Perdere il giudizio

Ciao a tutti. Oggi niente (o quasi…) musica, ma solo cazzi miei!
Dunque: alla mia importante età, ho ancora tutti i denti del giudizio, anche se “inclusi” (ah, queste benedette politiche di inclusione…). Tre sono, pur se sotto gengiva, “verticali”: e finché sono fermi, non danno problemi. Il quarto (inferiore destro) è invece “orizzontale”: e il mio storico dentista ha sempre detto che, prima o poi, avrebbe potuto creare una “tasca“, comunicando di nascosto (in parole povere) con la bocca, e portando a una carie del dente, e un ascesso. Io ho sempre tenuto d’occhio la situazione, e sempre sperando che nulla si muovesse.

E invece si è mosso. Dolorini, sensibilità alle ghiandole in loco, fastidio all’orecchio: rapida visita al dentista e nulla da fare, è da togliere.

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Il mio corpo che cambia (no, non sono i Litfiba)

Ciao a tutti. Una settimana fa, più o meno, avrete letto (forse) questo post, in cui dicevo di sentirmi un po’ fragile. Senza farla né lunga né grossa, la cosa era legata alla recentissima scoperta di una grana medica non grave ma da affrontare, senza cincischiare. Non è stata la cosa in sé a suscitarmi pensieri un po’ depressivi, ma la coscienza del recente accumularsi di piccoli problemi di salute: nessuno dei quali (e meno male!) invalidante, ma che danno la chiara sensazione di come il mio corpo – ma va?! – non stia certo migliorando, e che necessiti – proprio come un meccanismo – di maggiori attenzioni e cure… e questo solo per “mantenere le posizioni”!

Passata la piccola “crisi”, mentre pensavo a come affrontare questa nuova piccola sfida, mi è venuto in mente di girare tutto sull’ironia. Ed è così che vi propongo una serie di canzoni, ognuna delle quali  sarcasticamente “a tema” con i problemucci più importanti che mi affliggono: giusto per ricordarmi di prendere sì le cose sul serio, ma senza prendermi troppo sul serio! Continua a leggere “Il mio corpo che cambia (no, non sono i Litfiba)” →

Break a leg! Di mamme, fratture e strani auguri

Più o meno si sa: gli attori del mondo anglosassone, prima di entrare in scena, si apostrofano con l’augurio “Break a Leg!“, che equivale un po’ al nostro “In bocca al lupo!“. Due modi di dire un po’ strani: il nostro – e cito l’Accademia della Crusca – “sembra risalire ad un’antica formula di augurio rivolta per antifrasi ai cacciatori, alla quale si soleva rispondere “Crepi!” (sottinteso: il lupo)“. Ma ci sono altre teorie: essere “in bocca al lupo”, per un cucciolo, significa essere protetto, accudito; e, da qui, il nuovo modo di rispondere – in voga fra gli animalisti – “Viva il lupo!“, in ossequio a un animale ingiustamente perseguitato dalla storia, e al suo istinto di protezione… Come peraltro sanno benissimo Romolo e Remo!

Su “Break a Leg”, invece, che tradotto alla lettera significa “rompiti una gamba“, le ipotesi si sprecano: da un lato potrebbe essere il solito augurio ironico e scherzoso dal “valore apotropaico”, ma da un altro potrebbe alludere alla linea (“leg line“) che separava il palco dal dietro le quinte. Superarla (“to break“) significava quindi esibirsi di fronte al pubblico e, di conseguenza, essere pagati.

Beh, tutto questo per dire cosa? Che mia madre si è rotta il femore (sinistro)! Break a leg, letteralmente! E siamo a quattro ricoveri, più o meno recenti: la frattura del polso, l’intervento di colecisti, e l’altro femore, il destro, 7 anni fa… Un intervento di protesi programmato, causa artrosi: ma ciò che doveva essere una cosa rapida (“3 settimane, signora, e torna a casa!“) diventò un piccolo calvario, con una lussazione post-operatoria, un ulteriore intervento, e i tempi che si dilatarono a 2 mesi abbondanti. Continua a leggere “Break a leg! Di mamme, fratture e strani auguri” →

Bill Fay – Who Is the Sender?

A distanza di oltre un anno ri-pubblico integralmente questo articolo, uscito in origine il 6 Febbraio 2019. Un pezzo dedicato a un CD che, per ragioni personali, è e resta connesso a un momento particolarmente delicato del mio recente passato, e riguardante la mia salute.

Oggi ho avuto, in merito, una buona notizia, e – visto anche il momento generale – voglio dedicare a tutti, e anche a me (e dai… qualche volta bisogna pur farlo) questi pensieri. Quando un anno fa pubblicai queste poche righe avevo si e no 3 iscritti: non che ora ne abbia a centinaia, intendiamoci, ma posso comunque condividere la mia emozione con qualche amico in più. E vi abbraccio tutti, ovviamente in modo virtuale.

 

Il cielo in un cortile

Questa paura, dovrò pur togliermela: il timore di prendere in mano, a distanza di quasi cinque anni [aggiornamento dai precedenti quattro], il cd di Bill Fay, e metterlo nel lettore. È una paura fatta di brutti ricordi, di un giugno difficile, e di tanta angoscia, ma che deve trovare soluzione.

“Who Is the Sender?”: chi è il mittente? Del cd fu la mia compagna, che me lo regalò per il compleanno, dopo averne letto su qualche giornale: e ne aveva letto come di un miracolo… Quello di un pianista di genio e anima che, messo da parte dall’industria discografica, era tornato come dal nulla dopo quarant’anni di assoluto oblio, sfornando un disco bellissimo e commovente.

Dopo un ascolto distratto, lasciai passare un paio di settimane e lo rimisi nello stereo: e si, era proprio così, bellissimo e commovente. Quel mattino ero avvilito da un malessere che, confermando i sospetti di quei giorni, si sarebbe a breve rivelato serio: e Fay tirò fuori tutto il dolore e la malinconia che avevo dentro. Quella domenica passò, e dopo le settimane che vennero, non ebbi più coraggio di ascoltarlo. Ogni tanto lo prendevo in mano, aprivo la confezione, estraevo il dischetto: ma niente, la paura era più forte, e il cd tornava subito nello scaffale. Continua a leggere “Bill Fay – Who Is the Sender?” →