Pensieri per Halloween #3: “I Put a Spell on You”

Incantesimi e scheletri tabagisti

New York, Ottobre 1956, studi Okeh Records: il bluesman Jalacy “Jay” Hawkins sta provvedendo a una nuova versione della sua “I Put a Spell on You“, già incisa in via semi-sperimentale poco più di un anno prima con la piccola Grand Records. Serata incredibile, quella, come la registrazione: quando l’aveva scritta, aveva pensato a una semplice ballad d’amore, con un testo giusto un po’ inquietante. Ma caso vuole che il produttore, Arnold Maxin, porti in studio ali di pollo fritte e alcol a fiumi, e i musicisti inizino prima a ubriacarsi, e poi a suonare: ne esce così una versione strana, “weird“ direbbero gli anglofoni, minacciosa e sopra le righe, con Jay che urla e sbraita appoggiato a un tappeto strumentale minimale e notturno. Ancora anni dopo, Jay confesserà di non ricordare nulla di quella session: ma sa che entrò in studio come Jay Hawkins, e ne uscì col soprannome di “Screamin’“, proprio grazie alla sua performance. Il singolo non vede però la luce: troppo estremo e rischioso.  Continua a leggere “Pensieri per Halloween #3: “I Put a Spell on You”” →

Domani avvenne: da lunedì 25 ottobre 2021 a domenica 31 ottobre

25 Ottobre 1961: a Saint Paul (Minnesota) nasce Chad Smith. Giovane batterista, entra nei Toby Redd, band di Detroit; a metà degli anni Ottanta si trasferisce a Los Angeles tentando la carriera di attore, ma viene coinvolto in un’audizione per sostituire Jack Irons, in uscita dai Red Hot Chili Peppers, e la vince. Da allora Chad è il batterista della band, con cui debutta in “Mother’s Milk” (1989).

26 Ottobre 1991: a Westwood (California), all’età di 71 anni, ci lascia Paul Barrere: autore, chitarrista eclettico e cantante, deve la sua fama alla permanenza nella brillante band Swamp-Southern Rock dei Little Feat, in cui resta dal 1972 al ’79, e nella reunion dopo il 1987. Come session man ha suonato inoltre per Taj Mahal, Jack Bruce e Robert Palmer.

27 Ottobre 2006: per la Island Records esce “Back to Black“, secondo album della grande cantante soul Amy Winehouse. Scritto in ampia parte dalla stessa Amy e prodotto da Mark Ronson, trionfa ai Grammy nella categoria miglior disco dell’anno, e diventa il secondo album più venduto in Inghilterra nel XXI secolo. Da questo storico lavoro sono stati tratti, fra gli altri, i singoli “Rehab”, “You Know I’m No Good” e “Back to Black”.

28 Ottobre 1953: a Gainesville (California) nasce John Charles Barrett, in arte Desmond Child. Autore e produttore, è un vero Re Mida del rock: ha infatti scritto hit come “I Was Made for Lovin’ You” (Kiss), “You Give Love a Bad Name” e “Livin’ on a Prayer” (Bon Jovi), “Dude (Looks Like a Lady)”, “What It Takes” e “Angel” (Aerosmith), “Poison” (Alice Cooper). Nel 2008 è stato inserito nella Songwriters Hall of Fame.

29 Ottobre 1971: a Macon (Georgia), per un incidente motociclistico, ci lascia Duane Allman. Uno dei migliori chitarristi elettrici slide di sempre, leader della Southern Rock band Allman Brothers Band, ha inoltre suonato con Clapton nella famosa “Layla”, e con Otis Redding, Aretha Franklin e Otis Rush. Al momento dello schianto, ha solamente 25 anni.

30 Ottobre 1941: a Texarkana (Texas) nasce Otis Miles Jr, in arte Otis Williams. Cantante dal range di baritono, dopo esser giunto a Detroit entra nel quintetto vocale The Distants, acerrimo ma leale rivale dei The Primes: quando i due gruppi vanno incontro a defezioni e scioglimenti, i rimanenti si fondono a formare The Temptations, uno dei gruppi Soul più fortunati e incisivi della storia. Attualmente è l’ultimo membro in vita del gruppo.

31 Ottobre 1971: per la Harvest esce “Meddle“, sesto album dei Pink Floyd. Sorta di cerniera fra i viaggi psichedelici della prima fase e le grande suite concettuali della seconda, è uno degli album meno famosi presso il grande pubblico, ma uno dei più amati dai fans, ed è forse il lavoro più “collettivo” della loro storia. In scaletta, la suite “Echoes” (che occupa un’intera facciata), e la martellante “One of These Days”. “Meddle” significa “impicciarsi degli affari altrui” ma si pronuncia come “medal”, “medaglia”: un gioco di parole senza particolari significati, ma che piaceva al gruppo.

Iron Maiden – “Senjutsu”

Di mestiere, scoregge e maniera

Già il fatto che recensisca questo album solo oggi, e cioè a 50 giorni buoni dalla sua uscita, qualcosa vorrà dire: non tanto sulla sua qualità estetica, ma su come ne agognassi l’arrivo nei negozi. E dire che sono un maideniano di ferro (e scusate il gioco di parole): non delle primissima ora, è vero, ma di quasi quarantennale attività. A casa ho praticamente tutto, degli Iron Maiden: lp, cd, singoli, box, Ep, video… Eppure è due volte che la notizia dell’ultima uscita mi coglie di sorpresa: per “The Book of Souls” lo venni a sapere chiacchierando con uno sconosciuto sul treno, e per questo “Senjutsu” ci ha pensato uno dei tanti automatismi di Youtube. Me la sono quindi presa con calma, comprando il doppio cd (ma si trova anche come triplo lp) solo pochi giorni fa: e ora ve ne parlo. Continua a leggere “Iron Maiden – “Senjutsu”” →

Domani avvenne: da lunedì 18 ottobre 2021 a domenica 24 ottobre

18 Ottobre 1941: a Wheeling (Ohio) nasce Billy Cox. Bassista elettrico, nel 1961, durante il periodo di leva, conosce il giovane Jimi Hendrix: i due entrano in amicizia, suonando anche episodicamente in locali di modesta importanza. Poi si perdono di vista, e nel ’67 la stella di Jimi esplode: e nel 1969, quando Noel Redding lascia libero il posto nella Experience, Billy è chiamato al suo posto. Con Jimi, Billy suona a Woodstock, e a seguire nel progetto estemporaneo della Band of Gypsys. Billy è oggi l’unico artista ancora vivente ad aver suonato con una certa regolarità assieme a Jimi Hendrix.

19 Ottobre 1988: a Detroit, alla bella età di 86 anni, ci lascia Eddie “Son” House, uno dei grandissimi del blues rurale del Delta. Il suo è un blues estremo, viscerale, aspro come il suo spirito, sempre dilaniato fra l’incenso del sacro e i miasmi del peccato. Dopo i successi degli anni Venti, messo a terra dalla Depressione, sparisce dalla scena: creduto ormai morto, nel ’64 è rintracciato e riportato a forza sulle scene: è l’inizio di una seconda giovinezza.

20 Ottobre 1960: “Only The Lonely“, singolo di Roy Orbison, dopo aver ben figurato negli Stati Uniti, raggiunge a sorpresa il primo posto della classifica inglese. E’ l’inizio di una carriera di successo, che lo vede addirittura rivaleggiare con i Beatles durante i primi tour inglesi in comune.

21 Ottobre 1957: a Los Angeles nasce Steve Lukather. Folgorato dai Beatles, a sette anni si fa regalare una chitarra, e a 17 anni inizia la carriera professionistica. Nel 1976 entra nei neo-formati Toto, in cui resta ininterrottamente sino al loro scioglimento ufficiale, nel 2019. Solista dallo stile eclettico e vicino alla fusion, ha svolto anche il mestiere di producer e autore, e ha suonato come session man a fianco di Michael Jackson, Jeff Beck, Elton John, Joe Cocker e molti altri.

22 Ottobre 1921: a Sète (Francia), 100 anni fa, nasce Georges Brassens. Dal padre, ateo e anarchico, assorbe una precisa ideologia personale e sociale, e si appassiona in egual misura alla musica e alla poesia: in tempo di guerra ripara a Parigi, presso la famiglia Planche, dove rimane ospite sino al 1966, e dove scrive gran parte del suo repertorio. Tutta la sua opera è dedicata agli emarginati, agli ultimi, ai dissidenti: un esempio raro di coerenza. In Italia, parte del suo canzoniere è stato egregiamente tradotto da Fabrizio De Andrè, per cui lo stesso Brassens espresse parole di ammirazione.

23 Ottobre 1966: ai De Lane Lea Studios di Londra, la Jimi Hendrix Experience incide “Hey Joe“: uscito sul mercato inglese come singolo a Dicembre, diventa rapidamente una hit, tanto da costringere i produttori americani ad inserirlo nella versione a stelle e strisce del primo album hendrixiano, “Are You Experienced?”. Attribuita inizialmente a Chet Powers, la canzone è ora ufficialmente censita a nome Billy Roberts: anche se è innegabile che tutti (o quasi) la identifichino come prodotto hendrixiano, grazie all’iconica versione eseguita a Monterey.

24 Ottobre 1976: a Montevarchi (AR) nasce Enrico Gabrielli. Polistrumentista, entra nel giro della musica sperimentale e della scena indie italiana, collaborando assieme a Marco Parente, Mariposa, Morgan e Afterhours: successivamente fonda i Calibro 35, ensemble dedito a energiche rivisitazioni delle colonne sonore dei poliziotteschi italiani. E continua ancora adesso a fare il musicista e produttore migrante, saltellando fra Capossela, Zen Circus, Baustelle, Nada e P J Harvey.

I falsi miti della musica #1 – Debunking Elvis

Ciao a tutti, inauguro oggi una nuova rubrica, che intende sfatare qualche falso mito in cui gli appassionati di musica possono incappare, presi come siamo – perché, ovviamente, nel novero mi inserisco anche io! – dall’amore per i nostri artisti preferiti. Mi è successo un sacco di volte di credere che “X” avesse cantato la tal cosa per primo, e che la scrittura della canzone “Y” fosse avvenuta in tal altro modo: e la delusione, quando ho scoperto il contrario, è stata spesso intensa: ma pazienza, sono i “dolori della crescita”! E poi, in epoca di “Fake News”, mi va di fare un po’ di sana (e leggera) attività di debunking!

Inizio da colui col quale… tutto ha avuto inizio! Si, lui, il camionista di Memphis, il ciuffo brillantinato del rock’n’roll, l’uomo della pelvica: Elvis Aaron Presley. Piaccia o meno, è da lui, e dalla storica incisione del 1954 di “That’s All Right”, che la marea che ancora ci travolge prende il via. Per molti, soprattutto negli States, “The King” è un qualcosa di irripetibile, un mito che non ammette discussioni, un dio in terra, che ha fatto tutto e cui tutto si deve; e, come potrebbe pensare un ascoltatore poco avvezzo ai meccanismi contrattuali, non solo un grandioso performer, ma anche l’autore dei suoi successi più famosi. Ma sarà davvero così?

Si stima – eh si, il conteggio è pur esso materia di discussione – che Elvis abbia inciso circa 711 canzoni, oltre a innumerevoli bootleg, alternate take o lavori incompiuti: ma la sua firma compare solamente 8 (si, OTTO) volte, e sempre come co-autore.

Ma vediamo, più o meno rapidamente, quali sono le otto canzoni co-firmate da Elvis, la loro storia e la parte avuta: Continua a leggere “I falsi miti della musica #1 – Debunking Elvis” →

Domani avvenne: da lunedì 11 ottobre 2021 a domenica 17 ottobre

11 Ottobre 1971: il singolo “Imagine“, di John Lennon, è pubblicato negli Stati Uniti. Inciso nello studio casalingo a Ascot, Inghilterra, nel maggio 1971, e compreso nell’omonimo album del Settembre ’71, vende circa 1 milione e seicentomila copie, ed è la più celebre e rappresentativa di John. Lennon affermò che il brano era «anti-religioso, anti-nazionalista, anti-convenzionale e anti-capitalista, e viene accettato solo perché è coperto di zucchero». E, oggi, sono 50 anni dalla sua uscita.

12 Ottobre 1956: a Hemel Hempstead (UK) nasce David Vanian. Cantante punk, sin dai primi anni di carriera adotta un look vampiresco, ispirato dai film di genere: nel 1976 fonda i Damned, la prima punk band inglese a pubblicare un singolo, un album e ad andare in tour negli Stati Uniti. Frontman, caratterizza la fase gothic con un curioso timbro da crooner, ed è l’unico membro sempre presente nell’ultra quarantennale storia del gruppo. E’ noto anche con gli pseudonimi di Desperate Dave e Naz Nomad.

13 Ottobre 1941: a Newark (New Jersey) nasce Paul Simon. Paul inizia l’attività musicale nei college, assieme all’amico Art Garfunkel, sotto il nome di Tom & Jerry: e sotto questa sigla, fra il 1957 e il ’64, scrive conto terzi una trentina di canzoni. Nel ’64, assieme ad Art, pubblica l’album “Wednesday Morning, 3 A.M.“, in cui compare anche “The Sound of Silence”: brano che, rimixato in chiave folk-rock all’insaputa del duo, fa il botto, vendendo milioni di copie e imponendo il nome di Simon a livello mondiale. Dopo lo scioglimento del duo, nel 1970, Paul inizia una carriera solista all’insegna dell’eclettismo, culminata in “Graceland”, in pieno stile world music. E oggi compie 80 anni!

14 Ottobre 1961: a Foggia nasce Eugenio “Gegè” Telesforo. Polistrumentista, cantante, compositore, conduttore e autore di programmi radiofonici e tv (spesso in coppia con Renzo Arbore) è un appassionato e profondo conoscitore del jazz, e pratica con alto mestiere il canto scat. In carriera ha suonato con Jon Hendricks, Dizzy Gillespie, Dee Dee Bridgewater, Lucio Dalla e Tosca.

15 Ottobre 1938: ad Abeokuta (Nigeria) nasce Fela Kuti. Emigrato a Londra, impara a suonare la tromba ed entra in diverse band: tornato in patria nel 1970, dà vita alla fantomatica Repubblica di Kalakuta, una comune musicale dove trovano riparo musicisti, pensatori e dissidenti. Le sue canzoni, ferocemente polemiche contro il governo, e cantate in inglese, incontrano il successo su tutto il Continente Nero, ma scatenano la violentissima reazione dei militari, che devastano lo studio e uccidendo numerosi sodali. Entra poi in politica, spendendosi per la causa anti-apartheid e il sogno panafricano.

16 Ottobre 1938: a Colonia (Germania) nasce Christa Päffgen, in arte Nico. Modella a Berlino Ovest, si traferisce poi a Parigi, recita in alcuni film (Lattuada e Fellini), va a New York entra nel giro degli Stones e di Dylan, e infine ecco il colpo che ne segna la carriera: notata da Andy Warhol entra nella sua Factory e viene inserita nella compagine dei Velvet Underground e del loro album d’esordio. Nico, pur cantando solo in tre canzoni, imprime un marchio indelebile, pregno di maledettismo e decadenza mitteleuropea. La sua carriera solista è d’assoluto interesse, e si muove fra dissonanze punk, umori gotici e suoni disturbanti: senza compromessi.

17 Ottobre 1991: a Reston (Virginia), a 72 anni, muore Ernest “Tennessee Ernie” Ford. Conduttore radiofonico e televisivo, cantante eclettico e simpatico essere umano, con irresistibili mustacchi alla Clarke Gable, Ford ottiene uno strepitoso successo grazie alla cover di “Sixteen tons” di Travis: nel 1955 la sua versione rimane al numero uno della classifica country per dieci settimane, e per otto in quella pop. Da noi la canzone è nota come sigla del talk politico “Dimartedì” di Giovanni Floris.