Domani avvenne: da lunedì 5 ottobre 2020 a domenica 11 ottobre

5 Ottobre 1970: per la Atlantic Records esce “Led Zeppelin III“, il terzo album dei Led Zeppelin. A soli 21 mesi dal primo disco, Page Plant e soci hanno evoluto il loro stile in modo significativo: brani rocciosi (“Immigrant Song”), spettacolari blues in minore (“Since I’ve Been Loving You”), recuperi folk (“Gallows Pole”), acquerelli acustici (“Tangerine”, “That’s the Way”), stomp indiavolati (“Bron-Y-Aur Stomp”)… Un vero e proprio capolavoro, insomma!

6 Ottobre 1978: a Sydney (Australia), all’età di 43 anni, per un’overdose, si spegne Johnny O’Keefe, la prima rock star dell’emisfero australe. Le giacche in lamé, con polsini e bavero rivestiti di pelliccia, e un’attitudine scenica sfrontata, ne fanno un idolo nazionale: un vero e proprio recordman (oltre 50 singoli, 50 EP e 100 album)… Ed è la prima star australiana a sostenere un tour negli States (che, occorre dirlo, nonostante le 35 date in cartellone, riceverà pochissima attenzione): i suoi più grandi successi sono “Wild One”, “Shout” e “She’s My Baby”, tutti alla fine degli anni Cinquanta.

7 Ottobre 1968: a Wellingborough (UK) nasce Thomas “Thom” Yorke. Dopo un’infanzia oppressa da problemi di salute (una paralisi congenita all’occhio sinistro), a 10 anni Thom entra nella band della scuola pubblica di Abindon: e qui incontra Ed O’Brien, Philip Selway,  e i fratelli Colin e Jonny Greenwood. Per un po’ di anni i ragazzi si chiameranno “On Friday”, salvo cambiare nome nel 1992, in occasione della firma con la EMI: la nuova sigla sarà quella definitiva, Radiohead… Band fra le più importanti e famose degli ultimi vent’anni, e in cui Thom ricopre il ruolo di cantante, autore e mente pensante.

8 Ottobre 1948: a Long Island (New York) vede la luce John William Cummings, noto ai più come Johnny Ramone. Chitarrista, assieme al cantante Joey Ramone è l’unico membro rimasto nella storica punk band Ramones sino al 1996, anno dello scioglimento. Contrariamente alla maggior parte degli artisti a stelle e strisce, Johnny si è sempre dichiarato fieramente repubblicano: Ronald Reagan e George Bush i suoi miti!

9 Ottobre 1940: a Liverpool (UK), giusto 80 anni fa, nasce John Winston Lennon. E beh, cosa aggiungere che già non si sappia di John? Qualche curiosità, dai… 1) Il parto avvenne durante un raid aereo tedesco sulla città; 2) Il suo secondo nome, “Winston”, fu dato in omaggio a Churchill; 3) Fu allontanato dalla mamma, considerata troppo “irresponsabile”, a soli 6 anni, per andare a vivere con la zia Mimi; 4) Storica la frase con cui la zia bollò la sua passione per la musica: “The guitar’s all very well, John, but you’ll never make a living out of it“; 5) Le sue spoglie furono cremate al Ferncliff Cemetery di Hartsdale, New York: nessun funerale, tranne lo spargimento di parte delle sue ceneri sull’oceano Atlantico.

10 Ottobre 1939: a Liverpool, per un’emorragia cerebrale, all’età di 44 anni, muore Eleanor Rigby. Sepolta al cimitero St Peter’s Parish Church di Woolton, Liverpool, è – con ogni probabilità – la fonte d’ispirazione per l’omonimo pezzo dei Beatles. McCartney, che ne è il principale compositore, incontrò i Quarry Men di Lennon durante una festa parrocchiale tenuta proprio presso questa chiesa: e i due passarono molti pomeriggi nei dintorni del cimitero, a prendere il sole. Anche se Macca ha sempre dichiarato di non ricordare la lapide, è evidente che il nome della defunta si depositò nella sua memoria: fatto sta che, a pochi metri dalla lapide di Eleanor, ce n’è un’altra col cognome “McKenzie”… E chi conosce il testo del brano, capirà a cosa mi riferisco.

11 Ottobre 1946: a Pottstown (Pennsylvania) nasce Daryl Franklin Hohl, in arte Daryl Hall. Cantante, dopo alcune esperienze semi-professionistiche, nel 1969 si unisce al produttore e autore John Oates, nel duo Hall & Oates: formazione di straordinario successo commerciale (34 singoli nella Billboard Hot 100 e 60 milioni di album venduti) all’insegna di un corrivo “rock and soul” (“Rich Girl”, “Kiss on My List”).

“Paolo Conte, via con me” – Il film

…Come una farfalla, una nostalgia

Una Topolino amaranto, una stradina di terra battuta fra le vigne del Monferrato: inizia così il docu-film su Paolo Conte. Non ho ancora sentito una nota, e subito mi commuovo: mannaggia alla musica, diceva Ron tanti anni fa. Perché la musica non è solo questione di note: ma, soprattutto, di ricordi, emozioni, suggestioni, sentimento, parole. E qui c’è tutto.

Paolo è di Asti. Come me: lo annuso da sempre, e l’ho incrociato per strada, in piazza San Secondo, mentre mangiavo un trancio di pizza (e lui, inappuntabile, nel sua dolcevita). E come mio padre, che non c’è più da tanto, ma che ha conosciuto Paolo in diverse occasioni, quando era ancora un avvocato con l’hobby della canzone, e non una star: e cui lo stesso Paolo dedicò un augurio poche ore prima che se ne andasse per sempre, durante un concerto di beneficenza del 1983 che proprio lui, papà, avrebbe dovuto presentare. E, ovviamente, come mia madre… Che è nata lo stesso anno di Paolo, e che come lui vedo invecchiare giorno dopo giorno, e nelle loro rughe scorgo un presente diventato ormai passato: ma sempre vivo, luccicante, lucido come una ciliegia. Continua a leggere ““Paolo Conte, via con me” – Il film”

Domani avvenne: da lunedì 28 settembre 2020 a domenica 4 ottobre

28 Settembre 1976: per la Tamla-Motown esce “Songs in the Key of Life“, diciottesimo album di Stevie Wonder e uno degli lp più completi, eclettici e fortunati della storia. Album doppio con l’aggiunta di un EP con altre quattro canzoni, è la summa artistica ed estetica di “Stefano Meraviglia”, e lavoro considerato da artisti di tutte le epoche come un esempio insuperato di genio e perfezione. Oltre a Wonder (che canta da par suo, e suona tastiere e batteria), in studio troviamo Herbie Hancock, George Benson e Michael Sembello: in scaletta, perle come “Sir Duke”, “I Wish”, “Isn’t She Lovely?” e “Pastime Paradise”.

29 Settembre 1935: a Ferriday (Louisiana), da una famiglia di umili origini, vede la luce Jerry Lee Lewis. Pianista e cantante, nel Febbraio 1957 – in piena craze rock’n’roll – assesta il colpo da ko: la sua “Whole Lotta Shakin’ Goin’ On” – e la di poco successiva “Great Balls of Fire” – sono successi istantanei, e mettono in mostra un talento pazzesco… Un mix esplosivo di rhythm’n’blues, boogie, gospel, un pizzico di country e possessione demoniaca. Una vita, quella di Lewis, condotta da vero ribelle: sfrontato, cinico e istrionico. Il soprannome più azzeccato di Lewis è, non a caso, “The Killer”.

30 Settembre 1964: a Fort Worth (Texas) nasce Ernest “Tray” Anastasio. Autore, cantante e chitarrista di straordinario virtuosismo, è il fondatore dei Phish, una della jam band più note del panorama americano. Famosissimi i loro “musical costume“, concerti in cui – la sera di Halloween – eseguono per intero un album di un altro gruppo, scelto dai fan.

1° Ottobre 1967: a Roma nasce Giuseppe “Pino” Marino. Cantautore raffinato, ironico e intimista, molto amato dalla critica e da uno zoccolo duro di fan (ha vinto, fra gli altri, il Premio Ciampi), ha raccolto un limitato successo commerciale: ma non ha mai cessato di continuare a occuparsi di musica, canzoni, spettacolo e recital, collaborando con Niccolò Fabi, Daniele Silvestri e Mauro Pagani.

2 Ottobre 1970: per la Emi-Harvest esce “Atom Earth Mother“, il quinto album dei Pink Floyd, e uno dei dischi più iconici di sempre. Per l’omonima suite orchestrale, che occupa un’intera facciata; per un paio di ottimi pezzi sulla B side, fra cui “If” e “Fat Old Sun”; e, diciamocelo, per la famosa “copertina della mucca”. Una cover senza nome del gruppo e titolo, ma solamente con una bella vacca pezzata (di nome Lulubelle III) fotografata in un campo di Potter Bars (Hertfordshire).

3 Ottobre 1969: a Philadelphia, all’età di 67 anni, ci lascia Nehemiah CurtisSkip” James. Chitarrista e cantante – ma anche pianista – di blues prewar, si caratterizza per uno stile eclettico, che smembra la classica forma-blues di 12 battute. Skip, dopo un periodo in cui si dedica alla predicazione, negli anni Sessanta conosce una seconda giovinezza artistica: gli ultimi cinque anni di vita saranno tutti dedicati alle incisioni. Fra le sue composizioni troviamo “Devil Got My Woman”, “I’m So Glad”, “Hard Time Killin’ Floor Blues”.

4 Ottobre 1970: cinquant’anni fa, domenica mattina, la cantante Janis Joplin è rinvenuta cadavere in una stanza del Landmark Motor Hotel di Los Angeles: l’esame autoptico evidenzia un’overdose di eroina. “A ogni concerto”, disse a un cronista, “mi sento come se avessi fatto l’amore con migliaia di persone, e fossi tornata a casa da sola”: e sola muore, poche ore prima di completare il suo ultimo pezzo, sinistramente intitolato “Buried Alive in the Blues”. Chi era Janis Joplin? Vergogna! 🙂

Tre film #2

Questa volta non vi racconto di film visti a casa, ma in vacanza… Sì perché ci siamo presi, per una settimana, un bungalow in Val di Ledro: e, fra passeggiate, letture e riposo, c’è stato anche il tempo per qualche film. Pellicole che volevamo vedere da tempo, e che abbiamo riversato in una chiavetta usb, con la speranza (ripagata) che la tv riuscisse a leggerle.

E, quindi: Continua a leggere “Tre film #2”

Domani avvenne: da lunedì 21 settembre 2020 a domenica 27 settembre

21 Settembre 1947: a Gainesville (Florida) nasce Don Felder. Chitarrista, a 15 anni collabora già con Stephen Stills: con lui suona anche Bernie Leadon, che dopo brevissimo tempo (parliamo del 1971) sarà fra i fondatori degli Eagles… Gli stessi Eagles che Felder raggiungerà nel 1974 in qualità di secondo chitarrista: e con loro rimarrà fino al 2001, suonando anche parti di mandolino, banjo e pedal-steel guitar, e prestando la sua penna alla hit “Hotel California”.

22 Settembre 1969: per la Capitol Records esce l’omonimo secondo album del gruppo musicale The Band. Insuperato esempio di equilibrio, versatilità e autenticità, il disco allinea alcuni fra i brani più famosi del complesso, come “Rag Mama Rag”, “Up on Cripple Creek” e “The Night They Drove Old Dixie Down”. Il gruppo sfrutta a fondo gli archetipi culturali americani, vagando fra bivacchi di emigranti e meridione razzista, e attingendo avidamente alla più umile musica dei decenni ruggenti, fra gospel, blues, country, cajun, rock’n’roll e un pizzico di sacralità barocca: un condensato antologico dell’America leggendaria noto come “Roots Rock”.

23 Settembre 1934: a Monfalcone (Gorizia) nasce Gino Paoli. Presto trasferito con la famiglia a Genova, si appassiona perdutamente della musica, e si lega a un gruppo di aspiranti artisti che conta nomi come Tenco, Lauzi, De André, Bindi e i fratelli Reverberi… Della cosiddetta “scuola cantautorale genovese” – e di quella italiana in generale – Paoli diventa uno degli esponenti più eminenti, attraversando diverse le generazioni senza perdere mai di mordente. Famosissime le sue hit (“Il cielo in una stanza”, “Sassi”, “Senza fine”, “Sapore di sale”, “Quattro amici”), le turbolente relazioni sentimentali (Ornella Vanoni, Stefania Sandrelli), il tentativo di suicidio (che gli lascia il proiettile infisso nel pericardio) e le scoperte in qualità di talent scout (Lucio Dalla e Faber). E canta ancora oggi, alla tenera età di 86 anni.

24 Settembre 1893: a Coutchman (Texas) nasce Lemon Henry Jefferson, in arte Blind Lemon Jefferson. Forse meticcio, (quasi) sicuramente cieco, pingue, attaccabrighe e alcolista, giramondo vestito da damerino, è il primo, più popolare e venduto fra i country bluesmen: le sue canzoni riescono a raccontare storie universali ponendosi dal punto di vista dell’ascoltatore, in una visione del mondo che travalica il comune “feeling the blues” per accedere a una forte coscienza individuale. Fra le sue hit – perché di vere e proprie hit si tratta, con milionate di copie vendute! – annoveriamo ”Match Box Blues”, “Jack O’Diamonds Blues”, “Black Snake Moan” e “See That My Grave is Kept Clean”.

25 Settembre 1975: a sole due settimane dalla pubblicazione, l’album “Wish You Were Here” dei Pink Floyd balza al primo posto della classifica inglese, e diviene uno dei successi più clamorosi della band. Dolente meditazione sull’assenza, sulle contraddizioni del successo e sul declino mentale del fondatore Syd Barrett, annovera in scaletta la famosa title track, e la lunga cavalcata “Shine On You Crazy Diamond”.

26 Settembre 1945: a Washington (UK) nasce Brian Ferry. Cantante, nel 1971 – assieme a Brian Eno e Phil Manzanera – fonda i Roxy Music, uno dei più importanti ensemble della storia del rock, capaci di una fusione in chiave estetico-decadente fra elettronica, ritmo e concettualità psicotica. Nel giro di pochi anni, lasciati i Roxy Music, Ferry sposta il suo canto verso un crooning  un po’ dandy e un po’ manierista: una ricetta che vende e piace, come testimoniato dall’hit internazionale “Slave to Love”, ma lontana anni luce dalla sfrontatezza degli esordi.

27 Settembre 1924: a New York vede la luce Earl Rudolph “Bud” Powell. Figlio e nipote d’arte, pianista di studi classici, si appassiona presto al jazz e diviene un assiduo frequentatore del Minton’s Playhouse: assieme a lui, Charlie Christian, Thelonious Monk, Dizzy Gillespie… In parole povere, gli artefici del BeBop. Pianista di straordinario virtuosismo, e ottimo compositore, è unanimemente considerato uno dei più grandi artisti della tastiera: ma gravi problemi di salute interrompono la sua vita a soli 44 anni.