottobre 2022 a domenica 6 novembre

31 Ottobre 1947: a Waltham Cross (UK) nasce Russ Ballard. Polistrumentista e cantante, è famoso soprattutto come autore di successo: ha infatti firmato canzoni per Kiss (“God Gave Rock and Roll to You”), Rainbow, Roger Daltrey, Santana e America. Il singolo più famoso come solista è “Voices” (1985).

1° Novembre 1974: per la Philips esce “Autobahn“, quarto album dei tedeschi Kraftwerk, e uno dei loro indiscussi capolavori. In questo disco i Kraftwerk fondono i suoni della civiltà industriale, la musica elettronica e le melodie pop, dando vita a un nuovo mood: la lunga suite (22 minuti) che dà il titolo all’album è un intreccio ipnotico di ritmi sintetici (la drum machine), melodie e rumori concreti (un motore, un clacson, e il frusciare degli alberi), che vuole rappresentare un viaggio in autostrada.

2 Novembre 1944: a Todmorden (UK) nasce Keith Emerson. Pianista prodigio, dopo la permanenza in alcune band jazz, acquista la prima notorietà nel quartetto dei Nice, con cui produce un curioso ibrido di rock e musica classica, arricchito dai suoi riff e dai torrenziali assolo con l’organo Hammond. Nel ’70 Keith lascia i Nice per fondare il supergruppo Emerson, Lake & Palmer: Keith qui dà sfogo a tutta la sua teatralità, suonando il suo Moog di spalle, “accoltellandolo”, e perdendosi in virtuosissime ed estenuanti performance. Una malattia al braccio destro, verso la fine degli anni Novanta, ne mina le capacità esecutive: cosa che lo porterà alla depressione, e più tardi al suicidio.

3 Novembre 1992: la Epic pubblica l’omonimo album d’esordio della rap-metal band Rage Against the Machine: tellurico concentrato di rabbia, ritmi funky, furia hardcore e testi radicalmente anti-sistema, allinea bombe sonore come “Killing in the Name”, “Know Your Enemy” e “Bullet in the Head“. La copertina rappresenta l’immolazione del monaco buddista Thích Quảng Đức.

4 Novembre 1977: per la Sire Records esce “Rocket to Russia“, terzo album della punk band americana Ramones, e probabilmente il loro lavoro più convincente. In scaletta le famose “Cretin Hop”, “Rockaway Beach”, “Sheena Is a Punk Rocker”, “I Wanna Be Well” e “We’re a Happy Family”Veri e propri micro-concentrati di casino e divertimento.

5 Novembre 1942: a Modena, a sessant’anni, ci saluta Pierangelo Bertoli. Cantautore di dichiarate simpatie socialiste e fieramente anticlericale, minato da una poliomielite infantile, percorre gli ultimi anni Settanta e gli Ottanta con il cipiglio e la determinazione di un vero combattente. Fra i suoi maggiori successi ricordiamo “Eppure soffia”, “Certi momenti”, “Pescatore” (in coppia con una ancora semisconosciuta Fiorella Mannoia) e “A muso duro”. Luciano Ligabue deve a Bertoli moltissimo: è stato Pierangelo, infatti, a credere in lui e a produrre il suo primo disco.

6 Novembre 1972: a Londra, muore Billy Murcia. Batterista della formazione originale dei New York Dolls, non ha purtroppo il tempo per godersi l’esordio della band che ha contribuito a formare. Durante una festa tenuta nel corso di un breve tour inglese, sviene a causa di una overdose: i compari di bisboccia, per rianimarlo, non trovano di meglio che sdraiarlo in una vasca da bagno e alimentarlo forzatamente con caffè… Cosa che lo conduce alla morte per asfissia. Ha solo 21 anni.