Domani avvenne: da lunedì 28 dicembre 2020 a domenica 3 gennaio 2021

28 Dicembre 1970: il singolo “My Sweet Lord“, di George Harrison, raggiunge la vetta della classifica americana: e fa di lui il primo ex-Beatles a conquistare un numero uno negli Stati Uniti. La questione del plagio c’è, ovviamente, ma è un’altra storia…

29 Dicembre 1980: a Los Angeles ci saluta per sempre Tim Hardin. Cantante e autore di spirito folk, fra i più assidui frequentatori del Greenwich Village, riesce a ottenere un contratto solo nel 1966, ma ottiene subito buona notorietà con brani come “If I Were a Carpenter” e “Reason to Believe”… Ma purtroppo la dipendenza da eroina, forse contratta durante il periodo nei Marines, ne mina la salute e la costanza: muore per overdose a soli 39 anni.

30 Dicembre 1928: a McComb (Mississippi) vede la luce Ellas Otha Bates McDaniel, in arte Bo Diddley. Uno dei primi eroi del rock’n’roll, anche se la sua musica solo occasionalmente può definirsi tale: il vero marchio di fabbrica è il ritmo, derivato dal “clave”, e in suo onore ribattezzato “Bo Diddley Beat“… Un pulsante “chink-a chink-a chink a-chink-chink”, cupo e quasi tribale: più facile ad ascoltarsi che a spiegarlo! Fra le sue hit, “I’m a Man”, “Who Do You Love?”, Roadrunner” e lo standard “You Can’t Judge a Book by His Cover”. Famosa la sua chitarra, dalla forma rettangolare.

31 Dicembre 2013: a Roma, all’età di 60 anni, muore Roberto Ciotti. Chitarrista professionista (suona con Venditti, De Gregori, Edoardo Bennato), a metà degli anni Settanta si sposta sul blues, diventandone uno degli interpreti italiani più genuini, e incide i primi lavori solisti. Nel 1980 avrà l’onore di aprire lo storico concerto di Bob Marley, a San Siro.

1° Gennaio 1984: a Londra, a soli 56 anni, per il solito “male incurabile” ci lascia Alexis Korner, il padre del rock-blues – e, per estensione – del rock britannico degli anni Sessanta. Polistrumentista, assieme all’amico Cyril Davies nel 1955 apre a Soho il primo club inglese dedicato al Chicago Blues: nel ’61 fonda la leggendaria Blues Incorporated, sorta di “formazione aperta” in cui si faranno le ossa gente come Charlie Watts, Jack Bruce, Mick Jagger, Keith Richards e Brian Jones, Rod Stewart, John Mayall e Ginger Baker… Mica pizza e fichi!

2 Gennaio 1926: in Inghilterra esce il primo numero del settimanale “Melody Maker, prestigiosa rivista musicale a tema musicale. Da foglio indirizzato agli amanti del Jazz, lentamente si sposta sul versante pop, e nel 1956 fa debuttare la sua prima classifica dedita alla musica giovanile.

3 Gennaio 1943: a Hattiesburg (Mississippi) nasce Van Dyke Parks. Attore bambino, nel 1960 inizia a dedicarsi professionalmente alla musica come arrangiatore e produttore: nel 1966 si avvia alla sua più grande e frustrante avventura, la collaborazione con Brian Wilson dei Beach Boys al progetto SMiLE, che – minato dalla dipendenza e della schizofrenia del leader dei Beach Boys – si trasformerà in vero incubo. Nei suoi dischi solisti, Parks esprime invece una vena eclettica ed eccentrica, una sorta di pop che frulla e raccoglie, in chiave leggera e barocca, le tradizioni musicali americane.

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