La dittatura Argentina e la censura musicale

Ciao a tutti. Eccoci qui, con la nuova puntata di un ciclo di post che si occupano dei rapporti fra censura e canzoni: una serie nata un paio d’anni fa parlando del regime fascista, proseguita con riferimento all’Unione Sovietica, e dopo una tappa nell’Italia del secondo dopoguerra, ora atterrata in Argentina… Teatro, fra il 1976 e il 1983, di una delle più agghiaccianti dittature emerse in epoca contemporanea: il tetro “Processo di riorganizzazione nazionale”, gestito con metodi criminali da una giunta militare di ispirazione fascista.

Una porcheria che mette i brividi: violenze, torture, stupri, sparizioni (i famosi desaparecidos: di notte qualcuno sfondava la porta di casa, ti portava via, e di te non si sapeva più nulla…), e appropriazioni dei loro figli, dati in adozione a conniventi. E tutto col beneplacito delle potenze occidentali, con Stati Uniti, Francia e un’importante fetta della Chiesa in prima linea: e anche la nostra Italia, chiudendo le porte della ambasciate, si guardò bene dal fornire protezione diplomatica ai concittadini perseguitati.

Fra i molti desaparecido (trentamila: parecchi gettati vivi nell’oceano durante i “voli della morte”, altri “semplicemente” fucilati) troviamo oppositori politici, semplici simpatizzanti di sinistra, studenti, e molti artisti (il più noto è il fumettista e giornalista Héctor Oesterheld, autore del capolavoro “L’Eternauta”). E vuoi mica che anche la musica non rientrasse fra gli interessi censori di questi figli di buona donna? Continua a leggere “La dittatura Argentina e la censura musicale”

Domani avvenne: da lunedì 2 giugno 2025 a domenica 8 giugno

Quale musicista è nato oggi? Quale disco è uscito in quella data? Quale rocker è morto dieci anni fa? Ecco, per la settimana entrante, qualche risposta!

2 Giugno 1981: a Roma, il cantautore Rino Gaetano è alla guida della sua Volvo, quando perde il controllo dell’auto e va a sbattere contro un camion: giunto al Policlinico Umberto I è però trasferito per competenza al Gemelli, dove alle sei del mattino chiude gli occhi per sempre, a soli 31 anni. Immediate – ma inutili – le polemiche per il ricovero tardivo. La sua morte ha poi innescato diverse teorie cospirazioniste: la più nota riguarda l’ipotetico coinvolgimento dei Servizi Segreti, mandati a tacitare un uomo che in varie canzoni “avrebbe citato nomi e fatti che sarebbero dovuti rimanere segreti”… Mah!

3 Giugno 1955: a Domodossola (VCO) nasce Alberto Fortis. Musicista, autore e cantante, abbandona gli studi universitari per la musica: ma, giunto a Roma, nonostante le promesse dei discografici, non riesce a combinare nulla. Tutto cambia con l’arrivo a Milano, dove grazie alla Polygram esordisce col disco omonimo: uno dei più bei debutti italiani di sempre, con le caustiche “A voi romani” e “Milano e Vincenzo” chiamate a colpire quel mondo capitolino che l’aveva rifiutato. Inizia così una carriera di buon successo, destinata però a farsi sempre più fioca nei decenni.

4 Giugno 1944: a Long Beach (California) nasce Holly Michelle Gilliam. Studentessa insoddisfatta, ondeggia fra la moda, la chitarra e la San Francisco di quegli anni… Conosce poi il cantautore John Phillips, lo sposa e cambia nome in Michelle Phillips. Nel ’65 lei e il marito sono fra i fondatori del quartetto “sunshine pop” The Mamas & the Papas, assieme a Cass Elliot e Denny Doherty. Sciolti i M&P nel ’71, prosegue la carriera fra cinema e televisione.

5 Giugno 1975: i Pink Floyd sono in studio per le registrazioni del disco “Wish You Were Here”: quando notano aggirarsi in regia un tipo strano, sovrappeso e completamente rasato. Qualche momento di incredulità e poi il colpo di scena: è lui, Syd Barrett, uscito dalla band 7 anni prima per problemi di schizofrenia alimentati da abuso di acidi… E – incredibile a dirsi – in quei giorni stanno proprio incidendo una canzone che parla di lui. “Che te ne sembra?“, gli chiedono. “E’ un po’ vecchia“, risponde. E dopo poco sparisce. Nessuno di loro lo vedrà mai più.

6 Giugno 1970: per la CBS esce “Third“, terzo album della prog band inglese Soft Machine. In questo doppio lp – uno dei pilastri della cosiddetta “scena di Canterbury” – svetta il lungo pellegrinaggio sonoro di “Moon in June”, composto e cantato dal batterista Robert Wyatt… Brano languido e dimesso, trasognato ed estatico, dadaistico e malinconico, che intreccia il soul e gli ondeggiamenti della psichedelia: un capolavoro assoluto.

7 Giugno 1977: David Bowie tiene un concerto a Berlino Ovest, di fronte al Reichstag, con gli altoparlanti puntati verso il vicino Muro di Berlino: al di là del quale migliaia di giovani berlinesi dell’Est si fermano, stupiti, ad ascoltare.

8 Giugno 1972: a New York, all’età di 71 anni, ci lascia Jimmy Rushing. Pianista e cantante in stile “shout”, nel 1937 si unisce alla Count Basie Orchestra, e ne diventa uno dei pilastri: la sua voce intensa, calda e penetrante riesce a conferire al blues un lirismo romantico e una chiarezza del tutto nuova, lontana sia dal ruggito del Profondo Sud che dagli addolcimenti dell’Est.

I miei dischi dell’anno #27 – Il 1985

Ciao a tutti. E benvenuti a un nuovo appuntamento della rubrica “I miei dischi dell’anno“: siamo arrivati al 1985, anno che si apre – soprattutto nel Nord Italia – con la cosiddetta “nevicata del Secolo”, e prosegue con l’ascesa al potere di Gorbaciov, lo storico scudetto del Verona e la tragedia dell’Heysel, la nomina di Cossiga a Presidente della Repubblica, l’inondazione in Val di Stava, la Crisi di Sigonella, l’inaugirazione del sistema operativo Windows e l’uscita di Super Mario Bros… e di numerose primizie musicali, fra cui svetta il Concerto Live Aid.

Come al solito, vi propongo un estratto dalle classifiche ufficiali di vendita, e le mie irrinunciabili integrazioni “fuori menù” 🙂 Continua a leggere “I miei dischi dell’anno #27 – Il 1985”

Domani avvenne: da lunedì 26 maggio 2025 a domenica 1° giugno

Quale musicista è nato oggi? Quale disco è uscito in quella data? Quale rocker è morto dieci anni fa? Ecco, per la settimana entrante, qualche risposta!

26 Maggio 1940: a Elaine (Arkansas) nasce Levon Helm. Polistrumentista (batterista, mandolinista, cantante e armonicista), alla fine degli anni Cinquanta entra negli Hawks, backing band del cantante canadese Ronnie Hawkins: complesso che presto si amplia includendo Robbie Robertson, Rick Danko e Richard Manuel, e inizia a farsi apprezzare negli States. Notati da Bob Dylan, sono assunti per il leggendario tour del 1965, e dopo un paio d’anni cambiano nome in The Band: uno dei miti viventi della “roots music”, un condensato musicale antologico e ispirato dell’America leggendaria.

27 Maggio 1957: a Londra nasce Susan Janet Ballion. Cresciuta in periferia in un ambiente familiare e sociale borderline, Susan trova presto conforto nella musica alternativa di inizio Settanta, e poi nel punk: assunto il nome d’arte di Siouxsie Sioux, si fa notare per l’abbigliamento in stile fetish e dark, e nel ’76 fonda la band Siouxsie and the Banshees. Nel ’78 arriva l’esordio su lp, e Siouxsie si impone come una delle frontwoman più innovative della storia… Maestosa e distaccata, potente e sessualmente provocante, terrificante e magnetica, anticonformista fino al midollo; lei, come la sua band: una leggenda capace di ispirare decine di altri artisti, da Radiohead a Smiths, da Cure a U2 e P.J. Harvey.

28 Maggio 1983: a due mesi dalla sua pubblicazione il singolo “Flashdance… What a Feeling” raggiunge il primo posto della classifica statunitense. Tratto dal film “Flashdance”, composto dal produttore Giorgio Moroder e cantato dalla vocalist Irene Cara, è presente nell’apertura della pellicola e nel finale, come base dell’audizione della protagonista Alex.

29 Maggio 1967: a Manchester nasce Noel Gallagher. Cresciuto assieme ai fratelli Liam e Paul in una famiglia problematica, si appassiona alla musica divenendone quasi ossessionato: entra poi nel giro degli Inspiral Carpets, ne diventa il roadie e li segue in giro per il mondo. Nel ’91, tornato in patria da un tour, scopre che il fratello Liam è ora leader della band Rain, ne nota le capacità vocali e sceniche, e per seguirlo ne diventa socio. Nel frattempo i Rain cambiano nome nel più noto Oasis, e nel ’94 debuttano nel mercato discografico: inizia così una delle carriere più redditizie e gloriose del Britpop, con oltre 70 milioni di dischi venduti, terminata nel 2008.

30 Maggio 1980: per la Charisma esce “Peter Gabriel”, terzo album di Peter Gabriel e – per distinguerlo dagli alti due, anch’essi senz’altro titolo che il nome dell’autore – è chiamato “Peter Gabriel III“. Primo suo lavoro a raggiungere successo mondiale, esibisce un sound asciutto e quasi tribale, dovuto anche a set di batteria e percussioni totalmente privi di piatti. Fra i pezzi più famosi “Games Without Frontiers”, “Intruder”, “No Self Control” e “Biko”, diventato negli anni l’inno anti-apartheid per eccellenza.

31 Maggio 1998: Geri Halliwell, nota come Ginger Spice, già assente alle ultime due tappe del tour europeo delle Spice Girls, annuncia il suo abbandono della band. Grandissimo il cordoglio di tutti i fans: e le azioni della casa discografica EMI crollano!

1° Maggio 1972: per la Asylum Records esce il primo, omonimo, album degli statunitensi Eagles. Prodotto da Glyn Johns e inciso a Londra al costo di 125.000 dollari, beneficia di un sound vicino al country rock e impone la band come una delle maggiori novità di quel periodo: in scaletta, “Witchy Woman”, “Peaceful Easy Feeling” e “Take It Easy” (scritta da Jackson Browne).

Domani avvenne: da lunedì 19 maggio 2025 a domenica 25 maggio

Quale musicista è nato oggi? Quale disco è uscito in quella data? Quale rocker è morto dieci anni fa? Ecco, per la settimana entrante, qualche risposta!

19 Maggio 1979: “Breakfast in America“, sesto album degli inglesi Supertramp, raggiunge il primo posto della classifica statunitense. Questo disco, scritto interamente da Rick Davies e Roger Hodgson, segna il passaggio dallo stile prog della prima fase a un sound più commerciale, e vende oltre 18 milioni di copie in tutto il mondo. In scaletta, oltre alla title track, “The Logical Song, “Goodbye Stranger” e “Take the Long Way Home“.

20 Maggio 2001: a Roma ci lascia Renato Carosone. Nato 81 anni prima a Napoli col cognome di Carusone (con la “u”), apprende prestissimo il mestiere di pianista: diplomato al conservatorio, dopo una lunga esperienza nelle colonie africane d’Italia, torna in patria e nel ’49 – dopo l’incontro con il chitarrista Van Wood – nasce il Trio Carosone… Che dopo cinque anni, anche grazie al paroliere Nisa, trova la sua strada in canzoni in napoletano ricche di humour e leggerezza, ispirate al boogie e allo swing, che ottengono enorme successo e sbarcano anche negli Stati Uniti. Dopo il ’59 Carosone si ritira improvvisamente dalle scene: ma negli anni tornerà più volte a farsi notare, con concerti, comparsate e omaggi, e sempre mostrando una grandissima verve.

21 Maggio 1940: a Norwich (UK) nasce Tony Sheridan. Cantante rock’n’roll, nel 1960 si stabilisce per tre anni a Amburgo, dove ha modo di suonare più volte con gli ancora sconosciuti Beatles: tanto che nel ’62, per accompagnare il suo esordio su vinile (il singolo “My Bonnie”), sceglie proprio i quattro di Liverpool, sotto lo pseudonimo di Beat Brothers… Il disco, arrivato anche nel Regno Unito, segnerà la prima affermazione dei Beatles.

22 Maggio 2020: a Conakry (Guinea), a 70 anni, muore Mory Kanté. Il più giovane di 38 (!) fratelli e fratellastri, è presto iniziato alla tradizione dei griot, i cantori itineranti del Sahel: durante gli anni Settanta completa la sua formazione, e nel 1981 inizia la carriera solista. Arrivato in Francia, nel 1987 ottiene un successo strepitoso con “Yéké Yéké”, tutt’ora il singolo africano più venduto al mondo. Nei decenni seguenti Mory effettua vari tour mondiali, e si adopera per sostenere la musica africana e sviluppare progetti di solidarietà.

23 Maggio 1969: per la Polydor esce “Tommy“, quarto album degli inglesi Who. Questo doppio lp è una delle prime rock opera della storia: una sequenza di canzoni in cui viene narrata la storia di un ragazzo sordo, cieco e muto che si scopre mago dei flipper: venerato come un messia, può curare miracolosamente qualunque malattia… Ma non se stesso. Abbandonato da suoi seguaci, potrà scrollarsi da dosso paure e limiti, diventando finalmente libero. Tutto, in questo disco, celebra il suo tempo: il percorso di passione e redenzione, i traumi infantili, le droghe, la musica come “vibrazione positiva”, l’adorazione delle folle e la difficoltà di essere una star. In scaletta, “Acid Queen”, “Pinball Wizard”, “I’m Free” e “We’re Not Gonna Take It”.

24 Maggio 1965: a Helena (Arkansas), a 57 anni, muore Rice Miller, in arte Sonny Boy Williamson II. Armonicista e cantante blues, spende gli anni Quaranta suonando nel Sud, dove diventa una piccola star: nel ’55 arrivano i primi successi nazionali, e negli anni Sessanta sbarca in Inghilterra, richiamato dai fanatici del blues revival, dove Animals e Yardbirds saranno sue fiere backing bands. La tecnica è notevolissima, ma altrettanto considerevole è il talento di showman, frutto della lunga esperienza on the road.

25 Maggio 2003: a Los Angeles, a soli 27 anni, per overdose da stupefacenti, ci lascia Jeremy Ward: ideatore e mente del gruppo dub De Facto, e fondatore dell’eclettica band indie The Mars Volta, in cui esercita il ruolo di addetto al sampling. Una curiosità: il secondo album dei Mars Volta, “Frances the Mute”, prende ispirazione da un diario incompleto che proprio Ward aveva trovato per caso mentre lavorava come ufficiale giudiziario!

Il mio corpo che cambia (no, non sono i Litfiba)

Ciao a tutti. Una settimana fa, più o meno, avrete letto (forse) questo post, in cui dicevo di sentirmi un po’ fragile. Senza farla né lunga né grossa, la cosa era legata alla recentissima scoperta di una grana medica non grave ma da affrontare, senza cincischiare. Non è stata la cosa in sé a suscitarmi pensieri un po’ depressivi, ma la coscienza del recente accumularsi di piccoli problemi di salute: nessuno dei quali (e meno male!) invalidante, ma che danno la chiara sensazione di come il mio corpo – ma va?! – non stia certo migliorando, e che necessiti – proprio come un meccanismo – di maggiori attenzioni e cure… e questo solo per “mantenere le posizioni”!

Passata la piccola “crisi”, mentre pensavo a come affrontare questa nuova piccola sfida, mi è venuto in mente di girare tutto sull’ironia. Ed è così che vi propongo una serie di canzoni, ognuna delle quali  sarcasticamente “a tema” con i problemucci più importanti che mi affliggono: giusto per ricordarmi di prendere sì le cose sul serio, ma senza prendermi troppo sul serio! Continua a leggere “Il mio corpo che cambia (no, non sono i Litfiba)”