Domani avvenne: da lunedì 2 gennaio 2023 a domenica 8 gennaio

Quale musicista è nato il tal giorno? Quale disco è uscito in quella data? Quale rocker è morto proprio oggi? Ecco, per la settimana entrante, qualche risposta!

2 Gennaio 1979: inizia il controverso processo a carico del bassista dei Sex Pistols, Sid Vicious, accusato d’omicidio della fidanzata Nancy Spungen, avvenuto il 12 ottobre 1978 al Chelsea Hotel di New York a causa di una coltellata all’addome. La vicenda è ancora adesso molto dubbia: il processo non fu invece mai portato a termine, a causa della morte di Sid, avvenuta per overdose il 2 Febbraio 1979.

3 Gennaio 1987: la grandissima vocalist e autrice soul Aretha Franklin è accolta nella Rock And Roll Hall Of Fame di Cleveland, istituzione che premia figure di assoluto spicco dell’industria musicale: Aretha è la prima donna in assoluto a conquistare l’ambito riconoscimento.

4 Gennaio 1942: a Doncaster (UK) nasce John McLaughlin. Attratto da swing e flamenco, l’undicenne John si innamora perdutamente della chitarra, che suona fino a farsi sanguinare le dita: negli anni Sessanta è già riconosciuto come maestro, e nel ’69 approda alla corte di Miles Davis. Nel 1971 fonda la Mahavishnu Orchestra, band di electric fusion di straordinaria influenza, cui seguono collaborazioni con Santana, Al Di Meola, Jaco Pastorius: il suo è un virtuosismo tecnico quasi inarrivabile, unito a un’instancabile sete di ricerca e alto eclettismo.

5 Gennaio 1923: a Florence (Alabama) nasce Sam Phillips. Sam conosce la musica nera attraverso i manovali di colore, con cui lavora fianco a fianco da ragazzo: nel ’39, giunto per caso a Memphis, è folgorato dal cuore musicale della città, e ne fa la sua nuova casa. Prima diventa DJ, nel 1950 apre uno studio di incisione, e due anni dopo una propria casa discografica, la Sun Records: ed è qui che, nel 1953, entrerà il giovane e sconosciuto Elvis Presley, per tentare un’incisione. Il rock’n’roll inizia nel suo studio: dopo Elvis, con cui inciderà una quindicina di tracce, e che porterà al successo nazionale, scoprirà e farà debuttare star come Carl Perkins, Jerry Lee Lewis, Roy Orbison e Johnny Cash. Un talent scout pazzesco!

6 Gennaio 1993: a Englewood (New Jersey) si spegne, all’età di 76 anni, John BirksDizzy” Gillespie. Trombettista jazz autodidatta, dopo l’inevitabile periodo Swing degli anni Trenta, nei primi anni Quaranta si piazza al leggendario Minton’s Playhouse di Harlem: qui, assieme ad artisti come Kenny Clarke,  Thelonious Monk e Bud Powell, dà vita alla rivoluzione jazzistica del Bebop, uno dei movimenti culturali più importanti della storia del Novecento. Dizzy, successivamente, si avvicina alle ritmiche caraibiche e alla salsa, ma senza mai dimenticare il primo amore. Quasi iconica la sua tromba, con la campana piegata verso l’alto di 45°.

7 Gennaio 1938: a Harvard (Nebraska) nasce Paul Revere. Organista pop, nel 1958 fonda la band Paul Revere & the Raiders: gruppo inizialmente strumentale, si sposta verso il Garage Rock, incidendo alcuni piccoli gioielli, come “Just like me”, “Kicks” e “Hungry”. Il problema dei Raiders sta tutto nel look: per sfruttare l’omonimia con il leggendario patriota della Rivoluzione Americana, il gruppo inizia a indossare stravaganti abiti settecenteschi… E perde presto l’appeal dei rocker più intransigenti.

8 Gennaio 1833: il musicista ed educatore Lowell Manson fonda la Boston Academy of Music, la prima scuola pubblica gratuita di musica degli Stati Uniti: idea che in brevissimo tempo si diffonde a macchia d’olio in tutta l’Unione, diventando un’istituzione fondativa del pensiero musicale nazionale. Direte, “cosa c’entra col rock?”: in senso stretto, pochissimo… Ma è da iniziative come queste che prende il via l’idea di una “musica popolare”, per tutti e svincolata dalle istituzioni religiose.

Domani avvenne: da lunedì 4 ottobre 2021 a domenica 10 ottobre

4 Ottobre 2014: a Garden Valley (Idaho), dopo una lunga lotta contro il cancro, all’età di 76 anni, ci lascia Paul Revere. Organista, è stato per ampia parte della sua vita artistica il leader della garage band Paul Revere & the Raiders: complesso che, dopo un inizio grintoso (“Louie Louie”, “Kicks”, “Hungry”), scivola nel kitsch (i membri indossano stravaganti abiti settecenteschi e accennano passi di danza) e perde velocemente consensi.

5 Ottobre 1951: a Dún Laoghaire (Irlanda) nasce Robert Frederick Zenon “Bob” Geldof. Cantante e autore, nel 1975 fonda il gruppo punk-new wave dei Boomtown Rats, con cui ottiene successo anche in Inghilterra (“I Don’t Like Mondays”). Nel 1984 è coautore del singolo benefico “Do They Know It’s Christmas?”, e sull’onda dell’entusiasmo, nell’85 si fa promotore del mitico Live Aid, concerto benefico trasmesso in mondovisione. Come solista ha avuto una carriera di scarso riscontro commerciale: da ricordare il suo impegno come attore protagonista nel film “Pink Floyd – The Wall”. E oggi compie 70 anni!

6 Ottobre 1871: gli otto membri dei Fisk Jubilee Singers lasciano Nashville diretti alla East Coast del paese, e iniziano il primo tour. Sette cantanti e un pianista, tutti di colore: con loro gli Spiritual escono dal contesto liturgico per diventare un fenomeno artistico e commerciale di successo: tanto che nel 1873 i Fisk arriveranno anche alla corte della Regina Vittoria. Ma nulla impedirà loro di evitare il razzismo e la segregazione: anche nelle tournée più fortunate, saranno costretti a dormire in posti d’infimo ordine, e a cibarsi nelle mense per poveri. E da allora sono passati 150 anni.

7 Ottobre 1966: a bordo della sua auto, sulla strada A58, presso Radcliffe (UK), per un incidente stradale, muore Frederick Albert Heath, in arte Johnny Kidd. Assieme ai suoi Pirates, Kidd è uno dei pochissimi rocker inglesi pre-Beat a guadagnare fama internazionale (sua l’autografa e minacciosa “Shakin’ All Over”). Al momento del sinistro, Johnny ha solamente 31 anni: nell’incidente è coinvolto (senza gravi conseguenze) anche il passeggero Nick Simper, che pochi anni dopo diventerà il primo bassista dei Deep Purple.

8 Ottobre 1985: a Honolulu (Hawaii) nasce Peter Gene Hernandez. Figlio e nipote d’arte, assume presto lo pseudonimo che lo renderà famoso: Bruno Mars. Il sogno di diventare cantante e autore lo porta a Los Angeles, e nel 2010 pubblica il suo primo album, “Doo-Wops & Hooligans“, e fa subito il botto, ottenendo sette candidature ai Grammy. Il suo stile è una azzeccata miscela di pop, rock, funk, soul e reggae, e i suoi concerti sono show coinvolgenti ed eleganti, studiati sino all’ultima movenza.

9 Ottobre 1973: a Molfetta (Bari) nasce Michele Salvemini. Grafico pubblicitario, abbandona presto il mestiere per dedicarsi alla musica: con nome di Minimix tenta la strada della canzone melodica, ma nel 1998 cambia strada. Adotta lo pseudonimo di Caparezza (“testa riccia”, riferito alla sua capigliatura vaporosa), e si sposta sul rap / hip hop, di cui è ora uno dei massimi esponenti italiani. Testi acuti, vagonate di parole, prese di posizione scomode e ironia: questa la chiave del successo di brani come “Fuori dal tunnel”, “Vieni a ballare in Puglia” e “Sono il tuo sogno eretico”.

10 Ottobre 1969: per la Island Records esce “In the Court of the Crimson King“, album d’esordio degli inglesi King Crimson. Considerato uno dei dischi più importanti e influenti non solo del prog inglese ma del rock in generale, allinea classici come “21st Century Schizoid Man”, “Epitaph”, “Moonchild” e la title track. La copertina, provocatoriamente, non riporta né il nome della band né il titolo, ma solamente un dipinto che rappresenta il volto sfigurato di un uomo spaventato, con gli occhi spalancati, mentre urla… L’uomo schizoide del XXI Secolo.

Garage Rock: #2 – Louie Louie!

(continua dalla puntata precedente)

Quando arriva ai Wailers, in realtà, “Louie Louieha già alle spalle un passato di tutto rispetto, mediamente travagliato, e del tutto simile a una gara a tappe. I primi staffettisti sono, curiosamente, cubani: allo start, troviamo il compositore Rosendo Ruiz Jr, e la sua “Amarren al Loco” (1956), una charanga ballabile; riceve il testimone, pochi mesi dopo, il collega René Touzet, che carica il pezzo di Ruiz di una marcata sottolineatura ritmica, e lo pubblica col nuovo titolo di “El loco Cha Cha”.

Richard Berry & The Pharaohs

Giunti a metà gara, da Cuba ci spostiamo in America, California: in una sala da ballo di Los Angeles si aggira Richard Berry (1935-’97, nessuna parentela con Chuck), cantante e autore di rhythm’n’blues e doo-wop, che per sbarcare il lunario è appena entrato in un gruppo di musica latina… Non proprio il massimo, per chi si confronta giornalmente con la fama di Muddy Waters e Howlin’ Wolf.

Un complesso concorrente, in una pausa, attacca “El loco Cha Cha”: pezzo che attira subito l’attenzione di Berry grazie al suo ritmo spezzato e coinvolgente… Un curioso riff a dieci impulsi, schematizzabile come “1-2-3, 1–2, 1-2-3, 1–2” o, secondo la notazione classica:

Berry coglie al volo l’occasione: si sbarazza dei colleghi latinos, fonda un gruppo rhythm’n’blues – Richard Berry and the Pharaohs – e nell’Aprile del ’57 dà alle stampe “Louie Louie”, cover in lingua inglese di “El loco Cha Cha”. Il disco vende oltre centomila copie ma – pur diventando un piccolo classico rnb del Nord Ovest – non regala a Richard l’auspicato balzo di popolarità.

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